Per i tipi della casa editrice romana Leconte, nota soprattutto per la pubblicazione della rivista letteraria Storie, premiata nel 2003 negli Stati Uniti dal Writer's Digest come migliore rivista letteraria internazionale, è stato di recente pubblicato un volume (Spazzanapoli. Storie di monnezza da una città rifiutata, pp. 160, euro 12) che affronta l'emergenza rifiuti di Napoli e della Campania tra l'inchiesta e il racconto, scivolando tra i generi ma tenendo sempre fermo il punto della questione. Insieme a Enzo Angelini, giornalista, e Giorgio Di Gennaro, insegnante e scrittore, il libro è curato dal pugliese Roberto Santoro, nato a Bari nel 1972 ma residente a Roma, dove insegna Letteratura italiana e fa parte del "gruppo storico" della rivista Storie, occupandosi di rubriche e testi. Collabora, inoltre, con «Il Quotidiano di Lecce», ed è redattore anche del sito internet di grande interesse Questioni di frontiera aperto da pochissimi giorni e che si occupa in particolare, ma non solo, di politica italiana e internazionale (con particolare attenzione alla campagna elettorale americana e ai legami internazionali tra Europa, Balcani e Mediterraneo) e di cultura.
Tornando a Spazzanapoli, volume sul quale torneremo sicuramente a parlare in seguito, esso comprende inchieste come quella di Luca Borello, ricercatore anche su temi come gli stupefacenti e l'immigrazione, e un racconto di Sergio Nazzaro, che così comincia: «Il pomodoro si mischia allo sciroppo scaduto per la tosse. La merda del pannolino si mischia con la crema per il corpo. Il limoncello avanzato scola via dalla bottiglia e penetra nel casatiello di Pasqua. Lo spaghetto alle vongole veraci striscia subdolamente nel barattolo di mais. Le lische e le teste di pesce fanno un brodetto nella lattina dell'olio per auto. Non ci sono distinzioni o razze nel sacchetto. Tutto si mischia, si fonde, si solidifica». Infine, in appendice, viene riportata una selezione delle infinite promesse dei politici di schieramento diverso, «ma con la medesima demagogia», sul tema dell'emergenza rifiuti, a partire dal 1994, anno in cui l'allora presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi affidava a Guido Improta il Commissariamento straordinario dell'emergenza, «per contrastare le ecomafie e la gestione politico-clientelare della immondizia».
