venerdì 26 dicembre 2008

"La sanità malata", di Maurizio Portaluri

Uno dei libri pugliesi che nelle ultime settimane ha fatto molto parlare di sé è anche uno di quei libri indispensabili per chiunque voglia addentrarsi, senza pregiudizi ideologici e senza impugnare l’ascia dell’antipolitica, nella comprensione dell’articolato mondo della sanità pubblica, materia, come si sa, di quasi esclusiva competenza regionale e terreno sul quale si giocano molte competizioni elettorali. Si tratta del volume di Maurizio Portaluri, oncologo brindisino, già autore de Di fabbrica si muore scritto a quattro mani con Alessandro Langiu, che racconta la sua esperienza di due anni trascorsi come direttore generale della ASL della provincia di Barletta-Andria-Trani, prima di tornare, a seguito delle sue dimissioni, all’attività di medico, dopo una breve parentesi all’Istituto tumori di Bari. La sanità malata. Viaggio nella Puglia di Vendola (pp. 112, euro 12), questo il titolo del volume (il sottotitolo strizza forse un po’ troppo l’occhio al lettore), è stato pubblicato dalla Glocal Editrice, sempre attenta ai temi della politica regionale, della quale si ricorda soprattutto la pubblicazione de Il Governatore di Lino De Matteis a ridosso delle elezioni regionali del 2005.

Sono 18 i brevi contributi di Portaluri, ognuno dedicato a un aspetto specifico delle difficoltà incontrate nel suo operato di ‘manager’ di una Asl, ai quali si aggiungono la prefazione di Michele Di Schiena – Presidente Onorario Aggiunto della Corte di Cassazione – e una postfazione di Gianluigi Saraceni – dirigente amministrativo della sanità pubblica in Emilia Romagna e in Liguria, chiamato nel 2005 da Nichi Vendola a portare la sua esperienza in Puglia ma dimessosi anch’egli dopo 3 anni di lavoro nella stessa Asl di Portaluri. Gli aspetti assai bene descritti da Portaluri portano, nel complesso, a questa conclusione: che la rivoluzione nella sanità pugliese auspicata da Nichi Vendola nel 2005 è ancora di là da avvenire (o quantomeno a completarsi); che c’è stato probabilmente un errore di valutazione nel credere di poter apportare in pochi anni, se non addirittura in pochi mesi, tutti i cambiamenti necessari a una realtà assai dilaniata dai tanti interessi privati che vi gravitano attorno; e infine che non vanno nascoste le problematiche che l’ingerenza della politica (nazionale, regionale e comunale) ha causato e causa ancora a chiunque voglia rimboccarsi le maniche e agire in maniera indipendente per il miglioramento del sistema.

Va altresì detto, e lo sottolinea anche Portaluri, che determinati indirizzi provenienti dallo Stato centrale agiscono come una clava per impedire la risoluzione di alcuni problemi: l’assumere come fattori presi in esame nei sistemi di gestione «essenzialmente i costi e le prestazioni erogate», un sistema «utile in un’azienda che produce beni materiali o servizi che non hanno ad oggetto la salvaguardia di un bene primario come quello della salute» è uno di questi. Ma anche «la differenza stipendiale tra medici di famiglia e medici ospedalieri, a discapito dei secondi», che «ha spinto questi ultimi a forme di integrazione del reddito [...] con conseguenze sulla tendenza prescrittiva, sulle liste di attesa per le prestazioni ed in definitiva sulla sicurezza del paziente». A questo proposito, si registra l’incredibile proroga di ben quattro anni concessa recentemente dal governo e quindi dal parlamento intesa a far continuare ai medici ospedalieri una attività da «libero professionista intramoenia» anche nei propri studi privati, senza dunque alcun controllo da parte del servizio pubblico, nonostante essi ricevano un’indennità di circa 1000 euro per quest’attività che dovrebbe, invece, svolgersi ‘entro le mura’ dei presidi ospedalieri o ambulatoriali. Una proroga che va a tutto vantaggio dei medici ospedalieri (le principali «vittime» del sistema, come Rocco Palese li ha invece definiti in una recente trasmissione televisiva), e che incide a catena sulle liste d’attesa e sulle casse del servizio sanitario regionale. Come sottolinea Portaluri, «la vera alternativa sarebbe una netta separazione tra attività pubblica e privata con grande disappunto di buona parte della classe medica e perdita di consenso della classe politica»: il numero di medici-sindaci, consiglieri comunali e regionali, oltre a essere del tutto sproporzionato rispetto alla popolazione, crea infatti una serie di conflitti di interesse difficilmente arginabili dai manager delle Asl, a fronte anche dei maggiori appoggi politici – di entrambe le sponde – che i primi hanno nei confronti di questi ultimi.

L’analisi di Portaluri prosegue poi sui «metodi di valutazione», sulla difficoltà nel licenziare un medico ospedaliero di Barletta condannato con sentenza definitiva per omicidio colposo ai danni di una paziente, sull’assistenza territoriale ancora poco diffusa, sui disinvolti ‘cambi di casacca’ politici di un gran numero di dirigenti medici e amministrativi, sulle ingerenze delle multinazionali farmaceutiche, sull’inefficacia dei controlli igienico-ambientali, sulla mancanza di autonomia nel controllo e nella partecipazione democratica dei cittadini. A fronte di questo quadro, tuttavia, Portaluri lascia comunque aperto uno spiraglio all’ottimismo: il recente piano sanitario approvato in Regione, che prevede il potenziamento dell’assistenza territoriale e la ricollocazione delle strutture ospedaliere, è atteso alla prova dei fatti.

martedì 23 dicembre 2008

"Dualalìa", di Giuseppe Solfato

Da poche settimane è in libreria una nuova opera letteraria di Giuseppe Solfato, il romanzo dal titolo Dualalìa pubblicato dalla casa editrice Il Filo (pp. 272, euro 16). Questo romanzo giunge dopo le precedenti esperienze narrative e poetiche dell'autore barese, insegnante di inglese nelle scuole superiori, tra le quali Aspettando la Pioggia, una raccolta di poesie pubblicata da Favia, storica casa editrice barese, nel 1970, e Malallegra, una raccolta di racconti pubblicata da Firenze Libri nel 1992. A questa attività editoriale va tuttavia aggiunta quella da autore teatrale di Solfato: proprio dal 28 gennaio al 27 febbraio prossimi, infatti, è in programmazione al Teatro Duse di Bari la commedia, scritta e diretta da Solfato nel 1974, dal titolo La patrone, recitata dalle sorelle Annamaria e Marisa Eugeni. Tutta l'opera teatrale di Giuseppe Solfato è peraltro raccolta in un altro recentissimo volume, Teatro. Un percorso nella lingua barese (e oltre) pubblicato a Bari da Casa Stornaiolo.

Tornando a Dualalìa, l'opera pubblicata per Il Filo, riporto l'indicazione della quarta di copertina che spiega il significato del titolo: «Raccolta di racconti o romanzo? Dualalìa è l’una e l’altra cosa, generi che si mescolano, vicende che si incrociano. Episodi a sé stanti che, tuttavia, letti con un altro occhio, sono i capitoli di una saga familiare che attraversa tutto il Novecento italiano. Bari e Roma come scenari, personaggi silenti – ma non troppo – di storie che proprio in queste due città trovano compimento e rappresentazione. Opera doppia, dunque, questa di Giuseppe Solfato; del resto il titolo lo esplicita, anticipandolo: duale perché duplice e contrastante; lalìa perché riferito all’atto del parlare. Su tutto, una domanda: fin dove può spingersi la lingua nel narrare cose, persone, persino una città, senza che si insinui il dubbio che “realtà” è “immaginario”?». Per ogni altra notizia sul libro e per contattare l'autore, si può visitare il suo blog personale.

lunedì 22 dicembre 2008

"I racconti di nonna Francesca", di F. Piazzolla

È stato presentato la scorsa settimana a Barletta, città dove l'autrice ha sempre insegnato e vissuto, il libro I racconti di nonna Francesca, di Francesca Piazzolla, pubblicato da Besa Editrice nella collana T-Books (pp. 128, euro 11). A presentare I racconti di nonna Francesca, il prof. Daniele Giancane, docente dell'università di Bari e poeta egli stesso, Antonio Turi, giornalista e scrittore, ma anche personalità del mondo delle istituzioni, come il sindaco, Nicola Maffei, la presidente della commissione cultura del Comune di Barletta, Mariagrazia Vitobello, e la responsabile del settore cultura del comune, Santa Scommegna. Come si legge in quarta di copertina: «Le favole di Francesca Piazzolla hanno il sapore antico di quei dolci fatti in casa che chi oggi ha almeno quarant’anni avrà assaggiato nella sua infanzia grazie all’operosità di nonne e parenti anziane. Erano, quei dolci, fatti con poco. Ingredienti naturali, attrezzatura quasi artigianale, ma si trattava di cose genuine. E proprio per questo non tradivano. Anche i racconti di Francesca Piazzolla sono stati realizzati utilizzando ingredienti naturali come la simpatia, la bontà, l’ingenuità di uno sguardo sul mondo che forse non lo vede com’è effettivamente, ma che sa disegnare un universo nel quale ciascuno di noi vorrebbe vivere. Si leggono con piacere questi racconti. Con qualche rimpianto da parte dei più anziani, con gli occhi sbarrati dallo stupore per i bambini».

Sono le parole riferite dalla stessa autrice nel corso della presentazione a spiegare bene lo spirito della raccolta di racconti: «Sono racconti scritti nel corso di tantissimi anni, e solo la spinta delle persone che li avevano letti mi ha convinto alla pubblicazione. Certo, molti li avevano letti questi racconti, però per me non dico che si trattava di cose segrete, ma le ho sempre tenute riservate per gli amici, per i ragazzi delle mie classi, fin quando ho insegnato. Mi piaceva immaginarmi, proprio come dice il titolo, una specie di nonna che nel corso delle serate estive intrattiene i suoi nipotini con dei racconti».

venerdì 19 dicembre 2008

Un convegno sulla letteratura in Puglia nel '900

Si è svolta ieri pomeriggio presso il Salone degli Affreschi di Palazzo Ateneo a Bari la prima delle due giornate del convegno internazionale di studi dal titolo La letteratura in Puglia nel Novecento: reti mediterranee. Il convegno è stato organizzato dal Dipartimento di Linguistica, Filologia moderna e letteratura della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari. Un convegno rivolto soprattutto all’ambiente accademico (ne sono testimonianza gli autori di quasi tutti gli interventi: presidi delle Facoltà di Lettere di Bari e Roma, di Scienze della Formazione e di Lingue di Bari, un docente di Italianistica dell’Università di Salamanca), che nondimeno ha avuto più di qualcosa da dire riguardo le tematiche che siamo soliti affrontare su questo blog (che, per inciso, proprio in questi giorni festeggia un anno di vita), vale a dire la letteratura made in Puglia e il rapporto con la piccola e media editoria.

