giovedì 5 giugno 2008

"Puglia archeologica" di Lorenzo Capone

L'editore leccese Lorenzo Capone, dell'omonima casa editrice, ha da poche settimane dato alle stampe un proprio volume che traccia un percorso multiforme sulle testimonianze archeologiche in territorio pugliese. Il volume è intitolato, appunto, Puglia archeologica. Dalla preistoria alla presenza romana (pp. 136, euro 20), dove trovano spazio alcuni tra i reperti e tra i luoghi più importanti in assoluto per chi voglia addentrarsi, magari per la prima volta, sulle presenze delle civiltà antiche in territorio pugliese: tra questi, ci sono capitoli dedicati ai menhir e ai dolmen; alla battaglia di Canne; ai "massi della vecchia" di Giuggianello; alle stele daune; a Taranto e a Manduria. Lorenzo Capone è nato a Cavallino di Lecce 65 anni fa. Ha fatto il professore di Lettere e il giornalista, oggi fa l’editore. Ha scritto articoli e intervistato migliaia di persone, le più varie e diverse, per cultura, stile di vita, interessi. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni sulla storia e le bellezze di Puglia: nel 2003 esordisce con Puglia. Guida storica, artistica e paesaggistica; Salento. Guida storica, artistica e paesaggistica e Lecce. Guida storico-artistica. Nel 2005, in abbinamento con “Quotidiano di Puglia”, pubblica Lecce e il Salento. Paesaggio, storia, arte. Itinerari turistici, mentre, nel 2006, in allegato alla “Gazzetta del Mezzogiorno” e in coedizione con le Edizioni del Grifo di Lecce, escono Puglia, terra e mare; Puglia, castelli e torri; Puglia, i luoghi della fede e Puglia archeologica.

L'obiettivo di Capone è dunque quello di dare spazio a una serie di luoghi, di popoli che raccontano con la loro storia la Puglia in età antica: «dalle orme di dinosauri sulle Murge e sul Gargano - le parole sono sue, di Lorenzo Capone - ai manufatti del Paleolitico nelle grotte Romanelli e Paglicci, dalle pitture parietali e i materiali neolitici della grotta dei Cervi fino ai numerosi monumenti megalitici. Tutto dimostra quanto la nostra storia risalga indietro nei tempi, oltre la nostra stessa immaginazione. [...] E tutto questo già prima dell'ingresso di popolazioni dell'altra sponda adriatica, che si affacciarono in Puglia dal XIII secolo avanti Cristo».
Stanziate via via in tempi più recenti, sono quelle che «diedero vita alla Daunia, alla Peucezia e alla Messapia (realtà geopolitiche che non permisero ai coloni greci di fondare città, a parte Taranto) e dei Romani che, nel III secolo a.C., con la loro potente macchina da guerra, conquistarono tutta la regione». Giuseppe Pascali ha recensito questo volume sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» con queste parole: «Lorenzo Capone racconta tutto ciò usando un linguaggio semplice, chiaro, senza alcun tecnicismo che potrebbe distogliere il lettore dai contenuti del libro, contando su fonti letterarie e risultati di indagini archeologiche, ma soprattutto sulle splendide foto a colori da lui stesso realizzate. A completare il libro c'è la mappa del Salento come si presentava venticinque secoli addietro, ovvero la 'mappa di Soleto', come venne ribattezzata all’indomani della sua scoperta, graffita su un coccio dal fondo nero intenso. Infine, un ampio glossario con i termini scientifici e tecnici dell’archeologia».