martedì 24 giugno 2008

"Venti giorni di silenzio", di Antonia Battaglia

Ancora un libro pubblicato sul Kosovo, paese tragicamente tornato al centro delle cronache nei mesi scorsi, riguarda l'editoria pugliese. Dopo aver introdotto alcune settimane fa il libro di Francesca Borri dal titolo Non aprire mai, un vero e proprio diario dal Kosovo, inviata presso l'Ambasciata Italiana in Kosovo, pubblicato dalla Casa Editrice La Meridiana, ora è la volta di un libro della tarantina Antonia Battaglia, pubblicato per le Edizioni Gilardi di Bologna, dal titolo Venti giorni di silenzio (pp. 190, euro 12). L'autrice tarantina ha vissuto con grande partecipazione nei mesi scorsi la dichiarazione unilaterale d'indipendenza da parte della regione a maggioranza albanese in Serbia, a Pristina, capoluogo del Kosovo: laureata in lingue e filosofia, è attualmente impegnata in un dottorato di ricerca a Bruxelles sul tema – appunto – del diritto alla secessione, ma ha vissuto molti anni proprio in Kosovo, in qualità di responsabile delle pubbliche relazioni della missione ONU.

Un libro fortemente autobiografico quello di Antonia Battaglia, più intimista che politico, anche se non mancano ovviamente riflessioni di questo tipo, come quando scrive: «L’integrazione è un processo lento, profondo, che una grande fetta della comunità internazionale (…) crede di poter decidere a tavolino, programmandola secondo scadenze imposte dai suoi funzionari (Unmik)». Inoltre F. Sanesi ha recensito il volume di Antonia Battaglia sulla «Gazzetta del Mezzogiorno», scrivendo che il libro «non può che far riflettere sugli errori, sulle responsabilità, sui problemi che conseguono alla esportazione della democrazia, sui limiti (ma anche sui pregi) delle missioni internazionali. Pioniera della legalità, Antonia - come gli amici e colleghi che con lei hanno percorso la lunga e impervia strada della ricostruzione dopo il sanguinoso conflitto con la Serbia - non ha una visione politica degli eventi – nel senso deteriore del termine – ma piuttosto, con l’entusiasmo del neofita ma anche con un pragmatismo inusuale, non manca, pur tra le righe, di dare il suo giudizio sulla questione».