domenica 6 aprile 2008

Un volume su Trani per Adda Editore

L'ultima pubblicazione in ordine di tempo di Mario Adda Editore di Bari è il volume monografico sulla città di Trani (pp. 176, euro 40), scritto da Lino Patruno, Stefania Mola e Raffaele Nigro e illustrato da Nicola Amato e Sergio Leonardi. I tre autori, nei loro testi, considerano aspetti diversi della cittadina del Nord Barese. Lino Patruno cerca il segreto del fascino di una «bellezza raffinata e nobile, un po’ di altri tempi», e di Trani ricorda «la più bella cattedrale di mare di Puglia, anzi la più bella cattedrale e basta». Scrive: «città signorile», fatta di «pietra magica e preziosa». Qui si sono ritrovati, tra Medioevo ed età moderna, crociati, marinai e mercanti venuti dall’altra sponda dell’Adriatico e dall’Oriente, qui si sono ritrovati Veneziani e Genovesi, Amalfitani e Ravellesi, ebrei espulsi dalla Spagna di Ferdinando il Cattolico e Isabella di Castiglia. Oggi convivono cattolici, israeliti, islamici e ortodossi «come se qui il Deus vult non produca più crociate ma incontri, non più guerrieri ma mani tese»: qui davvero «si fa ancora storia», annota Patruno.

Stefania Mola ricorda invece due tra i pochi artisti del Medioevo dei quali si conosce il nome: lo scultore Anseramo e il Barisano, celebrato autore della porta in bronzo della cattedrale, di quella di Ravello e di quella del duomo di Monreale. E Trani è la città dove è ancora possibile infilare passi «uno dietro l’altro, senza fretta, al ritmo di quelle storie che le pietre e la luce non hanno ancora finito di raccontare». Per Raffaele Nigro «Trani è una città chiusa a pugno sull’Adriatico», ma con tre aperture: la penisola di Colonna, quella che ospita la villa comunale e la diga di San Nicola con la cattedrale e il castello. Il centro storico è «un labirinto di pietra fatto di strade strette e tortuose, sormontate da arcate che preludono ad altre arcate e a volte panciute, punteggiate di finestre, portali, scalinate, loggiati. Ma tutto rigorosamente pulito».