venerdì 28 novembre 2008

La Città del Libro 2008 a Campi Salentina

Come ogni anno nell'ultima settimana di novembre nella cittadina di Campi Salentina si svolge una delle maggiori manifestazioni pugliesi dedicate all'editoria, la Città del Libro, giunta quest'anno alla quattordicesima edizione. La rassegna, che ha avuto inizio lo scorso martedì 25 aprile, si concluderà domenica. L'edizione 2008 è la più lunga mai organizzata e la più ricca in quanto a proposta culturale. Anche quest'anno alcuni importanti autori di libri saranno protagonisti tra gli stand del Centro fieristico di Campi Salentina: tra questi, i più famosi sono Antonio Caprarica, Miguel Gotor, Federico Moccia, Pulsatilla, Francesco Bruno, Mario Capanna, Giordano Bruno Guerri, Angelo Canavacciuolo, e i pugliesi Mario Desiati e Albano Carrisi.

Ma la nostra attenzione è, come sempre, dedicata agli attori meno famosi ma che con la loro presenza costituiscono l'ossatura di questa come di molte altre fiere del libro: si tratta cioè di autori ed editori cosiddetti "piccoli" che nelle fiere trovano buone occasioni di visibilità. Nel programma di domani se ne ritrovano diversi esempi: alle ore 8,30 nell'Auditorium Ferdinando Boero presenta Ecologia ed evoluzione della religione, Controluce editore. Alle 9 Paola Cisternino presenta il libro per ragazzi Batti 5, Del Grifo Editore. Alle ore 17 Paolo Pellegrino presenta il volume edito da Congedo dal titolo La bellezza tra arte e tradizione. Alle 17,30, infine, si presenta il romanzo Le parole della pioggia edito da Il Filo di Lorenzo Laporta, poeta e scrittore nato a Taranto nel 1981. Il libro racconta la storia, o meglio, frammenti di vita, di Guido, un giovane tarantino, ma anche la mia storia e quella di tanti ragazzi che vivono in questo tempo e in questo luogo, la bell'Italia, e che sognano, sperano, lottano per il proprio avvenire. È un libro che tocca temi importanti e delicati, ed estremamente attuali, come la politica, la corruzione, il problema del lavoro nel sud, ma non solo.

giovedì 27 novembre 2008

"Vecchie città/Città nuove" domani a Percorsi Identitari

Sarà presentato domani mattina all'interno della rassegna Percorsi Identitari presso la Teca del Mediterraneo a Bari il volume dell'architetto e docente di Storia dell'Architettura Contemporanea e Laboratorio nel Corso di Laurea di Ingegneria Edile-Architettura del Politecnico di Bari, Arturo Cucciolla, dal titolo Vecchie città / Città nuove. Concezio Petrucci 1926-1946 (pp. 368, euro 32) pubblicato due anni fa dalla casa editrice Dedalo. All'incontro, moderato dal giornalista Alfonso Marrese, parteciperanno anche la scrittrice Flaminia Petrucci Siciliano e gli studenti del Convitto "D. Cirillo" e dell'Istituto tecnico per geometri "G. Salvemini" di Molfetta. Il volume esamina progetti e realizzazioni, fra il 1926 e il 1946, dell’architetto Concezio Petrucci, dando visibilità all'opera di un tecnico poco conosciuto. Analizzando la sua produzione, quasi interamente rappresentata da interventi per opere pubbliche, piani regolatori e piani di «città nuove», spesso attraverso il meccanismo del concorso di progettazione, il volume contribuisce anche ad approfondire alcuni aspetti dell'architettura e dell'urbanistica in Italia e in Puglia fra le due guerre.

Ad aprire il volume c'è la prefazione di Francesco Moschini. Così si legge ancora in quarta di copertina: «La figura di Petrucci viene descritta anche alla luce dei legami accademici, culturali e politici stretti con Gustavo Giovannoni e con Araldo Di Crollalanza. Di quest'ultimo, alto gerarca del regime, Petrucci diviene il progettista di fiducia: a Bari per il Piano di Bari Vecchia, il Piano regolatore generale e numerose opere pubbliche; nell'Opera Nazionale Combattenti, per i piani e le architetture delle città rurali di Aprilia, Pomezia, Fertilia e Segezia. Dallo stretto rapporto col suo maestro Giovannoni, Petrucci mutua uno spiccato interesse per la tradizione costruttiva e per la storia che coltiva ponendo in parallelo attenzione sia agli sviluppi del razionalismo che alle avanguardie del moderno. Petrucci costruisce, così, un suo originale modo di intendere l'innovazione, che affonda le radici nella storia volgendosi al futuro con profondo senso di continuità. In tale visione, vecchie e nuove maniere di costruire si fondono in forme sempre più depurate che sono insieme citazione della tradizione locale e premonizione del futuro cosmopolita».

mercoledì 26 novembre 2008

Presentazione della collana "Officina" domani alla Libreria Laterza

Domani sera a partire alle 18,30 presso la Libreria Laterza in via Sparano a Bari, è in programma la presentazione dell'intera collana di ricerche e di critica letteraria "Officina", pubblicata dalla Stilo Editrice. La presentazione avviene a poco più di un anno dalla creazione della collana che può già vantare sette titoli all'attivo, due dei quali pubblicati proprio in questi giorni. La collana "Officina" è diretta da Daniele Maria Pegorari, docente di Letteratura italiana contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari, e alla presentazione prenderanno parte attiva anche altri due docenti della stessa Facoltà, il prof. Domenico Cofano e la prof.ssa Lea Durante. Gli altri interventi previsti sono quelli di Vito Lacirignola, direttore editoriale della Stilo Editrice, e degli autori e delle autrici i cui volumi fanno parte della collana.

