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martedì 8 gennaio 2008
Il piacere del ritorno, un libro Progedit
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lunedì 7 gennaio 2008
Luigi Longo: un saggio su Emmanuel Lévinas
domenica 6 gennaio 2008
Antonio Sanna e "Il segreto di Pietro"
Si intitola Il segreto di Pietro l'ultimo romanzo di Antonio Sanna, pubblicato, come i due precedenti, dall'editore Matarrese di Andria. L'autore è nato nel 1934 a Barletta, e quivi ha prevalentemente vissuto, e vive tuttora. Dopo aver insegnato quarant'anni in un Istituto Superiore della città, si è dedicato alla letteratura, con la raccolta di poesie Per un sogno d'amore Isabella (Editrice Rotas) e con i due romanzi Un viaggio lungo trent'anni e In un paese lontano, ambientati entrambi in Angola dove l'autore seguiva le vicende del protagonista Francesco Summa Vinci. Nel Segreto di Pietro Sanna racc0nta invece la storia di un uomo solo, misterioso, custode di un segreto inconfessabile. Al centro della vicenda c'è uno psicologo sociale che, invitato a tenere delle lezioni universitarie a Roma, si imbatte in una realtà di miseria e di abbandono, dove incontrerà il protagonista Pietro, che prima lo incuriosisce per deformazione professionale, poi in un secondo momento lo avvince, sino all’imprevedibile epilogo finale.
Sulla storia raccontata nel romanzo lo stesso autore ha scritto: «Il libro non intende condannare la violenza in modo retorico e vuoto, ma è un tentativo di approfondimento serio e scevro da fatalismi, sul devastante dolore, sul trauma profondo, che esperienze tragiche come quella descritta nel romanzo, possono provocare su chi le subisce ma anche su chi è vicino alla vittima. Ferite che non è possibile rimarginare e ti segnano per tutta la vita. Ciò riaffiora costantemente soprattutto nei dialoghi serrati tra vittima e carnefice, tra lo psicologo e Pietro. Per questo mi pare giusto definire il mio ultimo lavoro quasi un saggio sui misteriosi e spesso imprevedibili comportamenti umani».
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sabato 5 gennaio 2008
Communism, bed & breakfast, di Raffaele Gorgoni
dilagare di una crescita economica ad ogni costo. Luce su una
vicenda di sangue e amicizia maturata nell’inferno della Guerra di Spagna. Infine, la storiadel talento di un giovane violinista che salva un intero paese dalla morsa della criminalità e il racconto di un mafioso «diversamente vivo» che ripercorre la sua discesa agli inferi tra omicidi e traffici di stupefacenti per riflettere su ciò che ha perduto.
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venerdì 4 gennaio 2008
Ancora su mons. Tonino Bello: I roghi accesi dal Maestro
presidente di Pax Christi, morto nel 1993. In 124 pagine vengono ripercorsi gli scritti di Don Tonino, esaminando il suo magistero in termini culturali, in relazione all’emergere di modelli di vita, criteri e valori. Vengono illustrati la vita, l’operato e il compito magistrale del vescovo di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, organizzatore della «marcia dei 500» a Sarajevo nel 1992, indagando la formazione di clero, laici e adolescenti, i rapporti con gli intellettuali e gli scritti a loro rivolti. Accanto a questo l’approccio con i giovani, l’attenzione alla stampa locale e lo stile di elaborazione di testi e discorsi.
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giovedì 3 gennaio 2008
La storia dell'Iraq scritta da Vito Salierno
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mercoledì 2 gennaio 2008
Il Palazzo della Marra a Barletta: un libro
Nella recensione di Giuseppe Dimiccoli apparsa sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» si legge: «L’autrice, forte delle sue due lauree con lode in giurisprudenza e in scienze del turismo culturale, con dovizia di particolari e con uno stile narrativo accattivante, è riuscita a documentare la storia di questo palazzo dalle sue origini ai giorni nostri. Il libro, che al suo interno contiene delle belle immagini fotografiche e una completa cartografia del restauro e dei vari progetti di allestimento di musei, è strutturato in tre capitoli: il primo si occupa della storia, il secondo dell’architettura mentre il terzo analizza il palazzo della Marra e la pinacoteca «Giuseppe De Nittis». Certamente la Villani, in questa sua fatica libraria, si è mossa da un lato sul binario del rigore storico nel reperimento di fonti inedite e nella analisi di quelle esistenti, dall’altro su quello della passione nei confronti della storia dell’arte essendo da oltre dieci anni figura emerita nel campo del volontariato culturale come socia dell’Archeoclub d’Italia sede di Barletta».
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