venerdì 30 novembre 2007

L'ultimo ribelle


Si presenta questa sera a Foggia, presso la Libreria Edicolè, alle ore 21, un libro che potrebbe appassionare i nostalgici del calcio che fu e di uno dei maggiori protagonisti del calcio pugliese degli anni ottanta e novanta, l'allenatore del Foggia Zdenek Zeman. Il libro, scritto dal romano Stefano Marsiglia e pubblicato a Roma dalla trasgressiva Malatempora (pp. 87, euro 8), si chiama Zeman: l'ultimo ribelle, e racconta «La storia e il pensiero di uno dei personaggi più rivoluzionari dello sport italiano, capace di entusiasmare le folle con le sue squadre spettacolari e far tremare i palazzi del potere con le sue dichiarazioni al vetriolo».

Alla presentazione di stasera saranno presenti, oltre all'autore, il giornalista sportivo Mario Schena e l'ex calciatore del Foggia di Zeman Giuseppe Di Bari.

giovedì 29 novembre 2007

Una biografia di mons. G. Motolese


Le Edizioni San Paolo pubblicano una biografia del vescovo di Taranto, deceduto due anni orsono, mons. Guglielmo Motolese, dal titolo: Guglielmo Motolese: un vescovo italiano del Novecento (pp. 330, euro 21), a cura del prof. Vittorio De Marco, tarantino, docente di Storia Contemporanea alla Facoltà di Economia dell'Università del Molise. Motolese, che è stato vescovo di Taranto per ben 35 anni, dal 1952 al 1987, e nello stesso periodo per presidente della Conferenza Episcopale Pugliese e della Caritas Italiana, viene ricordato a Taranto anche per il suo impegno della costruzione della "Cittadella dell Carità" inaugurata il 1° maggio 1987.

Si legge inoltre in quarta di copertina che «Il libro presenta la biografia di un grande vescovo della seconda metà del Novecento, non solo per Taranto, ma per la Chiesa che è in Italia. Mons. Motolese può essere giustamente collocato tra i vescovi meridionali per la sua particolare sensibilità ai problemi del Mezzogiorno e dei lavoratori del secondo dopoguerra e per il modello di vescovo che ha rappresentato».

Il volume verrà presentato sabato prossimo, 1° dicembre, presso l'Auditorium della Cittadella della Carità (quartiere Paolo VI) alla presenza delle autorità istituzionali (Nichi Vendola, Alberto Tedesco, Gianni Florido, Ippazio Stefàno), del prof. Cosimo Damiano Fonseca e dell'attuale vescovo di Taranto, mons. Papa.

Via: http://www.paolinitalia.it/

mercoledì 28 novembre 2007

Linuccia Saba tra cibo e letteratura


In attesa della presentazione di una nuova collana di critica letteraria della Stilo Editrice di Bari, oggi segnalo un volume pubblicato lo scorso anno ma che mi sembra di un certo interesse. Si tratta della ricerca di Gianna Raffaele, I contributi giornalistici di Linuccia Saba tra cibo e letteratura (Wip Edizioni, pp. 112, euro 7), recensito anche su D. La Repubblica delle donne, settimanale allegato a Repubblica e ieri anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno.

Il volume raccoglie gli scritti pubblicati dall'unica figlia di Umberto Saba sulla rivista Il Ponte tra il 1956 e il 1957, e quasi tutti dedicati al rapporto tra gastronomia e letteratura in scrittori contemporanei che avevano frequentato Saba (tra cui Penna, Montale, Comisso) e Carlo Levi, ma anche in scrittori del passato. Linuccia infatti, da bambina, «Linuccia fingeva di invitare a pranzo un ospite illustre e giocava a immaginare cosa gli sarebbe piaciuto mangiare. Leopardi, per esempio, andava matto per i gelati che divorava nei caffè di Napoli, allora gli si poteva inventare un "gelato salato", ovvero il gelato di prosciutto concepito da Linuccia». Come si legge ancora nella recensione di Repubblica, «Sono microstorie dove una ricetta diventa pretesto per parlare d'altro, del rapporto uomo-cibo, della società, di politica, dell'Italia e dei suoi maggiori autori novecenteschi. E allo stesso tempo è un modo per Linuccia di affermare se stessa, parlando di ricordi e incontri, della sua vita romana e di quella triestina, e di emergere appena, con discrezione e misura, dall'ombra dei due grandi uomini, Saba e Levi, a cui dedicò la vita».

