lunedì 31 dicembre 2007
Adesso tienimi, di Flavia Piccinni
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domenica 30 dicembre 2007
Un'idea di Salento, di Pierluigi Bolognini
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sabato 29 dicembre 2007
Salento's movida, di Armando Tango
Via: http://www.linodematteis.it/; http://vertigine.wordpress.com/ (dove è presente anche un breve estratto dell'opera)
venerdì 28 dicembre 2007
La segnalazione di oggi riguarda un altro esordio letterario, quella della giovane giornalista e traduttrice foggiana Emiliana Erriquez, con il titolo Lasciami stare (pp. 272, euro 12), pubblicato per la Giovane Holden Edizioni di Viareggio, casa editrice e agenzia editoriale rivolta prevalentemente al popolo dei bloggers. L'autrice, trentenne, «si è laureata in Lingue e Letterature Straniere nel 2002, ha conseguito un master di specializzazione in Traduzione e collabora attualmente con il settimanale ‘Foggia&Foggia’. Si occupa di comunicazione e di traduzioni. Nel 2006 ha vinto il Premio Giuseppe Sciacca, nella sezione saggistica, con un saggio su Oriana Fallaci».giovedì 27 dicembre 2007
Esterno pioggia, di Sabino De Bari
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mercoledì 26 dicembre 2007
Soffio interrotto, di Fabio D'Aprile
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martedì 25 dicembre 2007
Danzare col ragno, di Brizio Montinaro

È uscito per i tipi di Argo Editrice, casa editrice salentina, il nuovo lavoro di Brizio Montinaro, eclettico personaggio che si divide tra il teatro e lo studio dell’antropologia. Nato a Calimera, presso Lecce, Montinaro è essenzialmente un attore di cinema, avendo lavorato con registi come Alberto Lattuada, Luigi Comencini, Theo Anghelopoulos e Pupi Avati, ma anche di teatro, recitando tra il 1996 e il 1999 nelle due pièces In riveder la luna io me ne stava e Il vaso di Pandora. La produzione editoriale di Montinaro è invece ampia ben 30 anni, dall’esordio di Salento povero del 1976 agli ultimi lavori degli anni Novanta Canti di pianto e d’amore dell’antico Salento e San Paolo dei Serpenti, pubblicati rispettivamente da Bompiani e Sellerio. Il nuovo lavoro è Montinaro è invece intitolato Danzare col ragno (pp. 140, euro 18, con cd allegato) «che propone un viaggio affascinante attraverso la letteratura e la musica che dal XV secolo ad oggi hanno segnato le tappe importanti di una delle tradizioni popolari più misteriose dell’area del Mediterraneo», quella appunto della taranta.
Così prosegue la quarta di copertina: «Gli sguardi sul tarantismo di uomini di chiesa, medici, filosofi, viaggiatori, narratori, antropologi. Di volta in volta velenosi, sapienti, stupefatti, ironici, consapevoli. Le musiche antiche tutte certificate da testimoni come musiche veramente eseguite per il ballo delle tarantate: languide, malinconiche o variamente ritmate quelle del passato, scatenate fino al parossismo tragico quelle di oggi. L’iconografia della taranta dei secoli scorsi e le recenti foto “rubate” a Galatina da Brizio Montinaro durante il rito del tarantismo ormai in pieno disfacimento e declino. Le fonti con le partiture originali note, rare e inedite delle musiche italiane e spagnole usate per l’esorcismo della taranta». Allegato al libro, un cd con la registrazione integrale dello spettacolo teatrale Danzare col ragno, interpretato da Brizio Montinaro con l’Ensemble Terra d’Otranto.
Via: http://www.argoeditrice.it/; http://www.briziomontinaro.it/
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lunedì 24 dicembre 2007
Lilì, la vita è tutta qui
Così recita la quarta di copertina: «Federico e Dadi sono due architetti quarantenni amici sin dai tempi dell’università. Il primo scrive per una rivista d’arte; il secondo, transessuale, si è dato alla prostituzione. Da anni i due si incontrano ogni mattina per il caffè delle nove e discutono di amore, lavoro, pesce crudo e champagne. Tutto fila liscio fino a quando nella loro esistenza non entra la bellissima Lilì, adorata da uomini e donne, innocente eppure senza scrupoli: una volta che la si incontra niente può essere come prima… Eccetto, naturalmente, il caffè delle nove. Un romanzo sulla fragilità dell’esistenza e la fatalità dell’amore; coinvolgente, costruito su un doppio binario: dialoghi serrati e una composizione che rasenta il flusso di coscienza». Al centro del libro è «Un dialogo serrato fra due uomini complici ma in disputa e una figura ambigua che prende da essi le distanze per studiarli a freddo e con il presupposto di farne cibo per la sua fame, forse affettiva, forse sessuale».
