giovedì 19 marzo 2009

"Assenze (frammenti)" di Giuseppe Mazzarino

Poche settimane fa è stato presentato a Taranto un nuovo volume di Giuseppe Mazzarino, dal titolo Assenze (frammenti). Taranto-Perugia-Roma 1972/75 (Cressati Editore, Taranto 2008) l'ideale prosecuzione della precedente pubblicazione Ieri, 29 settembre. Gli anni del liceo Archita come un album di Lucio Battisti (Scorpione editrice, Taranto, 2007). L'autore, giornalista e scrittore, è nato a Taranto e vive fra Taranto e Roma, dove è stato per venticinque anni il cronista parlamentare di punta della Gazzetta del Mezzogiorno. Ha ricoperto e ricopre svariati incarichi negli organismi di categoria del giornalismo (attualmente è presidente dei revisori dei conti della Federazione Nazionale della Stampa, vicepresidente dell'Associazione della Stampa di Puglia e componente del Comitato di Redazione della Gazzetta del Mezzogiorno) ed è autore di opere di divulgazione storica e scientifica, di un manuale-dizionario di giornalismo politico, di una storia delle comunicazioni e del giornalismo, di romanzi, racconti e poesie.

A differenza del libro del 2007, un romanzo sugli anni liceali che narra le gesta picaresche di una combriccola di otto amici che si incontrano, perfetti sconosciuti, in un'aula di primo liceo e diventano, attraverso vari riti di passaggio, esami di maturità inclusi, amici per la vita, Assenze è un libro di frammenti, versi e prosa lirica, pur se sempre di ispirazione autobiografica. I frammenti riuniti in Assenze costituiscono una sorta di diario immaginario che si snoda fra Taranto, Perugia e Roma, luoghi fisici e metafisici insieme: la città natale, ormai però estranea dopo la maturità: la prima sede universitaria, col suo spaesamento; la nuova città universitaria, con le speranze professionali della precocemente intrapresa avventura giornalistica a far da contraltare alla solitudine. Sono frammenti grigi, in cui dominano l'angoscia e l'assenza; una specie di campionario di quei momenti terribili dei quali è spesso ricca l'adolescenza, che in quel caso si sente prematuramente adulta e "vecchia".