Proprio un anno fa veniva pubblicato il primo volume della collana, Luzi oltre Leopardi. Dalla forma alla conoscenza per ardore, di Francesco Medici. A dicembre è toccato al recente vincitore, per la sezione saggistica, del Premio letterario "Città di Adelfia", la prima edizione italiana dell'opera teatrale Montezuma dello scrittore e critico letterario Giuseppe Antonio Borgese, vissuto nella prima metà del Novecento, contenente la traduzione italiana (con testo a fronte) dell'opera preceduta da un corposo saggio critico della giovane studiosa Sabina Colella. Terzo volume di Officina è stato la seconda edizione riveduta e aggiornata del saggio di Maria Isabel Giabakgi, ricercatrice presso l'università di Foggia, su Il cenobio laico. L'ascetismo intellettuale in Italia tra Ottocento e Novecento. Lo studioso bergamasco Alberto Volpi si è invece occupato, nel quarto volume, di Alessandro Manzoni con il saggio L'ordine violato. Il tradimento nell'opera di Alessandro Manzoni. Il quinto volume ha raccolto il gran numero di saggi e articoli pubblicati negli ultimi vent'anni da Domenico Ribatti su Scienza e Letteratura. Infine, gli ultimi due volumi pubblicati proprio in questi giorni da parte di due giovani studiose appena laureate nell'Università degli Studi di Bari: il saggio di Annalisa Caiaffa, Anime lungo la cornice, che analizza il dantismo nella poesia di Mario Luzi e che costituisce un pendant con il volume introduttivo della collana; quindi, il saggio di Francesca Giglio, Una autobiografia di fatti non accaduti, che risulta essere la prima monografia pubblicata in Italia sulla narrativa di Walter Siti, comprendente anche un capitolo sul recentissimo ultimo romanzo di Siti, Il contagio.

martedì 25 novembre 2008

2° Festival della letteratura per ragazzi a Torremaggiore

È partito ieri e si concluderà il 7 dicembre Il Festival della Letteratura per Ragazzi di Torremaggiore, giunto alla sua seconda edizione. Il paese in provincia di Foggia diverrà una biblioteca aperta alle mille curiosità e domande sui libri da parte dei ragazzi di ogni età. Il Festival punta, e il successo dello scorso anno ne è la riprova, a fare incontrare i ragazzi con i loro autori preferiti coinvolgendoli nella fantastica e meravigliosa nascita di un racconto, partendo, in alcuni casi, fin dalla creazione dei personaggi che suscita nei ragazzi e nelle ragazze curiosità e stupore. Il Festival prevede un percorso di formazione alla lettura nel quale sono stati pensati laboratori per gli adulti, siano essi insegnanti, nonni, genitori o specialisti, allo scopo di favorire l’apprendimento di tecniche come la lettura ad alta voce, la recitazione, la creazione di libri.

Anche quest’anno vi è un grande spazio concesso all’idea di quanta meraviglia possa suscitare il passare dalla lettura di un libro alla sua messa in scena. Le storie vivono di libertà: i testi teatrali scelti nascono dalla tradizione della favola e del mito e continuano a vivere nel presente nella fantasia dei nostri ragazzi. Ieri sono stati ospiti del festival presso l’Auditorium del Liceo N. Fiani Massimiliano Arena e Mino Danuzzo per la presentazione del libro Ballata ignorante per destini comuni ed. Arena, di cui avevamo già parlato in occasione della presentazione del libro alla scorsa edizione della Fiera del Libro di Torino. Oggi invece l’autrice Angela Nanetti ha presentato il libro Mio nonno era un ciliegio pubblicato da Einaudi.

lunedì 24 novembre 2008

"Ithaka" di Cristiana Pegoraro

È in programma stasera alle 18,30 presso l'Auditorium comunale di Locorotondo (BA) un evento culturale tutto particolare, che vedrà le note del pianoforte unirsi alle parole delle poesie composte simultaneamente alla musica. Si tratta del concerto della pianista Cristiana Pegoraro, al quale seguirà la presentazione del suo ultimo libro di poesie, Ithaka, che si rivela come un vero e proprio controcanto delle note musicali. Alla presentazione del libro, pubblicato da Palomar, interverrà Giuseppe Giacovazzo. Al libro di poesie è inoltre allegato il cd musicale con le musiche composte dalla stessa autrice. Quella di Ithaka è «una poesia arcana, potente che rievoca i luoghi della memoria e delle origini. Ma che non può, e non vuole, dimenticare che il passato è anche futuro: da qui l'esigenza della traduzione inglese, che la liberi dai confini della lingua madre». Partendo dalle note di compositori classici, la Pegoraro presenterà anche sue composizioni (Colors of Love e The wind and the Sea, tratti dal suo album Ithaka), oltre a dei tanghi di Astor Piazzolla, senza dimenticare di passare attraverso le danze spagnolo-cubane di Ernesto Lecuona e la splendida musica di Chick Corea.

