Pochi mesi fa è stato dato alle stampe dalla casa editrice CRACE (Centro ricerche Ambiente Cultura Economia) della provincia di Perugia il libro di Nicola Chiarappa, dal titolo Migrazione Emigrazione Transmigrazione (pp. 264, euro 8). L'autore, nativo di San Severo, nella prima parte del libro compie un viaggio nella memoria risalendo alla sua giovinezza, alla San Severo del suo tempo, alla scelta di emigrare in Germania e alla durezza dell’esperienza lì vissuta; nella seconda parte del testo vengono “ospitati” dei saggi sul fenomeno della migrazione in Italia, in modo particolare, e sulle possibilità di integrazione degli stranieri nei nostri territori.
Scrive nell'introduzione Catia Monacelli, del Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti” di Gualdo Tadino: «Narrare San Severo, il Tavoliere, il Gargano e narrare la Germania, tempi e spazi diversi che s’inseguono, frammenti di memoria che formano un puzzle. Scrivere per Chiarappa è una forma di colloquio interiore, è un’analisi dell’anima, è un processo di liberazione profondo. Ed è così che il lettore è trascinato continuamente dentro e fuori la storia: la sua esperienza di emigrante diventa un confronto con il fenomeno migratorio odierno. Chi, meglio di un emigrato italiano, può comprendere, sentire, lo strappo, la lacerazione del partire, del lasciare? Da qui il desiderio che le ingiustizie, la povertà, non siano gli unici assi che i Paesi poveri possono tirare al tavolo con quelli più ricchi. I “frammenti di vita” diventano memoria nell’opera di Chiarappa. Secondo Joyce l’esercizio della memoria si perfeziona con il lavoro, pur essendo un prodotto della cultura, si nutre di tempi e ritmi naturali. I ricordi restano, certo, ma sono spesso scissi dalla consapevolezza del ricordare. L’autore, invece, ne sottolinea l’importanza nella costruzione dell’identità e della Storia: ricordi personali e memoria collettiva si fondono così in un’unica preziosa narrazione».