Anima dell’organizzazione del convegno e delle ricerche sulla letteratura pugliese che lo hanno preceduto è stato il prof. Ettore Catalano, docente di Letteratura italiana presso il Dipartimento sopra citato, della cui attività editoriale ci siamo già occupati in occasione della pubblicazione del suo volume La metafora e l’iperbole. Studi su Vittorini. Proprio in occasione di questo convegno internazionale, che si conclude oggi a Brindisi, Catalano ha annunciato la prossima pubblicazione (entro due mesi circa) di un volume che si porrà certamente quale punto di riferimento per ogni altro studio futuro sulla letteratura pugliese, e che segue il già prezioso volume La saggezza della letteratura. Atti del Forum Letterario "Puglia Letteraria, Mediterraneo Europeo" Mediterre pubblicato nel 2005 dalle Edizioni Giuseppe Laterza sempre a cura di Catalano: si tratterà, cioè, di un vero e proprio censimento della produzione letteraria (ma non solo) pugliese nell’arco di tempo che va dal 1970 al 2008. Non casuale è stata la scelta della data d’inizio della ricerca, giacché al 1970 (anno di un «ripensamento sociale» secondo Catalano) risalgono almeno due avvenimenti che ne rendono possibile l’accezione periodizzante, vale a dire la morte di Vittorio Bodini e il varo delle istituzioni regionali in Italia.

Il volume, attualmente in fase di redazione, verrà pubblicato dalla casa editrice barese Progedit e ospiterà ben 18 saggi che costituiranno un registro della produzione letteraria in ognuna delle province pugliesi, con uno sguardo anche alla realtà editoriale e alle altre iniziative culturali di rilievo in Puglia nell’ultimo quarantennio. Lo stesso Ettore Catalano si è occupato, ad esempio, della letteratura in provincia di Brindisi, segnalando nel corso del suo intervento alcuni tra i nomi più rilevanti contenuti nella sua ricerca, da Maria Marcone a Gianmarco Gallinari, passando per i più giovani Clara Nubile (classe ’74, ha esordito nel 2005 con il romanzo Io ti attacco nel sangue), Arcangelo Amodio (brindisino, residente a Londra, esordiente con il romanzo Mal di mare, 2007) e Antonio Caiulo (particolarmente attento alle tematiche ambientali, si veda Il respiro del cervo, 2006) solo per citarne alcuni. Tra i saggi più importanti che confluiranno nel volume, sono stati citati quello di Daniele Maria Pegorari sui poeti pugliesi del secondo Novecento (in primis Lino Angiuli, ma senza dimenticare Nadia Cavalera, Matteo Bonsante o i giovani Luigi Abiusi e Raffaele Fiantanese) e quello di Cosma Siani sugli scrittori pugliesi residenti all’estero, tra i quali l’italo-americano Luigi Donato Ventura (nato a Trani nel 1845 e morto a San Francisco nel 1912, autore della novella Peppino il lustrascarpe, che viene considerata come la prima prova letteraria d'autore prodotta all'interno dell’emigrazione di massa verso gli Stati Uniti e che è stata pubblicata per la prima volta in Italia solo nel 2007 dalla FrancoAngeli). Un saggio di Lucio Giannone, docente all’Università del Salento, è invece legato alla cultura letteraria in provincia di Lecce nel Novecento.

Va comunque detto che, al di là delle due “correnti” più volte citate negli interventi dei relatori, ovvero quella Nigro-Angiuli da una parte, più vicina a una certa critica di tradizione accademica, e quella Carofiglio-De Cataldo dall’altra, più legata alle recenti fortune editoriali e commerciali, almeno nella giornata di ieri non sono mai stati menzionati - probabilmente per ragioni dovute al taglio accademico degli interventi - alcuni nomi di scrittori pugliesi di alto profilo nazionale, come Mario Desiati, Nicola Lagioia e Alessandro Leogrande, tutti pressoché coetanei e legati tra loro, insieme a Roberto Saviano, da quello che in altri tempi si sarebbe definito un importante “sodalizio” culturale, che stanno pubblicando negli ultimi mesi i propri lavori più maturi (Il paese delle spose infelici, Uomini e caporali, mentre il nuovo romanzo di Lagioia uscirà per Einaudi all’inizio del 2009).

giovedì 18 dicembre 2008

"La scatola dei colori", di Pio Carlone

È stato presentato questa mattina alla Teca del Mediterraneo di Bari, il libro pubblicato nel 2006 dalla casa editrice Wip da Pio Carlone, dal titolo La scatola dei colori (pp. 158, euro 10). All'incontro, insieme all'autore, sono intervenuti l'editore della casa editrice barese, Stefano Ruocco, e gli attori Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone. Davvero 'eccezionale' la storia (vera) del libro: una biografia romanzata di un giovane del sud che negli anni '60, spinto dalla passione per la pittura e dal desiderio di scoprire nuovi mondi, lascia la sua città natale e va a Firenze. Oggi quel ragazzo del sud è uno dei massimi artisti del paesaggio australiano...

E infatti Pio Carlone, nato a Bari nel 1939, dopo aver essersi diplomato presso l'Istituto d'Arte di Bari, dal 1962 ha cominciato gli studi presso l'Accademia delle Belle Arti di Firenze. Laureatosi nel 1966, ha lavorato a Roma come pittore e art designer, insieme a maestri come Caputo, Muccini, Quattrucci , Turcato. All'inizio degli anni Settanta, partecipò ad alcune mostre nelle maggiori gallerie d'arte di Roma e poi in Francia, Germania e Stati Uniti. Nel 1976 ha avuto inizio la sua avventura australiana, con un invito per una mostra monografica sulle sue opere da tenere alla Holdsworth Gallery di Sydney. Il colpo di fulmine con l'Australia fu tale che Carlone decise di trasferirsi a Sydney, acquisendo nel 1979 la cittadinanza australiana. Da allora, l'Oceano Pacifico, il deserto australiano, donne e momenti di vita in Australia sono tra i suoi soggetti artistici preferiti.

lunedì 15 dicembre 2008

"Una autobiografia di fatti non accaduti", di F. Giglio

Proviene dalla Puglia un volume appena uscito per la Stilo Editrice di Bari che rappresenta un unicum assoluto nel campo della critica della letteratura contemporanea. Si tratta della prima monografia pubblicata in Italia sull'opera narrativa di Walter Siti, docente universitario, curatore delle opere di Pier Paolo Pasolini e, appunto, anche scrittore di importanti romanzi degli ultimi 15 anni (tra i quali non si può non citare il più noto, Troppi paradisi, del 2006, un vero e proprio caso letterario). La monografia che analizza tutte le opere narrative di Siti, da Scuola di nudo del 1994 al recentissimo Il contagio (2008), è ad opera della giovane Francesca Giglio, nata a Gravina in Puglia nel 1983 e dottoranda di ricerca presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Roma "Tor Vergata", che allo studio di Walter Siti ha dedicato la sua tesi di laurea magistrale dopo aver concentrato negli anni precedenti la sua attenzione su un altro scrittore contemporaneo, e per certi versi affine a Siti, come Pier Vittorio Tondelli. La monografia di Giglio, Una autobiografia di fatti non accaduti. La narrativa di Walter Siti (pp. 192, euro 16) è l'ultima creazione della collana di ricerche letterarie Officina, giunta in poco più di un anno al suo settimo volume.

Quella che vien fuori dalla monografia è, come si legge in quarta di copertina, «una "finta autobiografia", il racconto iperrealistico e "maledetto" della vicenda di un io-Walter che continuamente entra ed esce dalla vita reale del suo autore, sullo sfondo degradato della metropoli postmoderna. Questa monografia, la prima dedicata allo scrittore romano, ricostruisce con analisi accurate l'evoluzione dell'intero itinerario narrativo e la sua peculiare natura filosofica». Come scrive Daniele Maria Pegorari, direttore di Officina, nella sua prefazione, il punto cruciale dell'opera narrativa di Siti, fin dal suo esordio, sta nel conflitto tra realtà e finzione letteraria: «da un lato sta la cosiddetta ‘realtà’ – o dovremmo dire reality – il cui significato, la cui moralità e datità ci si dimentica di revocare in dubbio, trasformata in prodotto di consumo, sicché si ha il paradosso di un oggetto sottratto alla critica e alla comprensione, il che sarebbe tipico del sacro, e che, di contro, è mercificato e potenziato; dall’altro c’è, invece, la finzione letteraria – stavo per dire la fiction –, statutariamente illusoria, che però costruisce piani allegorici d’interpretazione della storia e del mistero, tendendo al limite anche alla progettazione di utopie sociali e di esplicazioni di identità».

giovedì 11 dicembre 2008

Tre incontri Progedit domani in Puglia

Sono ben tre gli incontri con gli autori che la casa editrice Progedit ha organizzato per domani in tre diverse località pugliesi. A Trani, alle ore 18, presso la libreria La Maria del Porto, sarà presentato il volume Pietre e parole. Testimonianze sul socialismo in Puglia, curato da Gianvito Mastroleo e Caterina Tortosa. Pagine del volume saranno lette e musicate dalla Sud Readers band. Oltre ai curatori e ad alcuni protagonisti delle storie, partecipano gli scrittori Raffaele Nigro e Luigi Quaranta, l'editore Gino Dato. Sessanta testimonianze orali aprono un varco storicamente inedito sul primo cinquantennio della Repubblica Italiana (1944-94), restituendo la parola ai socialisti di Puglia. La materia viva raccolta e trascritta è un archivio di fonti sonore in grado di veicolare personalissime e irripetibili immagini storico-politiche, consultabili anche in termini di analisi storiografica, soprattutto se comparate ad altre fonti. Di qui, l'intrinseco valore archivistico e documentaristico di un testo orale inedito e corale. Due generazioni di socialisti hanno parlato: accadimenti, mentalità, costumi e consumi culturali del Novecento irrompono in questi anni rassegnati, con memorie che oltrepassano schieramenti e correnti intersecandosi in un unico impianto narrativo.