Cristiana Pegoraro è internazionalmente riconosciuta come una delle più sensibili e dotate pianiste della sua generazione. Nata in Umbria, a Terni, è subito diventata "cittadina del mondo", suonando e ricevendo premi e riconoscimenti in ogni parte del globo. Ha collaborato, in radio e televisione, con WQXR New York, Rai, Mediaset, BBC, ARD, RTP, Nine Network e CBC. Naturalmente alla sensibilità musicale non poteva non affiancarsi quella letteraria. È autrice del video-poema per bambini For Whom The Sirens Toll, prodotto dalle Nazioni Unite e presentato presso il Palazzo dell'Onu l'11 settembre 2004, in ricordo delle vittime degli attacchi terroristici.

venerdì 21 novembre 2008

Frammenti a Sud Est: visioni letterarie del Salento

In chiusura di settimana, una notizia che esula, almeno in parte, dal solito ambito editoriale, e che riguarda un'interessante attività artistica nel Salento. L’Associazione Obiettivi, con la disponibilità e preziosa collaborazione dello Spazio Sociale ZEI (Circolo Arci) di Lecce, organizza una collettiva fotografica dal titolo Frammenti a sud est: visioni letterarie dal Salento. La mostra è stata inaugurata lo scorso martedì 18 novembre 2008 presso i locali dello ZEI (piazzetta dei chiaromonte) accompagnata da una Jam session e rimarrà aperta fino a lunedì 8 dicembre (l'ingresso è libero). "Obiettivi" è la prima associazione di fotoamatori del Salento nata “in rete” ossia nel grande mondo di internet e del portale di foto sharing flickr.com. I suoi 24 soci, infatti, sono salentini incontratisi nel gruppo SALENTO lu sule, lu mare, lu jentu che hanno fondato l’associazione per promuovere l’arte dell’espressione fotografica e la propria terra.

Quello della mostra è un sentito omaggio a questo piccolo lembo d’Italia che sprizza gioia e voglia di fare da ogni suo vicolo, strada, monumento, costume ed usanza. Un viaggio fotografico e mentale attraverso una terra dalla forte inclinazione artistica, la terra della gente semplice e vera, la terra dell’ospitalità dove la tradizione si sposa perfettamente con la voglia di sviluppo ed innovazione. Un percorso fotografico in cui le immagini si fondono con la parole, un’incontro intenso di due arti, due mondi uguali e diversi, la fusione di due anime artistiche che s’incontrano, mescolandosi sullo sfondo di una terra meravigliosa chiamata SALENTO. Maggiori informazioni sui siti: www.associazioneobiettivi.it e www.zei.le.it.

giovedì 20 novembre 2008

"Estasi brevi", di Salvatore Colazzo

Della casa editrice Amaltea ci eravamo già occupati la scorsa settimana segnalando la presentazione del volume Giannina Milli e il Salento. Sempre a Melpignano, e sempre presso l'ex convento degli Agostiniani, la casa editrice Amaltea presenterà domani, 21 novembre, alle ore 18,30, il saggio di Salvatore Colazzo dal titolo Estasi brevi. Futuristi di Puglia. Casavola, Luciani e gli altri (pp. 208, euro 18). L'autore è Professore Associato di Pedagogia Sperimentale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università del Salento. Nato nel 1960, ha già all'attivo numerose pubblicazioni, oltre ad aver svolto per diversi l'anni l'attività giornalistica e di insegnante, anche presso il conservatorio Piccinni di Bari come docente di Storia della Musica. La sua attività di ricerca in Pedagogia sperimentale riguarda gli ambienti di apprendimento interattivi, il paradigma socio-costruttivista, la relazione educativa, metodologie per la realizzazione di una ontologia pedagogica.

Come si legge in quarta di copertina, «Il futurismo è stato l'unica avanguardia di peso europeo che l'Italia ha avuto nel corso del XX secolo. Il suo motivo di maggiore interesse può rintracciarsi nell'essersi assunto, fra gli altri, il compito di destrutturare il reale, di ipotizzare una diversa fantastica configurazione delle cose, legate ad una nuova logica, di ricostruire l'universo rallegrandolo, depotenziando gli aspetti più sacrali ed intangibili della realtà quale quotidianamente noi viviamo. Il volume intende ricostruire lo specifico apporto della musica e dei musicisti alla affermazione e allo sviluppo delle idee futuriste. Focalizza l'attenzione su alcuni contributi pugliesi di particolare interesse, come Franco Casavola, Sebastiano Arturo Luciani. Documenta infine alcune iniziative culturali realizzate nel Salento, ispirate ai temi e alle produzioni futuriste».

mercoledì 19 novembre 2008

"Il Petruzzelli. Storia di una città", di Antonio Rossano

Da un teatro all'altro. Solo ieri segnalavo un nuovo libro sul teatro Curci di Barletta, e oggi è la volta di un altro teatro, assai più noto oltre che da mesi sulle prime pagine dei quotidiani locali per la nota querelle della riapertura del 6 dicembre. Nell'augurio che la coalizione politica che si sta opponendo con ogni mezzo alla riapertura del teatro, per mere ragioni di convenienza elettorale, torni sui suoi passi, e che il teatro Petruzzelli possa finalmente riaprire il 6 dicembre prossimo, segnalo una nuova pubblicazione che segue la rinnovata attenzione che la città di Bari e non solo sta dedicando alla storia del teatro Petruzzelli: è l'opera di Antonio Rossano, dal titolo Il Petruzzelli. Storia di una città (pp. 112, euro 10), pubblicato per Progedit. Dell'autore ci eravamo già occupati lo scorso 18 febbraio segnalando il suo ultimo libro, Dormire, forse sognare. Dopo un quindicennio di docenza a contratto presso la Facoltà di Economia e Commercio di Bari, attualmente dirige il Master di giornalismo promosso dall'Ordine in collaborazione con l'Università di Bari.

