È stato presentato sabato scorso presso la libreria Diderot di Andria, sua città natale, la prima raccolta poetica di Luigi Zagaria, dal titolo Le Grazie (euro 12), pubblicato dalla casa editrice catanese Akkuaria, specializzata in pubblicazioni poetiche. L'autore è nato nel 1968, e da sempre coltiva la passione per la poesia, grazie alla quale, in collaborazione ad altri autori, che frequentano il sito di Nuoviautori.org di Carlo Trotta, ha potuto partecipare alla realizzazione del Wiki poesia movimento dal quale scaturiscono ben tre volumi di poesia Spegneranno tutti i lumi del mondo, La felicità è una piccola cosa e Le solitudini di Aradollo in ciascuno di esso, è presente con numerose composizioni. Peculiarità dei tre libri, è il fatto che la poesia, si intreccia l’una con l’altra ad effetto ragnatela, ovvero ciascun poeta si inserisce nel contesto dell’opera riallacciandosi alla poesia che immediatamente la precede.
Queste le parole del poeta nella presentazione della raccolta: «Dedico questi versi, a chi ha il coraggio di credere nella vita, a chi non si da mai per vinto, a chi ama lottare, e a chi seduto sopra le panche del santuario spera di ottenere ciò che desidera. Ogni lirica contenuta in queste pagine per me rappresenta una Grazia; ciascuna di esse è la rappresentazione del dolore dell’anima, che viene fuori attraverso le parole. Le parole, che compongono i versi sono la rappresentazione dell’animo del poeta che le scrive, esse, sembrano composte di materia, sono reali almeno quanto lo è la sofferenza umana che ci accompagna durante tutto il viaggio della nostra vita. Le mie uniche certezze, sono l’aria che respiro, la materia che circonda tutto ciò che è vita ed è a tutto questo che io devo la mia vita, e a tutto ciò che sta in cielo, in terra ed in ogni luogo». Nella Prefazione, invece, Iago scrive: «L’importanza per l’autore, non è, come per altri, lottare contro un destino ostile, ma risiede nel sentirsi un piccolo elemento di un progetto misterioso ed affascinante – come le interminabili sensazioni stanno nell’attimo che fugge. In questa rivisitazione personale e originale, non viene proposta alcuna separazione tra gli elementi biografici e poetici. Si legge chiaramente, la necessità di non separare la poesia dall’uomo, il verso dalla parola, la materia dal “materiante”».