A Ruvo di Puglia invece, nell'ambito del ciclo VieDiFuga, alle ore 18, nell'ex convento domenicani (via Madonna delle Grazie, 2), il Presidio del libro presenta il volume Le vie del cuore di Daniele Giancane, Rosa Cesareo, Guido Luisi. Converserà con gli autori Anna Cantatore, dirigente scolastico. Coordina Rosaria Malcangi, responsabile del Presidio del Libro di Ruvo. Il coro polifonico "Rubis canto", con il tenore Nicola Cuocci, diretto dal maestro Nico Bucci, chiuderà la serata con un omaggio a sorpresa. Al dibattito partecipa tra gli altri Teresa Zaccaria, insegnante e consigliera pari opportunità Regione Puglia. Infine a Massafra, presso la libreria Im@n (c.so Regina Margherita, 6), alle ore 19, Giancarlo Sperti presenterà il volume Una vita sospesa, del quale avevo già parlato qui. Introduce Massimo Scaranici, responsabile WWF - Oasi Sant'Elia. Oltre all'autore, interviene Salvatore Fuggiano, praticante del Laboratorio per il Risveglio della Consapevolezza.

martedì 9 dicembre 2008

"Uomini e caporali", di Alessandro Leogrande

Si apre sui versi di Matteo Salvatore, il grande cantore della civiltà contadina in Capitanata, il nuovo libro di Alessandro Leogrande, Uomini e caporali (pp. 254, euro 16,50) pubblicato nella collana Strade Blu di Mondadori da poche settimane. Un’epigrafe assai evocativa e che contiene il senso delle due direttrici principali del bel reportage dello scrittore tarantino: da una parte l’immagine più viva del Tavoliere, quella dei campi sterminati della provincia di Foggia, da Cerignola a Lucera fino al confine con la Basilicata e il Molise; dall’altra la consapevolezza della scomparsa della civiltà contadina cantata da Matteo Salvatore e raccontata da Carlo Levi, con la morte dei vecchi braccianti, e l’inevitabile confronto tra contadini di ieri e di oggi, riuscito anche grazie alla rievocazione dei fatti accaduti nell’estate del 1920 a Gioia del Colle, località di origine dell’autore.
Al centro delle due direttrici, la vicenda drammatica dello schiavismo nelle campagne del Tavoliere, al centro già di alcuni reportage giornalistici oltre che di recenti iniziative politiche, volte a cercare di sradicare il fenomeno, e di inchieste giudiziarie poi confluite in un processo celebrato presso il Tribunale di Bari e culminato, con il giudizio abbreviato, con la condanna di cinque caporali per la riduzione in schiavitù di moltissimi braccianti giunti in Capitanata dall’Africa nera, dal Maghreb, dalla Romania e, in particolare, dalla Polonia. È proprio sul caso dei braccianti polacchi ridotti come schiavi, scomparsi nel nulla o morti per varie circostanze (pressoché tutte ricollegabili alla loro attività nelle campagne della Capitanata) che Leogrande affonda le proprie ricerche: e sono in questo senso decisive le testimonianze, riportate nel volume, dei sopravvissuti rimasti a lavorare in Puglia come del magistrato che si è occupato del procedimento giudiziario, dei parenti di un giovane polacco morto in circostanze misteriose come dei giornalisti, ancora polacchi, che hanno seguito da vicino la vicenda, del console polacco a Bari come del tenente dei carabinieri di stanza a Lucera che tutti i giorni, in particolare durante l’estate, compie accertamenti sulle migliaia di ettari coltivati a pomodoro nella zona di sua competenza.

Il reportage di Leogrande ha, inoltre, il grande merito di allargare il campo visivo, e di unire punto a punto i tanti aspetti che, pur non direttamente, dicono qualcosa sulla situazione del mondo dell’agricoltura in Puglia e in tutto il Sud Italia. Ne sono prove evidenti le “truffe ai danni all’Inps”, litania ripetuta un giorno sì e uno no dagli organi di informazione locali che danno notizia dei singoli provvedimenti della Guardia di Finanza e della quale Leogrande finalmente mette in luce in alcune pagine la portata economica; ne sono prova le pagine dedicate ai clan mafiosi operanti a Foggia e sul Gargano, e sui loro interessi nel mondo del caporalato; ancora, ne è prova l’omicidio efferato di Giovanni Meo, funzionario della Regione Puglia, avvenuto a Manduria lo scorso mese di luglio e legato, probabilmente, alla questione dei controlli tributari e ambientali su alcune imprese agricole dell’arco ionico.
Al centro del libro di Leogrande è perciò tutta la Puglia, perché il passato, il presente e certamente anche il futuro della regione sono legati a doppio filo alle dinamiche del mondo dell’agricoltura. E malgrado le voci che ancora periodicamente, pur con meno convinzione rispetto al passato, indicano nella Puglia una possibile destinataria del premio Nobel per la Pace per l’accoglienza dei migranti (dimenticando con un sol battito di ciglia lo Stadio della Vittoria di Bari nell’estate 1991, il centro Regina Pacis di San Foca e, appunto, la riduzione in schiavitù operata nel Foggiano), la vera scommessa pugliese sarà nel lavorare giorno dopo giorno, con pazienza e orgoglio, per migliorarsi: come accade oggi alle migliaia di albanesi del tutto integrati che tornano a Bari solo per imbarcarsi per il ritorno in patria per le vacanze; come è stata resa giustizia di ciò che avveniva nel centro di San Foca; come si sta cercando di fare per la Capitanata, con la legge regionale sul lavoro nero recentemente premiata dall’Unione Europea, con gli alberghi diffusi e l’assistenza sanitaria obbligatoria anche ai cosiddetti “irregolari”. Con la speranza di trovarci preparati, e dalla parte giusta, quando «La linea del fronte non contrapporrà comunità a comunità, etnia a etnia. Ma le attraverserà tutte spaccandole in due come mele. Nuovi cafoni da una parte, nuovi bravi dall’altra; mentre altri, nuovissimi signori dei feudi, stabiliranno la posta in gioco».

venerdì 5 dicembre 2008

La Puglia a "Più Libri Più Liberi"

Ha avuto inizio oggi a Roma la settima edizione della Fiera della piccola e media editoria. La Fiera, che si concluderà lunedì 8 dicembre, raccoglie anche quest'anno diverse presenze della Puglia. Sono infatti presenti in Fiera i più importanti tra gli editori piccoli e medi in Puglia: Besa, Dedalo, Kurumuny, Lupo, Palomar e Manni.

Pur essendo soltanto sei, ognuno di questi editori ha programmato eventi e presentazioni all'interno dello spazio fiera. La Besa Editrice, ad esempio, presenta domani, 6 dicembre, alle ore 20 nella Sala Ametista, il romanzo La nuca di Luisa Ruggio pubblicato da Controluce. Interviene il giornalista Vito Bruno. Sempre domani, alle ore 11, presso la Sala Corallo, Manni Editori presenta il libro Elettrocardiodramma. Racconti per musiche e voci di Pino Romanelli. Intervengono l'autore, Giovanna Bandini, Toni Bungaro e Rocco Papaleo. Sempre Manni domenica 7, alle ore 18, organizza l'incontro Parole al vento per Luigi Malerba. Intervengono Giovanna Bonardi, Silvana Cirillo, Andrea Cortellessa, Giulio Ferroni, Angelo Guglielmi e Walter Pedullà. Infine, la casa editrice Dedalo sarà presente all'incontro che si terrà lunedì 8 dicembre, alle ore 18 presso il Caffè Letterario su "Barack Obama. La forza di saper sognare". A questo incontro, con la partecipazione di Furio Colombo, Rula Jebreal, Sandro Portelli, Lee Stringer e Franco Venturini, si presenterà il libro di Luciano Clerico, del quale avevamo parlato all'indomani della vittoria di Obama alle elezioni presidenziali americane, dal titolo Barack Obama. Come e perché l'America ha scelto un nero alla Casa Bianca.

giovedì 4 dicembre 2008

"Moro un profeta disarmato", di Vincenzo Manca

È stato presentato ieri a Bari un nuovo volume sul caso Moro. L'ha scritto Vincenzo Ruggero Manca, senatore del centro-destra dal 1996. Pilota militare, Manca è nato a Carmiano, in provincia di Lecce, nel 1936, e risiede a Roma. Ha percorso tutti i gradini della carriera in Aeronautica Militare, giungendo ai vertici più alti della gerarchia aerea, ottenendo innumerevoli riconoscimenti, in Italia ed all'estero. Il suo libro, Moro, un profeta disarmato, pubblicato dalle Edizioni Koinè di Roma. Ha pubblicato anche negli anni passati I segreti di san Macuto (Edizioni Bietti), L'idea meravigliosa di Francesco Baratta (Edizioni Koiné) La verità non voluta (Koinè Nuove Edizioni) e Ustica assoluzione dovuta giustizia mancata (Koinè Nuove edizioni).