Come si legge in quarta di copertina, «Con un racconto agile, che attraversa origini, evoluzione, splendori, fatale incendio e ricostruzione, Antonio Rossano rilegge allo stesso tempo le vicende di un luogo artistico, della città e della sua classe dirigente e l'intreccio di imprenditoria, cultura e politica. Il viaggio del cronista, che ha vissuto in prima persona parte delle vicende narrate, non è un percorso lineare bensì a balzi, con qualche sosta e molti sussulti in corrispondenza di tappe e momenti significativi. Fra successi e inciampi, è la storia stessa di una istituzione mentre passavano regimi, mode, protagonisti e tic culturali. Oltre cento anni sono passati al setaccio, rivissuti in controluce: dalla Bari ambiziosa dei primi del Novecento alla grande illusione con l'auto-investitura a città metropolitana. Due guerre, il fascismo, l'avventura di Radio Bari, i grandi nomi che hanno calcato quel palcoscenico: Beniamino Gigli, Licia Albanese, Sergio Bruscantini, ma anche Bing Crosby e Totò, Nureyev e Margot Fontaine, Pavarotti e Domingo, Von Karajan e Muti, Eduardo e Carmelo Bene. Non mancano episodi curiosi: Mario Del Monaco e la sua Arriflex, i Reali d'Italia che non assistono al finale dell' “Aida” e Aldo Moro che arriva proprio quando il tenore attacca “Cielo e mar”. Poi le tournées: Norvegia, Charleston, San Pietroburgo, Il Cairo. E ancora: l'incendio, un quotidiano “bruciato” nel rogo del teatro e un bar che apre prima del tempo. Fino alle polemiche sulla ricostruzione e sul concerto inaugurale».

martedì 18 novembre 2008

"Il Teatro Comunale 'Curci' di Barletta", di Duilio Maglio

Sarà presentato questa sera a Barletta, nello stesso luogo di cui tratta, il volume di Duilio Maglio dal titolo Il Teatro Comunale "Curci" di Barletta. Fra storia e restauro (pp. 128, euro 20), pubblicato dalla locale casa editrice Rotas. All'incontro prenderanno parte, oltre al sindaco della città, Nicola Maffei, anche l'editore del volume, nonché storico, prof. Renato Russo, e l'ex Direttore dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, dott. Vittorio Palumbieri, che del teatro curò con successo la gestione in memorabili stagioni fra lirica, prosa, balletto, operette. La serata sarà completata da alcuni interventi programmati: della dott.ssa Annalisa Delvecchio, direttrice del Teatro Comunale, di Mariagrazia Melucci, autrice di un volume sul Fondo Musicale “G. Curci”, del prof. Francesco Monopoli, presidente dell’Associazione Cultura e Musica “G. Curci” e dell’ing. Giuseppe Gorgoglione, presidente dell’Associazione Ingegneri della BAT.

Il volume (pubblicato in occasione il bicentenario della nascita di Giuseppe Curci, musicista e compositore al quale Barletta, sua città natale, ha intitolato il teatro comunale) offre al lettore una sintesi storica e tecnica che permette, con l'ausilio esplicativo delle numerose immagini (più di cento), tavole e piante che lo corredano, una fedele ricostruzione cronologica dei lavori eseguiti dalle lontane origini sino al recente recupero funzionale, progettato e diretto dallo stesso autore della pubblicazione. Più in particolare, Maglio ripercorre le tappe salienti dei lavori al Teatro comunale che fu inaugurato nel 1872 e riaperto al pubblico, dopo le prime opere di ristrutturazione finanziate dalla Cassa del Mezzogiorno, nel 1977 alla presenza dell'allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Su questo stesso progetto di "recupero funzionale" da lui diretto, Maglio aveva in precedenza già pubblicato due articoli, entrambi sulla rivista “Sistemi e Reti”, titolati il primo (n. 10 del 1993) Eliminazione dell’umidità nelle costruzioni e il secondo (n. 12 del 1994): Un intervento sulle pietre di Puglia.

lunedì 17 novembre 2008

"Le ballate di Lilith", di Angela De Leo

È stato presentato sabato scorso a Bitonto il libro di poesie di Angela De Leo pubblicato recentemente dalla casa editrice Secop di Corato, dal titolo Le Ballate di Lilith (pp. 112, euro 12). L'autrice ha assunto anche la direzione della collana, "I Girasoli", nella quale è stato incluso questa sua raccolta di poesie, particolarmente curata graficamente, grazie anche alla copertina disegnata e ideata dall'art designer Antonio Serlenga e alle illustrazioni interne a cura di Ombretta Leone, e che contiene al suo interno una interessante versione bilingue delle poesie, in italiano e in serbo: la traduzione nella lingua balcanica è stata curata da Dragan Mraovic. Angela De Leo, nata a Bitonto, risiede attualmente a Corato. Laureata in Materie Letterarie, per molti anni ha insegnato nella scuola elementare, prima, e Lettere nella scuola media, più tardi, dedicandosi, in particolar modo, alla formazione del docente di base. Dal 1982 è redattrice de "La Vallisa" e ha già pubblicato negli anni scorsi le raccolte di poesie: Ancora un fiore (1982), Sul naufragio del sole (1986), Il pozzo della luna (1993), Le prigioni del cuore (1995).

Come si legge in quarta di copertina, nella raccolta di poesie c'è spazio per «storie d`amore, di contrasti, di sconfitte e denunce, individuali e sociali, in chiave moderna, su evocative reminiscenze di antichi cantastorie, incredibilmente vicine alle corde narrative dell`autrice, e alla sua urgenza di "cantare oggi" la poesia. Lilith è la luna nera, simbolo di una femminilità oscura e misteriosa, ricca di forti e laceranti contrasti, sempre combattuta tra luce e tenebre, ma con la ferma volontà di rinascere dalle proprie ceneri giorno dopo giorno, perché c'è sempre un tempo per perdersi e un tempo per ritrovarsi. Nell`uno e nell`altro caso è sempre l`Amore a determinarne i confini e la durata tra conquista, perdita, rinascita».

