martedì 30 settembre 2008

"Il paese delle spose infelici", di Mario Desiati

È finalmente in libreria da alcuni giorni il nuovo attesissimo romanzo dello scrittore Mario Desiati (nato a Martina Franca nel 1977), il terzo, che segue il bellissimo Vita precaria e amore eterno pubblicato due anni orsono sempre per Mondadori. Su Il paese delle spose infelici (pp. 229, euro 17,50) tornerò a esprimermi tra qualche giorno, terminata la lettura. Per il momento, riporto una delle già numerose recensioni ottenute dal romanzo di Desiati, quella di Alessandro Leogrande pubblicata la scorsa settimana sul «Corriere del Mezzogiorno», assai importante perché Leogrande, oltre a essere conterraneo di Desiati, è certamente il più attento conoscitore, come dimostrano le sue stesse pubblicazioni, della Taranto degli anni Novanta (quella che ha visto l'ascesa e il declino (?) di Giancarlo Cito) che fa da sfondo, insieme alla sua provincia, al romanzo di Desiati. Ecco quindi alcuni stralci della recensione di Leogrande:

Ad aprire l’ultimo romanzo di Mario Desiati (Il paese delle spose infelici, edito da Mondadori) c’è una scena surreale. Sotto un sole mite, una sposa vestita di bianco si immerge nelle acque limacciose del Taras, il torrente che scorre tra il paese di Massacra e lo stabilimento siderurgico dell’Ilva, mentre alcuni operai che sono nei paraggi in pausa pranzo, stracchi dal lavoro, si lanciano goffamente per cercare di salvarla. Quella donna è la «regina delle spose infelici», la dea sovrana di tutte quelle donne «con le stimmate dell’insoddisfazione» ingabbiate in matrimoni che non hanno voluto e a cui non riescono a ribellarsi. Sono tante, sono molte, e a volte decidono di farla finita. Delle loro gesta sono piene le storie orali di ogni paese, anche in anni recenti. «Ciascuno di noi», scrive Desiati, «poteva contare nel proprio albero genealogico una sposa infelice». […] Il dramma delle spose infelici (quasi un affresco post-demartiniano sulle nevrosi femminili meridionali) è lo sfondo di un triangolo amoroso che corre verso il disastro. C’è Francesco Rasoschi detto “Veleno” (un piccolo borghese fallito, incapace di scelta e di rivolta, che è l’io narrante del romanzo); c’è il sottoproletario che finisce male Zazà (suo amico di infanzia, ma di quelle amicizie che non riescono mai a fondersi veramente); e poi c’è lei, Annalisa, la dea sovrana delle viscere di Martina, una ragazza dal «profilo fulminante» e un po’ svitata, una sorta di paria del sesso, il cui corpo è abusato, senza amore, da centinaia di uomini e giovinastri. “Veleno” ama follemente Annalisa, senza essere ricambiato, e Annalisa ama a modo suo Zazà, che invece si perde di detenzione in detenzione. […] Con Desiati questo grumo di tensioni e insoddisfazioni raggiunge una sua piena dimensione letteraria, attraverso una prova che sembra evocare più la letteratura novecentesca (Brancati, Siciliano, Arbasino) che non allinearsi alla frastagliata galassia del post-moderno. E poi c’è Taranto, la città degli sterminati falansteri e delle mille crisi che a coloro che vivono in provincia finisce sempre per incutere un certo timore: «Mi sembrava così miracoloso che Martina fosse tanto vicino a un luogo tanto catastrofico». Gli anni delle spose infelici sono anche gli anni dell’ascesa e caduta di Giancarlo Cito (le cui gesta altrettanto surreali ogni tanto appaiono nel romanzo), delle morti in fabbrica, dell’inquinamento che si rovescia sulla città in nuvole di polvere rosse e grigie. Nel rapporto irrisolto tra Taranto e la sua provincia c’è una potente miccia che fa detonare la storia che Desiati racconta.

lunedì 29 settembre 2008

"Giovane tra i giovani", di Giuseppe Castellaneta

Sono diverse le novità annunciate dall'ufficio stampa della casa editrice Progedit per il mese di settembre. Oltre al già segnalato volume di Mario Laterza, dal titolo Quattro ore nell'aldilà, di particolare importanza è il volume dedicato a una delle maggiori personalità politiche dell'ultimo ventennio nella provincia di Bari. Si tratta di Giuseppe Castellaneta, nato a Irsina nel 1935 e scomparso a Bari nel 2005, del quale la curatrice Virginia Ambruosi Castellaneta ha raccolto in un volume dal titolo Giovane tra i giovani (pp. 112, euro 10) lettere e scritti giovanili d'impegno civile. Giuseppe Castellaneta, dopo la laurea in Giurisprudenza, ha iniziato la libera professione forense. Tra i numerosi incarichi, è stato segretario del Sindacato Avvocati di Bari dal 1997 al 2001, componente del Consiglio Nazionale Forense dal 1997, consigliere comunale a Grumo Appula dal 1960 al 1965, consigliere regionale alla Regione Puglia, consigliere provinciale alla Provincia di Bari nelle fila dei Democratici di Sinistra. Ha partecipato alla stesura del primo Statuto della Regione Puglia, dando il suo contributo per la stesura del nuovo, e, inoltre, si è sempre occupato del mondo scolastico e delle problematiche giovanili, ricoprendo la carica di presidente di consiglio d'istituto alla scuola media G. Carducci e al liceo classico Quinto O. Flacco.

«Nel volume - si legge in quarta di copertina - ritroviamo i componimenti che elaborò a soli quindici anni su varie tematiche: la libertà, il lavoro, l'amore, il sapere, il mondo, la vita, la gloria, la conoscenza. Queste pagine contengono anche alcune lettere e articoli sull’educazione e formazione dei giovani, oltre ad alcune riflessioni sulla nostra Costituzione e una lunga difesa a favore di alcuni zingari. Una raccolta che esprime il modo di essere di un uomo rimasto giovane nel tempo, per la sua capacità di cogliere in anticipo i mutamenti della società e dei giovani, di mettersi continuamente in discussione, di rinnovarsi (a intervalli regolari), di affrontare con determinazione e lucidità le nuove sfide di una società in continua evoluzione. L'opera può fungere da stimolo ai giovani affinché sappiano scegliere e realizzare con volontà e determinazione il loro futuro, consapevoli che il valore di un uomo si misura sulle poche cose che crea e non sulle molte ricchezze accumulate, sugli ideali che riesce a far trionfare con la capacità di imporsi “come re della natura superando i limiti del tempo”».

venerdì 26 settembre 2008

"La quarta via" di Pierfranco Pellizzetti

Per le Edizioni Dedalo, nella collana dei Libelli vecchi e nuovi diretta da Enzo Marzo, della quale avevo già tempo fa segnalato un volume di Norberto Bobbio, è stato di recente pubblicato un volume di Pierfranco Pellizzetti dal titolo La quarta via. Una Sinistra vera dopo la catastrofe (pp. 256, euro 16). L'autore è uno studioso di Politiche di territorio e di Organizzazioni complesse che alterna l’insegnamento all’attività pubblicistica. Già docente incaricato alla Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, ha insegnato in numerosi Master. Membro del Comitato scientifico di «Critica Liberale», è saggista di «Micromega» e opinionista del quotidiano «Il Secolo XIX».