Via: http://www.controluce.it/; http://www.pendragon.it/
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domenica 23 dicembre 2007
Officina, una nuova collana Stilo
La casa editrice Stilo ha inaugurato da poche settimane Officina, una nuova collana di ricerche letterarie, diretta dal prof. Daniele Maria Pegorari dell'Università di Bari. La collana di saggi e di testi commentati è orientata alla valorizzazione dei talenti critici che, nati all'interno delle facoltà universitarie, non vi trovano poi lo spazio adeguato per la diffusione delle loro ricerche. La varietà degli orizzonti crono-geografici e metodologici di Officina ne salvaguarda la massima ricettività ai temi del dibattito critico contemporaneo.
Il primo volume della collana è ad opera di Francesco Medici, giovane studioso barese che ha diviso i suoi studi tra l'italianistica e l'arabistica, e che ha già curato e tradotto per le Edizioni San Paolo alcune opere del poeta e pittore libanese Kahlil Gibran, di cui è tra i maggiori studiosi a livello internazionale. Nel saggio di Medici, dal titolo Luzi oltre Leopardi. Dalla forma alla conoscenza per ardore (pp. 176, euro 14), si «indaga la presenza del Recanatese nella coscienza poetica e critica di Mario Luzi, con particolare riferimento alla prima produzione luziana da La barca (1935) a Onore del vero (1957). Leopardi si rivela per Luzi un modello irrinunciabile da cui avviare una rifondazione della poesia a partire dalla sublimazione della vicissitudine nella forma, fino al suo stesso superamento in favore di una conoscenza animata dall’ardore della realtà».
Il secondo volume è la prima traduzione italiana dell'opera teatrale Montezuma (pp. 384, euro 20) di Giuseppe Antonio Borgese, composta durante l'esilio americano degli anni Trenta e Quaranta. La traduzione, insieme a un ampio saggio introduttivo e al commento, è ad opera di Sabina Colella, giovane studiosa di Monopoli che ha concentrato i suoi studi sulla figura dell'intellettuale siciliano e della letteratura sulla conquista del Messico. Il testo di Borgese è «un libretto d’opera in versi sulla conquista del Messico, che vide contrapposti il condottiero spagnolo Hernán Cortés e il leggendario re azteco Montezuma: dietro la filigrana epica, affidata alla suggestiva voce fuori campo dello storico Bernal Díaz del Castillo, si cela una violenta polemica contro il nazionalismo fascista, ispiratore di un colonialismo tardivo».
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sabato 22 dicembre 2007
Il romanzo d'esordio di Marcello Sacco
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venerdì 21 dicembre 2007
Taranto dagli ulivi agli altiforni
È da pochissimi giorni in libreria un nuovo volume sulla storia di Taranto curato dallo storico Roberto Nistri, Taranto dagli ulivi agli altiforni. Il volume costituisce il primo tomo dell'intera opera, la cui seconda parte sarà pubblicata entro il 2008 sempre da Mandese Editore. In questo primo tomo sono compresi saggi di Matteo Pizzigallo, Francesco Terzulli, Vittorio De Marco, Antonio Basile, Daniela De Vincentis, e un ricchissimo apparato iconografico composto da oltre 500 immagini inedite rappresentative della Taranto dell'epoca provenienti da archivi e collezioni private. Al centro dell'opera è la storia del territorio ionico dal 1940 al 1960, e in particolare «tratta dell'economia jonica, della crisi del dopoguerra, del ruolo delle istituzioni ecclesiastiche, dei rapporti tra politica e cultura, delle esperienze artistiche, della fotografia di Ciro De Vincentis».
