Riporto l'esaustivo comunicato stampa sulla presentazione di un nuovo volume inedito di don Tonino Bello pubblicato dalla casa editrice La Meridiana di Molfetta:
Ha il sapore di un testamento spirituale La bisaccia del cercatore. Scarti minimi per il futuro che racchiude l’ultimo intervento di don Tonino Bello nella città di Assisi, nell’agosto del 1992, per il Cinquantesimo corso di studi cristiani. Una riflessione inedita sugli strumenti che il cristiano del terzo millennio deve utilizzare nel suo viaggio verso il crocevia della storia: a partire dall’analisi critica di quello che il mondo offre, per prendere quanto c’è di buono, come suggerisce San Paolo. In allegato al volume un dvd con un altro intervento di don Tonino che a chiusura del corso si confrontò con Nilde Iotti sul tema della “casa comune”. Il libro pubblicato dalle edizioni la meridiana nella collana paginealtre (a cura di Ignazio Pansini, immagini di Giovanni Morgese, 56 pagine e dvd allegato, 15 euro) sarà presentato giovedì 13 dicembre alle 19 nella sala conferenze dell’ex Convento dei Cappuccini, in via Tommaso Traetta, a Bitonto. All’incontro parteciperanno il presidente della Fondazione Don Tonino Bello, Giancarlo Piccinni, il parroco di San Silvestro Papa, don Vincenzo Cozzella, e la presidente delle edizioni la meridiana, Elvira Zaccagnino. Introduce e modera il dibattito il giornalista Valentino Losito. «Se io fossi un contemporaneo di Gesù – scrive don Tonino - se fossi uno degli undici ai quali Gesù, nel giorno dell’ascensione, ha detto “lo Spirito Santo verrà su di voi e riceverete da lui la forza per essermi miei testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, la Samaria e fino all’estremità della terra” (At 1,8), dopo essere andato a salutare la madre, Maria, nell’atto di congedarmi dai fratelli, sapete cosa avrei preso con me? Innanzitutto il bastone del pellegrino e poi la bisaccia del cercatore».
Nella bisaccia don Tonino custodirebbe cinque cose: «un ciottolo del lago; un ciuffo d’erba del monte; un frusto di pane, magari di quello avanzato nelle dodici sporte nel giorno del miracolo; una scheggia della croce; un calcinaccio del sepolcro vuoto. E me ne andrei così per le strade del mondo, col carico di questi simboli intesi, non tanto come souvenir della mia esperienza con Cristo, quanto come segnalatori di un rapporto nuovo da instaurare con tutti gli abitanti, non solo della Giudea e della Samaria, non solo dell’Europa, ma di tutto il mondo: fino agli estremi confini della terra». Don Tonino nel suo discorso cita Gramsci e Silone. «Diceva Gramsci, in una delle lettere, scrivendo ai suoi compagni: “Manca il brivido della passione”. Ecco, ci manca il brivido. Ci basti pensare al tema della povertà, che è essenziale e sul quale come Chiesa non sappiamo più fare scrutinio, diciamolo francamente, non sappiamo più fare discernimento». Ricorda poi alcune battute di Silone nel libro “Vino e pane”, dove in un dialogo tra sacerdoti, a don Benedetto si fa dire: “Mio caro don Angelo, t’immagini tu il Battista offrire un concordato a Erode per sfuggire alla decapitazione? Ti immagini Gesù offrire un concordato a Ponzio Pilato, per evitare la crocifissione?”. «Riconosciamolo: ci manca l’audacia profetica che c’è nel discorso della montagna, ci fa difetto l’alta quota del monte delle beatitudini, e il ciuffo d’erba delle sue pendici si è disseccato nella nostra bisaccia».
Il DVD allegato mostra l'intervento di don Tonino Bello.
Per informazioni: ufficiostampa@lameridiana.it; sito internet www.lameridiana.it

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