giovedì 8 gennaio 2009

"Ettore Carafa. La famiglia, i luoghi, la Rivoluzione", di Pina Catino

In occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, è stato pubblicato per Adda Editore, con il patrocinio del Comune di Andria, un saggio storico che ripercorre le origini e la vita di Ettore Carafa d'Andria, protagonista dei fatti della Rivoluzione napoletana del 1799 in Puglia e in Abruzzo. Il volume, dal titolo Ettore Carafa. La famiglia, i luoghi, la Rivoluzione (pp. 256, euro 40, ill.), è opera della ricostruzione storica dei manoscritti e dei materiali d'archivio operata dall'autrice, la dott.ssa Pina Catino, giornalista locale. Il legame con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e con la Rivoluzione che portò all'esperienza della Repubblica Napoletana nel 1799 è spiegato in quarta di copertina, dove si legge che Carafa «lottò e morì nel 1799 per gli ideali di libertà, democrazia e di giustizia che furono alla base dei moti rivoluzionari, ma anche anticipatari di quei valori di solidarietà e di rispetto della dignità umana, che ritroviamo ben radicati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nella nostra Costituzione Italiana e in quella dell’Unione Europea».

Il volume è stato di recente presentato ad Andria (qui un video della manifestazione), alla Cittadella della Cultura di Bari e, il mese scorso, nella vicina Corato. In quest'ultima occasione l'autrice, che già negli anni scorsi, insieme a Paola Tavernini, aveva pubblicato un volume sulla vita di Ettore Carafa pubblicato dalla Grafiche Guglielmi di Andria, ha rilevato l’importanza dell’affermazione dei diritti umani contenuta nei documenti della rivoluzione francese e di quella napoletana, ancora oggi largamente disattesi. Sempre in quest'occasione, il prof. Michele Palumbo, docente di Storia e filosofia nei licei, ha spiegato nel suo intervento «come già nella documento francese sia presente il concetto della inalienabilità dei diritti del cittadino, a significare che in nessun caso l’uomo-cittadino può essere privato dei suoi diritti. Tra questi diritti c’è l’uguaglianza di fronte alla legge che anche la nostra Costituzione garantisce e che, secondo il relatore, è stata violata da una legge recente dello stato, che prevede l’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato italiano. Egli ha inoltre sottolineato come la Costituzione del 1799 fosse avanzata dal punto di vista giuridico, tanto da prevedere non solo come diritto, ma anche come dovere, l’istruzione del cittadino» (qui una sintesi dell'incontro, a cura della rivista on line Eventi & Commenti - L'Eco della gente di Corato).