È stato ospite della Biennale dei Giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo in corso alla Fiera del Levante di Bari (aperta fino a domani sera) il giovane poeta e pittore Biagio Lieti, che da poche settimane ha pubblicato la sua opera prima, dal titolo Le battaglie i robusti no per la casa editrice Poiesis di Alberobello (pp. 71, euro 12) dell'editore Giuseppe Goffredo nella collana Diwan della poesia. Biagio Lieti è nato a Carosino (Ta) nel 1978. Al suo attivo ha già diverse mostre artistiche: Nel 1999 prende parte alla rassegna Le rêve de siècle a Montivillers (Normandia-Francia), e realizza la sua mostra personale, Bluaa!, a Carosino. Seguono le partecipazioni a Espressione Giovani (2000), Grottaglie, Castello Episcopio; I colori del vino, Attraversamenti dell’arte fra storia ed emergenze (2003), Carosino, Castello D’Ayala Valva. Nel 2004 prende parte ai progetti espositivi Le Battaglie della mosca a Lecce e Carosino. Come poeta, invece, vanta già l'inclusione nell’antologia Poeti Circus, i nuovi poeti italiani intorno ai trent’anni, a cura di Giuseppe Goffredo (Poiesis Editrice, 2005).
L'editore Giuseppe Goffredo accompagna con queste parole la pubblicazione di Biagio Lieti: «So che la poesia di Biagio Lieti ha il profumo di una scorza di pero punta da una formica rossa. A sentirla pizzica le narici. Qualche volta per il bello che emana dà nausea. In sé insegue consapevole le parole con il fastidio ossessivo di rimuoverle. Quasi per prenderle dalla parte contraria. E sicuramente sono il tappeto del paesaggio vivo per non vacillare. In-colme sempre, sincere. Dotate di occhi e fisicità per non arrendersi. Continuano a cercare. Il cielo, appunto, per liberarsene. Questa sua archiloca “Le battaglie i Robusti no” (Poiesis Editrice, 2008) l’ha fatta per schiarire le mani. Andarsene. Spero allora non torni. Lo pubblico, affinché, come un pero fiorisca».
La prefazione è invece affidata a Carla Saracino, che così si esprime: «Le battaglie e i robusti no conosce la bellezza di un’altra possibilità: che il verso s’agiti al centro del bivio, che il verso disconosca quello stesso bivio, pur restandovi sopra, sospeso, vibrante, anelante. E c’è una sorta di antica misura: l’idea che vi sia stato un prima verso cui ritornare - non solo segnalato dall’abbondanza di lemmi che tradiscono pure una genealogia meridionale, per nascita e cultura, dell’autore - e nel quale essere, in qualche forma misconosciuta o ritrovata, comunque artefice d’una custodia, d’una testimonianza “Ma sogno risorgere/ per primizie scintille/ albe discutibili / parlate di luce /glorie in avanzo/ sogno luoghi vaghi / dove cercare invano i minuti / per questi impartoribili addii ”. E ancora: “ Posso farmi di colore pure qui … / e so tentare in più afe”. Ogni poesia in questo libro racchiude un complesso lessico, intelaiature voraci che scavano nella polvere, scavano nel verde, il colore più atavico; ogni parola esegue un compito, rivela un carico di memoria denso, eredità che sanno esercitare anche una lucida partecipazione al contingente e citarlo, talvolta, riscriverlo in tensione, nominarlo, proprio come uno spot, una réclame senza apparente senso». Altre notizie su autore e libro sui siti www.myspace.com/biagiolieti e http://www.libericantori.splinder.com/.