Via: http://dweb.repubblica.it/dweb/2007/04/07/attualita/attualita/044dli54344.html

martedì 27 novembre 2007

Taranto/2: Il corpo e il sangue d'Italia



Il secondo libro che parla (anche) di Taranto e che segnalo (e sul quale mi riservo di scrivere una recensione, viste le premesse) è pubblicato dalla casa editrice romana minimumfax, una delle migliori in assoluto tra quelle emergenti, al cui interno opera anche lo scrittore barese Nicola Lagioia. Il volume, curato da Christian Raimo, è Il corpo e il sangue d'Italia. Otto inchieste da un paese sconosciuto (pp. 326, euro 16), e comprende due inchieste su Taranto di Alessandro Leogrande e Ornella Bellucci, oltre a reportage di altri autori più o meno affermati come Antonio Pascale, Piero Sorrentino, Stefano Liberti, Silvia Dai Pra', Alberto Nerazzini, Gianluigi Ricuperati.

I due scrittori tarantini, entrambi emigrati, si concentrano l'uno sulle vicende politiche del capoluogo ionico, in particolare con il ritorno alla politica attiva dell'ex sindaco Giancarlo Cito, con un'intervista inedita all'ex braccio destro De Cosmo avvenuta pochi giorni prima della sua morte; Bellucci invece parla della questione-Ilva, del lavoro precario e delle vite perdute nello stabilimento tarantino.

Così si legge in quarta di copertina: «Raccontare l’Italia vuol dire raccontare un paese sospeso tra il desiderio mai realizzato di emancipazione civile e il viscerale richiamo di uno spirito arcaico. Vuol dire parlare di una nazione che si trasformando senza modelli da seguire, senza tradizioni con cui confrontarsi. Vuol dire scoprire i conflitti profondi che si celano dietro le facili rappresentazioni dei telegiornali. Illegalità e legalità, diritti civili e sopruso, culto dell’immagine e impegno sociale. La speranza di un futuro possibile e la disillusione di una nazione allo sbando».

Via: www.minimumfax.com

lunedì 26 novembre 2007

Taranto/1: da Cito a Di Bello


Il primo dei due libri su Taranto che presentiamo in questi giorni è la terza fatica di Pinuccio Stea. Dopo i volumi sulla storia politica di Taranto durante la giunta Cannata e negli anni tra Cannata e Cito, questa volta lo studio dell'autore tarantino, già consigliere comunale e provinciale, si concentra su Taranto da Cito a Di Bello. Ovvero come "gioiosamente" si dissesta un Comune (1994-2006) (Edizioni Pugliesi), con una presentazione di Roberto Nistri e prefazione di Beppe Vacca.
Nell'esauriente quarta di copertina si legge: «Quelli ricostruiti in questo ultimo lavoro sono anni segnati da profondi mutamenti, seguiti allo scandalo suscitato dall’inchiesta “Mani pulite”, che modificarono lo scenario politico italiano. Dopo il PCI, che nel 1991 era approdato con grande travaglio e rotture traumatiche al PDS, la DC si trasformò in Partito Popolare Italiano, riprendendo il nome adottato dal partito cattolico nel 1919; anche il Partito Popolare però non vide la confluenza di tutti gli ex democristiani, alcuni dei quali imboccarono strade diverse. Il MSI-Dn dava origine ad Alleanza Nazionale, mentre andranno a sparire formazioni di lunga tradizione democratica quali il PSI, il PSDI ed il PLI. Nasceva infine Forza Italia con la scesa in campo di un imprenditore, Silvio Berlusconi, il cui obbiettivo era quello di opporsi alla possibile affermazione della sinistra».
«A Taranto la vittoria di Giancarlo Cito si dimostrava non una parentesi, più o meno breve, nella vita cittadina, ma il prologo ad un’operazione politica che rendeva strategicamente stabile la presenza della destra al governo della Città, sino al disastroso epilogo dell’esperienza Di Bello sfociata nel dissesto e nel fallimento del Comune di Taranto».

domenica 25 novembre 2007

I giorni di Benedetto Petrone


Proseguono a Bari le iniziative in preparazione al trentesimo anniversario del 28 novembre prossimo dell'assissinio del giovane militante comunista Benedetto Petrone. Alla libreria Feltrinelli viene presentata, questa mattina, la nuova edizione di un libro pubblicato nel 1978, a pochi giorni dal primo anniversario, e che ricostruisce il clima in cui si preparò l'omicidio e i fatti di quella giornata: gli autori sono Pasquale Martino e Nicola Signorile, il libro è intitolato Le due città. I giorni di Benedetto Petrone (Manni, pp. 112, euro 12) e questa nuova edizione è curata da Nico Lorusso e Ignazio Minerva.

