mercoledì 2 gennaio 2008

Il Palazzo della Marra a Barletta: un libro

Il palazzo della Marra a Barletta è stato riaperto da due anni circa dopo alcuni decenni di abbandono e, poi, di restauro. Oggi ospita alcune tra le manifestazioni culturali più importanti della Città di Barletta, come le mostre, ormai a cadenza annuale, su Giuseppe De Nittis e la stessa Pinacoteca dell'artista barlettano prima conservata delle sale del Castello Svevo. Per scoprire questo speciale «scrigno», segnalo il libro scritto da Maria Pia Villani, dal titolo Il Palazzo della Marra a Barletta edito da Cacucci Editore - Bari.

Nella recensione di Giuseppe Dimiccoli apparsa sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» si legge: «L’autrice, forte delle sue due lauree con lode in giurisprudenza e in scienze del turismo culturale, con dovizia di particolari e con uno stile narrativo accattivante, è riuscita a documentare la storia di questo palazzo dalle sue origini ai giorni nostri. Il libro, che al suo interno contiene delle belle immagini fotografiche e una completa cartografia del restauro e dei vari progetti di allestimento di musei, è strutturato in tre capitoli: il primo si occupa della storia, il secondo dell’architettura mentre il terzo analizza il palazzo della Marra e la pinacoteca «Giuseppe De Nittis». Certamente la Villani, in questa sua fatica libraria, si è mossa da un lato sul binario del rigore storico nel reperimento di fonti inedite e nella analisi di quelle esistenti, dall’altro su quello della passione nei confronti della storia dell’arte essendo da oltre dieci anni figura emerita nel campo del volontariato culturale come socia dell’Archeoclub d’Italia sede di Barletta».

Clara Gelao, direttrice della pinacoteca provinciale di Bari e autentica studiosa della arte, nella presentazione afferma che: «lo studio della Villani si inserisce in quello che potremmo chiamare il revival del Rinascimento pugliese, tanto numerosi e interessanti sono gli studi che, da qualche anno a questa parte, hanno investito questo periodo della storia dell’arte pugliese, a fronte di un precedente pressoché totale disinteresse» aggiungendo che: «il libro segue un percorso criticamente ineccepibile: il palazzo viene inquadrato in un contesto più ampio, ripercorrendo la storia della Puglia, e della Terra di Bari, nel Quattro e Cinquecento».