Ispirandosi alla prima edizione (9 maggio 2008) del Giorno della Memoria e a chiusura dello scenario rievocativo nel trentennale della Vicenda Moro, l’autore del saggio propone un’intensa riflessione critica sui percorsi (giudiziario, parlamentare, saggistico, e pubblicistico) seguiti per la stessa, nel tentativo di accendere “documentalmente” fasci di luce su molte ambiguità, contraddizioni, ritrattazioni... Il volume di Manca fa il paio con un altro volume sul caso Moro scritto da un altro senatore pugliese, Gero Grassi, e pubblicato dalla casa editrice Palomar. Il volume di Grassi, che viene regolarmente presentato in diversi comuni pugliesi (pochi giorni fa a Margherita di Savoia), Il ministro e la brigatista, è però un romanzo dove si racconta la storia di un amore, condizionato e annullato dall’eccidio di via Fani e dalla morte, avvenuta per mano delle Brigate Rosse, di Aldo Moro.

mercoledì 3 dicembre 2008

Due nuovi libri di Maria Amorese

Sono due i libri pubblicati nel 2008 da Maria Riccarda Amorese, uno dei quali è stato presentato questa sera a Bari. Si tratta dei volumi Foglie d'autunno (pp. 176, euro 14), pubblicato per l'editore Altromondo di Padova e E le parole dai pensieri caddero sulla pietra (presentato oggi a Bari) pubblicato da Nicola Calabria Editore, piccola casa editrice di Patti, in Sicilia. In entrambi i volumi c'è un'ampia consonanza di prosa e poesia. In Foglie d'autunno si racconta «Un percorso che scorre attraverso le esperienze di vita dell'autrice: emozioni, gioie, ricordi, dolori, speranze, rimpianti, illusioni che accomunano tutti gli uomini. La vita è cantata nella sua tragicità, nell'orrore che fa gridare, che spinge alla resa, che annienta. Per scoprire che, dal silenzio, si alza ugualmente forte la volontà di resistere, di affermare il bene e l'amore al di là di ogni sofferenza, di non lasciarsi sradicare. La vita che afferma se stessa. Una battaglia personale condotta con lucidità di analisi e senso dell'ironia. Nascono versi leggeri intrisi di saggezza».

Maria Riccarda Amorese è nata a Bari dove vive ed opera. Si è dedicata all’insegnamento nella scuola media, prima in terra di Lucania e poi a Bari e in provincia. Dall’agosto del 1990 è stata cancelliere d’udienza e poi per l’esecuzione presso la Corte d’Appello di Bari, settore penale minorile e non. Numerose le sue pubblicazioni precedenti, a partire dai due volumi pubblicati per Oceano Edizioni dal titolo Il volo del gabbiano e Vestita di miele. Con la casa editrice barese Progedit pubblica poi altri due volumi, Memorie di una schizofrenica e Sei felice, Maria? Poesia dal deserto e L'infinito canto dell'addio, una raccolta di 120 liriche. È poi da segnalare il volume uscito per Emilogos Edizioni dal titolo Il pianoro delle forme: il libro si articola in quattro parti, la prima ambientata interamente nei luoghi molisani, a Rocchetta a Volturno. Per il resto delle tre parti, le liriche sono state scritte a Bari e a Bologna; alcune molto struggenti, pericolosamente inquietanti.

martedì 2 dicembre 2008

"Come si diventa vergini?" di Luna Gualano

Un libretto divertente ma che riserva anche qualche spunto di riflessione è quello scritto dalla giovane Graziella Gualano, detta Luna, dal titolo Come si diventa vergini? Gaga involontarie degli adolescenti di oggi (pp. 96, euro 10) e pubblicato per la casa editrice romana Coniglio Editore. La giovane autrice è nata a Foggia nel 1981, e vive a Roma dove studia all’International Centre of Cinema and Theatre "Eleonora Duse". Disegna brevi fumetti, scrive film e dirige video, oltre a far parte di un gruppo musicale, i Lemmings. E in un'intervista ad Affari Italiani ha detto di sognare il debutto come regista: "Ho scritto una sceneggiatura su un serial killer di donne". Informazioni sul libro e sull'autrice sono reperibili anche su questo myspace, dove si trovano anche alcuni esempi di queste "gag involontarie", forse non solo degli adolescenti "di oggi". Ad esempio, si intitola "Debiti con l'imene" quella che sembrerebbe a tutti gli effetti una freddura, ma che è invece una domanda, rintracciata su un forum internet, da parte di una ragazza: «Se è da molto tempo che non si ha rapporti, dopo è possibile che l'imene si risarcisca?».

Fortunatamente, come ha rilevato Alessandra Nenna in una recensione su «Barisera», «a metà libro tre paginette riassumono e rispondono brevemente ai dubbi più gettonati quali per esempio che la verginità è una sola e ci si nasce, che la Coca Cola e la saliva non sono spermicidi validi o che la masturbazione è una pratica naturale che non influisce sulla crescita, né provoca cecità. La terza parte si completa con la trasposizione di testi originali raccolti dalla rete internet e che costituiscono le classiche leggende metropolitane che di certo hanno affollato, almeno una volta, le serate tra amici. Sorprende la fantasia, fa sorridere l'ingenuità in cui anche il lettore più vaccinato ritroverà la propria fanciullezza, ma fa soprattutto riflettere su quanto genitori, educatori, psicologi e sessuologi falliscano in molti casi la loro missione».

lunedì 1 dicembre 2008

"La prigione sotto la neve", di Raffaele Valentini

Dalla cittadina di Turi, in provincia di Bari, nota soprattutto per aver ospitato nel carcere locale Antonio Gramsci negli anni del fascismo, arriva un romanzo di recente pubblicato per Manni Editori da Raffaele Valentini con il titolo La prigione sotto la neve (pp. 152, euro 16), anch'esso strettamente legato alla vicenda che vide l'intellettuale comunista internato a Turi per motivi politici. Raffaele Valentini è nato e vive a Turi, dove abita da sempre a pochi metri dal carcere, grande isola di pietra adesso inglobata al centro del paese. È docente di lingua inglese, giornalista, cofondatore e direttore responsabile de “il paese”. Ha pubblicato libri in italiano e nel dialetto di Turi. Quella del romanzo è la vera storia di Sandro, marittimo di professione, condannato all’ergastolo per omicidio, detenuto nel carcere di Turi. Nel libro c’è la sua vita – come una prigione senza limiti e senza tempo – ricucita dentro e fuori i vari penitenziari, insieme alle sue passioni, le assenze, la tragedia. Un giornale di bordo solitario. Un diario postumo narrato da chi lo ha conosciuto e ascoltato negli incontri affumicati da mille sigarette, tra esitazioni, fughe, pacificazioni e malinconici bicchieri di buon marsala.

Con queste parole l'autore introduce il suo stesso romanzo: «Abito da sempre a pochi metri dal carcere di Turi (lo stesso di Gramsci, Pertini), una gigantesca isola di pietra adesso inglobata tra le case, al centro del paese. E, da sempre, il carcere è presente nei miei occhi, nei miei pensieri, con la sua forma essenziale, sovrastante e nuda, con tutta la sua umanità che sento respirare al di là delle finestre di ferro affacciate sulla mia stradina. Un'umanità che tossisce malamente, impreca, grida, si lamenta, esplode per i goal delle partite di calcio, stende qualche piccolo indumento ad asciugare sulle sbarre dietro i vetri, saluta richiami dai marciapiedi di sotto, talvolta protesta, rare volte ride. Quando poi ho conosciuto Sandro Zerbola, in giro per i nostri giardini, libero, senza mete dichiarate, ho capito anche molto di più dalle storie delle sue parole. E non avrei mai voluto che un giorno avesse dovuto smettere di raccontare. Nelle pagine che seguono ho cercato di ricomporre, per quanto possibile, alcuni capitoli delle sue avventure taciturne, quasi una sorta di 'Diario Postumo', un diario periodico dei nostri incontri affumicati da mille sigarette, passati indenni tra un bicchiere di buon marsala e una immancabile vogliosa 'pasta alla crema'. Parole trascritte come in un giornale di bordo che potesse registrare la fatica di vivere di quanti passano gran parte della propria esistenza in uno spazio escluso, dilatato dal tempo, lacerato dai sensi di colpa, limitato dalla condizione solo nei gesti apparenti. Per cercare di restituire attenzione, e dignità, a tutti coloro che scorgiamo istrattamente oltre le inferriate. Persone delle quali, spesso, molti non sanno o non ritengono che possano avere pensieri e sentimenti. Vite da continuare».

venerdì 28 novembre 2008

La Città del Libro 2008 a Campi Salentina

Come ogni anno nell'ultima settimana di novembre nella cittadina di Campi Salentina si svolge una delle maggiori manifestazioni pugliesi dedicate all'editoria, la Città del Libro, giunta quest'anno alla quattordicesima edizione. La rassegna, che ha avuto inizio lo scorso martedì 25 aprile, si concluderà domenica. L'edizione 2008 è la più lunga mai organizzata e la più ricca in quanto a proposta culturale. Anche quest'anno alcuni importanti autori di libri saranno protagonisti tra gli stand del Centro fieristico di Campi Salentina: tra questi, i più famosi sono Antonio Caprarica, Miguel Gotor, Federico Moccia, Pulsatilla, Francesco Bruno, Mario Capanna, Giordano Bruno Guerri, Angelo Canavacciuolo, e i pugliesi Mario Desiati e Albano Carrisi.

Ma la nostra attenzione è, come sempre, dedicata agli attori meno famosi ma che con la loro presenza costituiscono l'ossatura di questa come di molte altre fiere del libro: si tratta cioè di autori ed editori cosiddetti "piccoli" che nelle fiere trovano buone occasioni di visibilità. Nel programma di domani se ne ritrovano diversi esempi: alle ore 8,30 nell'Auditorium Ferdinando Boero presenta Ecologia ed evoluzione della religione, Controluce editore. Alle 9 Paola Cisternino presenta il libro per ragazzi Batti 5, Del Grifo Editore. Alle ore 17 Paolo Pellegrino presenta il volume edito da Congedo dal titolo La bellezza tra arte e tradizione. Alle 17,30, infine, si presenta il romanzo Le parole della pioggia edito da Il Filo di Lorenzo Laporta, poeta e scrittore nato a Taranto nel 1981. Il libro racconta la storia, o meglio, frammenti di vita, di Guido, un giovane tarantino, ma anche la mia storia e quella di tanti ragazzi che vivono in questo tempo e in questo luogo, la bell'Italia, e che sognano, sperano, lottano per il proprio avvenire. È un libro che tocca temi importanti e delicati, ed estremamente attuali, come la politica, la corruzione, il problema del lavoro nel sud, ma non solo.

giovedì 27 novembre 2008

"Vecchie città/Città nuove" domani a Percorsi Identitari

Sarà presentato domani mattina all'interno della rassegna Percorsi Identitari presso la Teca del Mediterraneo a Bari il volume dell'architetto e docente di Storia dell'Architettura Contemporanea e Laboratorio nel Corso di Laurea di Ingegneria Edile-Architettura del Politecnico di Bari, Arturo Cucciolla, dal titolo Vecchie città / Città nuove. Concezio Petrucci 1926-1946 (pp. 368, euro 32) pubblicato due anni fa dalla casa editrice Dedalo. All'incontro, moderato dal giornalista Alfonso Marrese, parteciperanno anche la scrittrice Flaminia Petrucci Siciliano e gli studenti del Convitto "D. Cirillo" e dell'Istituto tecnico per geometri "G. Salvemini" di Molfetta. Il volume esamina progetti e realizzazioni, fra il 1926 e il 1946, dell’architetto Concezio Petrucci, dando visibilità all'opera di un tecnico poco conosciuto. Analizzando la sua produzione, quasi interamente rappresentata da interventi per opere pubbliche, piani regolatori e piani di «città nuove», spesso attraverso il meccanismo del concorso di progettazione, il volume contribuisce anche ad approfondire alcuni aspetti dell'architettura e dell'urbanistica in Italia e in Puglia fra le due guerre.