Come hanno scritto in proposito gli assessori al Comune di Taranto Paolo Ciocia e Angela Mignogna, «La conoscenza della storia della propria terra è alimento indispensabile ed insostituibile per la formazione della coscienza civile delle giovani generazioni, la cultura dell'appartenenza che è cultura dell'identità e si tramuta in passione civile e politica, colma il divario, altrimenti invalicabile, tra comunità e istituzioni, alimenta il senso di responsabilità individuale e collettiva nel riconoscimento di una comune storia». Afferma inoltre Emanuele Papalia, presidente della Camera di Commercio di Taranto: «Quarant'anni di industria dell'acciaio hanno inciso profondamente sul tessuto urbanistico, ambientale e sociale del territorio. La storia recente di Taranto è stata contrassegnata da scelte e decisioni fondamentali che in pochi decenni hanno trasformato una città provinciale in una città industriale che ambiva a divenire, e per un po' lo è stata, una delle più importanti del Mezzogiorno».
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giovedì 20 dicembre 2007
Adrian Paci in mostra a Polignano a Mare
L'artista albanese Adrian Paci ha vinto l'edizione 2007 del Premio Pascali, consegnato lo scorso 15 dicembre a Polignano a Mare dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. Nella motivazione della giuria, guidata da Rosalba Branà, si legge che «le sue opere parlano della perdita dei luoghi di appartenenza, affrontano i temi della cultura migrante e nomade, rappresentano la crisi identitaria e le diversità». Una selezione delle opere di Adrian Paci è in mostra a Palazzo Pascali, a Polignano a Mare, fino al prossimo 2 marzo (info: 080-4249534).Etichette: LaPugliaCheVive
mercoledì 19 dicembre 2007
Asilo di mendicità
«Conquistare uno spazio del genere – uno spazio per l’odore dei sedili dei treni locali, per il rumore sordo di uno sbotto di tosse, per il colore del muro sbrecciato e livido dell’ “Asilo di Mendicità” o di Santa Maria del pane – conquistare questo era tutto ciò che volevamo, e che chiedevamo a una poesia viva. Essere vivi anche noi: per gioco, per scherzo, per una volta, per provare.Questo, allora, abbiamo fatto». Questa la quarta di copertina del volume di poesie del giovane Simone Giorgino, dal titolo Asilo di mendicità, edito da Besa (pp. 96, euro 10) a sette anni di distanza dall'esordio di Venenum.
Dal buon blog di Stefano Donno ho letto e riporto questa poesia tratta dal volume di Giorgino:
Rendez-vous
Ora vi rendo le postille i documenti
le poesie per matrimoni con le stelle cadenti
e tutte le poesie per cerimonie e per rosari.
E se elusero l’orecchio dei destinatari
è mia la colpa e il capo penitente
che reclino è zero, e meno che zero è il mittente.
Ora vi rendo il calamo e l’acquasantiera
le glosse sui quaderni e il moccolo della sera
a far luce allo scrittoio, alla goccia che rintrona
da un rubinetto malandato di Elicona
in calce al foglio. O da una penna attrice menzognera
di un sogno falso nella notte vera.
Via: http://www.besaeditrice.it/; http://stefanodonno.blogspot.com/
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martedì 18 dicembre 2007
Un musicista crepuscolare: Niccolò Van Westerhout
Sulla figura del compositore molese è intervenuto anche Nicola Sbisà sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» dello scorso 15 dicembre, dove così si sintetizza la sua produzione musicale: «La sua produzione rispecchia un po’ la situazione esistenziale: moltissimi brani pianistici (era un abile pianista) e brani vocali che gli aprirono i salotti della città d’elezione ed anche opere cameristiche ed orchestrali (sinfonie e un concerto per violino e orchestra) che, data l’epoca, erano un aspetto abbastanza inconsueto nell’arco creativo di un compositore. L’opera comunque restava la sua vera aspirazione e alla fine ormai maturo riuscì ad esordire con la sua prima creazione del genere, ma, vedi caso non a Napoli, bensì a Roma dove il Cimbelino (su libretto di Colautti, ispirato a Shakespeare) andò in scena il 7 aprile 1893. Non fu quel che si dice un successo, e l’opera dopo sole tre rappresentazioni venne ritirata. Due anni dopo ritentò la fortuna con una nuova opera il Fortunio (su libretto di Scalinger) andata in scena questa volta a Milano al Teatro Lirico il 16 marzo
del 1895). L’anno dopo van Westerhout creò la sua opera più nota, Doña Flor, sempre su libretto di Colautti. L’opera in un atto e con soli tre personaggi, fu scritta per la inagurazione del piccolo teatro che la città natale aveva inteso creare ed intitolare al suo musicista. [...] Alla Doña Flor seguì Colomba (il cui libretto Colautti trasse da un romanzo breve di Merimée), ma che l’autore non vide mai rappresentata. Andò in scena infatti a Napoli, questa volta, nel 1923, quasi che la città intendesse riscattare la poca stima dimostrata in vita all'autore! Inedita rimase la Tilde (su libretto di Golisciani) ed appena abbozzata l’Imogene».
