Dopo i libri già segnalati nei mesi scorsi, ancora un'opera prima di un giovane autore pugliese è stata pubblicata dalla attiva casa editrice romana Il Filo. Oggi parlo di Il gatto che si mordeva la coda, di Emanuele Liaci (pp. 160, euro 13), nato in provincia di Brindisi nel 1976. L'autore attualmente vive e lavora come docente a Roma dopo essersi laureato in Lingue e Letterature Straniere presso l'Università del Salento. La sua opera è stata scritta a Varsavia, e il perché è presto detto. Essa prende infatti le mosse da uno strano intreccio tra Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello e il Ferdydurke del commediografo polacco Witold Gombrowicz. Ne spiega meglio il rapporto la quarta di copertina: «Un alone di mistero avvolge una possibile commistione tra Mattia Pascal, alias Adriano Meis, e Ferdy Durke, creature nate rispettivamente dall’invenzione di Luigi Pirandello e Witold Gombrowicz. I due personaggi sono chiamati dall’autore, Emanuele Liaci, per avvalorare una teoria: l’impossibilità di essere se stessi fino in fondo, perché intrappolati nelle molteplici forme che ci vengono di volta in volta affibbiate da chi ci circonda. Le due storie letterarie si intrecciano e attirano nel mezzo l’autore, con la sua piccola vita e il desiderio di sbrogliare la matassa per aiutare Pascal a riprendersi una vita...».
Il volume è stato presentato la scorsa settimana a Trepuzzi, dove l'assessore alla cultura del paese salentino, Anna Blasi, si è così espressa: «Il romanzo del giovaneesordiente riesce, con maestria, a creare un originale intreccio tra due romanzi di altrettanti famosi scrittori per avvalorare la teoria secondo cui l’uomo è costretto ad indossare tante maschere quante sono le persone con cui si relaziona, fino ad annullarsi o perdere la propria identità». La voce narrante del romanzo riesce a liberarsi dalle “maschere” fino a far venire alla luce il proprio vero essere. Ma è l'autore stesso, sul suo blog, a fornire una lettura più precisa: il romanzo di Liaci è cioè «basato sulle crisi esistenziali della gioventù che spesso è costretta ad obbedire a regole sociali e comportamenti standard attraverso il doversi mettere maschere [...] L'idea del romanzo nasce da questa domanda: Chi si è mai preoccupato delle persone che amavano Adriano Meis (personaggio inventato, usato, violentato ed ucciso da Mattia Pascal)? Il romanzo presenta l'immaginazione della continuazione della vita di Matttia Pascal che viene accusato dell'omicidio di Adriano Meis insieme a mie esperienze di vita reali. La storia si svolge per metà a Roma e per metà a Varsavia in Polonia. La letteratura polacca, infatti, è la seconda colonna portante delle vicende che animano il racconto».