Apre il volume una presentazione di Nichi Vendola, che ricorda: «Il 28 novembre 1977 la mia generazione ebbe il suo battesimo di sangue e dovette rapidamente farsi adulta: cercando di non perdere l'adolescenza della passione e la maturità della politica. Rifiutando la violenza e coltivando la memoria. Raccontando ai ragazzi di oggi la vita e la morte di un ragazzo di allora: e il suo stare al mondo con rabbia e con allegria, con vitalità e con generosità. Oggi che la memoria è prigioniera nell'isola dei famosi e l'impegno è asfissiato dall'antropologia del grande fratello, quelli che non accettano le leggi del mondo-market e della guerra permanente possono fermarsi qui a Bari, in quella grande piazza borghese, a sentire un frammento di storia e a coltivare collettivamente un sogno che vogliamo continuare a sognare».
Tra le altre iniziative legate al ricordo di Benedetto Petrone, segnalo la proiezione del documentario In memoria di Benedetto Petrone, con la regia di Francesco Lopez, il 28 novembre prossimo presso la Taverna del Maltese di via Nicolai e il 4 dicembre (ore 18) al cinema Kursaal Santalucia nell'ambito della rassegna Sentieri nel Cinema attualmente in corso.

sabato 24 novembre 2007

La casta dei giornali


È in libreria da qualche settimana il nuovo libro del barese Beppe Lopez, una carriera di addetto stampa, giornalista locale, fondatore di «Repubblica» e poi di nuovi quotidiani in Puglia e Basilicata, oltre che scrittore di successo grazie, in particolare, al romanzo Capatosta. Ma non di narrativa si tratta stavolta, bensì di una vera e propria inchiesta tradizionale: La casta dei giornali. Così l’editoria italiana è stata sovvenzionata e assimilata alla casta dei politici (Stampa Alternativa – Eri-Rai, pp. 208, euro 10). Un argomento, per la verità, già affrontato con la solita competenza dalla trasmissione Report negli anni scorsi, e che ora Lopez approfondisce e mette nero su bianco facendo tutti i nomi dei grandi gruppi editoriali, di cooperative e semi-clandestini giornali di partito sovvenzionati (talvolta tenuti in vita) dalle elargizioni statali. Il riferimento del titolo al best-seller estivo di Stella e Rizzo lo rende un pamphlet adatto a una lettura di massa, e l’argomento è certamente importante nell’ampio dibattito sulla libertà d’informazione in Italia, della quale questa distorsione del mercato ne rappresenta una delle maggiori mortificazioni.

In quarta di copertina si legge: «Anche le più recenti e clamorose inchieste che hanno puntato l’indice contro la “casta” e i “costi” della politica glissano su uno dei più grossi scandali politico-amministrativi degli ultimi decenni: il finanziamento statale dei giornali. Eppure un portentoso flusso di danaro pubblico, calcolato sui 700 milioni di euro in un anno, finisce per mille rivoli, sotto forma di contributi diretti o indiretti – attraverso una stratificazione di norme clientelari, codicilli, trucchi e vere e proprie truffe – nelle casse di grandi gruppi editoriali, organi di partito, cooperative, giornali e giornaletti, agenzie, radio e Tv locali, ma anche di finti giornali di finti “movimenti” e di cooperative fasulle. Rimpolpando gli utili degli azionisti di grandi testate in attivo. Alimentando sottogoverno e clientele. E consentendo illecite rendite e privilegi mediatici a un esercito di “amici degli amici”».

Via: http://www.stampalternativa.it/

venerdì 23 novembre 2007

Tre novità per Stilo


Sono tre le nuove pubblicazioni della casa editrice Stilo di Bari nell'ultima settimana, tutte volte a continuare percorsi di collane già collaudate. Anzitutto va data notizia del sesto volume della agile collana di Piccola Letteratura Greca diretta dal prof. Giuseppe Micunco: dopo i primi cinque volumi sui poemi omerici e sulle opere di Esiodo, l'attenzione dell'autore si sposta ora sui lirici greci, e in particolare su Saffo e la lirica monodica (questo il titolo esatto della pubblicazione, pp. 104, euro 6). Micunco ricostruisce qui «la lirica del ‘canto a solo’ intorno all’interrogativo posto da Saffo (ma che è anche degli altri poeti) circa ‘la cosa più bella’, quella che rende la vita degna di essere vissuta, che sia l’eros del bello, l’amore e l’amicizia, la giovinezza, la forte sopportazione, il vino e la lotta politica, la poesia stessa. Non conta più la comune opinione di una società che metteva al primo posto l’aretè, il valore guerriero, la gloria delle armi, per cui ideale supremo era morire in battaglia, magari per mano di un valoroso eroe... Conta la vita personale di Saffo, conta l’uomo, ogni uomo, con tutte le sue passioni e debolezze».

La seconda novità riguarda il nuovo volume di mons. Antonio Parisi, originario di Noicattaro e uno tra i maggiori compositori italiani di canti liturgici, che continua la sua ricerca sui ruoli e sulle caratteristiche da rispettare in tutto ciò che riguarda la musica e i canti nella celebrazione liturgica con questa terza pubblicazione nel giro di pochi mesi, dal titolo Lodate Dio nel suo santuario (pp. 104, euro 6).

