Lo storico Valentino Romano ha dato alle stampe il suo terzo libro, per le edizioni Controcorrente di Napoli, dal titolo Brigantesse. Donne guerrigliere contro la conquista del Sud (1860-1870) (pp. 320, euro 20). L’autore, nato nel 1951 a San Vito dei Normanni (BR), collabora con la «Gazzetta del Mezzogiorno» ed è socio della “Società di Storia Patria per la Puglia”, e ha già pubblicato i precedenti libri Carmine Crocco. La mia vita da brigante (2001) e Don José Borges, generale catalano e guerrigliero borbonico: Diario di guerra (2003), entrambi per i tipi di Adda Editore.
Nel volume, corredato da una introduzione di Raffaele Nigro, «Il lettore troverà storie di donne famose e di altre sconosciute: l’autore ricostruisce le biografie delle brigantesse e vi aggiunge un lungo e inedito elenco di fiancheggiatrici. Scorrendolo si ha netta la sensazione che il ribellismo contadino meridionale fu un’autentica rivolta popolare, alla quale non si sottrassero le donne che, anzi, vi partecipa-rono in massa. È sembrato giusto sottrarle all’oblio in cui erano state confinate e restituirle alla memoria collettiva, per quello che sono veramente state: donne testimoni e, insieme, protagoniste di un’epoca, che reagirono alla violenza dell’invasione piemontese».
Nel volume, corredato da una introduzione di Raffaele Nigro, «Il lettore troverà storie di donne famose e di altre sconosciute: l’autore ricostruisce le biografie delle brigantesse e vi aggiunge un lungo e inedito elenco di fiancheggiatrici. Scorrendolo si ha netta la sensazione che il ribellismo contadino meridionale fu un’autentica rivolta popolare, alla quale non si sottrassero le donne che, anzi, vi partecipa-rono in massa. È sembrato giusto sottrarle all’oblio in cui erano state confinate e restituirle alla memoria collettiva, per quello che sono veramente state: donne testimoni e, insieme, protagoniste di un’epoca, che reagirono alla violenza dell’invasione piemontese».
Il volume di Valentino Romano è inoltre il primo in assoluto che cataloga un grandissimo numero di brigantesse, grazie alla ricerca degli atti processuali dell’epoca. «Le schede – scrive l’autore – non hanno certamente presunzione di completezza: rappresentano, semmai, una prima, parziale, ricostruzione biografica della maggior parte delle donne che vissero e parteciparono al brigantaggio postunitario. Un punto di partenza che agevoli successivi approfondimenti e uno strumento che aiuti i lettori a meglio comprendere le cause, gli effetti e le dimensioni del fenomeno del ribellismo femminile in età postunitaria».
