La casa editrice salentina Il Raggio Verde ha da poche settimane pubblicato un volume di Francesco Pasca (qui il sito internet eprsonale dell'autore), dal suggestivo titolo Otranto. Il luogo delle parole. Dialogo virtuale sulla scrittura di pietra. Il libro è anche stato presentato la scorsa settimana a Lecce da Antonietta Fulvio, responsabile della Casa Editrice e Giusy Petracca, che ne è presidente. L'autore e artista salentina è docente di Disegno e Storia dell'Arte presso l'Istituto Statale "Pietro Siciliani" di Lecce e ha già pubblicato nel 2005 il "quaderno" Parole sparse, «sulla scia del progetto poetico - visivo della Singlossia: la sua narrazione si trasforma, attualmente, in un "caleidoscopio del Tempo", in cui coniugare virtuale e reale, nella proiezione dosata dei vissuti emotivi, stratificati nelle dinamiche della vita». Pasca prova a raccontare, attraverso due mondi apparentemente lontanissimi, il trascorrere di un quotidiano reale, quello moderno di Internet, con il virtuale protagonista Alber(t)o e quello più reale e colto del monaco Pantaleone della abbazia otrantina di Casole (anno 1163). Alber(t)o è chiamato a scrivere di un luogo, quello delle parole, e si trova lanciato sulla rete alla ricerca delle «informazioni» necessarie per il racconto. L'Albero della Vita di Pantaleone diventa il pretesto per i suoi link mentali e, con la paziente ricostruzione delle parole, così come con l’accostamento altrettanto paziente dei frammenti lapidei del mosaico, proverà a dialogare con altri personaggi alla ricerca di un presunto «magico quadrato», nella cattedrale di Otranto. È così che Alber(t)o, attraverso il dialogo virtuale, approderà ad una fantastica lettura della pavimentazione otrantina. L'idea è accendere nuovi link nel lettore, che potrà rinarrare l'enigma e addentrarsi negli infiniti pixel del mosaico.
Così ha scritto Paolo Palomba sul libro di Francesco Pasca: «Il gioco dei personaggi, sperimentato sullo sfondo del mosaico presente nella Cattedrale di Otranto, si presenta subito motivante e intricato, nel tessuto metafisico di una prospettiva esistenziale tanto geometrica, quanto misurata. La mission di Alber(t)o, infatti, diventa improvvisamente quella di ricercare lemmi efficaci per mediare concetti e significati, in grado di obiettivare nei pensieri di Pantaleone il referente criptico e iconografico da veicolare. Ciò giustifica il dipanarsi di una tenace e paziente ricerca semantica, condotta attraverso potenziali forme dialogiche, orientate a ricostruire il mistero del tempo, nel rebus di un quadrato magico, rinvenibile in un'enigmatica opera musiva medioevale appartenente al "Sud del Sud", come pure in un omologo e coevo reperto presente a Magliano de' Marsi».