Ad aprire il volume c'è la prefazione di Francesco Moschini. Così si legge ancora in quarta di copertina: «La figura di Petrucci viene descritta anche alla luce dei legami accademici, culturali e politici stretti con Gustavo Giovannoni e con Araldo Di Crollalanza. Di quest'ultimo, alto gerarca del regime, Petrucci diviene il progettista di fiducia: a Bari per il Piano di Bari Vecchia, il Piano regolatore generale e numerose opere pubbliche; nell'Opera Nazionale Combattenti, per i piani e le architetture delle città rurali di Aprilia, Pomezia, Fertilia e Segezia. Dallo stretto rapporto col suo maestro Giovannoni, Petrucci mutua uno spiccato interesse per la tradizione costruttiva e per la storia che coltiva ponendo in parallelo attenzione sia agli sviluppi del razionalismo che alle avanguardie del moderno. Petrucci costruisce, così, un suo originale modo di intendere l'innovazione, che affonda le radici nella storia volgendosi al futuro con profondo senso di continuità. In tale visione, vecchie e nuove maniere di costruire si fondono in forme sempre più depurate che sono insieme citazione della tradizione locale e premonizione del futuro cosmopolita».

mercoledì 26 novembre 2008

Presentazione della collana "Officina" domani alla Libreria Laterza

Domani sera a partire alle 18,30 presso la Libreria Laterza in via Sparano a Bari, è in programma la presentazione dell'intera collana di ricerche e di critica letteraria "Officina", pubblicata dalla Stilo Editrice. La presentazione avviene a poco più di un anno dalla creazione della collana che può già vantare sette titoli all'attivo, due dei quali pubblicati proprio in questi giorni. La collana "Officina" è diretta da Daniele Maria Pegorari, docente di Letteratura italiana contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari, e alla presentazione prenderanno parte attiva anche altri due docenti della stessa Facoltà, il prof. Domenico Cofano e la prof.ssa Lea Durante. Gli altri interventi previsti sono quelli di Vito Lacirignola, direttore editoriale della Stilo Editrice, e degli autori e delle autrici i cui volumi fanno parte della collana.

Proprio un anno fa veniva pubblicato il primo volume della collana, Luzi oltre Leopardi. Dalla forma alla conoscenza per ardore, di Francesco Medici. A dicembre è toccato al recente vincitore, per la sezione saggistica, del Premio letterario "Città di Adelfia", la prima edizione italiana dell'opera teatrale Montezuma dello scrittore e critico letterario Giuseppe Antonio Borgese, vissuto nella prima metà del Novecento, contenente la traduzione italiana (con testo a fronte) dell'opera preceduta da un corposo saggio critico della giovane studiosa Sabina Colella. Terzo volume di Officina è stato la seconda edizione riveduta e aggiornata del saggio di Maria Isabel Giabakgi, ricercatrice presso l'università di Foggia, su Il cenobio laico. L'ascetismo intellettuale in Italia tra Ottocento e Novecento. Lo studioso bergamasco Alberto Volpi si è invece occupato, nel quarto volume, di Alessandro Manzoni con il saggio L'ordine violato. Il tradimento nell'opera di Alessandro Manzoni. Il quinto volume ha raccolto il gran numero di saggi e articoli pubblicati negli ultimi vent'anni da Domenico Ribatti su Scienza e Letteratura. Infine, gli ultimi due volumi pubblicati proprio in questi giorni da parte di due giovani studiose appena laureate nell'Università degli Studi di Bari: il saggio di Annalisa Caiaffa, Anime lungo la cornice, che analizza il dantismo nella poesia di Mario Luzi e che costituisce un pendant con il volume introduttivo della collana; quindi, il saggio di Francesca Giglio, Una autobiografia di fatti non accaduti, che risulta essere la prima monografia pubblicata in Italia sulla narrativa di Walter Siti, comprendente anche un capitolo sul recentissimo ultimo romanzo di Siti, Il contagio.

martedì 25 novembre 2008

2° Festival della letteratura per ragazzi a Torremaggiore

È partito ieri e si concluderà il 7 dicembre Il Festival della Letteratura per Ragazzi di Torremaggiore, giunto alla sua seconda edizione. Il paese in provincia di Foggia diverrà una biblioteca aperta alle mille curiosità e domande sui libri da parte dei ragazzi di ogni età. Il Festival punta, e il successo dello scorso anno ne è la riprova, a fare incontrare i ragazzi con i loro autori preferiti coinvolgendoli nella fantastica e meravigliosa nascita di un racconto, partendo, in alcuni casi, fin dalla creazione dei personaggi che suscita nei ragazzi e nelle ragazze curiosità e stupore. Il Festival prevede un percorso di formazione alla lettura nel quale sono stati pensati laboratori per gli adulti, siano essi insegnanti, nonni, genitori o specialisti, allo scopo di favorire l’apprendimento di tecniche come la lettura ad alta voce, la recitazione, la creazione di libri.

Anche quest’anno vi è un grande spazio concesso all’idea di quanta meraviglia possa suscitare il passare dalla lettura di un libro alla sua messa in scena. Le storie vivono di libertà: i testi teatrali scelti nascono dalla tradizione della favola e del mito e continuano a vivere nel presente nella fantasia dei nostri ragazzi. Ieri sono stati ospiti del festival presso l’Auditorium del Liceo N. Fiani Massimiliano Arena e Mino Danuzzo per la presentazione del libro Ballata ignorante per destini comuni ed. Arena, di cui avevamo già parlato in occasione della presentazione del libro alla scorsa edizione della Fiera del Libro di Torino. Oggi invece l’autrice Angela Nanetti ha presentato il libro Mio nonno era un ciliegio pubblicato da Einaudi.

lunedì 24 novembre 2008

"Ithaka" di Cristiana Pegoraro

È in programma stasera alle 18,30 presso l'Auditorium comunale di Locorotondo (BA) un evento culturale tutto particolare, che vedrà le note del pianoforte unirsi alle parole delle poesie composte simultaneamente alla musica. Si tratta del concerto della pianista Cristiana Pegoraro, al quale seguirà la presentazione del suo ultimo libro di poesie, Ithaka, che si rivela come un vero e proprio controcanto delle note musicali. Alla presentazione del libro, pubblicato da Palomar, interverrà Giuseppe Giacovazzo. Al libro di poesie è inoltre allegato il cd musicale con le musiche composte dalla stessa autrice. Quella di Ithaka è «una poesia arcana, potente che rievoca i luoghi della memoria e delle origini. Ma che non può, e non vuole, dimenticare che il passato è anche futuro: da qui l'esigenza della traduzione inglese, che la liberi dai confini della lingua madre». Partendo dalle note di compositori classici, la Pegoraro presenterà anche sue composizioni (Colors of Love e The wind and the Sea, tratti dal suo album Ithaka), oltre a dei tanghi di Astor Piazzolla, senza dimenticare di passare attraverso le danze spagnolo-cubane di Ernesto Lecuona e la splendida musica di Chick Corea.

Cristiana Pegoraro è internazionalmente riconosciuta come una delle più sensibili e dotate pianiste della sua generazione. Nata in Umbria, a Terni, è subito diventata "cittadina del mondo", suonando e ricevendo premi e riconoscimenti in ogni parte del globo. Ha collaborato, in radio e televisione, con WQXR New York, Rai, Mediaset, BBC, ARD, RTP, Nine Network e CBC. Naturalmente alla sensibilità musicale non poteva non affiancarsi quella letteraria. È autrice del video-poema per bambini For Whom The Sirens Toll, prodotto dalle Nazioni Unite e presentato presso il Palazzo dell'Onu l'11 settembre 2004, in ricordo delle vittime degli attacchi terroristici.

venerdì 21 novembre 2008

Frammenti a Sud Est: visioni letterarie del Salento

In chiusura di settimana, una notizia che esula, almeno in parte, dal solito ambito editoriale, e che riguarda un'interessante attività artistica nel Salento. L’Associazione Obiettivi, con la disponibilità e preziosa collaborazione dello Spazio Sociale ZEI (Circolo Arci) di Lecce, organizza una collettiva fotografica dal titolo Frammenti a sud est: visioni letterarie dal Salento. La mostra è stata inaugurata lo scorso martedì 18 novembre 2008 presso i locali dello ZEI (piazzetta dei chiaromonte) accompagnata da una Jam session e rimarrà aperta fino a lunedì 8 dicembre (l'ingresso è libero). "Obiettivi" è la prima associazione di fotoamatori del Salento nata “in rete” ossia nel grande mondo di internet e del portale di foto sharing flickr.com. I suoi 24 soci, infatti, sono salentini incontratisi nel gruppo SALENTO lu sule, lu mare, lu jentu che hanno fondato l’associazione per promuovere l’arte dell’espressione fotografica e la propria terra.