Questo volume di Pellizzetti, dopo una lunga disamina degli effetti della globalizzazione e, nel contesto italiano, del berlusconismo, trova le sue parti più efficaci, più che nell'analisi della sconfitta della Sinistra alle ultime elezioni politiche in Italia e non solo, nella soluzione indicata dallo studioso: quella di una «quarta via» che possa rifarsi a due modelli disponibili, cioè alla «via parigina» indicata da Serge Latouche (il modello della decrescita, i cui aspetti positivi vengono però sopraffatti, secondo Pellizzetti, da un'eccessiva dose di astrattezza), ma soprattutto la «via catalana». Chiamata così perché «questo insieme di pratiche strategicamente orientate è stato messo all'opera proprio a Barcellona nel corso degli anni '80», questa «quarta via» indispensabile per la rinascita della Sinistra consiste nel «creare socialità nella dimensione territoriale», con uno sviluppo dal basso delle stesse politiche locali. Un vero e proprio laboratorio territoriale che possa unire l'orizzontalità della politica alla verticalità di un «progetto condiviso come speranza che inventa futuro» e alla «profondità della propria etica pubblica come coerenza tra il dire e il fare che diffonde fiducia». Il tutto, a partire da due esempi della politica mondiale: quelli di Josè Luis Zapatero e di Barack Obama.

giovedì 25 settembre 2008

"Festa dei Lettori 2008" in Puglia

Dopo aver scritto ieri della manifestazione organizzata a Trinitapoli (Fg) dal centro di lettura Globeglotter, diamo oggi spazio a un'altra iniziativa, una tra le più importanti dell'anno, dedicata alla promozione della lettura. Si tratta della Festa dei Lettori 2008, giunta in Puglia alla sua quarta edizione, e organizzata come sempre dai Presìdi del Libro pugliesi col patrocinio di Regione Puglia e Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia. Ben 45 i presìdi pugliesi e 50 le città coinvolte, in una giornata che vedrà iniziative simili svolgersi in altre 14 regioni italiane. Come ha detto l'assessora regionale al Mediterraneo Silvia Godelli in occasione della presentazione dell'iniziativa, rivolgendosi ai docenti scolastici che avranno un ruolo importante per la riuscita della giornata, «Non prescrivete libri ai ragazzi, i medicinali prevedono una prescrizione. Il libro deve essere cercato ed amato, voluto e desiderato. La lettura va trasmessa da tutti i possibili canali di formazione, in primis famiglia e scuola, come un piacere, un'esperienza felice e non assolutamente come un dovere».

Davvero fitto il programma degli incontri con gli autori e delle presentazioni di libri. A Bari molti angoli e piazze della città saranno trasformate in biblioteche all'aperto, grazie alla collaborazione delle case editrici Adda, Besa, Cacucci, Dedalo, Graphis B.A., Laterza, Manni e Progedit. Sempre a Bari, incontro venerdì pomeriggio presso la Libreria Laterza con Mario Desiati che presenterà il suo ultimo romanzo Il paese delle spose infelici, appena pubblicato da Mondadori. Sabato, sempre nella stessa libreria, sarà la volta delle presentazioni dei libri di Paolo Comentale (Le avventure dell'ispettore Pinguino), Lorenzo Laporta (Parole della pioggia) e Armando Tango (Salento's movida). A Fasano sarà presente il premio Strega 2008, Paolo Giordano, che sarà presente anche domenica mattina alle 10,30 a Noicattaro. A Ruvo di Puglia incontro con Beppe Lopez, che presenterà il suo ultimo romanzo, appena uscito per Marsilio, dal titolo La scordanza. Nelle scuole della sesta provincia pugliese vari incontri nelle mattine di venerdì e sabato con gli autori del territorio, tra i quali Tommy Di Bari, co-autore di La cambusa. Un reading a Valenzano vedrà invece protagonista Vincenzo Cerami, premio Oscar per la sceneggiatura della Vita è bella. A Taranto sabato mattina incontro con gli autori pugliesi Luisa Ruggio e Omar Di Monopoli. Per tutti gli altri dettagli sul programma, è possibile consultare l'apposita sezione dedicata alla Festa dei Lettori 2008 del sito internet http://www.presidi.org/

mercoledì 24 settembre 2008

"LibriAmo 2008" a Trinitapoli dal 25 settembre al 1° ottobre

Con le ali ai piedi è lo slogan di LibriAmo 2008 che, dal 25 settembre al 1° ottobre, torna in veste ecologica per coinvolgere il maggior numero possibile di persone in un rapporto più stretto con il mondo dei libri. Il programma dell’8ª edizione prevede incontri con gli autori, letture ad alta voce, spettacoli teatrali, laboratori, e giochi. Infatti, i lettori più accaniti, giovani e adulti, potranno collezionare i sette indizi della settimana, ogni giorno un segnalibro, ogni segnalibro un suggerimento e, un piede dopo l’altro, scopriranno il nome dell’autore misterioso. Come ogni anno LibriAmo, iniziativa ideata e promossa dal Centro di Lettura GlobeGlotter lingue e culture in movimento di Trinitapoli (gli incontri avverrano nella sede in via Cairoli 23), prevede anche l’operazione Bookcrossing che consiste nel liberare tanti libri – regalati da biblioteche, editori, e librerie – allo scopo di poterne seguire il viaggio attraverso i commenti di coloro che li ritrovano. Quest’anno i libri del Bookcrossing sono stati donati dagli editori Manni, La Meridiana, Chiarelettere, Rizzoli, Laterza, Castelvecchi e Feltrinelli e dalle Librerie Oompa Loompa di Bisceglie, Le città invisibili di Terlizzi, Miranfù di Trani e Punto Einaudi di Barletta.

Il programma di incontri con gli autori inizia dunque domani, 25 settembre, alle ore 10, con l'incontro dal titolo L’illustrazione non è disegnare ma dare voce alle parole, con Vittoria Fiacchini, molfettese vincitrice nel 2006 del Premio Andersen per la migliore illustrazione di un libro per ragazzi, che terrà un Laboratorio d'illustrazione. Venerdì 26, sempre alle ore 10, incontro "culinario" dal titolo Formaggio o cioccolato? con la presentazione dei libri Il formaggio una storia vera, anzi due e Il cioccolato. Diario di un lungo viaggio (ed. Slow Food). Sabato 27, alle ore 19, presentazione dell’ultimo libro di Salvatore Giannella, originario proprio di Trinitapoli, dal titolo Voglia di cambiare (ed. Chiarelettere), introduce Valentino Losito de La Gazzetta del Mezzogiorno. Domenica 28 settembre è la giornata del bookcrossing: 250 libri di letteratura per ragazzi, romanzi per adulti e per bambini saranno “abbandonati” su panchine, muretti e luoghi di incontro. Ma anche sugli alberi, sulle finestre e ovunque la fantasia ci condurrà! Lunedì 29 settembre alle ore 10 presentazione del romanzo Nel cuore che ti cerca di Paolo Di Stefano (ed. Rizzoli). Alla stessa ora del giorno seguente si presenta invece il romanzo di Francesco Marocco, edito da La Meridiana, L’Estate in cui il Bari comprò João Paulo. La chiusura della manifestazione è affidata il giorno seguente a Paolo Comentale, direttore artistico del Granteatrino Casa di Pulcinella, animatore, burattinaio e scrittore, che presenterà il libro, sempre pubblicato da La Meridiana, Le avventure dell'ispettore Pinguino. Per ogni altra informazione sul programma è possibile consultare il sito internet www.globeglotter.it

martedì 23 settembre 2008

"Piccoli omicidi del cazzo", di Walter Spennato

È stato pubblicato lo scorso mese di luglio per Besa Editrice il nuovo libro di Walter Spennato, il secondo, dopo Sex Noir pubblicato da Il raggio verde, altra casa editrice salentina, nel 2006. Questo nuovo volumetto di racconti, Piccoli omicidi del cazzo (pp. 84, euro 10) consiste in una serie di short stories che, prendendo spunto da trame dell'ordinaria quotidianità, sfociano nei cosiddetti «omicidi per futili motivi», come il seguente: «Ha smesso di essere precaria. Ora che l'ho uccisa, è morta a tempo indeterminato». Nel volume «Tutto si dipana in un fluire microscopico delle vite altrui. Sono pezzi di mondi che rappresentano le visioni deliranti della società cui siamo stati prestati nostro malgrado». Walter Spennato, residente a Gallipoli, è anche artista e, come si legge nelle sue note biografiche poste in quarta di copertina, «è un geometra mancato, un ragioniere senza ragione, a ragione un paramedico, un biologo da un solo esame, un sociologo con dottorato, un grafico per passione, un libraio al cubo, uno che se lo paghi ti spara!».

