Della città di Manfredonia e delle ricerche storiche sulle sue origini ci eravamo già occupati alcuni mesi fa per la pubblicazione del volume Storia di Manfredonia, primo di una serie, a cura di Raffaele Licinio. Sullo stesso tema è centrato anche l'ultimo libro scritto da Nicola Grasso e presentato pochi giorni fa nella città sipontina, dal titolo Storia della città, il primo di due volumi dell'opera Manfredonia Storia Arte e Natura. Il secondo dei due volumi, che verterà sui temi delle testimonianze artistiche e dei beni paesaggistici di Manfredonia, è già in lavorazione. Radiologo, oggi in pensione, Grasso ha sempre assecondato la sua forte inclinazione per la poesia che lo ispirato in numerose liriche scritte soprattutto durante gli anni dell’adolescenza e recentemente raccolte in una silloge pubblicata con il titolo Come le api (Ismeca, Bologna 2008), e la sua grande passione per la letteratura e la storia patria, di cui è diventato accurato ricercatore e profondo conoscitore.
Come spiega l’autore nella nota introduttiva, l’opera risponde all’esigenza di eliminare i luoghi comuni che si sono tramandati nei secoli sulla fine della gloriosa Siponto e sulla nascita di Manfredonia, di soffermarsi sulle vicende sipontine dall’inizio del secondo millennio fino all’epoca in cui si pensa sia nata Manfredonia e di raccontare le bellezze artistiche di questa città. Il libro di Grasso parte circa dall’anno 1000 e conclude la sua parabola storica ai giorni nostri, includendo i fatti dell’Enichem e delle recenti cronache. Il saggio trae origine dalle ricerche compiute dall’Autore su numerosissimi scritti storicamente rilevanti per la città: da quelli del Sarnelli del 1680 a quelli del '700 dello Spinelli; da quelli del periodo ottocentesco del Pascale, a quelli del '900 del d’Aloe e del Mastrobuoni che, seppure dedicati esclusivamente alla storia religiosa, si sono rivelate fonti assai utili per le ricerche dell’Autore.