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lunedì 17 dicembre 2007
Le lotte agrarie e sindacali in terra d'Arneo
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domenica 16 dicembre 2007
Una monografia su Fleur Jaeggy

Tra le novità della casa editrice barese Progedit segnalo una delle prime monografie italiane sull'opera di una scrittrice contemporanea, Fleur Jaeggy, dal titolo Le storie inquiete di Fleur Jaeggy (pp. 160, euro 15) ad opera di Rossella Lovascio. L'autrice, barese, docente di Lettere nei Licei e negli Istituti Superiori, si è già occupata di alcune autrici del Novecento italiano tra cui Antonia Pozzi e Milena Milani, oltre ad aver pubblicato anche alcuni romanzi.
Fleur Jaeggy è nata a Zurigo, ha vissuto a lungo a Roma e dal 1968 abita a Milano. Nel 1968 pubblica il suo romanzo d’esordio, Il dito in bocca. Nel 1971 esce il secondo romanzo, L’angelo custode, seguito nel 1980 da Le statue d’acqua, tradotti in Spagna e in Germania. Il romanzo Proleterka (2001) è valso all’autrice, tra gli altri, il Premio Viareggio-Rèpaci nel 2002. I suoi libri, pubblicati in Italia da Adeplhi, sono tradotti in 18 paesi e 18 lingue. Jaeggy è stata anche co-autrice di alcuni brani di Franco Battiato, tra cui il testo in tedesco della meravigliosa L'oceano di silenzio (1988). Si legge in quarta di copertina che «Rossella Lovascio ci conduce per mano attraverso le pagine più significative di queste opere, abbozzando un ritratto e un itinerario artistico che trae luce dalle stesse pagine cui attinge per ampi stralci.
Le storie inquiete e inquietanti di Fleur Jaeggy ci conducono verso la scoperta, da sempre intuita e mai verificata sino in fondo, del rifiuto decisivo di una normalità mai appagante che, pian piano, plana nella non normalità, come condizione essenziale per essere.Un sottile senso di follia lega le pagine e introduce il lettore in un labirinto da cui uscirà quando avrà la certezza che gli specchi reali sono deformati e che soltanto nel proprio io, nella solitudine cementata dal silenzio, c'è la liberazione.Felicità quindi di essere nel non essere, dormendo abbracciati a quell'ombra folle che in noi abita».
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sabato 15 dicembre 2007
Tarsia, un romanzo di Nicola Tenerelli
Via: http://www.stiloeditrice.it/
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venerdì 14 dicembre 2007
Mirko Grasso su Gaetano Salvemini
L'opera raccoglie testi di Norberto Bobbio, Sergio Bucchi, Ernesto Rossi, Mirko Grasso e dello stesso Gaetano Salvemini. Si legge nella scheda editoriale: «Norberto Bobbio sostiene che ogni comunità di spiriti liberi, stato o nazione che sia, o cenacolo di combattenti per la libertà, ha bisogno di uomini come Salvemini proprio come si ha bisogno dell’aria per respirare o del pane per cibarsi. Oggi, a cinquanta anni dalla morte dello storico pugliese, e a più di centotrenta dalla nascita, è ancora vero e ancora così. L’educazione politica, la lotta per la conquista e la difesa di diritti civili, la laicità e il rispetto delle minoranze: tutti nuclei dell’opera salveminiana e tutte tematiche di stringente attualità. La questione morale, l’attenzione al progresso di tutta la società e la tutela dei più deboli, l’autonomia della politica nei confronti della religione come chiave di integrazione culturale e fuga dalle discriminazioni, la parità tra i sessi, il rispetto delle realtà culturali regionali contro l'omologazione del centro: la lezione del professore venuto dal sud ha ancora un senso e può essere faro ideale di riferimento per numerose generazioni di studiosi e intellettuali. Libertà quindi. Libertà nella ricerca storiografica, nella discussione politica, nell’agire personale e nella società: sono queste le coordinate entro cui collocare e interpretare l’opera di Salvemini. Politico, storico, docente universitario, è stato il maestro dell’antifascismo, si è impegnato in prima linea per il riscatto del sud d’Italia, e la sua scuola di formazione politica, storica e civile, culminata con l’opera di emancipazione condotta con la fondazione del periodico “l'Unità”, ha temprato allievi eccezionali come Carlo e Nello Rosselli, Gramsci e Gobetti, Ernesto Rossi e, giungendo sino a noi, Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Franco Venturi, Gaetano Arfè.