La prefazione al volume è di Anna Mazzamauro, la postfazione è invece a cura di Augusto Cavaliera, che scrive «I protagonisti delle varie scene lo diventano solo da vittime». Le short stories del volumetto di Spennato sono intervallate dai disegni di Laurina Paperina, come quello di copertina, una giovane fumettista. Come ha scritto in una recensione Angelo Alfonso Centrone, nel volume «vengono barbaramente uccisi vicini di casa chiassiosi, mogli infedeli, vigili urbani troppo attenti, arbitri inopportuni, e i classici intrusi domestici come venditori di aspirapolveri e testimoni di Geova. Sempre nelle situazioni più insopportabili che possono capitare ogni giorno».

lunedì 22 settembre 2008

"Light my fire", di Francesco Guadalupi

Il prossimo venerdì 26 settembre, alle ore 18.30 presso il "Salotto letterario" sen. G. Degennaro (L.go Teatro,6 - Bitonto), è in programma la presentazione del libro Light my fire. Versi poetici e dichiarazioni di guerra di Jim Morrison (pp. 160, euro 12), Aliberti editore. La presentazione del volume sarà accompagnata dall'ascolto e dalla visione di filmati della mitica band dei "The doors". Presenta Gianluca Rossiello, responsabile della locale Libreria del Teatro, e interverrà l'autore Francesco Guadalupi. L'autore, nato a Mesagne (BR), si è diplomato al liceo classico di Brindisi e laureato in giurisprudenza. Appassionato da sempre di poesia e letteratura "maledetta", nel 2004 pubblica on-line un sito enciclopedico dedicato al suo autore prediletto, il poeta maudit francese Arthur Rimbaud. Grazie al sito entra in contatto con l'università di Chieti-Pescara, con cui inizia un'intensa collaborazione e presso la quale tiene diverse conferenze sul poeta Rimbaud e sull'attualità di tale figura, icona di ribellione, per le generazioni del Terzo millennio. Nel 2005 pubblica il romanzo/feuilletton/poema La primavera del male e nel 2006 il racconto Il padrone del mondo, nel libro Officina, presso l'editore Manni. Attualmente collabora con diverse testate, lavora come giornalista sul web e sta per fondare una rivista sulla poesia ermeneutica.

Così si legge in quarta di copertina: «Cantante, poeta maledetto, film-maker, sciamano del rock, Dioniso incarnato, angelo in pelle di serpente, martire di una generazione ribelle, Jim Morrison ha rappresentato la protesta contro i valori borghesi e l'America imperialista alla fine degli anni Sessanta. La sua parabola artistica è stato fuoco che bruciava le convenzioni e la sua improvvisa morte ha fatto di lui una delle icone immortali di ogni generazione, tant'è che la sua tomba al Pére Lachaise di Parigi è a tutt'oggi una delle più visitate da uomini e donne di ogni età. Questo libro raccoglie la prima autobiografia per citazioni di Jim Morrison. Fra canzoni, dichiarazioni alla stampa, versi delle poesie e delle canzoni, qui c'è tutto quello che Re Lucertola ha detto e scritto, raccolto e riordinato dall'autore».

giovedì 18 settembre 2008

Le torri costiere della penisola salentina", di Caterina Ferrara

È stato presentato ieri a Santa Maria di Leuca presso l'Hotel Terminal un volume di Caterina Ferrara, dal titolo Le torri costiere della penisola salentina. Sentinelle di pietra a difesa del territorio (pp. 128, euro 15, introduzione di Carmelo Carangelo). Il volume è stato pubblicato da Progeca, una società con sede a Tricase (Le) che si occupa di editoria (in particolare narrativa e storia locale) oltre che di corsi di formazione e progetti per scuole ed enti. A margine della presentazione del volume è intervenuto con una nota anche il consigliere regionale Antonio Buccoliero, che tracciando i pregi del volume sottolineando come «se da un lato fornisce tutte le notizie relative a questi meravigliosi monumenti, dall'altro offre un itinerario completo per scoprirli e ammirarli dal vivo. [...] Questo lavoro è la prova concreta di come, unendo gli sforzi, si possa realizzare una reale promozione del Salento e delle sue impareggiabili bellezze artistiche».

Così in quarta di copertina si descrive più minuziosamente il volume: «Questo lavoro si propone di offrire una guida di facile lettura che consenta di scoprire, attraverso un itinerario-tipo, il fascino delle torri costiere situate lungo la penisola salentina. Il lavoro pare dalle motivazioni che determinarono il sorgere delle torri costiere, chi le commissionò, le ragioni della scelta dei siti di costruzione. A queste si uniscono le caratteristiche tipologiche-architettoniche delle torri analizzate. La guida è rivolta a tutti coloro, che giunti nel Salento vorranno ricostruire la storia delle torri presenti sul segmento di costa prescelto, acquisendo la capacità di apprezzare le variazioni del paesaggio costiero che le accoglie, uin paesaggio naturale e straordinariamente eterogeneo. Lo studio si limiterà a considerare solo quelle torrri costiere che si trovano in discrete condizioni statiche ed estetiche, delle quali si sono conservati dei resti apprezzabili e per questo fruibili, o che sono legate a qualche avvenimento storico di un certo rilievo. SI propone inoltre di valorizzare il patrimonio architettonico delle torri costiere e quello culturale e naturale del territorio in cui sono collocate diffondendo nei visitatori la forte consapevolezza di questo patrimonio sommerso.Ulteriore auspicio rimane, forte, quello di sollecitare una maggiore attenzione nei confronti di un patrimonio definito, talvolta ed ingiustamente, come "minore", abbandonato, finora, a sporadiche attenzioni, pur costituendo un punto fondamentale per lo sviluppo delle popolazioni in armonia con l'ambiente in cui vivono».

Giusi Verbaro vince il Premio Camaiore con "Solstizio d'estate"

L'Ufficio Stampa di Manni Editori comunica che il "romanzo in poesia" di Giusi Verbaro, dal titolo Solstizio d'estate (pp. 80, euro 15, prefazione di Donato Valli), pubblicato per la casa editrice salentina nei mesi scorsi, ha vinto per la sezione dedicata alla poesia il Premio Letterario Camaiore. Gli altri quattro finalisti erano Franco Buffoni, Paolo Febbraro, Mario Santagostini ed Enrico Testa.La cerimonia si è svolta al Lido di Camaiore, introdotta dai saluti del sindaco Giampaolo Bertola e del presidente del premio Francesco Belluomini, al tavolo con i membri della giuria tecnica. Nel corso della serata sono stati consegnati anche i premi speciali a Jolanda Insana e Alberto Bevilacqua per le loro poesie e ad Andrea Zanzotto per Eterna riabilitazione da un trauma di cui si ignora la natura.