Quello della mostra è un sentito omaggio a questo piccolo lembo d’Italia che sprizza gioia e voglia di fare da ogni suo vicolo, strada, monumento, costume ed usanza. Un viaggio fotografico e mentale attraverso una terra dalla forte inclinazione artistica, la terra della gente semplice e vera, la terra dell’ospitalità dove la tradizione si sposa perfettamente con la voglia di sviluppo ed innovazione. Un percorso fotografico in cui le immagini si fondono con la parole, un’incontro intenso di due arti, due mondi uguali e diversi, la fusione di due anime artistiche che s’incontrano, mescolandosi sullo sfondo di una terra meravigliosa chiamata SALENTO. Maggiori informazioni sui siti: www.associazioneobiettivi.it e www.zei.le.it.

giovedì 20 novembre 2008

"Estasi brevi", di Salvatore Colazzo

Della casa editrice Amaltea ci eravamo già occupati la scorsa settimana segnalando la presentazione del volume Giannina Milli e il Salento. Sempre a Melpignano, e sempre presso l'ex convento degli Agostiniani, la casa editrice Amaltea presenterà domani, 21 novembre, alle ore 18,30, il saggio di Salvatore Colazzo dal titolo Estasi brevi. Futuristi di Puglia. Casavola, Luciani e gli altri (pp. 208, euro 18). L'autore è Professore Associato di Pedagogia Sperimentale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università del Salento. Nato nel 1960, ha già all'attivo numerose pubblicazioni, oltre ad aver svolto per diversi l'anni l'attività giornalistica e di insegnante, anche presso il conservatorio Piccinni di Bari come docente di Storia della Musica. La sua attività di ricerca in Pedagogia sperimentale riguarda gli ambienti di apprendimento interattivi, il paradigma socio-costruttivista, la relazione educativa, metodologie per la realizzazione di una ontologia pedagogica.

Come si legge in quarta di copertina, «Il futurismo è stato l'unica avanguardia di peso europeo che l'Italia ha avuto nel corso del XX secolo. Il suo motivo di maggiore interesse può rintracciarsi nell'essersi assunto, fra gli altri, il compito di destrutturare il reale, di ipotizzare una diversa fantastica configurazione delle cose, legate ad una nuova logica, di ricostruire l'universo rallegrandolo, depotenziando gli aspetti più sacrali ed intangibili della realtà quale quotidianamente noi viviamo. Il volume intende ricostruire lo specifico apporto della musica e dei musicisti alla affermazione e allo sviluppo delle idee futuriste. Focalizza l'attenzione su alcuni contributi pugliesi di particolare interesse, come Franco Casavola, Sebastiano Arturo Luciani. Documenta infine alcune iniziative culturali realizzate nel Salento, ispirate ai temi e alle produzioni futuriste».

mercoledì 19 novembre 2008

"Il Petruzzelli. Storia di una città", di Antonio Rossano

Da un teatro all'altro. Solo ieri segnalavo un nuovo libro sul teatro Curci di Barletta, e oggi è la volta di un altro teatro, assai più noto oltre che da mesi sulle prime pagine dei quotidiani locali per la nota querelle della riapertura del 6 dicembre. Nell'augurio che la coalizione politica che si sta opponendo con ogni mezzo alla riapertura del teatro, per mere ragioni di convenienza elettorale, torni sui suoi passi, e che il teatro Petruzzelli possa finalmente riaprire il 6 dicembre prossimo, segnalo una nuova pubblicazione che segue la rinnovata attenzione che la città di Bari e non solo sta dedicando alla storia del teatro Petruzzelli: è l'opera di Antonio Rossano, dal titolo Il Petruzzelli. Storia di una città (pp. 112, euro 10), pubblicato per Progedit. Dell'autore ci eravamo già occupati lo scorso 18 febbraio segnalando il suo ultimo libro, Dormire, forse sognare. Dopo un quindicennio di docenza a contratto presso la Facoltà di Economia e Commercio di Bari, attualmente dirige il Master di giornalismo promosso dall'Ordine in collaborazione con l'Università di Bari.

Come si legge in quarta di copertina, «Con un racconto agile, che attraversa origini, evoluzione, splendori, fatale incendio e ricostruzione, Antonio Rossano rilegge allo stesso tempo le vicende di un luogo artistico, della città e della sua classe dirigente e l'intreccio di imprenditoria, cultura e politica. Il viaggio del cronista, che ha vissuto in prima persona parte delle vicende narrate, non è un percorso lineare bensì a balzi, con qualche sosta e molti sussulti in corrispondenza di tappe e momenti significativi. Fra successi e inciampi, è la storia stessa di una istituzione mentre passavano regimi, mode, protagonisti e tic culturali. Oltre cento anni sono passati al setaccio, rivissuti in controluce: dalla Bari ambiziosa dei primi del Novecento alla grande illusione con l'auto-investitura a città metropolitana. Due guerre, il fascismo, l'avventura di Radio Bari, i grandi nomi che hanno calcato quel palcoscenico: Beniamino Gigli, Licia Albanese, Sergio Bruscantini, ma anche Bing Crosby e Totò, Nureyev e Margot Fontaine, Pavarotti e Domingo, Von Karajan e Muti, Eduardo e Carmelo Bene. Non mancano episodi curiosi: Mario Del Monaco e la sua Arriflex, i Reali d'Italia che non assistono al finale dell' “Aida” e Aldo Moro che arriva proprio quando il tenore attacca “Cielo e mar”. Poi le tournées: Norvegia, Charleston, San Pietroburgo, Il Cairo. E ancora: l'incendio, un quotidiano “bruciato” nel rogo del teatro e un bar che apre prima del tempo. Fino alle polemiche sulla ricostruzione e sul concerto inaugurale».

martedì 18 novembre 2008

"Il Teatro Comunale 'Curci' di Barletta", di Duilio Maglio

Sarà presentato questa sera a Barletta, nello stesso luogo di cui tratta, il volume di Duilio Maglio dal titolo Il Teatro Comunale "Curci" di Barletta. Fra storia e restauro (pp. 128, euro 20), pubblicato dalla locale casa editrice Rotas. All'incontro prenderanno parte, oltre al sindaco della città, Nicola Maffei, anche l'editore del volume, nonché storico, prof. Renato Russo, e l'ex Direttore dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, dott. Vittorio Palumbieri, che del teatro curò con successo la gestione in memorabili stagioni fra lirica, prosa, balletto, operette. La serata sarà completata da alcuni interventi programmati: della dott.ssa Annalisa Delvecchio, direttrice del Teatro Comunale, di Mariagrazia Melucci, autrice di un volume sul Fondo Musicale “G. Curci”, del prof. Francesco Monopoli, presidente dell’Associazione Cultura e Musica “G. Curci” e dell’ing. Giuseppe Gorgoglione, presidente dell’Associazione Ingegneri della BAT.

Il volume (pubblicato in occasione il bicentenario della nascita di Giuseppe Curci, musicista e compositore al quale Barletta, sua città natale, ha intitolato il teatro comunale) offre al lettore una sintesi storica e tecnica che permette, con l'ausilio esplicativo delle numerose immagini (più di cento), tavole e piante che lo corredano, una fedele ricostruzione cronologica dei lavori eseguiti dalle lontane origini sino al recente recupero funzionale, progettato e diretto dallo stesso autore della pubblicazione. Più in particolare, Maglio ripercorre le tappe salienti dei lavori al Teatro comunale che fu inaugurato nel 1872 e riaperto al pubblico, dopo le prime opere di ristrutturazione finanziate dalla Cassa del Mezzogiorno, nel 1977 alla presenza dell'allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Su questo stesso progetto di "recupero funzionale" da lui diretto, Maglio aveva in precedenza già pubblicato due articoli, entrambi sulla rivista “Sistemi e Reti”, titolati il primo (n. 10 del 1993) Eliminazione dell’umidità nelle costruzioni e il secondo (n. 12 del 1994): Un intervento sulle pietre di Puglia.

lunedì 17 novembre 2008

"Le ballate di Lilith", di Angela De Leo

È stato presentato sabato scorso a Bitonto il libro di poesie di Angela De Leo pubblicato recentemente dalla casa editrice Secop di Corato, dal titolo Le Ballate di Lilith (pp. 112, euro 12). L'autrice ha assunto anche la direzione della collana, "I Girasoli", nella quale è stato incluso questa sua raccolta di poesie, particolarmente curata graficamente, grazie anche alla copertina disegnata e ideata dall'art designer Antonio Serlenga e alle illustrazioni interne a cura di Ombretta Leone, e che contiene al suo interno una interessante versione bilingue delle poesie, in italiano e in serbo: la traduzione nella lingua balcanica è stata curata da Dragan Mraovic. Angela De Leo, nata a Bitonto, risiede attualmente a Corato. Laureata in Materie Letterarie, per molti anni ha insegnato nella scuola elementare, prima, e Lettere nella scuola media, più tardi, dedicandosi, in particolar modo, alla formazione del docente di base. Dal 1982 è redattrice de "La Vallisa" e ha già pubblicato negli anni scorsi le raccolte di poesie: Ancora un fiore (1982), Sul naufragio del sole (1986), Il pozzo della luna (1993), Le prigioni del cuore (1995).

Come si legge in quarta di copertina, nella raccolta di poesie c'è spazio per «storie d`amore, di contrasti, di sconfitte e denunce, individuali e sociali, in chiave moderna, su evocative reminiscenze di antichi cantastorie, incredibilmente vicine alle corde narrative dell`autrice, e alla sua urgenza di "cantare oggi" la poesia. Lilith è la luna nera, simbolo di una femminilità oscura e misteriosa, ricca di forti e laceranti contrasti, sempre combattuta tra luce e tenebre, ma con la ferma volontà di rinascere dalle proprie ceneri giorno dopo giorno, perché c'è sempre un tempo per perdersi e un tempo per ritrovarsi. Nell`uno e nell`altro caso è sempre l`Amore a determinarne i confini e la durata tra conquista, perdita, rinascita».

venerdì 14 novembre 2008

"Giannina Milli e il Salento" oggi a Melpignano

Si terrà questa sera alle ore 18,30 a Melpignano, presso la saletta dell’Ex Convento degli Agostiani il secondo appuntamento del ciclo organizzato dalla Cooperativa Kalé in collaborazione con il Comune di Melpignano e la casa editrice Amaltea, nell’ambito della rassegna nazionale “Ottobre piovono libri” che ha visto l’adesione di numerose biblioteche salentine, tra cui la Mediateca di Melpignano. Verrà presentato il volume Giannina Milli e il Salento. Contributo all’epistolario (pp. 160, euro 13) curato da Giovanna Rosato ed edito dalla casa editrice Amaltea. Giannina Milli (1825-1888) rappresenta non solo uno dei personaggi principali nel panorama meridionale della poesia di improvvisazione dell'800, ma la punta di diamante della coeva letteratura italiana al femminile, che finalmente in questi anni riemerge prepotentemente dalle biblioteche. Alla presentazione interverranno: Sergio Blasi, sindaco di Melpignano; dott. Alessandro Laporta, direttore Biblioteca provinciale di Lecce; dott. Andrea Scardicchio, Università del Salento; prof. Angelo Romano, Università del Salento, dott.ssa Ada Manfreda, Amaltea edizioni.