Gli scritti e i materiali qui proposti vogliono contribuire al dibattito intorno a questa figura chiave del Novecento italiano. Il corpus fotografico pubblicato, proveniente dall’Archivio Salvemini, custodito presso l’Istituto Storico per la Resistenza in Toscana, e messo a disposizione dal Comitato Salvemini, ripercorre l’arco temporale della vita dello storico in tutte le sue fasi più significative. Viene pubblicata, per la prima volta in CD, la registrazione del 1955 in cui Salvemini ricorda Piero Gobetti e l’intervista, sulla presa di cittadinanza americana, rilasciata alla NBC nel 1941. Sono le uniche registrazioni della voce dello storico. Nello stesso supporto è fruibile la voce di Ernesto Rossi che ricorda le profonde doti umane e culturali del suo maestro, nella conferenza Salvemini maestro e amico, e ritorna ai giorni bui del regime fascista con L’antifascismo al carcere e al confino».
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giovedì 13 dicembre 2007
Globeglotter: il Presidio alternativo
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Le strade ferrate in Capitanata
Il libro si presenta come un organico progetto di ricerca su un tema, le Ferrovie, quanto mai attuale e centrale per Foggia e la sua provincia e risulta particolarmente interessante, sotto il profilo storico-scientifico, soprattutto per l'inedita analisi statistica e comparativa che l'autore presenta su alcuni dati e documenti storici.
Il volume, che contiene anche suggestive foto d'epoca, riproduzioni storiche e cartine illustrative dei progressivi cambiamenti della rete ferroviaria, è attualmente distribuito in esclusiva nelle principali librerie di Foggia e dei maggiori centri della provincia, ma è acquistabile anche sul sito http://www.utopiaedizioni.it/.
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mercoledì 12 dicembre 2007
Un inedito di don Tonino Bello
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martedì 11 dicembre 2007
Casa popolare vista mare
Si legge nella recensione scritta da Giuseppe Cassieri sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» di sabato 8 dicembre: «Gli attori del dramma non tardano a rivelare il clima in cui sopravvivono, rassegnati o distorti nel malessere e nella malavita: intimità e igiene sotto zero, figli predisposti a droghe e bullismo, lotta feroce nel cambio e scambio di case assegnate dal capatazzo dello Iaccipì, anarchia e irrisione della giustizia. I personaggi, in buona parte femminili, tengono banco nel rione, a minima distanza dal litorale, e vengono descritti con sapore picaresco, guadagnandosi il ruolo di coprotagonisti negli intrighi giornalieri. [...] In meno di cento pagine fluide e mirate, Annibaldis racchiude quel che produce ripugnanza e ci illudiamo di aggirare. Lo racchiude valendosi di una scrittura agra, erosiva, nell’impasto di voci ibridate dal dialetto barese. L’humour dell’autore è tutto sottopelle, ma agisce e graffia anche quando sembra che non ci sia».
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lunedì 10 dicembre 2007
Viaggio a Finibusterrae
La quarta di copertina recita così: «Finibusterrae è un luogo reale: l’estremo lembo geografico dell’Italia, dove lo Jonio e l’Adriatico si uniscono e confondono, dove la terra è rossa e senza erbe, con le pietre e gli ulivi e i fichidindia. Ma Finibusterrae è anche un luogo dell’anima. Chi vuole andarci non potrà arrivare mai. Si può procedere soltanto verso questo luogo, all’infinito».