Giusi Verbaro, nata a Catanzaro dove vive, ha soggiornato e studiato a Firenze. Laureata in biologia, dopo avere esercitato breve attività di insegnamento, si dedica completamente alla letteratura. È poetessa, saggista, autrice di antologie poetiche ed operatrice culturale. Scrive su varie riviste letterarie e sulla terza pagina del quotidiano “La Gazzetta del Sud”. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia, alcuni dei quali tradotti ed editi in Francia, Spagna e Portogallo. Ha realizzato corsi di scrittura creativa, laboratori sui diversi linguaggi della poesia nonché studi e paragoni su testi di canzoni d’autore, e ha ricevuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il premio alla Cultura nel 1997 e nel 2002. Il suo cammino poetico, mai sporadico, abbraccia un arco temporale di circa trent’anni, e con la vittoria del Premio Camaiore si conferma una delle poetesse italiane contemporanee di maggior spessore. Solstizio d’estate, è stato scritto, è uno spazio scenico nel quale, in una sola notte, tutto può accadere in un dimesso suono di fantasmi e angeli buoni. Visionarietà e memoria sono elementi mai assenti. Ha scritto Giuseppe Conte in una "lettera" che correda il volume, che «un poema compatto, solido, riuscito dove tante tematiche si inseguono in un gioco di specchi e di lontananze: la natura, il tempo, le stagioni, il mare, la memoria, il gioco, gli angeli». Il volume è ispirato e dedicato a Mario Luzi, in nome del valore condiviso «nel meraviglioso dell'evento e in ogni stupefacente ragione del mondo».

mercoledì 17 settembre 2008

"La didattica della pace nella scuola della globalizzazione", di V. Servedio

Nei mesi scorsi la Levante Editori, all'interno della collana "Ethos" diretta dal prof. Francesco Bellino, direttore del dipartimento di Bioetica dell'Università di Bari, ha pubblicato un interessante saggio di Vincenzo Servedio, dal titolo La didattica della pace nella scuola della globalizzazione (pp. 140, euro 15). L'autore, già docente di discipline giuridiche e ora dirigente scolastico in scuole primarie e dell'infanzia, è alla sua seconda opera. Come giornalista, ha collaborato con «La Gazzetta del Mezzogiorno» e ha pubblicato numerosi articoli scientifici in tema di didattica. È inoltre co-direttore della collana "Airone" di Cacucci Editore e e direttore responsabile della rivista di didattica PianetaScuolA.

Questo volume è stato concepito a partire dallo studio delle finalità didattiche e pedagogiche del progetto promosso anni addietro dall'Irssae della Puglia in collaborazione con il Centro Interdipartimentale per la Pace dell'Università degli Studi di Bari (Cirp-Uniba) e l'Università della Pace del Costarica promossa dalle Nazioni Unite. Il testo, in particolare, tratta dell'integrazione culturale, della scuola come contesto educativo, dell'educazione alla pace, della didattica della pace e riporta, in appendice, il discorso di Giovanni Paolo II alla 50ª assemblea generale delle Nazioni Unite, l'elenco dei vincitori del Premio Nobel per la pace e una ampia bibliografia. Così scrive nella presentazione al volume il prof. Michele Indellicato: «Accanto alle numerose analisi (sociologiche, economiche, politiche, filosofiche, giuridiche) della globalizzazione, il lavoro di Servedio ha il merito di fare un'analisi culturale, e pedagogica in particolare, del problema della pace che trova origini certamente nelle sue numerose esperienze vissute come docente, prima, e dirigente, poi. [...] Servedio con il suo saggio, che si segnala per l'acuta sensibilità pedagogica, offre significativi spunti di didattica laboratoriale affinché la pace, nel contesto scolastico e in quello familiare, non sia solo predicata, non resti un discorso astratto, ma venga vissuta e testimoniata sì da diventare stile di vita eticamente orientato, giusto e solidale. La proposta pedagogica e l'itinerario del libro di Vincenzo Servedio si caratterizzano per una netta curvatura personalistico-comunitaria e si snodano attraverso significativi percorsi educativi alla pace, essenzialmente orientativi nelle linee di approfondimento metodologico-didattico e allo stesso tempo audacemente sperimentali».

martedì 16 settembre 2008

"Taranto da Voccoli a Leone", di Pinuccio Stea

Poche settimane fa, sulle pagine della «Gazzetta del Mezzogiorno», Giuseppe Mazzarino dava notizia della prossima pubblicazione, entro il mese di dicembre 2008, del nuovo volume, il terzo della serie, che Pinuccio Stea dedicherà alla storia politica di Taranto. Dopo aver negli anni scorsi concentrato le sue ricerche sugli anni Da Cannata a Cito e Da Cito a Di Bello (del quale avevo già parlato lo scorso 26 novembre), sempre per le Edizioni Pugliesi verrà ora pubblicato il volume Taranto da Voccoli a Leone, ovvero la costruzione della democrazia repubblicana (1945/1956). Pinuccio Stea, si ricorda, è una personalità politica tarantina di lungo corso, militante nel Pci prima, nel Pds e nei Ds poi, come amministratore locale e membro della direzione nazionale del partito, oggi vicino alla Sinistra democratica ma impegnato soprattutto nella ricerca storica. Il periodo preso in esame dal libro va dalle prime amministrazioni democratiche, egemonizzate dal Pci di Voccoli, Di Donna e poi De Falco (fino all'inizio degli anni Novanta, il sindaco veniva eletto dai consiglieri comunali, non direttamente dall'elettorato), all’esito anche amministrativo della «svolta a Destra» che si è registrata nel Paese, e anche all’interno della Democrazia cristiana.

Nell'intervista all'autore a cura di Mazzarino, si comprende bene la motivazione di fondo che lo ha portato a indagare gli anni successivi alla svolta democratica a Taranto. Così afferma Stea: ««Sono anni in cui c’è una grande passione ed un grande impegno civile e politico, anche per lasciarsi alle spalle le distruzioni della guerra e per costruire qualcosa di nuovo. Costruire e non ricostruire, perché la democrazia repubblicana di cui parlo nel sottotitolo non è la “vecchia” democrazia prefascista ma qualcosa di completamente nuovo. Sono anni in cui lo scontro è forte, soprattutto dopo la rottura internazionale e l’inizio della guerra fredda fra Occidente ed Unione Sovietica, ma in cui è ancora più forte la voglia di impegnarsi». «La prima vera svolta a Destra della Dc - continua Stea - è quella impressa nell’immediato dopoguerra da Gaspare Pignatelli, che emargina il gruppo che aveva fondato la Dc a Taranto (Michele Pierri ed altri, che tenteranno di percorrere il vicolo cieco dei Cristiano-sociali - NdR) ed impone Domenico Latanza quale segretario. L’altra “svolta a Destra” è tale perché, pur non essendo certo Raffaele Leone incasellabile nella Destra interna della Dc, ed avendo avuto anche in seguito buoni rapporti con le Sinistre, la sua elezione a sindaco, nel 1956, avvenne in Consiglio comunale con i voti delle Destre, dal Msi (Movimento sociale italiano, era in quel momento essenzialmente il partito dei reduci di Salò e dei neo-fascisti) ai due partiti monarchici, il Pmp ed il Pnm. Cosa che a livello economico-sociale rimise in gioco, dopo un decennio, le forze legate alla rendita più o meno parassitaria».