Pubblicata, infine, a cura di Fedele Raguso e Marisa D'Agostino, un'ampia ed esaustiva storia di Poggiorsini (pp. 305, euro 20), piccola località della murgia, della quale vengono rintracciate le testimonianze storiche e i pregi paesaggistici, artistici e culturali.

mercoledì 21 novembre 2007

Città del Libro 2007


È ancora il Salento al centro delle segnalazioni di questa settimana. Quest'oggi, infatti, si apre a Campi Salentina la tredicesima edizione della Città del Libro, la più grande fiera del libro pugliese. Il titolo dato quest'anno alla rassegna è "DiversaMente", affronterà cioè il tema delle diversità culturali e sociali del mondo moderno.

Saranno 88 le case editrici presenti quest'anno nei 50 stand del Centro fieristico di Campi Salentina. Tra queste, molte case editrici pugliesi, di gran lunga le più presenti anche nella lunga serie di presentazioni che caratterizzerà i quattro giorni di Fiera, da oggi, giovedì, a domenica 25 novembre. Ma non mancheranno i nomi certamente più noti al grande pubblico: tra questi, Catherine Spaak, Francesco Giorgino, Toni Capuozzo, Duilio Gianmaria e il salentino Gabriele Torsello, che presenterà gli scatti più significativi della sua mostra sull'Afghanistan presente in Fiera.

Un programma che si attesta quindi ai livelli degli anni scorsi, apprezzabile in quanto unica fiera del libro di dimensioni significative in Puglia, ma al tempo stesso bloccata ormai da anni su un modello che avrebbe probabilmente bisogno di un profondo restyling. Su questo punto, le pressioni istituzionali a che la Fiera di Campi Salentina potesse distendersi su tutto il territorio del Salento, facendo come si suol dire "sistema", e avendo però il suo centro a Lecce, non hanno finora avuto riscontro positivo da parte degli organizzatori che vedrebbero derubata Campi Salentina della sua maggiore occasione di visibilità. Va da sé, tuttavia, che riuscire a dar vita a una Fiera del Libro del Salento lunga una settimana o più, un po' come accade con la Notte della Taranta di Melpignano preceduta da concerti e altre manifestazioni musicali in altri paesi del Salento, significherebbe operare quel salto di qualità che oggi, alla Città del Libro, sembra ancora mancare.

Per informazioni sul programma della Fiera: www.cittadellibro.net

martedì 20 novembre 2007

Besa in Albania


Sul «Corriere del Mezzogiorno» di domenica scorsa è apparso un interessante articolo di Luigi Quaranta sui recenti avvenimenti culturali in terra albanese, dalla Fiera del Libro appena conclusa al Tirana International Film Festival di prossima realizzazione, che dedicherà tra l'altro una retrospettiva al regista italiano Gianni Amelio. Ma un po' di Italia era presente anche alla Fiera del Libro di Tirana, grazie alla presenza della casa editrice Besa di Nardò, da tempi non sospetti vicina alla cultura e alla letteratura albanese, con la pubblicazione di testi non solo in lingua italiana ma anche nella stessa lingua di oltre Adriatico (per Besa è stata ad esempio recentemente pubblicata la traduzione albanese di Lettera a un kamikaze di Khaled Fouad Allam). E all'opportunità di avvicinarsi ulteriormente al vivace mondo culturale albanese si riferisce una dichiarazione di Livio Muci, editore di Besa, riportata nell'articolo, quando afferma che «con tanto parlare che si fa in Puglia di rafforzare i legami con l'Albania, la Regione avrebbe ben potuto portare qui gli editori pugliesi. Del resto l'italiano non è certo un ostacolo per i lettori albanesi». Un'occasione mancata.


Sfogliando il catalogo di Besa non mancano di certo le opportunità per avvicinarsi alla scoperta della letteratura albanese. Una delle ultime in ordine di tempo è la raccolta del poeta Gezim Hajdari, Peligòrga (pp. 130, euro 12), frutto «di un percorso poetico iniziato nel gelido e inospitale inverno della dittatura albanese, e continuato, tra illusioni e disincanti, esaltazioni e sfinimenti, nell’esilio italiano». Il poeta, infatti, vive in Italia dal 1992, scrive sia in italiano che in albanese e ha ottenuto riconoscimenti nei premi letterari intitolati alla memoria di Eugenio Montale e Dario Bellezza.


