Si celebra il prossimo 15 marzo, ma iniziative di preparazione sono corso già da alcune settimane, l'Ottava Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promosse da Libera di don Luigi Ciotti e che quest'anno si svolgerà a Bari con un lungo corteo che culminerà nell'area del nuovo Parco dell'ex Punta Perotti. Tra le iniziative preparatorie si è svolto ieri un incontro presso la sede dell'associazione "Federico II", a Bari, con la presenza di esponenti di Libera, esperti giuridici e di Michele Cagnazzo, autore del libro Mafia. Una guerra senza confini. "Formidabili quegli anni", pubblicato da Wip Edizioni (pp. 176, euro 18). L'autore scrittore e studioso di Scienze Criminalistiche applicate specializzato in tematiche di mafia e criminalità organizzata. La presentazione è dell'on.le Fabio Granata, già Assessore alla Pubblica Istruzione "Regione Siciliana" e la prefazione è del dott. Antonello Bellomo, criminologo e docente di Psichiatria Forense presso l'Università di Foggia.
Come si legge in una recensione, «è un'opera che richiama a gran voce l'urgenza di un'antimafia che non ha più tempo. Non ha più tempo per le mediazioni, i compromessi, le polemiche sterili. Frutto del forte garantismo che regna nel nostro Paese.Tormenti di non semplice soluzione con cui si misura l'autore Michele Cagnazzo, che senza riserve ed ipocrisie ma con un linguaggio serrato misto a rabbia e passione descriverà una mafia sempre più in giacca e cravatta e una società che cambiandosi troppe volte al giorno sceglie il travestimento. Insomma, interi pezzi di società che hanno ormai mutuato i modelli comportamentali dei mafiosi e lo si vede in tutti i campi, compresi quelli istituzionali. L'opera vuol essere anche un'arma per ritrovare e rinfocolare il coraggio di combattere. Per far uscire il Paese da questo micidiale e radicale cinismo che domina tutto, un'assuefazione al malaffare che diventa ambiente e costringe le persone civili e oneste a una ammutolita paralisi. Una società - come dice l'autore - dove niente ha valore se non genera potere».
