lunedì 31 marzo 2008

Ripubblicato il "Vocabolario dei dialetti salentini"

A più di trent'anni di distanza dalla pubblicazione, nel 1976, per i tipi di Mario Congedo di Galatina (Le), la stessa casa editrice ripubblica ora uno dei testi fondamentali per la dialettologia e la storia della lingua del Salento, l'opera dello studioso, filologo, glottologo e linguista tedesco Gerhard Rohlfs Vocabolario dei dialetti salentini (Terra d'Otranto), in tre volumi (75 euro). Le 1300 pagine dell'opera di Rohlfs erano state pubblicate tra il 1975 e il 1976 con il patrocinio dell'Università di Lecce, e si ripresentano ora in una nuova ed elegante veste grafica con le copertine dove spiccano la «Piazza di Lecce» raffigurata nel 1830 da Cuciniello e Bianchi, «Il porto di Brindisi» (Filippo Hackert) e il «Porto di Taranto» nel ‘700, oltre a scene sette-ottocentesche di vita popolare nel Regno di Napoli.

Le indagini linguistiche condotte dallo studioso tedesco sono 140: sedici nella provincia di Brindisi; 102 in quella di Lecce e 22 in quella di Taranto e sono state utilizzate tutte le fonti stampate e manoscritte che gli è stato possibile reperire. Non manca uno sguardo sul folklore locale: il Vocabolario, infatti, offre dettagliate spiegazioni e un’ottantina di disegni e schizzi che raffigurano acquerelli, antiche carte marittime e vedute d’epoca sulle più belle città del Salento. «Chi conosce la sua attività - osserva Alberto Sobrero, docente di Dialettologia italiana nell’Ateneo leccese, di cui è stato anche rettore - sa che cosa il Salento significhi per lui: non il pretesto o il luogo occasionale per un’arida ricerca, ma un campione d’umanità col quale amava misurare le proprie capacità». E, aggiunge Sobrero, «il Salento gli è affettuosamente grato per l’amorosa investigazione della vita, del pensiero, delle cose, oltre che della lingua di questa regione». Nella premessa, l’allora preside della facoltà di Lettere, Carlo Prato, ricorda la laurea ad honorem con cui il rettore, «on. prof. Giuseppe Codacci-Pisanelli» insignì Rohlfs «per i preziosi contributi da lui dati alla conoscenza dei dialetti dell’Italia meridionale e per continue e rinnovate attestazioni di fedeltà alla nostra terra».