Il secondo libro che parla (anche) di Taranto e che segnalo (e sul quale mi riservo di scrivere una recensione, viste le premesse) è pubblicato dalla casa editrice romana minimumfax, una delle migliori in assoluto tra quelle emergenti, al cui interno opera anche lo scrittore barese Nicola Lagioia. Il volume, curato da Christian Raimo, è Il corpo e il sangue d'Italia. Otto inchieste da un paese sconosciuto (pp. 326, euro 16), e comprende due inchieste su Taranto di Alessandro Leogrande e Ornella Bellucci, oltre a reportage di altri autori più o meno affermati come Antonio Pascale, Piero Sorrentino, Stefano Liberti, Silvia Dai Pra', Alberto Nerazzini, Gianluigi Ricuperati.
I due scrittori tarantini, entrambi emigrati, si concentrano l'uno sulle vicende politiche del capoluogo ionico, in particolare con il ritorno alla politica attiva dell'ex sindaco Giancarlo Cito, con un'intervista inedita all'ex braccio destro De Cosmo avvenuta pochi giorni prima della sua morte; Bellucci invece parla della questione-Ilva, del lavoro precario e delle vite perdute nello stabilimento tarantino.
Così si legge in quarta di copertina: «Raccontare l’Italia vuol dire raccontare un paese sospeso tra il desiderio mai realizzato di emancipazione civile e il viscerale richiamo di uno spirito arcaico. Vuol dire parlare di una nazione che si trasformando senza modelli da seguire, senza tradizioni con cui confrontarsi. Vuol dire scoprire i conflitti profondi che si celano dietro le facili rappresentazioni dei telegiornali. Illegalità e legalità, diritti civili e sopruso, culto dell’immagine e impegno sociale. La speranza di un futuro possibile e la disillusione di una nazione allo sbando».
Via: www.minimumfax.com

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