Un documentatissimo volume sulla storia dell'industria nel Mezzogiorno e in particolare in Puglia è stato di recente pubblicato per la casa editrice Cacucci di Bari da Federico Pirro e Angelo Guarini, dal titolo Grande industria e Mezzogiorno 1996-2007. Gruppi, settori e filiere trainanti tra declino dei sistemi produttivi locali e rilancio dei poli di sviluppo (pp. XIV-422, euro 38). Federico Pirro, che ha da pochi mesi dato alle stampe, con la casa editrice Besa, anche il suo primo romanzo, dal titolo Bari brucia, è docente di Storia dell'Industria presso l'Università di Bari e di Politica Economica nell’Ateneo di Lecce. È editorialista del Corriere del Mezzogiorno-Gruppo Corriere della Sera e del suo settimanale MezzogiornoEconomia, oltre che componente del Centro Studi regionale di Confindustria Puglia. Ha pubblicato per i tipi delle Edizioni Dedalo Il laboratorio di Aldo Moro e Mezzogiorno fra Utopia e realtà. Angelo Guarini ricopre la carica di Direttore di Confindustria Brindisi e ha svolto in precedenza ruoli di crescente responsabilità nelle Direzioni Risorse Umane di grandi aziende a Partecipazione statale (Fincantieri, Italsider, Italtractor e Alenia). È autore di numerosi articoli su riviste specializzate in direzione del personale e organizzazione.
Al centro del volume vi sono le aziende e i manager della Puglia e del Mezzogiorno negli ultimi dieci anni. L’analisi copre un numero sterminato di aziende, tutte quelle dell’area considerata, che vengono seguite anche nelle mutazioni delle ragioni sociali e delle sigle aziendali. Il 1996 viene indicato nel libro come «anno di svolta». È a partire da quell'anno che si viene a creare, in Puglia, un nuovo modello di sviluppo, con regole e caratteristiche di produzione di assoluta avanguardia, mentre quelle di antica tradizione vengono razionalizzate e rivalutate. Tutte queste aziende affrontano oggi anche il mercato internazionale. Del corposo volume di Pirro e Guarini si è occupato anche Nico Perrone in una recensione apparsa sulla «Gazzetta del Mezzogiorno», dove ha scritto: «La nuova fase dello sviluppo della Puglia è diventata di interesse internazionale e coinvolge alcune aziende a tecnologia molto avanzata. Un esempio molto significativo è quello della Alenia, definita in sede comunitaria "una priorità di politica industriale europea". In Puglia, l’Alenia ha importanti stabilimenti, a Grottaglie e a Foggia. Qui la produzione applica tecnologie avanzatissime e realizza parti essenziali di aeroplani. La clientela è fatta di grandi industrie aeronautiche americane e di altri paesi: quando viaggiamo sui jet intercontinentali siamo accompagnati da qualche pezzo prodotto dalla tecnologia di Grottaglie. In Puglia, a Brindisi, opera anche una sezione molto avanzata della Fiat aeronautica. In questo volume si può leggere anche un’analisi relativa al polo salentino delle calzature, che di strada ne ha fatta tanta e ora ha conquistato i mercati mondiali riuscendo a far fronte alla concorrenza asiatica. Un grande successo insomma per il made in Italy e per l’industria pugliese»