Via: http://www.besaeditrice.it/

lunedì 19 novembre 2007

Storia di un metronomo capovolto


Tra gli esordi letterari più interessanti degli ultimi mesi c'è anche questo romanzo del ventiquattrenne di Parabita, nel Salento, Giuseppe Cristaldi, dal titolo Storia di un metronomo capovolto (Ed. Il Laboratorio, Parabita, pp. 173, euro 10). La prima informazione che colpisce chi vuol ricercare notizie di questo libro sul web è indubbiamente il suo partner d'eccezione, Franco Battiato, una cui nota introduttiva lo definisce «un libro sorprendente con una solida struttura narrativa. Il racconto ambientato a Messina, è costellato puntillisticamente (in senso musicale) da ardite sentenze. [...] Leggere per credere» (ne ho espunto la frase centrale che svelava un po' troppo della trama...).

Dell'autore è presente sul web una breve intervista rilasciata al periodico
«ApprodoSalento» (http://www.approdosalento.com/cultura.htm), mentre la quarta di copertina così descrive il romanzo: «L’ Italia è quella indecifrabile degli anni Ottanta, quella oberata dall’insoluto, quella un po’ meno continentale, che sguazza sul confine sbiadito tra la crisi identificativa e l’identità manomessa, quella che si rivolta nel fango delle stragi e che inevitabilmente giunge a caratterizzare il corso esistenziale dei singoli, imperatori dei propri personali universi. I due giovani, protagonisti provenienti da collocazioni sociali agli antipodi, si fanno specchio fedele dell’andazzo italico e nella melma storica del quartiere Bisconte intessono la loro rivoluzione aneddotica. Romanzo-manifesto, il primo del ventiquattrenne Cristaldi, intriso della dovuta responsabilità civica, la stessa che si fa bandiera e ghigliottina agli umori di questo fiume d’amicizia».

domenica 18 novembre 2007

LaPugliaCheLegge/01: Adonia (Barletta)


LaPugliaCheLegge vuol essere una rubrica che racconta quali sono e dove sono le piccole librerie pugliesi che con coraggio s'impegnano o addirittura intraprendono genuinamente e per passione un'attività di questo genere accanto ai punti vendita dei grandi nomi editoriali, ai supermercati del libro, alle cartolibrerie con i titoli di grido.

Talvolta decennali centri culturali, talvolta luoghi dove ci s'inventa di tutto pur di creare movimento intorno ai libri, talvolta locali quasi clandestini che brillano nel loro isolamento cittadino: in ogni caso, librerie dove si conserva il piacere di toccare con mano la consistenza e la perpetua ricchezza dei libri.

Chiederemo a ogni libreria, tutti i lunedì, di indicarci una citazione letteraria che ne rispecchia il senso o alla quale il libraio è particolarmente legato; una classifica dei cinque libri più venduti nelle ultime due settimane; e infine una classifica di cinque libri pubblicati nell'ultimo mese che il libraio si sente di consigliare.


La prima libreria "partecipante" è anche una delle più giovani: la Libreria Adonia di Barletta.

La citazione letteraria segnalata dal proprietario, Vincenzo Garofalo, è questa di Johann Wolfgang Goethe:
«Ogni libro è un capitale che silenziosamente ci dorme accanto, ma che produce interessi incalcolabili».
I libri più venduti da Adonia nelle ultime due settimane sono:
1. U. Galimberti, L'ospite inquietante, Feltrinelli.
2. A. Bennet, La sovrana lettrice, Adelphi.
3. B. Grillo, Tutte le battaglie di Beppe Grillo, Casaleggio.
4. A. Camilleri, Maruzza Musumeci, Sellerio.
5. S. Luzzato, Padre Pio, Einaudi.

La Libreria Adonia, inoltre, consiglia:
1. J. Littell, Le benevole, Einaudi (trovo sia una grande affresco epico e tragico,ci fa rivivere gli orrori della seconda guerra mondiale dal punto di vista dei carnefici).
2. D. Starnone, Prima esecuzione, Feltrinelli (libro stupendo. Starnone è il protagonista. Professore ormai vecchio si domanda se sia stato un buon insegnante e per quale motivo deve stare agli ordini di una sua allieva ex terrorista. egli può cambiare la storia che sta vivendo e ci prova).
3. J. Teule, Io, François Villon, Neri Pozza (Teule parla della vita scandalosa del primo poeta che ha vissuto e cantato la lotta tra la carne e il cuore).
4. S. Casini, A. Moravia, I due amici, Bompiani (Libro inedito per il centenario della nascita dello scrittore. Si tratta di materiale dattiloscritto dallo stesso e trovato in una vecchia valigia. Ripercorre la linea principale della riflessione letteraria e ideologica di Moravia).
5. P. Grossi, L'acchito, Sellerio (Pietro Grossi si conferma uno scrittore vero; ambienta la sua storia, così come era successo per Boxe, in un ambiente ben delimitato - lì la palestra, qui la sala da biliardo - dove il gioco e la gara rappresentano, anzi sono, la vita stessa).