lunedì 15 settembre 2008

"Preti sposati nella Chiesa cattolica"

Sempre attente alle dinamiche alternative e, spesso, centrifughe del mondo del cattolicesimo, le edizioni La Meridiana di Molfetta hanno pubblicato da poche settimane un volume dal titolo Preti sposati nella Chiesa cattolica (pp. 192, euro 18) a cura dell'associazione italiana "Noi siamo Chiesa", sezione nazionale dell'International Movement “We are Church”, nata nel 1995 a partire dall'Appello dal Popolo di Dio, che tra le altre spinte al rinnovamento all'interno della Chiesa cattolica promuoveva l’urgenza che la Chiesa cattolica riconosca la «libera scelta per il prete fra una forma di vita celibataria e una non celibataria». Il tema, d'altra parte, serpeggia nel dibattito dentro e fuori la Chiesa, e il volume lo affronta con il necessario supporto biblico e teologico, non dimenticando le storie degli uomini – i sacerdoti - e le donne – le loro – che scoprono e vivono l’amore e in questo un progetto di vita comune.

Come si legge nella Presentazione al volume, «Questo libro vuole essere un contributo quanto più serio,aggiornato e organico possibile (ancorché in una forma divulgativa e con dimensioni contenute) alla riflessione cattolica in vista del superamento dell’obbligo del celibato per i presbiteri della Chiesa latina, affrontando la questione dal punto di vista biblico, storico, teologico, pastorale, spirituale, canonico ed ecumenico. Al contempo, esso intende offrire anche spunti per una spiritualità adatta al prete che decide di contrarre matrimonio e per una pastorale della Chiesa locale che lo accompagni in questa scelta e già ora ne valorizzi le competenze per la comunità ecclesiale. [...] L’eliminazione dell’incompatibilità tra sacramento dell’ordine e matrimonio nella Chiesa cattolica non vuole, infatti, solo andare incontro a un diritto soggettivo dei preti, ma si inserisce nel più ampio dibattito, assai vivo – sebbene non sempre affrontato con la necessaria libertà e serenità – a ogni latitudine, circa lo sviluppo dei ministeri ecclesiali e, più in generale, riguardo una riconfigurazione della Chiesa che ne esprima effettivamente il carattere di “popolo di Dio” e sia capace, in questo inizio di terzo millennio, di coniugare fedeltà al messaggio evangelico e risposta alle esigenze del nostro tempo». Il volume consta di 14 saggi, tra i quali Sacerdozio e celibato nelle Scritture, di Rinaldo Fabris, Appunti per una storia del celibato ecclesiastico, di Giovanni Cereti, Presbiteri sposati per una Chiesa rinnovata, di Serena Noceti, Aspetti giuridici delle scelte matrimoniali dei preti latini, di Donata Horak, e Le donne dei preti: storie ed esperienze, di Ausilia Riggi.

venerdì 12 settembre 2008

"In punta di spillo", di Giuseppe Rosato

È in distribuzione a partire da questi giorni un nuovo volume di Giuseppe Rosato, scrittore, poeta e giornalista abruzzese, pubblicato per i tipi della Stilo Editrice di Bari, dal titolo In punta di spillo. Vita sociale e costume (pp. 218, euro 15). Tracciare un rapido excursus sul lungo e articolato curriculum professionale ed editoriale dell'autore è cosa ardua. Basti dire che, nato nel 1932 a Lanciano, ha operato professionalmente per molti anni in RAI, dove ha curato servizi e programmi giornalistici. È stato anche insegnante di Lettere e, in particolare, instancabile scrittore attraversando tutti i generi, dal saggio alla cronaca, dalla narrativa alla poesia. Proprio a questi ultimi due campi risalgono molte delle sue ultime pubblicazioni di questi anni, come L’inganno della luce (2002), La vergogna del mondo (2003), Di questa storia che declina (2005), L’inguardabile vero (2005) per la poesia, e Normali anomalie (2003), La casa del prete (2005) e Le storie di Ofelia (2007) per la narrativa. È stato, inoltre, collaboratore di molte riviste e ha diretto i periodici «Dimensioni» (1958-74) e «Questarte» (1977-86).

Proprio in qualità di collaboratore del maggiore quotidiano pugliese, «La Gazzetta del Mezzogiorno», era stato chiamato nel 2003 dall'allora direttore Lino Patruno per la pubblicazione di brevi inserti sui maggiori fatti di cronaca, politica e costume in prima pagina, nella rubrica intitolata, appunto, Spilli. Proprio di questa collaborazione è testimonianza questa sua ultima pubblicazione, nella quale vengono raccolti tutti questi brevi scritti, pubblicati dal 2003 al 2007. Com'era nelle intenzioni della rubrica, decisamente varie sono le notizie e dalle quali Rosato ha tratto ispirazione per questi Spilli. Dalla politica italiana (sono soprattutto i lunghi anni del Berlusconi bis) a quella internazionale (dalla guerra in Iraq ai tanti altri conflitti dimenticati), dalle frivolezze televisive (sempre descitte con una buona dose di sarcasmo) al costume della società italiana, l'autore, pur nella diversità di accenti, non manca mai di mettere a frutto le doti dissacratorie del conterraneo Ennio Flaiano, ma anche di Leo Longanesi (entrambi citati nel volume). Il sapido e ironico moralismo di Rosato verso l'Italia e il mondo viene meno solo negli "spilli" scritti e pubblicati in occorrenza delle festività, quando l'accorata riflessione sui mali del mondo viene associata a tenui tratteggi del suo sentimento religioso.

giovedì 11 settembre 2008

I Dialoghi di Trani 2008

Come accennavo pochi giorni fa presentando il Festival della Letteratura Mediterranea di Lucera, il mese di settembre riserva un altro importante appuntamento letterario in Puglia, gli ormai attesissimi Dialoghi di Trani, giunti quest'anno alla loro settima edizione. Promossa e organizzata come sempre dalla libreria e associazione culturale "La Maria del Porto" di Trani, in collaborazione con l'assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia e altri enti ancora. Anche quest'anno, scenario di tutte le iniziative comprese nella manifestazione, gli incontri con gli autori, le mostre e le rappresentazioni teatrali, si svolgeranno nel Castello Svevo di Trani. Dal 26 al 28 settembre prossimi, dunque, a Trani si discuterà di «Società e potere», il tema messo a punto quest'anno. A parlarne saranno in primo luogo economisti, scrittori e filosofi. Ma non mancheranno incontri letterari molto attesi, come quelli con Paolo Giordano, Alessandro Baricco, Cristina Comencini, Carlo Lucarelli e John Giorno.

