venerdì 14 dicembre 2007

Mirko Grasso su Gaetano Salvemini


Abbiamo già ricordato il mese scorso la figura dell'intellettuale molfettese Gaetano Salvemini citandone lo scritto introdotto da Alessandro Leogrande e pubblicato sul numero di novembre di «Lo Straniero». Torno ora a parlarne dando notizia della pubblicazione di un nuovo volume, pubblicato dalla casa editrice salentina Kurumuny, dal titolo Gaetano Salvemini. L'uomo, il politico, lo storico (pp. 144, euro 18). Il curatore dell'opera è il giovane Mirko Grasso, classe 1977, originario di Galatone, collaboratore delle riviste «Aprile», «Lo Straniero» e «Quaderni di Cinemasud», e già autore di due volumi per Kurumuny negli anni scorsi (Stendalì, canti e immagini della morte nella Grecìa Salentina nel 2005 e Scoprire l’Italia, inchieste e documentari degli anni Cinquanta nel 2007) e di un altro, nel 2004, su Pasolini e il sud per le Edizioni Dal Sud.

L'opera raccoglie testi di Norberto Bobbio, Sergio Bucchi, Ernesto Rossi, Mirko Grasso e dello stesso Gaetano Salvemini. Si legge nella scheda editoriale: «Norberto Bobbio sostiene che ogni comunità di spiriti liberi, stato o nazione che sia, o cenacolo di combattenti per la libertà, ha bisogno di uomini come Salvemini proprio come si ha bisogno dell’aria per respirare o del pane per cibarsi. Oggi, a cinquanta anni dalla morte dello storico pugliese, e a più di centotrenta dalla nascita, è ancora vero e ancora così. L’educazione politica, la lotta per la conquista e la difesa di diritti civili, la laicità e il rispetto delle minoranze: tutti nuclei dell’opera salveminiana e tutte tematiche di stringente attualità. La questione morale, l’attenzione al progresso di tutta la società e la tutela dei più deboli, l’autonomia della politica nei confronti della religione come chiave di integrazione culturale e fuga dalle discriminazioni, la parità tra i sessi, il rispetto delle realtà culturali regionali contro l'omologazione del centro: la lezione del professore venuto dal sud ha ancora un senso e può essere faro ideale di riferimento per numerose generazioni di studiosi e intellettuali. Libertà quindi. Libertà nella ricerca storiografica, nella discussione politica, nell’agire personale e nella società: sono queste le coordinate entro cui collocare e interpretare l’opera di Salvemini. Politico, storico, docente universitario, è stato il maestro dell’antifascismo, si è impegnato in prima linea per il riscatto del sud d’Italia, e la sua scuola di formazione politica, storica e civile, culminata con l’opera di emancipazione condotta con la fondazione del periodico “l'Unità”, ha temprato allievi eccezionali come Carlo e Nello Rosselli, Gramsci e Gobetti, Ernesto Rossi e, giungendo sino a noi, Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Franco Venturi, Gaetano Arfè.
Gli scritti e i materiali qui proposti vogliono contribuire al dibattito intorno a questa figura chiave del Novecento italiano. Il corpus fotografico pubblicato, proveniente dall’Archivio Salvemini, custodito presso l’Istituto Storico per la Resistenza in Toscana, e messo a disposizione dal Comitato Salvemini, ripercorre l’arco temporale della vita dello storico in tutte le sue fasi più significative. Viene pubblicata, per la prima volta in CD, la registrazione del 1955 in cui Salvemini ricorda Piero Gobetti e l’intervista, sulla presa di cittadinanza americana, rilasciata alla NBC nel 1941. Sono le uniche registrazioni della voce dello storico. Nello stesso supporto è fruibile la voce di Ernesto Rossi che ricorda le profonde doti umane e culturali del suo maestro, nella conferenza Salvemini maestro e amico, e ritorna ai giorni bui del regime fascista con L’antifascismo al carcere e al confino».

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