martedì 12 febbraio 2008

"Tavole di palcoscenico" di Luigi Calabrese

Tra il teatro e la storia locale della provincia di Taranto segnalo l'opera da poco pubblicata di Luigi Calabrese (nella foto), dal titolo Tavole di palcoscenico nella provincia italiana. Cinquant’anni della nostra Storia vissuti con l’entusiasmo di un “cataldiano” vero: Pino Salinaro (edizioni Archita, pp. 186). L'autore, impegnato nel sindacato e in politica (attualmente è consigliere di maggioranza della Provincia di Taranto) ha anche alle spalle una lunga attività di animatore socio-culturale e di cultore di teatro amatoriale, condivisa con quel Pino Salinaro, scomparso nel ‘96, che fu suo suocero e fu il promotore principe del teatro amatoriale e dialettale in Taranto.

L’opera vuole raccontare un periodo storico, spesso trascurato o dimenticato, che spazia dai primi anni ’50 sino alla metà degli anni ’90, attraverso un filo conduttore riferito al teatro e in particolare all’attività di Pino Salinaro, anima "cataldiana" di quel periodo. Nel racconto si parla di uno spaccato sociale, culturale, politico, economico di un cinquantennio davvero particolare. Si parte dai "luminosi anni 50", alle "contraddizioni dei 70", sino ai "rivoluzionari" anni 80 e 90, raccontando di un’Italia e di una città così diverse, ma anche così attuali. Delle occasioni perdute, ma anche di una grande voglia di rinascita. Come ha scritto Giuseppe Mazzarino, Calabrese in quest'opera fa rivivere «la Taranto sonnacchiosa e stracciona del dopoguerra, animata però dal fervore della ricostruzione e dalla speranza di un futuro progressivamente e illimitatamente migliore, poi quella del boom italiano, che coincise peraltro con gli anni dell’industrializzazione, della ricchezza, della conquistata parità col Nord, e anzi del sorpasso, quanto a potere d’acquisto, della media nazionale. Gli anni che anche Gianni Florido ricorda nella prefazione, quelli di Taranto «capitale dell’acciaio». Di Taranto sicura di un reddito, grazie all’Italsider, poi Ilva, in mano pubblica, per buona parte della seconda metà del XX secolo».