venerdì 14 novembre 2008

"Giannina Milli e il Salento" oggi a Melpignano

Si terrà questa sera alle ore 18,30 a Melpignano, presso la saletta dell’Ex Convento degli Agostiani il secondo appuntamento del ciclo organizzato dalla Cooperativa Kalé in collaborazione con il Comune di Melpignano e la casa editrice Amaltea, nell’ambito della rassegna nazionale “Ottobre piovono libri” che ha visto l’adesione di numerose biblioteche salentine, tra cui la Mediateca di Melpignano. Verrà presentato il volume Giannina Milli e il Salento. Contributo all’epistolario (pp. 160, euro 13) curato da Giovanna Rosato ed edito dalla casa editrice Amaltea. Giannina Milli (1825-1888) rappresenta non solo uno dei personaggi principali nel panorama meridionale della poesia di improvvisazione dell'800, ma la punta di diamante della coeva letteratura italiana al femminile, che finalmente in questi anni riemerge prepotentemente dalle biblioteche. Alla presentazione interverranno: Sergio Blasi, sindaco di Melpignano; dott. Alessandro Laporta, direttore Biblioteca provinciale di Lecce; dott. Andrea Scardicchio, Università del Salento; prof. Angelo Romano, Università del Salento, dott.ssa Ada Manfreda, Amaltea edizioni.

Il volume è una antologia delle poesie di improvvisazione della scrittrice di Teramo, che ebbe uno stretto scambio culturale con il Salento, testimoniato da un nutrito epistolario. Di tale epistolario il volume propone una selezione delle lettere che Giannina Milli scrisse all’amica Luisa Amalia Paladini, direttrice del convitto Vittorio Emanuele II di Lecce, nonché all’intellettuale salentino Luigi Giuseppe De Simone. Molte di queste lettere sono custodite presso il fondo della biblioteca provinciale e vengono per la prima volta proposte alla pubblica fruizione grazie a questa pubblicazione. Il lettore ha così la possibilità di conoscere la produzione e l’intensa attività di propaganda e di partecipazione al dibattito culturale italiano del tempo, che punteggiarono la vita di Giannina Milli, come emerge dalle sue poesie e dall’epistolario. La pubblicazione esce nella Collana “Femminile plurale”, che vuole dar spazio alla scrittura delle donne e sulle donne.

giovedì 13 novembre 2008

"Puglia e Albania nel Novecento" a Percorsi Identitari

Ne avevamo già parlato lo scorso mese di marzo in occasione della presentazione ufficiale; ma sarà presentato ancora presso la Teca del Mediterraneo, all'interno della rassegna Percorsi Identitari, domani mattina alle ore 11, il volume Puglia e Albania nel Novecento a cura di Giulio Esposito, Vito Antonio Leuzzi e Navila Nika che dà conto dell'indagine svolta condotta dall'Istituto Pugliese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea, dalla Fondazione Gramsci di Puglia e dall'Archivio Centrale della Repubblica d'Albania per l'individuazione e la valorizzazione delle fonti documentarie relative al periodo 1900-1950. Alla presentazione del volume, pubblicato da Besa, saranno presenti domani mattina anche i "testimonials" Franco Botta, docente di Politica economica presso l’Università degli studi di Bari, Franco Losurdo, docente di Economia applicata presso l’Università degli studi di Bari e membro della Commissione Permanente sulla Interculturalità Mediterranea della Comunità delle Università Mediterranee (C.U.M.), e Luigi Masella, docente di Storia contemporanea e direttore della Biblioteca del Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali presso l’Università degli studi di Bari.

In questo libro-catalogo i curatori hanno inteso organizzare e presentare i documenti più rilevanti della travagliata storia delle relazioni Puglia-Albania dagli inizi del Novecento al 1949. Sono così stati evidenziati diversi momenti all’interno di un medesimo quadro di “tutela” del “Paese delle aquile” da parte dell’Italia. Una prima fase è caratterizzata da un disegno di assoggettamento economico, cui seguì una seconda fase contrassegnata da un infausto imperialismo, che lasciò inascoltati i moniti di Gaetano Salvemini, fino ad una terza fase che doveva essere impostata su un piano di parità e che, purtroppo, nel clima di guerra fredda, stentò ad avviarsi. Nel corso della ricerca (che fa parte del Progetto BibliodocInn, partner capofila Teca del Mediterraneo) sono stati individuati più di ottanta fondi nell’Archivio Centrale della Repubblica d’Albania e oltre trenta fondi negli Archivi di Stato di Bari, di Brindisi, nell’Archivio dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea e in altri archivi pubblici e privati.

mercoledì 12 novembre 2008

"Burned", di Mauro Cardinale

Da pochissimi giorni è disponibile in libreria il romanzo d'esordio di Mauro Cardinale, ventunenne studente di Aradeo, in provincia di Lecce, dal titolo Burned e pubblicato dalla casa editrice Montag di Tolentino. Un romanzo, quello di Cardinale, che gravita intorno a tre ben precisi punti di riferimento: la Giamaica, il Potere della Musica, e la Fede. Nel romanzo Ricky, un giovane avvocato, viene inviato in Giamaica per scovare un nuovo talento della musica reggae, ma non immagina che l’incontro col talentuoso Derrick, un rudeboy, lo condurrà alla scoperta di un mondo che è anche un microcosmo di vita. Il volume verrà presentato venerdì alle ore 15 su Radio Ciccio Riccio, ma ulteriori notizia sull'autore e sulla reperibilità del libro si trovano sul myspace di Cardinale, mentre su YouTube si può guardare il book-trailer del romanzo.