La Libreria Adonia è in via Ospedale dei Pellegrini 36, a Barletta.

sabato 17 novembre 2007

Un romanzo inedito di Francesco Laudadio


Si tratta, credo, della pubblicazione più importante degli ultimi mesi per ciò che riguarda la Puglia: un romanzo inedito, ritrovato tra le sue carte dopo la morte avvenuta prematuramente due anni fa, di Francesco Laudadio, compianto intellettuale comunista e regista originario di Mola di Bari. Sarà disponibile nelle librerie dal 29 novembre Scrivano Ingannamorte. Memorie di un corrispondente Inca (Sellerio, pp. 316, euro 11), un libro «indiscutibilmente necessario» come scrive Andrea Camilleri nella sua Prefazione, che «è, sì, un romanzo ma, insieme, è un saggio storico, un poema in prosa, un racconto epico».

Questa la sintesi presente sul sito web della casa editrice siciliana (http://www.sellerio.it/): «Il narratore, segretario di una Camera del Lavoro di un paese pugliese che racconta a un giornalista dei suoi avi e di se stesso, porta un antico soprannome: Scrivano Ingannamorte. E rappresenta una specie di eterno popolano meridionale, lo spirito umanamente perenne della movimentata, dolorosa, a tratti ferina e grottesca, vicenda della lotta di classe nel Sud. Come un eternauta del ribellismo disperato dei cafoni, va avanti e indietro nel tempo, incarnandosi di volta in volta nel seguace del cardinale Ruffo antifrancese e antigiacobino, o nel brigante in lotta contro l’occupante Sabaudo amico dei signori, o nel capopopolo delle leghe socialiste contro la prepotenza proprietaria, o nel sindacalista agrario alla Di Vittorio negli anni ferventi del secondo dopoguerra».

In Terra di Bari sono previste due presentazioni del libro, entrambe con parterre d'eccezione. La prima, venerdì 30 novembre presso la Camera di Commercio di Bari alle ore 18 con, tra gli altri, Luciano Canfora, Franco Cassano e Silvia Godelli. La seconda sabato 1° dicembre alle ore 20,3o presso il teatro comunale Van Westerhout di Mola di Bari (ingresso a inviti) con Ugo Gregoretti, Ettore Scola, Michele Mirabella e Ricky Tognazzi. Dal 3 al 6 dicembre, inoltre, retrospettiva dei film di Francesco Laudadio nei cinema Splendor ed Esedra di Bari (programma da definire).

L'incanto delle macerie


Ho avuto modo di ascoltare per la prima volta Rossano Astremo al Poetry Slam organizzato a Bari nell'ambito della Notte dei Ricercatori lo scorso 29 settembre, in una piazza affollata e di certo non molto attenta ai versi che vi venivano recitati. Ma tra tutti i poeti partecipanti Astremo ha colpito più di tutti, non solo me, per i suoi versi e per merito anche delle immagini proiettate alle sue spalle, di straordinaria evocatività.

Alcune sue poesie si trovano ora nella raccolta L'incanto delle macerie, pubblicata dall'editore (e libreria) Icaro di Lecce (pp. 79, euro 8), quattro anni dopo l'esordio di Corpo poetico irrisolto edito da Besa.

Ha scritto Antonio Errico in una recensione apparsa sul «Nuovo Quotidiano di Puglia»: «Tra le macerie della storia Rossano Astremo si muove con uno sguardo acuto, profondo, perforante, con la coscienza lucida dell’assoluta inutilità di tutte le domande, con l’amara cosapevolezza ideologica e culturale che tutto è già accaduto, che tutto è stato già scritto, che la storia si ripete - a volte anche stancamente -all’infinito. La voragine dell’odio, gli scheletri, i martiri, le catastrofi, i campi della morte, le devastazioni, i piccoli e grandi tradimenti, i cumuli di colpe e di innocenze».

L'incanto delle macerie verrà presentato domani pomeriggio a Bari, mercoledì sera a Roma (con Mario Desiati!) e giovedì sera a Trani. Per maggiori informazioni sulle presentazioni e sull'autore, segnalo e consiglio il suo blog personale: http://vertigine.wordpress.com/

La musica celata nell'Ultima Cena


È in libreria in questi giorni un interessante studio di Giovanni Maria Pala, un musicista e informatico sardo da anni residente a Galatone, nel Salento, sull'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, dal titolo La musica celata. Un mistero svelato dopo cinquecento anni (Vertigo Edizioni, Roma, euro 15). L'intuizione prende le mosse dalla notizia, ascoltata in televisione nel 2003, di uno studio preliminare sulla musica contenuta in un presunto pentagramma nascosto all'interno del dipinto. Questi anni di studio hanno permesso all'autore di portare a termine un lavoro e un cd multimediale (allegato al libro) che ripercorre le tappe percorse per giungere infine alla rivelazione musicale contenuta nell'immagine dell'Ultima Cena.