Il volume è una antologia delle poesie di improvvisazione della scrittrice di Teramo, che ebbe uno stretto scambio culturale con il Salento, testimoniato da un nutrito epistolario. Di tale epistolario il volume propone una selezione delle lettere che Giannina Milli scrisse all’amica Luisa Amalia Paladini, direttrice del convitto Vittorio Emanuele II di Lecce, nonché all’intellettuale salentino Luigi Giuseppe De Simone. Molte di queste lettere sono custodite presso il fondo della biblioteca provinciale e vengono per la prima volta proposte alla pubblica fruizione grazie a questa pubblicazione. Il lettore ha così la possibilità di conoscere la produzione e l’intensa attività di propaganda e di partecipazione al dibattito culturale italiano del tempo, che punteggiarono la vita di Giannina Milli, come emerge dalle sue poesie e dall’epistolario. La pubblicazione esce nella Collana “Femminile plurale”, che vuole dar spazio alla scrittura delle donne e sulle donne.

giovedì 13 novembre 2008

"Puglia e Albania nel Novecento" a Percorsi Identitari

Ne avevamo già parlato lo scorso mese di marzo in occasione della presentazione ufficiale; ma sarà presentato ancora presso la Teca del Mediterraneo, all'interno della rassegna Percorsi Identitari, domani mattina alle ore 11, il volume Puglia e Albania nel Novecento a cura di Giulio Esposito, Vito Antonio Leuzzi e Navila Nika che dà conto dell'indagine svolta condotta dall'Istituto Pugliese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea, dalla Fondazione Gramsci di Puglia e dall'Archivio Centrale della Repubblica d'Albania per l'individuazione e la valorizzazione delle fonti documentarie relative al periodo 1900-1950. Alla presentazione del volume, pubblicato da Besa, saranno presenti domani mattina anche i "testimonials" Franco Botta, docente di Politica economica presso l’Università degli studi di Bari, Franco Losurdo, docente di Economia applicata presso l’Università degli studi di Bari e membro della Commissione Permanente sulla Interculturalità Mediterranea della Comunità delle Università Mediterranee (C.U.M.), e Luigi Masella, docente di Storia contemporanea e direttore della Biblioteca del Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali presso l’Università degli studi di Bari.

In questo libro-catalogo i curatori hanno inteso organizzare e presentare i documenti più rilevanti della travagliata storia delle relazioni Puglia-Albania dagli inizi del Novecento al 1949. Sono così stati evidenziati diversi momenti all’interno di un medesimo quadro di “tutela” del “Paese delle aquile” da parte dell’Italia. Una prima fase è caratterizzata da un disegno di assoggettamento economico, cui seguì una seconda fase contrassegnata da un infausto imperialismo, che lasciò inascoltati i moniti di Gaetano Salvemini, fino ad una terza fase che doveva essere impostata su un piano di parità e che, purtroppo, nel clima di guerra fredda, stentò ad avviarsi. Nel corso della ricerca (che fa parte del Progetto BibliodocInn, partner capofila Teca del Mediterraneo) sono stati individuati più di ottanta fondi nell’Archivio Centrale della Repubblica d’Albania e oltre trenta fondi negli Archivi di Stato di Bari, di Brindisi, nell’Archivio dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea e in altri archivi pubblici e privati.

mercoledì 12 novembre 2008

"Burned", di Mauro Cardinale

Da pochissimi giorni è disponibile in libreria il romanzo d'esordio di Mauro Cardinale, ventunenne studente di Aradeo, in provincia di Lecce, dal titolo Burned e pubblicato dalla casa editrice Montag di Tolentino. Un romanzo, quello di Cardinale, che gravita intorno a tre ben precisi punti di riferimento: la Giamaica, il Potere della Musica, e la Fede. Nel romanzo Ricky, un giovane avvocato, viene inviato in Giamaica per scovare un nuovo talento della musica reggae, ma non immagina che l’incontro col talentuoso Derrick, un rudeboy, lo condurrà alla scoperta di un mondo che è anche un microcosmo di vita. Il volume verrà presentato venerdì alle ore 15 su Radio Ciccio Riccio, ma ulteriori notizia sull'autore e sulla reperibilità del libro si trovano sul myspace di Cardinale, mentre su YouTube si può guardare il book-trailer del romanzo.

Che il raggae e la cultura rastafariana al centro del romanzo siano parte della vita stessa dell'autore, è lui stesso a sottolinearlo in un'intervista: «il reggae fa parte della mia vita da tanti anni e con esso la cultura rastafariana e tutto ciò che sta intorno: tematiche sociali, politiche, religiose ecc.. Ogni cosa che parla di roots’n’culture, m’interessa.». La prefazione al romanzo è di Francesco Grassi, deejay e presentatore televisivo oltre che importante personalità della scena reggae italiana. Nella prefazione Grassi pone l'accento sul sentimento dell'amicizia tra i due giovani protagonisti che incarnano due mondi assai diversi: «Un'amicizia che per cementarsi deve vincere la diffidenza e l’ignoranza dei “razzismi” presenti all’interno della cultura dei bianchi e dei neri, un’amicizia che deve confrontarsi con il sistema di “Babylon” che si manifesta nel ghetto attraverso le angherie e i soprusi di boss senza scrupoli e di poliziotti corrotti, mentre nella “civilissima” Europa ha il volto delle multinazionali del disco che , come tutte le imprese figlie della logica capitalista , guardano esclusivamente al profitto riducendo la creatività, la passione e l’anima degli uomini a numeri nelle loro tabelle di Excel».

martedì 11 novembre 2008

A "Bradisismo" e "Montezuma" il Premio Città di Adelfia

Si è svolta domenica sera nella cittadina barese la cerimonia di premiazione della XXIV edizione del Premio letterario Città di Adelfia, organizzato con la collaborazione della rivista di letteratura «incroci» pubblicata da Mario Adda Editore. Due le sezioni del concorso, al quale potevano partecipare solo opere edite a partire dal primo gennaio 2007: la prima per un libro di poesie, la seconda per un volume di saggistica. Nella prima sezione si è aggiudicato il primo premio, consistente in 2,500 euro, il libro Bradisismo, raccolta di poesie del poeta napoletano Michele Sovente, pubblicata da Garzanti. Ha le radici in Puglia invece il vincitore della sezione "saggistica", premiato dalla giuria presieduta dallo scrittore e giornalista Raffaele Nigro: si tratta del volume Montezuma, opera di Giuseppe Antonio Borgese inedita fino a quando la giovane studiosa Sabina Colella, originaria di Monopoli, ne ha curato un'ampia edizione critica pubblicata dalla Stilo Editrice nella collana "Officina", diretta da Daniele Maria Pegorari.

Esule negli Stati Uniti durante il fascismo, Giuseppe Antonio Borgese compone in inglese, fra il 1938 e il 1941, un libretto d’opera in versi sulla conquista del Messico, che vide contrapposti il condottiero spagnolo Hernán Cortés e il leggendario re azteco Montezuma: dietro la filigrana epica, affidata alla suggestiva voce fuori campo dello storico Bernal Díaz del Castillo, si cela una violenta polemica contro il nazionalismo fascista, ispiratore di un colonialismo tardivo. Il testo, per il quale Roger Sessions compose la partitura musicale, rimase tuttavia, come detto, inedito. Il volume a cura di Sabina Colella è corredato da un lungo saggio introduttivo sulla travagliata gestazione dell'opera teatrale di Borgese e comprende tanto la versione in lingua originale quanto la traduzione italiana a opera della curatrice.

lunedì 10 novembre 2008

"Fino a quando le stelle", di M.G. Genisi

Pur essendo stato pubblicato lo scorso anno, sarà presentato mercoledì a Bitonto il libro di Maria Gabriella Genisi dal titolo Fino a quando le stelle (pp. 88, euro 11), edito da Manni. L'autrice è nata nel 1965 a Mola di Bari, dove vive, ed è un'appassionata di arte e letteratura. E dopo la pubblicazione nel 2006 del romanzo d'esordio Come quando fuori piove, è tornata a scrivere prendendo spunto da uno dei temi più centrali nella vita quotidiana di ognuno, e purtuttavia pressoché ignorato dalla letteratura contemporanea. Come si legge in quarta di copertina: «Questo romanzo è la storia di una famiglia tra Puglia e Calabria attraverso cinquanta anni di memorie. Ma c’è soprattutto in primo piano la sindrome di Alzheimer, affrontata con lucidità e coraggio, con una sensibilità che è patrimonio femminile». All'incontro presso la Libreria del Teatro di Bitonto prenderanno parte Rossella Santoro, responsabile del Presidio del libro "Cartesio", Pietro Schina e Catia Pinto dell'associazione Alzheimer.

Già dall'incipit, che può leggersi per intero sul sito internet della casa editrice salentina nella pagina dedicata al romanzo di Maria Gabriella Genisi, emerge con chiarezza l'attenzione che l'autrice dedica ai particolari della vita quotidiana di un malato della sindrome di Alzheimer e di chi gli è vicino, come ha sottolineato anche Maria Marcone in una recensione apparsa su «Puglia»: «Mi siedo al vecchio tavolo in cucina e mi guardo intorno, smarrita.