Via: www.mannieditori.it
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domenica 9 dicembre 2007
Antonio Gramsci nel suo tempo
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venerdì 7 dicembre 2007
Non è più tempo
Il romanzo vuole raccontare «un’adolescenza diversa e lontana da facili stereotipi preconfezionati», come si dice in apertura del book trailer (ma in verità il breve filmato non rende giustizia a questa frase). Ha scritto Dino Levante sulle pagine culturali della «Gazzetta di Lecce» pochi giorni fa: «Idea di partenza della scrittrice è mettere insieme, a completamento ma anche in contraddittorio, pagine diaristiche con un vero e proprio racconto. Il risultato è pregevole, una scrittura veloce (sembra più un parlato), con particolari che richiamano le sceneggiature. [...] Il mondo che vive intorno alla protagonista Chiara è quello adolescenziale con le difficoltà e il problema di sempre, l’amore».
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giovedì 6 dicembre 2007
Due libri di poesia
Il secondo volume è un’antologia di poesia contemporanea pubblicata dall’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, dal titolo Con le armi della poesia, a cura di Roberto Pasanisi ed Ernesto L’Arab, quest’ultimo nato a Foggia nel 1965 e laureatosi a Bari in Lettere Moderne. E molta Puglia c’è infatti all’interno dell’antologia di 29 poeti contemporanei, con le opere della brindisina Natalizia Pinto, dell’italo-americano Joseph Tusiani, di Cristanziano Serricchio e di Maria Marcone, quest’ultima già autrice della prefazione all’esordio letterario della Pinto, Il tempo in cornice.
Via: http://www.gioiadelcolle.info/
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mercoledì 5 dicembre 2007
Ancora su Suds
Torno dopo alcuni giorni a parlare del Salone della Piccola e Media editoria meridionale conclusosi a Foggia domenica scorsa, per riportare alcune dichiarazioni significative tratte dagli articoli pubblicati su La Gazzetta del Mezzogiorno e il Corriere del Mezzogiorno nei giorni scorsi.
Secondo Mara De Felici, animatrice dei Presidi del Libro, la fiera è stata soprattutto «un'occasione per conoscere tante piccole case editrici locali, che non entrano nei giri della grande distribuzione e che spesso non si conoscono nemmeno», mentre per il prof. Saverio Russo, componente del comitato scientifico di Suds, «per la prossima edizione dovremo curare meglio l'organizzazione degli spazi e soprattutto la comunicazione in ambito regionale e nazionale, per allargare la platea degli espositori». Secondo Gianni Mongelli presidente dell'Ente Fiere di Foggia, la seconda edizione di Suds «è già in calendario, e stiamo pensando a qualche correttivo. Il primo obiettivo è di avere almeno un centinaio di espositori».
Sul Corriere del Mezzogiorno ha scritto di Suds Claudio Gabaldi, del cui articolo riporto uno stralcio iniziale: «La Puglia è una regione "maledetta" per i piccoli editori del nord. Lo dice Marco Vicentini della Meridiano Zero, venuto da Padova a Foggia, dove è in cors Suds, il salone dell'editoria meridionale, per esporre i suoi libri (prevalentemente noir) e per discutere. In Puglia le mini-case editrici realizzano l' per cento del fatturato totale: dati alla buona, derivati da scambi di opinione tra Vicentini e i suoi colleghi. "Sarà perché qui [...] le librerie hanno problemi di liquidità; quindi acquistano meno dai piccoli editori". Oppure sarà perché, e questo Vicentini l'ha detto dopo, la libreria pugliese è ancora "di stampo troppo classico, il libraio non cerca di attirare il lettore, non soddisfa esigenze di informazione"».
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martedì 4 dicembre 2007
Apri gli occhi, di Pino Ricco
Via: www.ennepilibri.it
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lunedì 3 dicembre 2007
Gardo Mongardo e PuntoG
«Gardo Mongardo fugge. Fugge da una banda di spacciatori. Fugge da sé. Bologna, Parigi, Rio, Bahia, Cannes, Barcellona. E poi New York, Las Vegas, Città del Messico, L’Avana: tra lo sfavillio di un party con i divi di Hollywood e squallidi ostelli, tra droghe e pietre preziose, tra inferno e redenzione. L’alcol e il sesso come strumenti per interpretare il mondo e capire i mille personaggi che incontra. L’odissea di un uomo solo, alla ricerca di sé e degli altri. Un romanzo innovativo e rivoluzionario, che coniuga la letteratura alla vita». Questa la sintesi di uno dei più innovativi romanzi pubblicati in Puglia negli ultimi mesi, Gardo Mongardo, opera prima del ravennate Claudio Menni (Manni, pp. 192, euro 13), e che si è presentato lo scorso sabato a Lecce.
