Sono stati pubblicati di recente due volumi degli atti di un convegno internazionale di studi svoltosi a Lecce nei giorno 9-10-11 giugno del 2004 dal titolo La scultura meridionale in età moderna nei suoi rapporti con la circolazione mediterranea per i tipi Mario Congedo Editore nella collana Saggi e Testi diretta da Lucio Galante, che è anche direttore del dipartimento di Beni delle Arti e della Storia nella Facoltà di Beni Culturali dell'Università del Salento. Entrambi i volumi sono a cura di Letizia Gaeta. L'articolazione dei due volumi, come spiega la curatrice, non è stata semplice in quanto la scelta di una suddivisione cronologica e diacronica non avrebbe del tutto restituito la complessità di alcuni contributi di personalità internazionali. L’apporto di studiosi spagnoli e francesi oltre che italiani mette in luce i rapporti interculturali fra il Sud d’Italia e la Spagna, soprattutto, ma anche le coste francesi e la Provenza.
Apre il «resoconto» Francesco Negri Arnoldi; segue la riflessione di Massimo Ferretti sulla geografia della scultura del Rinascimento. Si prosegue con una sezione dedicata alla scultura in legno; ricchi di richiami al comune sentire artistico mediterraneo sono i contributi sullo spagnolo Bartolomé Ordoñez e Francesco Laurana per il versante provenzale. Clara Gelao si occupa della scultura pugliese del Rinascimento, mentre Charles Avery punta al recupero del motivo iconografico dell’elefante. Gli studi sulla scultura tra ‘400 e ‘500 a Napoli sono curati da Maria Ida Catalano, Riccardo Naldi, Massimiliano Rossi e dalla stessa Letizia Gaeta. Ida Maietta approfondisce i rapporti tra napoletani e lombardi; la scultura siciliana viene illustrata da Vincenzo Abbate e Gioacchino Barbera, quella sarda dalla Scano.
