venerdì 18 aprile 2008

Due nuovi libri per la collana Officina

Dopo i primi due volumi pubblicati alla fine del 2007 (che avevo già segnalato qui), la casa editrice Stilo ha pubblicato nel mese di marzo altri due volumi della neonata collana di ricerche letterarie Officina, diretta da Daniele Maria Pegorari. Il primo è una seconda edizione riveduta e aggiornata del saggio di critica letteraria di Maria Isabel Giabakgi pubblicato già nel 2004, dalla stessa casa editrice, col il titolo Per un cenobio laico. L'ascetismo intellettuale in Italia tra Otto e Novecento (pp. 176, euro 14). «Partendo da antecedenti illustri della letteratura europea – Dante, Rabelais, Ariosto – insieme ad alcune suggestioni di matrice nietzschiana, i quattro capitoli del volume approfondiscono, nell’ambito della letteratura italiana, i risvolti di un topos letterario codificatosi fra XIX e XX secolo – il ‘cenobio laico’ – destinato a estendere il suo fascino lungo percorsi culturali impensabili: dal monastero fantastico dell’Undecimo comandamento (1881) di Anton Giulio Barrili, alle soluzioni claustrali vagheggiate dal poeta Rosario Altomonte, per giungere alla provocatoria inchiesta “Per un cenobio laico” della rivista di Lugano «Coenobium». A questa battaglia filomodernista prese parte anche Fogazzaro, i cui romanzi sono pervasi dall’irresistibile fascino della vita monastica, sia pure nell’ottica ambigua del laico riformista. In tal modo, la riscoperta di autori, luoghi e opere, rimasti sino ad ora poco conosciuti, ci permette di comprendere meglio la vita letteraria italiana a cavallo di due secoli».

Il secondo volume è invece opera dello studioso Alberto Volpi, nato a Bergamo, già dottore di ricerca presso l'Università di Milano, che si misura con un'originale e davvero interessante rilettura dell'opera di Alessandro Manzoni, in particolare delle tragedie e dei Promessi Sposi, sul versante del tradimento. Del saggio, dal titolo L'ordine violato. Il tradimento nell'opera di Alessandro Manzoni (pp. 176, euro 14), riporto la quarta di copertina: «Il tradimento attraversa la cultura occidentale con profonde ramificazioni e antichissime radici. Adamo, rompendo i patti con Dio, precipita l’umanità nel peccato a cui Cristo rimedia attraverso l’infedeltà di Giuda, antonomasia del traditore. Accusa infamante come nessun’altra e crimine meritevole di morte, il tradimento prolifera nella vita politica e allunga la sua ombra inquietante sulla vita quotidiana, non risparmiando la sfera dei sentimenti tra familiari, amanti e amici. Il traditore, figura esecrata, si ammanta tuttavia di un fascino ambiguo per la potenza del segreto che custodisce, il gioco coperto e pericoloso che conduce con astuzia e abilità teatrali fin quasi sulla soglia della follia. Il cattolico Manzoni coglie con drammaticità la diffusione generalizzata del tradimento nella storia, lo sviamento che crea nei disegni stabiliti dall’alto, l’inane retorica che si accompagna alla ridda dei punti di vista. Pronto a usarlo quale strumento estetico di svolta nelle narrazioni, si confronta soprattutto con la sua portata morale. Ci offre così, sempre affondando il bisturi dell’analisi, figure complesse di traditori in trame aggrovigliate, cercandovi con fatica una via d’uscita che ristabilisca, infine, l’ordine violato».