In quarta di copertina si legge: «L'arte del Rinascimento considera l'universo come un tutto armonico, una musica divina che dona alle cose misura e bellezza. Ma la tesi dimostrata da Giovanni Maria Pala è che nel dipinto vinciano sia nascosta una vera e propria frase musicale, perfettamente strutturata ed eseguibile. Un requiem che accompagna il momento drammatico dell'Ultima Cena. La musica celata è il fedele recosonto di questa straordinaria scoperta: lo svelamento della melodia, del messaggio in ebraico e dei simboli mistici ad essa legati, che Leonardo intese occultare nella sua opera più celebre e dibattuta. Il lettore è invitato a compiere gli stessi passi, a calarsi insieme all'autore nell'emozione della ricerca, che trasformerà le immagini in suoni e i suoni di nuovo in immagini, in un circolo che esprime compiutamente l'universalità del genio leonardesco».

Per altre informazioni: http://www.lamusicacelata.it/

venerdì 16 novembre 2007

Il Premio Capitanata a Raffaele Nigro


Raffaele Nigro si è aggiudicato la quarta edizione del "Premio Capitanata per la ricerca storica" per la sezione 'saggistica' con il volume edito lo scorso anni da Rizzoli Giustiziateli sul campo. Letteratura e banditismo da Robin Hood ai giorni nostri (pp. 700, euro 26), dove si traccia l'evoluzione storica e letteraria della figura del 'brigante'.

«Il libro è soprattutto pensato – scrive lo stesso Raffaele Nigro – per consultazioni fatte al momento giusto. Non è necessaria quindi una lettura metodica, si può sfogliare il libro e fermarsi su qualcosa che suscita interesse o si può cercare qualcosa che ci interessa, si può scorrere l’indice andandosi poi a leggere del brigante o dello scrittore che si vuol approfondire, si può cominciare la lettura dai capitoli finali e andare poi a ritroso. Io comunque ne ho fatta una lettura organica e metodica, che è durata parecchi giorni, davanti ad un computer collegato ad internet per poter acquistare online libri che mi interessavano e che già non avevo».
«Il libro si occupa – dice ancora Nigro – della scrittura di e sui briganti nata soprattutto in Italia, facendo confluire sotto questa voce, diventata nei tempi correnti pluricomprensiva, termini come: banditi masnadieri fuorgiudicati ribelli fuorbanditi sbandati ladroni. Io però avrei preferito che nel titolo ci fosse la parola “briganti”».

L'ultima 'fatica' di Raffaele Nigro in libreria è invece il testo teatrale inedito compreso nel volume Teatro d'autore in Puglia. Tre pièces di Maria Marcone, Raffaele Nigro, Antonio Rossano, pubblicato dalle edizioni Giuseppe Laterza a cura di Ettore Catalano e Maria Minoia (pp. 240, euro 20). Il testo dello scrittore lucano è intitolato Storie per gioco e analizza temi come il rapporto tra l'artista e la propria terra. Le altre due pièces sono intitolate rispettivamente Mio marito l'uomo maschio per Marcone e Ma era guercio il guercio? per Rossano.

giovedì 15 novembre 2007

Il triangolo nero

Trecento scrittori italiani hanno firmato un manifesto contro la violenza fisica e verbale verso rumeni, rom e donne. Qui il testo integrale e l'elenco dei proponenti e firmatari:

http://www.nazioneindiana.com/2007/11/15/il-triangolo-nero/trackback/

In aggiunta segnalo un articolo pubblicato sulla "Gazzetta del Mezzogiorno" di oggi, a firma Giampaolo Balsamo, che si distingue per l'abituale tono dozzinale con cui riporta fatti riguardanti l'immigrazione. A Corato, cinque rumeni (definiti "zingari", essendo ormai scomparso ogni residuo pudore verso l'utilizzo di questa parola che fino a qualche anno fa sembrava del tutto scomparsa) sono stati fermati con l'accusa di occupazione abusiva di un vecchio stabile abbandonato e "rischiano ora di essere espulsi dal territorio nazionale" secondo il cronista, che però dimentica l'assenza in questo caso dei gravi motivi di sicurezza (si spera ovviamente che le forze di polizia non applichino anche in questo caso il decreto legge governativo). Il giornalista parla di "irruzione" delle forze dell'ordine, di segnalazioni di cittadini "preoccupati" per queste persone che facevano attività di "lavavetri o musicanti ambulanti".

