Solo poche settimane fa avevamo segnalato l'importante contributo di Antonio Monte, scritto con Valentina Pennetta, sul sito industriale di San Pietro Vernotico, in particolare sulla sua ex distilleria nei pressi della stazione ferroviaria. Dello stesso autore è stato da poco pubblicato un nuovo volume, stavolta curato in collaborazione con Ilaria Montillo, che porta alla luce un nuovo frammento della storia industriale salentina, dal titolo Il sito industriale di Adolfo Colosso a Ugento. Tra storia e patrimonio (pp. 240, euro 15). Il libro, pubblicato da Crace Editore (Centro Ricerche Ambiente Cultura Economia) di Perugia, fa parte del lavoro svolto dall’Istituto per i beni archeologici e monumentali di Lecce (Consiglio nazionale delle ricerche) e fa parte del progetto: «I beni del patrimonio industriale del territorio di Ugento» cofinanziato dalla Regione nel programma delle Attività culturali 2007-2009. L’attività di ricerca è stata svolta in collaborazione con l’Associazione Italiana per il Patrimonio archeologico industriale (Aipai).
Il volume comprende in realtà tre saggi: il primo è quello che dà il nome al volume ed è scritto dai due curatori. Il secondo, dal titolo Adolfo Colosso: benemerito viticoltore, bonificatore e imprenditore agrario è stato scritto da Franco Antonio Mastrolia, mentre il terzo saggio è di Claudio Bottazzo e Antonio Monte e s'intitola Da sito produttivo a polo museale: recupero e riuso dell’opificio industriale. Il sito industriale di Adolfo Colosso, illuminato agronomo salentino, si caratterizzava per essere suddiviso in diversi apparati produttivi: l'enopolio, l'oleificio, il molino, il saponificio, il sansificio. Come si legge in quarta di copertina, «Il Salento vanta questa attenzione anche per merito di Amministratori locali sensibili, circondati da validi riferimenti nel proporre e realizzare le loro idee di progetti di recupero e valorizzazione di un percorso di frantoi ipogei, di una distilleria, di alcuni stabilimenti vinicoli e altro. Il patrimonio industriale è della comunità, esso appartiene alla storia di ognuno che lo riconosce e lo rivendica. È ciò che è avvenuto anche a Ugento terra nota per il suo antichissimo trascorso di Municipio messapico e romano, ma anche custode di uno dei siti industriali più complessi e interessanti della Terra d’Otranto del XIX secolo».