Il programma prevede, nella giornata inaugurale, il primo "dialogo" tra Prem S. Jha, uno tra i maggiori economisti indiani, e Loretta Napoleoni, esperta di terrorismo internazionale assai presente nelle ultime settimane sugli schermi televisivi per presentare il suo volume I numeri del terrore. Perché non dobbiamo avere paura. Due i colloqui nella giornata di sabato: quelli tra gli scrittori Pierangelo Buttafuoco e Mimmo Candito con il poeta Enzo Di Mauro, e quello tra il filosofo Remo Bodei e il giurista Antonio Cassese. Domenica mattina, alle ore 11, l'assessora regionale Silvia Godelli modererà il dialogo sul tema "Scienza e comunità scientifica" tra i due filosofi Giulio Giorello e Giacomo Marramao. Ancora in tema di filosofia, c'è grande attesa per la lectio magistralis del filosofo spagnolo Fernando Savater, in programma nella giornata inaugurale, sul tema "Tolleranza e scelta: libertà di coscienza?". Altra sezione importante è poi quella degli "Incontri di Micromega", organizzati dall'omonima rivista: a confrontarsi con il pubblico saranno Paolo Flores D'Arcais e Domenico Marrone (venerdì 26 sul tema "Religione e democrazia: collaborazione o conflitto?"), il giudice Roberto Scarpinato intervistato da Cinzia Sciuto (sabato 27, sul tema "Criminalità e potere") e Laurent Joffrin (domenica 28, sul tema "Giornalismo e potere"). Tutte le informazioni sul programma e sugli eventi collaterali sono disponibili sul sito internet http://www.idialoghiditrani.com/

mercoledì 10 settembre 2008

"Pietre di Puglia", di Anita Guarnieri

Venerdì 12 settembre 2008, alle ore 11.00, presso la Sala Matutinum della Biblioteca Multimediale del Consiglio Regionale della Puglia "Teca del Mediterraneo", all'interno della rassegna "Percorsi identitari" verrà presentato il volume di Anita Guarnieri, edito dalla casa editrice romana Gangemi nel 2007, dal titolo Pietre di Puglia. Il restauro del patrimonio in Terra di Bari tra Ottocento e Novecento (pp. 224, euro 22). All'incontro saranno presenti, oltre all'autrice, l'assessora all'Assetto del Territorio, Angela Barbanente, e Riccardo Dalla Negra, docente di Restauro presso la Facoltà di Architettura di Ferrara. Coordina Alfonso Marrese, mentre è attesa la presenza in sala anche degli studenti del Convitto Nazionale "Domenico Cirillo" di Bari e dell’Istituto tecnico Commerciale, per Geometri e per il Turismo "G. Salvemini" di Molfetta.

Anita Guarnieri (Bari 1972) è architetto e dottore di ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici (2005) presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Chieti-Pescara. Collabora attualmente all'attività scientifica dei corsi di "Teoria e storia del restauro" e di "Laboratorio di Restauro Architettonico A" presso il Politecnico di Bari-Facoltà di Architettura. Ha pubblicato vari articoli sulle tecniche costruttive e su alcuni monumenti pugliesi. Il volume svela le realtà complesse e dinamiche del restauro del patrimonio architettonico regionale pugliese, fortemente caratterizzato da una pratica diffusa, a partire dell'Unità nazionale, di eliminazione delle sovrapposizioni barocche che avevano profondamente mutato l’aspetto dei monumenti. Studiosi e operatori locali in dialettica con i rappresentanti delle istituzioni centrali danno così vita ad un quadro vivace, operativo e disciplinare, che accompagna il tentativo di restituire un'identità stilistica precisa alle “pietre di Puglia”. Dal volume, emerge anche che la Puglia costituì spesso un luogo d'elezione per la messa a punto di metodi e principi poi diffusi a livello nazionale: ne è testimonianza, fra l'altro, la costante presenza nella regione, anche in senso professionale, di personaggi come Giacomo Boni o Gustavo Giovannoni. L'intricata successione di interventi piccoli e grandi, desunta da una grande mole di documenti e rilievi, è snodata con un approccio che si mostra consapevole della mutevole realtà dei monumenti; e soprattutto, senza imporre principi interpretativi desunti dalla discussione contemporanea a vicende che fanno capo a contesti di differente natura, nella speranza di contribuire ad una storia del restauro che sia innanzitutto indagine scientifica, invece che manipolazione ideologica.

martedì 9 settembre 2008

Festival della Letteratura Mediterranea a Lucera

In estate abbiamo dedicato molto spazio alle numerose rassegne letterarie organizzate in Puglia (da Polignano a Brindisi a Ostuni) con importanti ospiti provenienti da tutta Italia e dall'estero. Il mese di settembre è caratterizzato per altre due manifestazioni di questo genere, probabilmente le due più suggestive in assoluto per il contributo culturale che portano nei propri territori. Dei Dialoghi di Trani 2008, organizzata come al solito nell'ultimo weekend di settembre, parleremo tra pochi giorni. Oggi è la volta del Festival della Letteratura Mediterranea, giunto alla sesta edizione e organizzato ancora una volta dall'associazione "Mediterraneo è cultura" di Lucera, in provincia di Foggia, dove avranno luogo tutti gli incontri di questa importante rassegna. La manifestazione si svolgerà da domani, 10 settembre, fino a domenica 14 settembre, è organizzata in collaborazione con la Regione Puglia e il Comune di Lucera, e gode dall’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Anche quest'anno decisamente ricco il parterre di autori presenti al Festival, che avrà per tema centrale, dopo quelli degli anni scorsi come il viaggio, l’eros, il tempo, il lavoro e gli affetti, quello altrettanto impegnativo del conflitto. La presidente dell'associazione "Mediterraneo è cultura", Lucia Saccone, ha affermato che «Alla base di tutto c’è la nostra idea che la letteratura rappresenti ancora il veicolo principale della conoscenza e dei rapporti fra le persone. Abbiamo scelto questo tema per entrare ancora di più nella diversità culturale, nelle cause degli scontri, scomponendo le varie logiche e cercando di capire se e in quali modi si può costruire la pace. L’idea, ha continuato la Presidente, è sempre quella di uno spazio di piazza, libero e aperto a tutti i cittadini, dove ascoltare direttamente i propri autori preferiti e vederli alla prova su temi di ampio respiro, che non si riducono, anche nei tempi, alla presentazione di un libro». Il programma, dunque: giovedì 11, in piazza Crispi, incontro pubblico con il poeta cipriota Mehmet Yashin; venerdì 12, alle ore 11 presso la scuola "E. Tommasone" in piazza Matteotti, incontro della scrittrice eritrea Erminia Dell'Oro con i bambini delle classi elementari; in serata, in piazza Duomo, incontro con lo scrittore Gianrico Carofiglio. Sabato 13 alle 11 presso la villa comunale incontro con la scrittrice spagnola Carme Riera e in serata, in piazzetta del Vecchio, con lo scrittore algerino, ma da anni residente in Italia, Amara Lakhous, autore di alcuni romanzi per la casa editrice e/o. Infine, domenica mattina incontro con la scrittrice palestinese Adania Shibli e in serata in via D'Angiò chiusura con lo scrittore sardo Flavio Soriga. Per ogni altra informazione si può consultare il sito http://www.mediterraneoecultura.it/

lunedì 8 settembre 2008

"Rima rerum", di Antonio Vigilante

Ringraziando l'autore per la segnalazione, provvedo subito a riportare la notizia della nuova pubblicazione di Antonio Vigilante, la raccolta di poesie dal titolo Rima rerum. Prima ancora che il contenuto, il volume assume uno speciale interesse per le modalità di diffusione, così generalmente estranee al mondo delle piccole case editrici. Pur essendo pubblicato in versione cartacea dalle Edizioni del Rosone a prezzo comunque ridotto (pp. 80, euro 5), il volume di poesie di Vigilante è distribuito con licenza copyleft: è cioè scaricabile gratuitamente qui oppure direttamente dal blog dell'autore. Questa modalità, va sottolineato, è specifica di una intera collana delle Edizioni Del Rosone, Gli Apolidi, i cui titoli oltre al consueto formato cartaceo sono disponibili sempre anche in formato digitale e, a scelta dell'autore, o gratuitamente o con l'opzione di un download a un costo ulteriormente ridotto.