Del romanzo di Menni, in rete, si trova anche una suggestiva testimonianza di Riccardo Albonetti sulla rivista on line Lo Spekki(ett)o quando ancora il romanzo era in cerca di editore, e per la verità dopo già alcuni rifiuti ricevuti e la stampa del romanzo a spese dell'autore. Ma l'esito finale della vicenda editoriale di questo libro, ovvero la pubblicazione da parte di un'importante casa editrice come Manni e in una collana aperta alle novità come la neonata PuntoG, sembra essere il lieto fine auspicato da tanti scrittori che affidano, spesso inutilmente, i propri lavori ad alcune case editrici.
La collana PuntoG di Manni, del resto, si presenta come un'autentica novità almeno nell'editoria pugliese per quanto riguarda la narrativa. Lo rende chiaro già la presentazione della collana presente sul sito web della casa editrice: «Nasce a giugno 2007 la nuova collana di narrativa Punto G, con due direttori di collana, una donna e un uomo… anonimi. Perché sono nomi noti agli addetti ai lavori del mondo dell’editoria che proprio in questo ambiente non riescono a trovare lo spazio per un progetto ambizioso e fuori dalle regole del marketing, che non vuole limitarsi ad essere specchio della realtà ma farsene carico, impastandosi totalmente in essa, tracciandone percorsi e precorrendone derive, smottamenti, sogni, miserie, slanci, meschinità, salvifiche illusioni e possibili prospettive». Inoltre, «Tutti i libri della collana Punto G sono pubblicati sotto licenza Creative Commons (l'organizzazione non-profit dedicata alla espansione della portata delle opere di creatività disponibili per la condivisione e l'utilizzo da parte degli altri e per fornire anche la possibilità di poter costruire, com'è sempre avvenuto prima che si abusasse della legge sul copyright, sul lavoro degli altri nel pieno rispetto delle leggi esistenti)».
Via: www.mannieditori.it/puntog; http://www.lospekkietto.it/;
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domenica 2 dicembre 2007
La letteratura per l'infanzia in Puglia
La forza della coesione come soluzione per unire autori, illustratori, editori e istituzioni locali al fine di dare vita a un progetto comune. È questo l'intento dei lavori del Convegno La letteratura per l'infanzia in Puglia, che si svolgeranno da domani, lunedì 3 dicembre, a mertedì 4, nei locali della Cittadella della Cultura di Bari.
L'iniziativa è organizzata da una giovane casa editrice pugliese, la Secop Editrice di Corato, specializzata in pubblicazioni di letteratura per l'infanzia. Ai lavori del convegno prenderanno parte autori come Paolo Comentale e Vittorio Stagnani, editori come Maria Laterza e la stessa Secop, oltre a giornalisti, illustratori e tutte le principali figure delle istituzioni locali. Non mancheranno inoltre momenti dedicati agli stessi ragazzi, con letture animate.
Nell'articolo di Antonella Gaeta pubblicato su Repubblica lo scorso venerdì 30 novembre particolarmente interessanti risultano le parole del prof. Daniele Giancane, primo docente ordinario in Italia di una cattedra in Storia e letteratura per l'infanzia, istituita proprio a Bari nel 1967. Afferma Giancane: «In Puglia, regione tra gli ultimi posti in Italia per numero di lettori, negli ultimi dieci anni si registrano movimenti che riguardano la letteratura per l'infanzia che riguardano case editrici come Secop, Adda, La Meridiana, Levante e Besa, fiabisti e illustratori come Massimo Romandini, Cosimo Rodia, Romano Altomare, oltre ai veterani Vittorio Stagnani e Vito Maurogiovanni e illustratori come Vittoria Facchini, Manuela Trimboli e Laura Fusco».
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sabato 1 dicembre 2007
SudS. Fiera della piccola e media editoria
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