Secondo appuntamento questa mattina per la rassegna di incontri Building Apulia promossa dalla Teca del Mediterraneo - Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia, con ben quattro pubblicazioni, tutte centrate su un tema sempre all'ordine del giorno della cronaca politico e amministrativa, più che di quella culturale: il Teatro Petruzzelli di Bari. I quattro volumi al centro dell'attenzione dei partecipanti sono stati Il Petruzzelli. Storia di una città, di Antonio Rossano (già da noi segnalato qui), edito da Progedit, Il teatro ritrovato, volume di Enzo Lattanzio pubblicato da Palomar che raccoglie alcune delle fotografie scattate durante gli anni d'oro del teatro, Bari brucia, romanzo giallo di Federico Pirro, edito da Besa, e La maschera caduta, pubblicato per i tipi di Levante Editori, e scritto da Egidio Pani, intellettuale, giornalista e critico teatrale.
Il dibattito, come previsto, ha visto la partecipazione accorata del pubblico, che ha da subito rivolto domande agli scrittori presenti sul futuro, si spera immediato, per la riapertura del politeama barese. Egidio Pani, che nel suo volume ha ripercorso analiticamente tutte le questioni amministrative, giuridiche e politiche, un «piccolo mondo antico del romanzo del Petruzzelli», ha però asserito come la vera scommessa consisterà, prima ancora che nella riapertura del teatro, nella funzionalità della Fondazione del teatro Petruzzelli e dei teatri di Puglia, una fondazione che sia al passo con i tempi e che coniughi qualità e buon utilizzo degli spazi. Anche il testo di Antonio Rossano, peraltro, indaga gli intrecci politico-culturali-imprenditoriali della vicenda del post-incendio del Petruzzelli. Nell'ambito della discussione sulla vicenda burocratica che ha impedito per sedici anni la ricostruzione del teatro, e che è invece avvenuta negli ultimi 16 mesi grazie all'impegno anche economico degli enti locali, sono emersi due fattori poco noti nell'attuale dibattito pressoché quotidiano, ribaditi da Federico Pirro. Il primo riguarda l'impegno che il sindaco di Bari nel 1991, Enrico Dalfino, pose affinché, come era scritto nelle clausole della concessione del terreno alla famiglia proprietaria del teatro, la stessa famiglia proprietaria fosse obbligata alla ricostruzione in soli tre anni (cosa tuttavia mai avvenuta, come noto). Il secondo punto, assai interessante, ha ripercorso le vicende che nel 1990 portarono Ferdinando Pinto, fautore della stagione d'oro del Petruzzelli, a porsi come capofila di un secondo quotidiano della città di Bari, la cui nascita era stata già preannunziata in quei mesi dal periodico «Panorama» e che era invece osteggiata da più parti in città. Secondo questa ricostruzione, potrebbero esserci dei legami tra l'incendio e questo investimento, tanto che nel marzo del 1991, dunque due mesi dopo l'incendio, l'autorevole periodico «Prima Comunicazione» titolava un suo servizio «Un giornale al rogo», riferendosi all'abbandono forzato, in seguito all'incendio del teatro, anche del nuovo progetto editoriale che proponeva l'apertura di un secondo grande quotidiano della città di Bari.
