mercoledì 4 febbraio 2009

"Dimitri Nicolau. Una ricerca personale", di M.C. Caldarola

È stata pubblicata all'inizio del 2008 dalle edizioni Papageno di Bari, una casa editrice musicale con un ampio catalogo, nella collana "Tamino", un'importante monografia dedicata al poliedrico compositore e artista Dimitri Nicolau da parte di Maria Cristina Caldarola, docente di pianoforte presso il Conservatorio "Nicolò Piccinni" di Bari. Il volume, dal titolo Dimitri Nicolau: una ricerca personale (pp. 324, euro 18) è stato presentato ancora la settimana scorsa a Bari, dopo diversi altri appuntamenti che hanno avuto luogo nel corso nel 2008. Nicolau, scomparso nel marzo 2008 quando il volume era già stato pubblicato, era nato a Keratea in Grecia nel 1946, ma aveva ottenuto la cittadinanza italiana come rifugiato politico nel 1967, in quanto oppositore del regime greco dei "colonnelli". Dopo i suoi studi musicali compiuti in Grecia e in Francia, aveva studiato alla Facoltà di Lettere dell'Università La Sapienza di Roma e diplomandosi al Centro Nazionale di Cinematografia come direttore della fotografia. Oltre alla sua attività di compositore ha infatti unito quella di direttore della fotografia, co-regista, pittore, docente di arte scenica, tecnica e drammaturgia vocale. Tra le sue oltre 290 composizioni si trovano anche colonne sonore per film, televisione e radio, canzoni per l’infanzia e svariate partiture per teatro di prosa.

Maria Cristina Caldarola, nel volume oltre a tracciare un profilo dell'artista greco e a citare interviste, recensioni e commenti critici alla sua opera, raccoglie anche brevi scritti assai significativi, tratte dalle presentazioni di alcune sue opere. Scriveva ad esempio Nicolau, in pensiero assai attuale: «se ci fermassimo all’idea, peraltro molto razionale e pericolosamente diffusa anche nella cultura a sinistra, che la musica è un bisogno, un mezzo di intrattenimento e di "scarica", un supporto sonoro per esibizioni biomeccaniche non una esigenza tra le più profonde della realtà propria della natura umana, del primo anno di vita e del rapporto con l’assolutamente diverso da sé, torneremmo complici del pensiero religioso. Comporre un’opera musicale e credere che possa proporsi come espressione di non-rapporto è disumano e insensato». La stessa autrice, invece, in un'intervista rilasciata ad Artemisio Gavioli della rivista «Plectrum», afferma: «Il desiderio di divulgare il suo pensiero e la volontà di approfondire la sua personalità poliedrica ha determinato una forma di collaborazione con il compositore per il reperimento del materiale da inserire nella monografia che mi ha permesso come curatrice di approfondire la sua conoscenza e di apprezzare la sua umanità, in seguito a mail, telefonate, fax ed una piacevolissima conversazione estiva sulla sua terrazza romana. Generalmente un compositore lascia tracce della sua esistenza nelle partiture. La monografia su Dimitri Nicolau prospetta un nuovo modo di “fare” la storia nello specifico del mondo dell’arte, proponendo pensieri, scritti, lettere, interviste, disegni e… il catalogo delle sue composizioni raccolte per organico».