Vago per la stanza con lo sguardo, fisso ogni oggetto, ogni più piccola cosa per rincorrere una memoria che va svanendo. Attaccati con calamite colorate sul frigorifero bombato marca Raymond, piccole ricette, bigliettini di auguri ed un disegno del mio nipotino. Anche la vecchia macchia di ruggine sulla maniglia è importante. Quel frigo ha oltre cinquant’anni.

Ho paura, una paura sottile ed impalpabile come la cipria Leclerc che passo da anni ogni giorno sul mio viso. La stessa cipria che Federico aveva scelto per me.

So che la morte arriverà, tra pochi anni ma non è questa la mia angoscia, no. Quello che temo è andar via senza rendermene conto, senza che le ricordanze della mia vita accarezzino l’anima, addolcendo il distacco. Eppure le memorie lontane sono lucide come cristallo bagnato, così vicine, ancora profumate».

venerdì 7 novembre 2008

"La gioia e il potere", di P. Pacciolla e A.L. Spagna

Dopo la presentazione dello scorso fine settimana a Lecce, è stata annullata la presentazione prevista per questa sera a Bitonto del libro dell'artista e musicista Paolo Pacciolla e di Anna Luisa Spagna dal titolo La gioia e il potere. Musiche e danze in India (pp. 176, euro 16) pubblicato da Besa Editrice. Il libro, già presente alla rassegna estiva Il libro possibile di Polignano a Mare, è «un percorso storico nella musica e nella danza dell’organismo sociale indiano: la musica vedica della casta sacerdotale, che sottolineava e dava forza ai vari momenti dei riti sacrificali; le esecuzioni orchestrali e le danze nelle splendide corti dell’India – da quelle antiche, buddiste o indù, a quelle musulmane e poi inglesi – dove musica e danza erano affidate alle donne ma erano praticate anche dai re e dai guerrieri; musica e danza nei templi medioevali e moderni, i palazzi degli dei attorno ai quali ruotava la vita delle città; la scena cittadina, con le processioni sacre e regali e le varie forme di intrattenimento».

Paolo Pacciolla ha iniziato la ricerca sulla musica classica indiana (Dhrupad Pakhawaj) nel 1995. Ha pubblicato la monografia Il pensare musicale indiano (Besa, 2005). Suoi scritti sono apparsi sulle riviste “Melissi” e “In Corso d’Opera”. Compone ed esegue le musiche per gli spettacoli di Sutra - Arti Performative, presentati in diverse rassegne e festival in Italia e all’estero. Anna Luisa Spagna, invece, ha iniziato la ricerca sulla danza classica indiana (Odissi e Chhau di Seraikella) nel 1995. Suoi scritti sono apparsi sulle riviste “Melissi” e “In Corso d’Opera”. Con il nome Racconti del Corpo sviluppa una ricerca fra danza e pedagogia legata al tema del femminino. È coreografa e danzatrice negli spettacoli di Sutra - Arti Performative, presentati in diverse rassegne e festival in Italia e all’estero.

giovedì 6 novembre 2008

Un nuovo libro su Obama dalle Edizioni Dedalo

Il giorno dopo l'elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti, al gran numero di pubblicazioni di diversa fattura già presenti in libreria sul "fenomeno Obama", se ne aggiunge un altro pubblicato dalla casa editrice barese Dedalo, dal titolo decisamente profetico, essendo stato preparato prima dell'election day. Si tratta del volume Barack Obama. Come e perché l'America ha scelto un nero alla Casa Bianca (pp. 272, euro 15) di Luciano Clerico. L'autore, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Torino, con una tesi sulla Terza Pagina dei quotidiani, vive a Washington dove, dal 2007, è corrispondente dagli Stati Uniti per l’Agenzia Ansa. Nel 2001, proprio come giornalista dell’Ansa, ha vinto il Premio Ischia di Giornalismo. Questo è il suo secondo libro dopo Dovere di cronaca. La festa e la morte al G8 di Genova.

Arricchito da una prefazione del direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio De Bortoli, il libro, come si legge in quarta di copertina, «non è solo una fotografia delle elezioni americane più importanti degli ultimi quarant’anni. È anche, attraverso la cronaca di un processo elettorale durato venti mesi, una testimonianza in presa diretta delle dinamiche profonde che hanno trasformato una parola, hope, speranza, in un dato politico di proporzioni epocali. L’affermazione di Barack Obama è senz’altro dovuta al suo straordinario talento personale. Ma l’America l’ha fortemente voluta perché ne aveva bisogno. Aveva bisogno di chiudere, dopo trent’anni, il ciclo liberista aperto da Ronald Reagan per aprirne uno nuovo, più aderente a quel dream che l’ha generata e che, nonostante tutto, continua ad essere il tratto distintivo della sua stessa identità. Dalla contestualizzazione precisa dei discorsi e dei candidati, emerge l’America del cambiamento e le ragioni storiche che l’hanno determinato, a partire dal Discorso sul razzismo pronunciato da Obama a Filadelfia, degno della più alta tradizione politica dei grandi d’America, da Abramo Lincoln, a Franklin Delano Roosevelt. Parte da lì il nuovo ciclo americano, il New Deal di Barack Obama».

mercoledì 5 novembre 2008

"Gli Ebrei a Trani e in Puglia nel Medioevo", di Emanuele Gianolio

La casa editrice e centro stampa Landriscina di Trani ha da pochi mesi dato vita a due nuove collane editoriali riguardanti la storia locale della città adriatica, in collaborazione con la Società di Storia Patria per la Puglia - Sezione di Trani e l'associazione culturale "Obiettivo Trani". Il progetto del tipografo editore Gennaro Landriscina si fa carico della pubblicazione di opere inedite d'interesse collettivo, in grado di spiegarci e raccontarci la storia particolareggiata, minuziosa, fin 'ora poco accessibile ai più, di determinati elementi della ricca e blasonata cultura tranese. Queste le parole di presentazione del progetto da parte dello stesso editore: «L'impegno editoriale e letterario che ci apprestiamo ad affrontare, rappresenta tutto il nostro sforzo di lasciare a Trani e alla Puglia un'opera che racchiuda studi articolati e completi, analisi di fatti e personaggi trattati da autori che impareremo a conoscere meglio e di cui vorremmo il pubblico si innamorasse e decidesse di apprezzare a tal punto, da cercarne l'intera bibliografia. Un'opera che dedichiamo ai ricercatori e agli studenti, ai curiosi e agli intellettuali del presente che vorranno confrontarsi con gli autori proposti dalla Collana».

Le due collane, "Collana di Studi Tranesi" e "Quaderni Tranesi", hanno già dato vita nei mesi scorsi ad alcune pubblicazioni di storia locale, come Le edicole sacre di Trani di Giuseppe Giusto (pp. 101, euro 10) e Li turchi a la marina de Trano del dottor Giuseppe Amorese. È tuttavia annunciata a breve la pubblicazione, con una edizione riveduta e ampliata, di un volume che riguarda non solo Trani ma tutta la Puglia, alla luce anche del rinnovato interesse per la cultura ebraica nella nostra terra. Si tratta del volume dello storico tranese Emanuele Gianolio dal titolo Gli Ebrei a Trani e in Puglia nel Medioevo (pp. 136, euro 10). L'autore, tre lauree tra cui una in filosofia, è attualmente docente dell'università della Terza Età di Trani. Il libro, come ha scritto Angela Montinari su «Barisera» annunciando la prossima pubblicazione del volume, «per stessa ammissione dell'autore nella sua introduzione, non è diretto agli specialisti dell'argomento. Ma è, piuttosto, uno strumento utile a chi vuole conoscere almeno a grandi linee le vicissitudini di un popolo che ha avuto un'enorme importanza sullo sviluppo delle comunità pugliesi. Del resto Trani ha ospitato una delle più numerose e attive comunità ebraiche pugliesi che occuparono un intero quartiere nel cuore della città vecchia, in prossimità del porto. Una comunità che seppe integrarsi molto bene con i tranesi, almeno fino a quando la dominazione spagnola non ne pretese l'espulsione da tutto il regno».

martedì 4 novembre 2008

"Dal branco al gruppo", di F. e S. Montanari

Segnalo anche oggi, come più volte in passato, un volume della casa editrice La Meridiana dedicato al mondo della scuola e dell'educazione. Autori del volume Dal branco al gruppo. Manuale di giochi per la formazione di gruppi (pp. 208, euro 18) sono Flavio e Silvia Montanari. Silvia Montanari è laureata in Sociologia e specializzata in Scienze delle Comunicazione a Bologna. Flavio Montanari è pedagogista e collaboratore della facoltà di Scienze della Formazione a Bologna, di quella di Lettere e Filosofia a Foggia e della fondazione "Adolescere" di Voghera, e negli ultimi anni si è impegnato a promuovere i LARA e le scuole per Conduttori di gruppo. Il LARA, punto centrale delle riflessioni contenute nel volume, è l'acronimo di "Laboratorio per le aggregazioni e le relazioni con gli adolescenti", un laboratorio residenziale con classi di scuole superiori, normalmente di tre giorni, dove tra giochi, discussioni in cerchio, momenti formali e informali, si parla e si discute di come far diventare la classe un gruppo.

Così spiega Flavio Montanari le peculiarità del LARA: «Il "Lara" è come una squadra di calcio e offre ai giovani abilità essenziali per diventare protagonisti: saper negoziare, saper gestire la comunicazione, essere in grado di rimuovere le scorie della comunicazione tramite il conflitto, imparare a dare di sé un'immagine che corrisponda il più possibile a quella che ciascuno ha dentro, capire che il gruppo è frutto di consapevolezza e non di spontaneità e se diventa un territorio rassicurante e non minaccioso si avranno le energie necessarie da dedicare ai compiti di sviluppo». Inoltre, come si legge nella prefazione di Enzo Spaltro, «Questo è lo scopo del libro [...]: cominciare col giocare coi pensieri e continuare col giocare con se stessi. Capire bene dove ti porta il gioco e continuare per vie sconosciute in modo da capire come gli uomini costruiscono il mondo in cui vivono. Vanno dove li porta il gioco. Perché questa è la principale destinazione del gioco: costruire il mondo in cui gli uomini vivono. Questo libro propone un qualche modo per giocare e per costruire il mondo circostante».