mercoledì 30 gennaio 2008

"Lucrezia, i tuoi sogni", di Silvana Bedodi


Dopo il romanzo d’esordio Pellegrino di Provenza, torna a cimentarsi con un romanzo storico la scrittrice cuneese Silvana Bedodi, con l’opera Lucrezia, i tuoi sogni (pp. 196, euro 13), pubblicato ancora una volta, come il precedente, per Besa. L’autrice, che vive e lavora a Cuneo, è appassionata di studi classici nonché docente di materie letterarie. Queste le parole di Maria Grazia Rongo apparse sulla «Gazzetta del Mezzogiorno»: «In punto di morte, suor Umilia Montecatini-Malpigli (un tempo Lucrezia Malpigli), rievoca le cause che la portarono alla clausura: l’assassinio di suo marito orchestrato con l’amante. Lucrezia era stata costretta a sposare un uomo che non amava, ma apparteneva alla sua stessa classe sociale, proprio per quelle convenzioni che non l’avrebbero mai vista sposa del suo vero amore povero in canna. Avvincente la ricostruzione storica operata dall’autrice, soprattutto quando si sofferma sulle tecniche di interrogatorio dell’epoca, dove la tortura era pratica consueta, in barba a una società che stava rinascendo».

Così recita la quarta di copertina: «Un’opera scritta con grande eleganza e ricchezza di riferimenti storico-letterari, possiede la stessa freschezza di una piéce teatrale. Il romanzo è un vivacissimo documento sui danni che le convenzioni sociali determinano sulla sorte degli individui, anche in una società, quella rinascimentale, che sovente nasconde numerose zone d’ombra. La Bedodi guida il lettore con mano sicura nei meandri di un’anima, quella della protagonista, lacerata dalla stizza di avere perduto la vita in nome del decoro e delle norme coercitive di un società ipocrita».