Che il raggae e la cultura rastafariana al centro del romanzo siano parte della vita stessa dell'autore, è lui stesso a sottolinearlo in un'intervista: «il reggae fa parte della mia vita da tanti anni e con esso la cultura rastafariana e tutto ciò che sta intorno: tematiche sociali, politiche, religiose ecc.. Ogni cosa che parla di roots’n’culture, m’interessa.». La prefazione al romanzo è di Francesco Grassi, deejay e presentatore televisivo oltre che importante personalità della scena reggae italiana. Nella prefazione Grassi pone l'accento sul sentimento dell'amicizia tra i due giovani protagonisti che incarnano due mondi assai diversi: «Un'amicizia che per cementarsi deve vincere la diffidenza e l’ignoranza dei “razzismi” presenti all’interno della cultura dei bianchi e dei neri, un’amicizia che deve confrontarsi con il sistema di “Babylon” che si manifesta nel ghetto attraverso le angherie e i soprusi di boss senza scrupoli e di poliziotti corrotti, mentre nella “civilissima” Europa ha il volto delle multinazionali del disco che , come tutte le imprese figlie della logica capitalista , guardano esclusivamente al profitto riducendo la creatività, la passione e l’anima degli uomini a numeri nelle loro tabelle di Excel».

martedì 11 novembre 2008

A "Bradisismo" e "Montezuma" il Premio Città di Adelfia

Si è svolta domenica sera nella cittadina barese la cerimonia di premiazione della XXIV edizione del Premio letterario Città di Adelfia, organizzato con la collaborazione della rivista di letteratura «incroci» pubblicata da Mario Adda Editore. Due le sezioni del concorso, al quale potevano partecipare solo opere edite a partire dal primo gennaio 2007: la prima per un libro di poesie, la seconda per un volume di saggistica. Nella prima sezione si è aggiudicato il primo premio, consistente in 2,500 euro, il libro Bradisismo, raccolta di poesie del poeta napoletano Michele Sovente, pubblicata da Garzanti. Ha le radici in Puglia invece il vincitore della sezione "saggistica", premiato dalla giuria presieduta dallo scrittore e giornalista Raffaele Nigro: si tratta del volume Montezuma, opera di Giuseppe Antonio Borgese inedita fino a quando la giovane studiosa Sabina Colella, originaria di Monopoli, ne ha curato un'ampia edizione critica pubblicata dalla Stilo Editrice nella collana "Officina", diretta da Daniele Maria Pegorari.

Esule negli Stati Uniti durante il fascismo, Giuseppe Antonio Borgese compone in inglese, fra il 1938 e il 1941, un libretto d’opera in versi sulla conquista del Messico, che vide contrapposti il condottiero spagnolo Hernán Cortés e il leggendario re azteco Montezuma: dietro la filigrana epica, affidata alla suggestiva voce fuori campo dello storico Bernal Díaz del Castillo, si cela una violenta polemica contro il nazionalismo fascista, ispiratore di un colonialismo tardivo. Il testo, per il quale Roger Sessions compose la partitura musicale, rimase tuttavia, come detto, inedito. Il volume a cura di Sabina Colella è corredato da un lungo saggio introduttivo sulla travagliata gestazione dell'opera teatrale di Borgese e comprende tanto la versione in lingua originale quanto la traduzione italiana a opera della curatrice.

lunedì 10 novembre 2008

"Fino a quando le stelle", di M.G. Genisi

Pur essendo stato pubblicato lo scorso anno, sarà presentato mercoledì a Bitonto il libro di Maria Gabriella Genisi dal titolo Fino a quando le stelle (pp. 88, euro 11), edito da Manni. L'autrice è nata nel 1965 a Mola di Bari, dove vive, ed è un'appassionata di arte e letteratura. E dopo la pubblicazione nel 2006 del romanzo d'esordio Come quando fuori piove, è tornata a scrivere prendendo spunto da uno dei temi più centrali nella vita quotidiana di ognuno, e purtuttavia pressoché ignorato dalla letteratura contemporanea. Come si legge in quarta di copertina: «Questo romanzo è la storia di una famiglia tra Puglia e Calabria attraverso cinquanta anni di memorie. Ma c’è soprattutto in primo piano la sindrome di Alzheimer, affrontata con lucidità e coraggio, con una sensibilità che è patrimonio femminile». All'incontro presso la Libreria del Teatro di Bitonto prenderanno parte Rossella Santoro, responsabile del Presidio del libro "Cartesio", Pietro Schina e Catia Pinto dell'associazione Alzheimer.

Già dall'incipit, che può leggersi per intero sul sito internet della casa editrice salentina nella pagina dedicata al romanzo di Maria Gabriella Genisi, emerge con chiarezza l'attenzione che l'autrice dedica ai particolari della vita quotidiana di un malato della sindrome di Alzheimer e di chi gli è vicino, come ha sottolineato anche Maria Marcone in una recensione apparsa su «Puglia»: «Mi siedo al vecchio tavolo in cucina e mi guardo intorno, smarrita.

Vago per la stanza con lo sguardo, fisso ogni oggetto, ogni più piccola cosa per rincorrere una memoria che va svanendo. Attaccati con calamite colorate sul frigorifero bombato marca Raymond, piccole ricette, bigliettini di auguri ed un disegno del mio nipotino. Anche la vecchia macchia di ruggine sulla maniglia è importante. Quel frigo ha oltre cinquant’anni.

Ho paura, una paura sottile ed impalpabile come la cipria Leclerc che passo da anni ogni giorno sul mio viso. La stessa cipria che Federico aveva scelto per me.