In coda all'articolo si parla anche del fermo di tre cittadine nigeriane fermate dalle forze dell'ordine perché creavano "intralcio alla normale circolazione stradale" (le ragazze, non i clienti, ovviamente). Si riporta in coda anche la notizia per cui le tre nigeriane saranno "espulse coattivamente dal territorio nazionale e rimpatriate". E pazienza se anche una sola delle tre ragazze abbia la possibilità di essere incinta e di essere rimpatriata in un villaggio dove possa vigere la pena di morte per l'adulterio. Pazienza per le Safiya e Amina dei nostri giorni, scacciate in coda a un articolo di un giornale di provincia, senza fiaccolate, senza battaglie "bi-partisan".

Cambi di prospettive


La casa editrice romana "Il Filo" ha pubblicato la raccolta di racconti Cambi di prospettive (pp. 142, euro 14) della scrittrice salentina Ilaria Ferramosca, classe '71, presentato ieri sera a Maglie. Il libro è stato già recensito su "La Gazzetta del Mezzogiorno", "Il Mattino" e "Il Quotidiano di Puglia" e ha ottenuto il riconoscimento della terza posizione nel concorso nazionale "Marengo d'Oro". La giovane autrice, consulente nella gestione delle Risorse Umane e formatrice in Programmazione Neuro Linguistica, è al suo esordio letterario.

Atmosfere noir, grottesche e misteriose - si legge nella quarta di copertina -, pervase di una sottile ironia, per narrare storie in cui la metamorfosi, il repentino mutamento della realtà, o della sua percezione, assume un ruolo cruciale, importante. Colpi di scena concludono le vicende narrate, rivelando come il comune buon senso spesso offuschi e comprometta una obiettiva lettura e comprensione di fatti e persone. Cambi di prospettive induce il lettore a confrontarsi con verità scomode, spaventose, incredibili, che sconvolgono tutte le aspettative e i desideri costruiti su un’illusione, su una mera proiezione del nostro io.


Altre notizie sul libro e sull'autrice sono presenti sul suo sito personale http://www.lincea.altervista.org/


Amore e solitudine in Gustav Mahler


Nel luglio scorso la casa editrice musicale Florestano, con sede operativa e una libreria propria a Bari, ha pubblicato il testo di Adele Boghetic, docente di Educazione musicale in una scuola media barese, dal titolo Amore e solitudine in Gustav Mahler. Rückert Lieder, ora recensito sulla rivista ContrAppunti del mese di novembre dal docente di storia della musica dell'Università di Bari, Pierfranco Moliterni. La ricerca riguarda i testi forniti a Mahler per alcuni suoi lieder in musica da parte del poeta Friedrich Rückert, «che seppe ispirare il periodo più sereno della travagliata esistenza mahleriana».

Con questa sua prima pubblicazione - è scritto in quarta di copertina -, frutto di una minuziosa indagine storico-biografica, l’autrice vuole guidare il lettore alla scoperta del Mahler liederista e del suo mondo interiore attraverso i suoi scritti, le scelte poetiche, l’analisi della sua musica e dei suoi Lieder, permeati di natura e di dolore, di amore e di solitudine. I testi di tutti i Lieder di Mahler, offerti in versione originale con traduzione italiana a fronte a cura dell’autrice stessa, rendono questo lavoro un ulteriore prezioso strumento per la comprensione e per l’ascolto dell’opera mahleriana.

mercoledì 14 novembre 2007

"Lo Straniero": novembre 2007


Sull'ultimo numero di "Lo Straniero", il tarantino Alessandro Leogrande introduce uno scritto di Gaetano Salvemini dal titolo "Gli Italiani sono fatti così". E' il punto di partenza di un discorso che attraversa tutto il numero, e che ha il suo centro nelle riflessioni sull'antipolitica degli articoli successivi (raccomando in particolare il saggio "Oltre la crisi fiscale" di Antonio Calafati, che analizza l'ipocrisia politica di un tema all'ordine del giorno da ormai quindici anni, la "riduzione del debito pubblico", il refrain giornalistico degli autunni italiani).

Il testo di Salvemini è figlio della speranza di chi non si rassegna allo stato delle cose. Scritto nel 1947, vedeva negli uomini e nelle donne della lotta partigiana il seme di un'Italia diversa. Riproposto sessant'anni dopo, ci espone soprattutto alla ricerca delle nostre responsabilità individuali, a capire cosa si è fatto perché gli Italiani non siano considerati "tutti uguali".

Nella sezione "Persuasioni", infine, segnalo tre importanti scritti su Iraq, Birmania e Iran (i primi due sono consultabili sul sito web della rivista, www.lostraniero.net).

Benny vive


Il 28 novembre di trenta anni fa veniva assassinato in pieno centro a Bari l'attivista comunista Benedetto Petrone. In occasione dell'anniversario e in preparazione alle manifestazioni che si terranno in ricordo del giovane barese ucciso da un gruppo di neofascisti, è da oggi on line un blog-piattaforma che si prefigge di raccogliere testimonianze e partecipazioni.





http://bennyvive.myblog.it/