Nell'ampio dibattito sul destino dell'università che tiene banco da diversi mesi si pone ora anche un volume, pubblicato dalla casa editrice barese Cacucci, di Aldo Romano, dal significativo titolo Costruire l'università post-fordista. Sperimentare il futuro nel presente (pp. 222, euro 20). L'autore è docente Ordinario di Gestione dell'Innovazione presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università del Salento e docente della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma II Tor Vergata. Nativo di San Vito dei Normanni, ha fondato Tecnopolis a Bari ed ora dirige l'Isufi, Istituto Superiore Universitario Formazione Interdisciplinare, dell'Università del Salento. Nel 2005 Romano ha già pubblicato, insieme a Mario Marinazzo, il volume, edito da Manni, Puglia in declino? Immaginare il futuro e investire per il cambiamento.
Questo nuovo volume di Aldo Romano, invece, pubblicato alla fine del 2008, pone al centro della sua attenzione il sistema universitario italiano, soffermandosi sulle potenzialità del capitale intellettuale e delle sue prospettive per lo sviluppo, ma anche sui rapporti che una cooperazione tra Mezzogiorno e Mediterraneo potrebbe apportare anche al sistema universitario, e vi si riportano, inoltre, i risultati di alcune sperimentazioni culturali, pedagogiche e scientifiche effettuate nel mondo dell'università e della ricerca. La re-invenzione dell'università, secondo l'autore, è un'operazione complessa che richiede comunque, principalmente, discontinuità: «in altri termini, una sorta di rivoluzione creativa, intesa innanzitutto come capacità di originare nel presente il futuro auspicato, piuttosto che di estrapolare il presente da un passato inattualizzabile». Sempre secondo l'autore, i giovani devono apprendere tenendo conto in particolare delle esigenze della società del futuro, la quale richiede un'obbligata organizzazione interdisciplinare degli studi: la soluzione è quindi eliminare il verticalismo culturale e favorire una sempre maggiore comunicazione tra i "saperi" prodotti dalla scienza e da tutti i protagonisti dello sviluppo.
