venerdì 3 aprile 2009

"La Puglia dei poeti e degli scrittori" a Building Apulia

Quarto appuntamento con Building Apulia questa mattina alla Teca del Mediterraneo di Bari, con un incontro monotematico dal titolo "La Puglia dei poeti e degli scrittori". Ad intervenire, accanto al testimonial della giornata, il poeta Lino Angiuli, gli autori di tre volumi che fanno, ognuno nel suo campo, il punto sulla letteratura pugliese del '900. Si tratta, cioè, di Daniele Maria Pegorari, curatore della guida antologica Puglia in versi. I luoghi della poesia, la poesia dei luoghi, pubblicata dall'editore Gelsorosso (pp. 112, euro 15), Domenico Rodolfo, autore della raccolta poetica In esilio di cuore. Disappunti di un cantastorie gentile (Progedit, pp. 64, euro 10) e Nicola Saponaro, che ha presentato il suo corposo volume di Opere, pubblicato dalla casa editrice milanese Spirali, del quale avevamo già parlato alcuni mesi fa, e che comprende molte sue opere teatrali e una ricca appendice di aforismi.

L'introduzione di Lino Angiuli è stata per buona parte dedicata alla memoria di Gianni Custodero, giornalista, poeta e scrittore pugliese scomparso improvvisamente poche settimane fa. In seguito, ha presentato i tre volumi oggetto dell'incontro. In particolare, ha tracciato la linea poetica sulla quale si muove Domenico Rodolfo, poeta lucano da molti anni trapiantato a Bari, collaboratore di Carlo Levi e del periodico «Basilicata», che nella sua ultima raccolta dà ampio spazio a una poesia civile che, come ha scritto Raffaele Nigro nella prefazione, «si muove nell'ombra di Pasolini e di Buttitta»: una rabbia, quella che si legge nei versi di Rodolfo, che non di rado si attenua in ironia e in auto-ironia, e che consiste quindi in uno sguardo grottesco sulla drammaticità del mondo. Sul volume dell'opera di Saponaro, invece, Angiuli ha evidenziato il distanziamento tra un meridionalismo ereditato e una meridionalità intesa come condizione culturale e antropologica piuttosto che storica ed economicistica. Con Saponaro, cioè, la letteratura pugliese riprende a fare i conti con il proprio territorio e con le personalità che più lo rappresentano, basti pensare alle opere di Saponaro su Di Vittorio e Federico II, dopo decenni in cui i pugliesi avevano come unico destino quello di scrivere per e del centro-nord. Il volume curato da Daniele Maria Pegorari, infine, si configura come un'elegante e preziosa, anche graficamente, guida al viaggiatore che intende guardare la Puglia non con gli occhi del turista mordi e fuggi, ma con quelli dei poeti di questa terra. Emergono così gli spunti paesaggistici, magari meno noti ma allo stesso modo pregnanti, di importanti autori pugliesi (44 in tutto) viventi e non; una mappa di luoghi pugliesi che permette «di cogliere il significato più profondo e la metaforicità di un certo luogo. Oltre ai testi poetici firmati da poeti consacrati (Bodini, Fiore, Fallacara, Marniti, Fraccacreta) e dai più significativi attualmente attivi (alcuni esempi: Serricchio, Nigro, Giancane, Custodero, Curci, Angiuli, Bello) il libro presenta anche un notevole apparato bibliografico riferito agli autori ospitati. Il tutto è accompagnato da un corposo saggio del curatore, docente di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Bari, in cui viene fornito uno spaccato completo della produzione poetica pugliese contemporanea».