È in libreria da circa un mese il nuovo romanzo di Claudio Martini, pubblicato da Besa, dal titolo I racconti del ripostiglio (pp. 178, euro 13). Il volume è stato anche presentato lo scorso sabato presso la Fiera del Libro di Torino (un resoconto ben scritto si può leggere sul blog dello stesso autore del libro, qui) oltre che lo scorso 30 aprile a Lecce. L'autore è nato a Taranto nel 1954 ma già all'età di due anni si è trasferito a Torino con la famiglia. Psicologo, ha lavorato a lungo in America Latina. Ha pubblicato quattro libri di saggistica nel campo della ricerca sociale e dei movimenti di alternativa alla psichiatria, di cui uno in spagnolo, nonché numerosi saggi scientifici e la raccolta di racconti brevi Sguardi (2004). Con Diecimila e cento giorni (Besa) è arrivato finalista al Premio Nabokov 2007 e Carver 2007.
Protagonista del romanzo è Giovanni, 47 anni, un impiegato all’Anagrafe, che si sente stanco della sua quotidianità e vorrebbe che i suoi sogni e i suoi desideri trovassero forma e creassero “storie che vale la pena di vivere”. Le troverà in modo inconsueto, attraverso un insieme di racconti che qualcuno ha scritto e lasciato nel ripostiglio di casa. Si ritroverà, in questo modo, a seguire un percorso che spazia dalla Torino “magica” all’Antartide, alla steppa finlandese, a una megalopoli del 2075. Attraverso la lettura di questi racconti, Giovanni formula congetture sull’identità dell’autore, cerca di rintracciarlo, fino a quando sarà l’autore a contattare lui facendogli trovare un biglietto con le istruzioni per il “Gioco”. Il protagonista si ritroverà coinvolto in una vicenda misteriosa di cui ignora il senso e gli obiettivi, quasi una caccia al tesoro in cui la distanza tra lui e i personaggi dei racconti tende a diminuire e a sfumare.
Sulla genesi dell'opera si è inoltre espresso lo stesso autore sul suo blog: «Ho utilizzato un vecchio espediente della narrativa: il protagonista trova “casualmente” nel ripostiglio di casa sua alcune pagine che contengono dei racconti. Sorpreso, li legge, formula congetture sull’identità dell’autore, cerca di rintracciarlo, fino a quando sarà l’autore a contattare lui facendogli trovare un biglietto con le istruzioni per il Gioco. Il protagonista si ritroverà coinvolto in una vicenda misteriosa di cui ignora il senso e gli obiettivi, un gioco in cui la distanza tra lui e i protagonisti dei racconti che legge tende a diminuire e ad azzerarsi. Leggendo i testi che gli vengono consegnati in una specie di caccia al tesoro letteraria, si rende conto che spesso descrivono parti della sua vita che aveva in qualche modo rimosso e consegnato all’oblio. Uno dei personaggi –Monica - “esce” da un racconto (intitolato “Amnesia”) e assume una consistenza reale, accompagnando il protagonista lungo le tappe del Gioco, come un moderno Virgilio in sembianze femminili».