Antonio Vigilante è nato a Foggia il 23 dicembre 1971. Vive a Manfredonia, dove insegna scienze sociali in un liceo. Ha pubblicato: La realtà liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini (Edizioni del Rosone, Foggia 1999), Quartine (ibidem, 2001), Il pensiero nonviolento (ibidem, 2004), La barchetta di Virginia. Manifesto per una scuola improbabile (Rainone Editore, Bergamo 2006). Ha curato e/o tradotto: La carità carnale. Istoria di Suor Giulia di Marco (Rainone Editore, Bergamo 2006), G. Rensi, La religione. Spirito religioso, misticismo e ateismo (Sentieri Meridiani, Foggia 2006) e M. K. Gandhi, La prova del fuoco. Nonviolenza e vita animale (Edizioni del Rosone, Foggia 2007). In Rima rerum le poesie sono suddivise in otto sezioni, numerate in ebraico, introdotte e concluse da brevi prose poetiche. E anche la prosa introduttiva è strettamente legata all'ebraismo: questo l'incipit suggestivo: «םיעגי םירבדה־לכ dice Qohelet (1, 8). Tutte le cose sono - cosa? Cosa sono tutte le cose? "In travaglio", dice la Bibbia di Gerusalemme. "Ogni cosa si affatica", traduce la Diodati; per la Nuova Diodati "richiedono fatica", le cose. E la Vulgata: cunctæ res difficiles. Il Lexikon del Gesenius dice: omnia verba fatigantur, fessa fiunt. רבד è in ebraico tanto la parola quanto la cosa. Fesse, spaccate. Tutte le cose, tutte le parole sono spaccate. Tutte le cose, tutte le parole sono aperte. La parola latina rima – anch’essa fessa, spaccata – può indicare questa essenziale apertura, questa spaccatura delle cose che si manifesta all’uomo che parla nell’assemblea. Cosa vuol dire che le cose e le parole sono aperte? Vuol dire che non sono cose. È la fine del mondo, la sconfitta delle parole. La cosa sta al di là del mondo e al di là delle parole. Mondo e parola cadono, cedono alla provocazione che l’apertura delle cose rappresenta».

venerdì 5 settembre 2008

Intervista a Luigi Chiriatti (Kurumuny) su «Il Corriere del Mezzogiorno»

Della casa editrice Kurumuny ci eravamo già occupati in due occasioni, prima per la presenza della casa editrice nella rassegna Percorsi Identitari della Teca del Mediterraneopoi per presentare il volume di Mirko Grasso su Gaetano Salvemini pubblicato sempre per Kurumuny. Ma sull'attività di questa prestigiosa, e tra le più importanti in assoluto del panorama editoriale pugliese, casa editrice fondata nel 1996, che fa della riscoperta del mondo popolare salentino, con particolare attenzione all'etnomusicologia, il suo preciso indirizzo editoriale, si è soffermato lo scorso 24 agosto sulle pagine culturali del «Corriere del Mezzogiorno» Felice Blasi, con un'intervista all'editore e fondatore di Kurumuny, Luigi Chiriatti, oltre che educatore, tamburellista e autore e curatore di numerosi volumi, tra i quali ricordo solo Morso d'amore. Viaggio nel tarantismo salentino ripubblicato nel 2006.

Nell'intervista grande spazio hanno i ricordi della giovinezza, in un Salento ancora non toccato dall'emigrazione, almeno fino agli anni Cinquanta, fino alle grandi occupazioni dell'Arneo che «furono un fatto di portata nazionale, quaranta giorni e quaranta notti di occupazione permanente. Arrivarono gli aerei di Scelba per snidare migliaia di persone da quel grande polmone verde che si estendeva da Porto Cesareo a Taranto. Dopo il fallimento di quel tentativo la gente era emigrata in massa. I dati del periodo riportano tassi del 40 per cento di emigrazione. Fu l'evento chiave di una memoria spezzata. L'esigenza di ricostruire quella memoria orale mosse la nostra ricerca». «Negli anni '60 a Calimera ci ritrovavamo nel circolo culturale intitolato a Giannino Aprile, una figura di intellettuale e sindaco che aveva studiato molte testimonianze sulla lingua grica. Con lui, Angela Campi Colella, una scrittrice in grico e buona poetessa. Eravamo ragazzi e allora nacque la nostra passione per la cultura popolare. Con Roberto e Francesca Licci demmo vita a piccoli spettacoli musicali, confluendo nel 1973 nel Canzoniere Grecanico Salentino. Lì fummo guidati dagli insegnamenti di Rina Durante, che era collegata al movimento folk nazionale di Ivan Della Mea, Giovanna Marini, Rosa Balestrieri, Pietro pietrangeli, e cercava di imporre all'attenzione questa subcultura o, come si deiceva allora, cultura altra. La grande lezione di Rina Durante è stata di sprovincializzare il nostro localismo. La microstoria salentina può essere interessante, ma se non è collocata nel quadro della storia pugliese e italiana, diventa folclore». «Negli anni '70 registrai gli Ucci, cioè Antonio Bandello e Uccio Aloisi, di Cutrofiano, oppure gli Zimba di Aradeo, che allora erano considerati mezzi pazzi, quasi come gli scemi del villaggio». Sulle prospettive odierne della musica popolare salentina, invece, Chiriatti si esprime in questi termini: «Oggi abbiamo di fronte un'altra esigenza ed un progetto diverso. Non è più importante trovare una nuova pizzica, un altro canto, utile forse solo per pura curiosità stilistica. Bisogna invece creare sinergie, collegamenti e contaminazioni tra il corpus di canti e di cultura, sociale e politica, di questo territorio, con le sonorità, le culture e le storie di altre regioni e nazioni».

giovedì 4 settembre 2008

"Oltre il bullismo", di V. Cimino e G. Capozza

È da poche settimane in libreria un corposo volume dedicato all'assai scottante tema del bullismo, pensato, scritto e pubblicato in Terra di Bari. Si tratta del saggio Oltre il bullismo. Dal disagio alla cultura della nonviolenza (pp. 416, euro 22) pubblicato dalla casa editrice Milella di Bari (cliccando qui è possibile acquistare il volume), già editrice di alcuni testi di Pietro Battipede, del quale ho già parlato qualche tempo fa. Questa nuova pubblicazione sul bullismo, dedicata, com'è comprensibile, a insegnanti, genitori ed educatori, è scritta da Valeria Cimino e Giuseppe Capozza. La prima, nata a Khartoum, in Sudan, ma residente a Bari da molti anni, dove lavora come insegnate in una scuola di un quartere all'estrema periferia della città, è anche componente del Nucleo Operativo provinciale dell'Osservatorio Regionale della Puglia, costituito presso l'U.S.P. di Bari che ha anche il compito di prevenire il fenomeno del bullismo. Giuseppe Capozza è invece dirigente scolastica di una scuola media del quartiere San Paolo di Bari, è socio fondatore dell'associazione "L'aquilone" che promuove la lettura di qualità, è componente dell'osservatorio Leges, istituito per prevenire e fronteggiare situazioni di violenza e di bullismo e per valorizzare la crescita e lo sviluppo dei giovani, ed è infine autore di un altro volume, Interpretare fiabe, pubblicato sempre quest'anno per le Edizioni La Vallisa di Bari.