So che la morte arriverà, tra pochi anni ma non è questa la mia angoscia, no. Quello che temo è andar via senza rendermene conto, senza che le ricordanze della mia vita accarezzino l’anima, addolcendo il distacco. Eppure le memorie lontane sono lucide come cristallo bagnato, così vicine, ancora profumate».

venerdì 7 novembre 2008

"La gioia e il potere", di P. Pacciolla e A.L. Spagna

Dopo la presentazione dello scorso fine settimana a Lecce, è stata annullata la presentazione prevista per questa sera a Bitonto del libro dell'artista e musicista Paolo Pacciolla e di Anna Luisa Spagna dal titolo La gioia e il potere. Musiche e danze in India (pp. 176, euro 16) pubblicato da Besa Editrice. Il libro, già presente alla rassegna estiva Il libro possibile di Polignano a Mare, è «un percorso storico nella musica e nella danza dell’organismo sociale indiano: la musica vedica della casta sacerdotale, che sottolineava e dava forza ai vari momenti dei riti sacrificali; le esecuzioni orchestrali e le danze nelle splendide corti dell’India – da quelle antiche, buddiste o indù, a quelle musulmane e poi inglesi – dove musica e danza erano affidate alle donne ma erano praticate anche dai re e dai guerrieri; musica e danza nei templi medioevali e moderni, i palazzi degli dei attorno ai quali ruotava la vita delle città; la scena cittadina, con le processioni sacre e regali e le varie forme di intrattenimento».

Paolo Pacciolla ha iniziato la ricerca sulla musica classica indiana (Dhrupad Pakhawaj) nel 1995. Ha pubblicato la monografia Il pensare musicale indiano (Besa, 2005). Suoi scritti sono apparsi sulle riviste “Melissi” e “In Corso d’Opera”. Compone ed esegue le musiche per gli spettacoli di Sutra - Arti Performative, presentati in diverse rassegne e festival in Italia e all’estero. Anna Luisa Spagna, invece, ha iniziato la ricerca sulla danza classica indiana (Odissi e Chhau di Seraikella) nel 1995. Suoi scritti sono apparsi sulle riviste “Melissi” e “In Corso d’Opera”. Con il nome Racconti del Corpo sviluppa una ricerca fra danza e pedagogia legata al tema del femminino. È coreografa e danzatrice negli spettacoli di Sutra - Arti Performative, presentati in diverse rassegne e festival in Italia e all’estero.

giovedì 6 novembre 2008

Un nuovo libro su Obama dalle Edizioni Dedalo

Il giorno dopo l'elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti, al gran numero di pubblicazioni di diversa fattura già presenti in libreria sul "fenomeno Obama", se ne aggiunge un altro pubblicato dalla casa editrice barese Dedalo, dal titolo decisamente profetico, essendo stato preparato prima dell'election day. Si tratta del volume Barack Obama. Come e perché l'America ha scelto un nero alla Casa Bianca (pp. 272, euro 15) di Luciano Clerico. L'autore, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Torino, con una tesi sulla Terza Pagina dei quotidiani, vive a Washington dove, dal 2007, è corrispondente dagli Stati Uniti per l’Agenzia Ansa. Nel 2001, proprio come giornalista dell’Ansa, ha vinto il Premio Ischia di Giornalismo. Questo è il suo secondo libro dopo Dovere di cronaca. La festa e la morte al G8 di Genova.

Arricchito da una prefazione del direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio De Bortoli, il libro, come si legge in quarta di copertina, «non è solo una fotografia delle elezioni americane più importanti degli ultimi quarant’anni. È anche, attraverso la cronaca di un processo elettorale durato venti mesi, una testimonianza in presa diretta delle dinamiche profonde che hanno trasformato una parola, hope, speranza, in un dato politico di proporzioni epocali. L’affermazione di Barack Obama è senz’altro dovuta al suo straordinario talento personale. Ma l’America l’ha fortemente voluta perché ne aveva bisogno. Aveva bisogno di chiudere, dopo trent’anni, il ciclo liberista aperto da Ronald Reagan per aprirne uno nuovo, più aderente a quel dream che l’ha generata e che, nonostante tutto, continua ad essere il tratto distintivo della sua stessa identità. Dalla contestualizzazione precisa dei discorsi e dei candidati, emerge l’America del cambiamento e le ragioni storiche che l’hanno determinato, a partire dal Discorso sul razzismo pronunciato da Obama a Filadelfia, degno della più alta tradizione politica dei grandi d’America, da Abramo Lincoln, a Franklin Delano Roosevelt. Parte da lì il nuovo ciclo americano, il New Deal di Barack Obama».

mercoledì 5 novembre 2008

"Gli Ebrei a Trani e in Puglia nel Medioevo", di Emanuele Gianolio

La casa editrice e centro stampa Landriscina di Trani ha da pochi mesi dato vita a due nuove collane editoriali riguardanti la storia locale della città adriatica, in collaborazione con la Società di Storia Patria per la Puglia - Sezione di Trani e l'associazione culturale "Obiettivo Trani". Il progetto del tipografo editore Gennaro Landriscina si fa carico della pubblicazione di opere inedite d'interesse collettivo, in grado di spiegarci e raccontarci la storia particolareggiata, minuziosa, fin 'ora poco accessibile ai più, di determinati elementi della ricca e blasonata cultura tranese. Queste le parole di presentazione del progetto da parte dello stesso editore: «L'impegno editoriale e letterario che ci apprestiamo ad affrontare, rappresenta tutto il nostro sforzo di lasciare a Trani e alla Puglia un'opera che racchiuda studi articolati e completi, analisi di fatti e personaggi trattati da autori che impareremo a conoscere meglio e di cui vorremmo il pubblico si innamorasse e decidesse di apprezzare a tal punto, da cercarne l'intera bibliografia. Un'opera che dedichiamo ai ricercatori e agli studenti, ai curiosi e agli intellettuali del presente che vorranno confrontarsi con gli autori proposti dalla Collana».

