Nel dicembre scorso la casa editrice salentina Mario Congedo ha dato alle stampa un ampio libro fotografico su uno dei simboli caratteristici del paesaggio pugliese. L'ulivo tesoro di Puglia, questo il titolo del volume (pp. 130, euro 30), raccoglie le fotografie di Luigi Mangione, farmacista originario di Corato ma tarantino di adozione, che torna a pubblicare un libro di fotografie dopo i precedenti di Città vecchia, poesia di immagini (Scorpione, 2004) a Terra di Puglia (Edizioni Pugliesi, 2005), da Il Mar Piccolo di Taranto, poesia d’immagini (Scorpione, 2006) a Locorotondo (2007). Le fotografie artistiche sono accompagnati da ampi testi tutti dedicati all'ulivo e all'olio extravergine.
Mino Ianne ha scritto le pagine su L’albero di Atena. L’ulivo nella più antica letteratura greca; Paolo De Stefano si è soffermato su L’ulivo nella poesia italiana, Egidio Bianchi su La dieta mediterranea mentre Anna Maria Giusti e Carlo Cannella hanno firmato insieme il capitolo su Olio di oliva e salute e Raimondo Musolino affronta il tema de La fotografia amatoriale. Quanto all’autore, oltre a scrivere la premessa-giustificazione Perché l’ulivo, ha trattato l’argomento La civiltà contadina e gli ulivi. In chiusura l’elogio dell’ulivo che Sofocle fa nell’Edipo a Colono, tradotto da Mino Ianne e qui intitolato Inno all’olivo.
Mino Ianne ha scritto le pagine su L’albero di Atena. L’ulivo nella più antica letteratura greca; Paolo De Stefano si è soffermato su L’ulivo nella poesia italiana, Egidio Bianchi su La dieta mediterranea mentre Anna Maria Giusti e Carlo Cannella hanno firmato insieme il capitolo su Olio di oliva e salute e Raimondo Musolino affronta il tema de La fotografia amatoriale. Quanto all’autore, oltre a scrivere la premessa-giustificazione Perché l’ulivo, ha trattato l’argomento La civiltà contadina e gli ulivi. In chiusura l’elogio dell’ulivo che Sofocle fa nell’Edipo a Colono, tradotto da Mino Ianne e qui intitolato Inno all’olivo.
Il dott. Luigi Mangione scrive nella sua Premessa: «L'ispirazione a una certa pittura macchiaiola dell'Ottocento italiano, non è casuale; in certe immagini ritroviamo Zandomeneghi, Fontanesi, Signorini, Corot e il nostro barlettano De Nittis. Le immagini pertanto risultano intrise di quella tendenza pittorica tesa a ritrarre i paesaggi non più sotto una fissa luce solare, ma agitata da condizioni atmosferiche corrucciate, che se da un lato offuscano la classica nitidezza calligrafica della visione, dall'altro riempiono le forme naturali di una romantica patina emotiva. Il paesaggio in tal modo risulta sempre arioso e la natura è esaltata nella sua verità e autenticità. Ho cercato sempre una calibrata sapienza compositiva sempre priva di ogni falso compiacimento stilistico, manipolazione o forzato artificio tecnico; in ogni immagine c'è solo lo sforzo e l'intento di esprimere con poetica semplicità il fascino inalterato dei nostri meravigliosi ulivi».
