Il Direttore dei Giovani Imprenditori di Confindustria è pugliese, per la precisione nato a Bari nell'agosto nel 1974, e si chiama Francesco Delzìo. Laureato in Giurisprudenza, già giornalista della Radio Rai per alcuni anni, ora oltre a ricoprire l'incarico in Confindustria fa anche parte del comitato di redazione delle riviste New Politics (di "Il Riformista") e Zero (edizioni Marsilio). Da qualche mese ha poi dato alle stampe il suo primo libro, Generazione Tuareg. Giovani, flessibili e felici (pp. 93, euro 8), edito da Rubbettino nella collana "Problemi Aperti". Così si precisa in quarta di copertina il paragone tra i giovani e il tuareg: «I trentenni e i quarantenni di oggi si sono formati in un deserto, causato dal rapido e imprevedibile dissolvimento delle certezze che avevano caratterizzato il Novecento. Sono i protagonisti della Generazione Tuareg. Costretti a vagare in un mare senz'acqua come i nomadi del deserto, privi delle bussole che avevano guidato padri e nonni. Proprio come i Tuareg, hanno una sola chance per sopravvivere: affrontare il deserto in gruppo, abbandonando l'iper-individualismo di fine Novecento».
Così l'autore in un'intervista: «In Generazione Tuareg sostengo una tesi nuova: il vero problema non è il grado di flessibilità del mercato del lavoro – molto simile in tutta Europa – ma la mancanza in Italia della “flessibilità positiva”. E’ quel tipo di flessibilità che, per esempio, consente al giovane francese, tedesco o spagnolo di ottenere dalle banche un finanziamento per un master all’estero - se ha un bel curriculum scolastico - o per aprire un’impresa - se ha avuto una buona idea per fare business - a prescindere dalle condizioni economiche della famiglia di provenienza. Queste chances oggi non sono date ai giovani italiani, a causa della scarsa apertura alla concorrenza dei mercati dei servizi a rete».