Le due collane, "Collana di Studi Tranesi" e "Quaderni Tranesi", hanno già dato vita nei mesi scorsi ad alcune pubblicazioni di storia locale, come Le edicole sacre di Trani di Giuseppe Giusto (pp. 101, euro 10) e Li turchi a la marina de Trano del dottor Giuseppe Amorese. È tuttavia annunciata a breve la pubblicazione, con una edizione riveduta e ampliata, di un volume che riguarda non solo Trani ma tutta la Puglia, alla luce anche del rinnovato interesse per la cultura ebraica nella nostra terra. Si tratta del volume dello storico tranese Emanuele Gianolio dal titolo Gli Ebrei a Trani e in Puglia nel Medioevo (pp. 136, euro 10). L'autore, tre lauree tra cui una in filosofia, è attualmente docente dell'università della Terza Età di Trani. Il libro, come ha scritto Angela Montinari su «Barisera» annunciando la prossima pubblicazione del volume, «per stessa ammissione dell'autore nella sua introduzione, non è diretto agli specialisti dell'argomento. Ma è, piuttosto, uno strumento utile a chi vuole conoscere almeno a grandi linee le vicissitudini di un popolo che ha avuto un'enorme importanza sullo sviluppo delle comunità pugliesi. Del resto Trani ha ospitato una delle più numerose e attive comunità ebraiche pugliesi che occuparono un intero quartiere nel cuore della città vecchia, in prossimità del porto. Una comunità che seppe integrarsi molto bene con i tranesi, almeno fino a quando la dominazione spagnola non ne pretese l'espulsione da tutto il regno».

martedì 4 novembre 2008

"Dal branco al gruppo", di F. e S. Montanari

Segnalo anche oggi, come più volte in passato, un volume della casa editrice La Meridiana dedicato al mondo della scuola e dell'educazione. Autori del volume Dal branco al gruppo. Manuale di giochi per la formazione di gruppi (pp. 208, euro 18) sono Flavio e Silvia Montanari. Silvia Montanari è laureata in Sociologia e specializzata in Scienze delle Comunicazione a Bologna. Flavio Montanari è pedagogista e collaboratore della facoltà di Scienze della Formazione a Bologna, di quella di Lettere e Filosofia a Foggia e della fondazione "Adolescere" di Voghera, e negli ultimi anni si è impegnato a promuovere i LARA e le scuole per Conduttori di gruppo. Il LARA, punto centrale delle riflessioni contenute nel volume, è l'acronimo di "Laboratorio per le aggregazioni e le relazioni con gli adolescenti", un laboratorio residenziale con classi di scuole superiori, normalmente di tre giorni, dove tra giochi, discussioni in cerchio, momenti formali e informali, si parla e si discute di come far diventare la classe un gruppo.

Così spiega Flavio Montanari le peculiarità del LARA: «Il "Lara" è come una squadra di calcio e offre ai giovani abilità essenziali per diventare protagonisti: saper negoziare, saper gestire la comunicazione, essere in grado di rimuovere le scorie della comunicazione tramite il conflitto, imparare a dare di sé un'immagine che corrisponda il più possibile a quella che ciascuno ha dentro, capire che il gruppo è frutto di consapevolezza e non di spontaneità e se diventa un territorio rassicurante e non minaccioso si avranno le energie necessarie da dedicare ai compiti di sviluppo». Inoltre, come si legge nella prefazione di Enzo Spaltro, «Questo è lo scopo del libro [...]: cominciare col giocare coi pensieri e continuare col giocare con se stessi. Capire bene dove ti porta il gioco e continuare per vie sconosciute in modo da capire come gli uomini costruiscono il mondo in cui vivono. Vanno dove li porta il gioco. Perché questa è la principale destinazione del gioco: costruire il mondo in cui gli uomini vivono. Questo libro propone un qualche modo per giocare e per costruire il mondo circostante».

lunedì 3 novembre 2008

"Il cibo dei morti", di Bianca Tragni

È stato presentato lo scorso 23 ottobre a Copertino (LE) il libro di Bianca Tragni che parla proprio della ricorrenza di ieri (ma non solo) della commemorazione dei defunti, dal titolo Il cibo dei morti (pp. 224, euro 12), pubblicato già lo scorso anno dalla casa editrice Palomar. L'autrice è preside del liceo scientifico statale Federico II di Altamura. Giornalista pubblicista è autrice di reportage sulla Puglia e di libri dedicati alla storia degli Svevi e al 1799. Docente di storia e filosofia ha tenuto corsi integrativi di antropologia culturale, storia della Resistenza, storia delle donne, teatro, filosofia comparata. Promotrice della “Settimana Europea dei giovani”, organizza incontri nel liceo di studenti e docenti di diverse nazionalità su tematiche culturali. Ha inoltre curato regia e allestimento di opere teatrali.

In un saggio con lo stile del racconto e del reportage giornalistico, l'Autrice partendo dai ricordi e dalle esperienze personali, risale alle tradizioni popolari di tutt'Italia, in cui il cibo, strumento di vita, è collegato all' antichissimo culto dei morti. In un viaggio variopinto tra riti, usi, superstizioni, pietanze e strane credenze, attraverso l'antropologia e la teologia, l'archeologia e il mito, vengono scandagliate la storia e le tradizioni popolari del mediterraneo, dell'Europa del nord e di altre aree geografiche. Questo un breve estratto del volume: «La sera di Ognissanti si lasciava la tavola imbandita con pane, vino, acqua e qualche altra pietanza familiare. Era una devozione verso i santi e verso defunti. Infatti si credeva che dal mezzodì del 1°novembre al mezzodì del 2 novembre, i morti uscissero in processione in paese….ancora oggi resiste l'usanza di portar cibo a casa del defunto, dopo la sepoltura, per il consolo dei parenti…».