Il saggio di Cimino e Capozza fa leva, nelle sue argomentazioni, soprattutto sul campo dell'«esperienza viva», per dirla con un'espressione di uno dei maggiori pedagogisti pugliesi del Novecento, Giovanni Modugno, e tenendosi lontano dal lessico dell'èlite accademica pur senza per questo far venir meno il rigore della loro ricerca. Tante le sfumature del fenomeno del bullismo analizzate nel volume, da esempi del fenomeno al cosiddetto "cyber-bullismo", dai criteri diagnostici dei disturbi della personalità del bullo ai codici dei messaggi e dei rituali della non-violenza. Sono dieci le parole chiave, secondo gli autori, per combattere il bullismo: sono le "dieci R": raccontare, ribellarsi, rispondere, ritirarsi, resistere, riflettere, rafforzare, rispettare, reagire e, infine, "rileggere" periodicamente le nove indicazioni precedenti. Come scrive nelle sue riflessioni conclusive al volume Silvana Calaprice, responsabile dell'Osservatorio Regionale Leges Puglia, il volume «offre significative proposte di interventi formativi e importanti suggerimenti per la reimpostazione teorica e pratica delle procedure educative». Infine, per vivacizzare il tono della trattazione, fa la sua comparsa tra le pagine il personaggio di Nick Bullo, ideato un paio d'anni fa sempre a Bari in un progetto formativo tra alunni, docenti e genitori di una scuola primaria del quartiere San Paolo. A Nick Bullo è interamente dedicato un allegato ("Booklet antibullismo") ad uso di bambini e ragazzi.

mercoledì 3 settembre 2008

Due libri di Paolo Vincenti

Paolo Vincenti, nato a Ruffano (Le), laureato in Lettere all'Università di Lecce, imprenditore e giornalista (si occupa prevalentemente di storia locale, tradizioni popolari e letteratura, ed è collaboratore del periodico salentino «Il tacco d'Italia»), ma soprattutto eclettico scrittore di saggi, poesie e di varie prose letterarie (qui è possibile leggere, ad esempio, alcune sue poesie), ha pubblicato due distinti volumi. Il primo, di cui riproduciamo a fianco la copertina, è il saggio A volo d'Arsapo. Note bio-bibliografiche su Maurizio Nocera, pubblicato nei mesi scorsi per la casa editrice Il Raggio Verde, dove l'autore raccoglie alcuni suoi saggi su una delle maggiori personalità della cultura nel Salento del secondo Novecento, Maurizio Nocera appunto (1947), scrittore, poeta, bibliofilo e grande animatore di diverse iniziative culturali nel Salento. Il libro in particolare si compone di un lungo saggio sulla vita di Nocera, di una serie di più brevi articoli sulle sue opere, e infine di una provvisoria bibliografia sullo stesso Nocera dal 1979 ad oggi.

Fresco di stampa è invece il secondo volume pubblicato da Paolo Vincenti nel 2008, dal titolo Prove di scrittura (Agave), più simile, per certi versi, all'altro suo volume L'orologio a cucù (good times) pubblicato nel 2007. In questo nuovo volume l'autore si cimenta in un libello ricco di spunti presi in prestito dai grandi autori della letteratura internazionale. Poesie e traduzioni, motti e lacerti di romanzo, tutto è buono per fornire al lettore una via giusta per la gustare il meglio della cultura letteraria mondiale. Non mancano le riflessioni intime e autobiografiche, che prendono spunto da opere intramontabili dell’antologia greca e romana, per poi far conoscere al grande pubblico scrittori finora rimasti un po' nell’ombra. Tra questi John William Polidori, autore di origini italiane nato nel 1795 e morto suicida nel 1821, e Percy Bysshe Shelley, giovane scrittore inglese nato nel 1792 e morto nel 1822.

martedì 2 settembre 2008

"Quattro ore nell'aldilà" di Mario Laterza

Il giornalista della «Gazzetta del Mezzogiorno» Mario Laterza ha da poco pubblicato il suo primo libro, il racconto autobiografico Quattro ore nell'Aldilà. In compagnia di Gabriella Alvisi tra realtà, sogno e viaggi astrali (pp. 112, euro 12), pubblicato per la casa editrice Progedit. Il volume è stato anche presentato lo scorso 24 agosto a Selva di Fasano. Mario Laterza, nato nel 1949, ha seguito sempre per la «Gazzetta del Mezzogiorno» con grande passione la cronaca nera e giudiziaria per diversi anni, in particolare quelli bui del terrorismo internazionale. In seguito, è diventato responsabile delle Iniziative speciali. Parallelamente al suo lavoro quotidiano, ha sempre seguito, con grande interesse, il mondo del paranormale. E proprio il paranormale è al centro di questo suo questo esordio letterario, dove racconta i tragici momenti dell'intervento subìto per debellare un tumore al cervello.

Il racconto di quelle quattro ore è stato possibile grazie all'aiuto di Gabriella Alvisi, un'esperta di metafonia (la registrazione di voci dall'aldilà) e di altri fenomeni paranormali, e nel racconto di quelle ore l'autore «esplora il mondo parallelo e lo descrive in vari capitoli, ciascuno dei quali ha una sua peculiarità. Si parla di case, palazzi, animali, aerei e navi, ma anche di ritrovi e di gente affascinante. La differenza con la realtà terrena è sicuramente costituita dalle tonalità di luce e di colore che, nell’altra dimensione, sono molto più splendenti e accentuate. Ma c’è anche tanto grigio. Tanti i personaggi che si avvicinano al protagonista per essere ricordati. E parlano delle loro esperienze a volte positive, altre volte negative: dai piccoli e teneri fantasmi che non riescono a superare la barriera, ai terribili demoni e vampiri che cercano di ostacolare il cammino delle Entità positive verso la Luce» (così la quarta di copertina). Un incontro, quello con Gabriella Alvisi, partito come un banale contatto di lavoro (Alvisi partecipò al talk show "Bontà loro" condotto da Maurizio Costanzo) e culminato successivamente nell'esperienza del delicato intervento chirurgico raccontata nel libro. Dove non mancano, del resto, le testimonianze di altri esperti (come il fisico Mancigotti), mentre a sostegno della possibilità dell'ascolto di voci dall'aldilà Laterza cita alcuni uomini di scienza come il fisico svizzero Alex Schneider e il medico religioso Padre Agostino Gemelli.

lunedì 1 settembre 2008

"Armir chiama...", di Michele Cirasola

La società di produzione cinematografica Mediterranea Film di Bari, attiva anche nel campo editoriali, ha pubblicato alla fine del 2007 il secondo volume di una nuova collana, "I nonni raccontano". Il progetto vuole stimolare al racconto con scritti, videotestimonianze brevi o romanzati di vita vissuta dai nonni e dalle nonne. Gli amori, i sogni realizzati e quelli rimasti nel cassetto, le conquiste e le delusioni, il rapporto con i grandi fatti della storia non devono essere dimenticati, ma trasmessi alle nuove generazioni. Dopo il primo volume, risalente al 1995, scritto da Giuseppe Diroma dal titolo Ricordi di un maresciallo, è stato lo scorso anno pubblicato un libro di memorie di Michele Cirasola, dal titolo Armir chiama: "Cirasola Michele?"... "Comandi!". Michele Cirasola, nato nel 1921, è deceduto tragicamente proprio nel 2007, ed era padre di Nico Cirasola, noto regista e produttore barese, che ha da poco ultimato il suo ultimo film Bye bye McDonald's. La scorsa settimana presso l'Arena dei Riciclotteri a Bari la Mediterranea film ha presentato il progetto per la istituzione di un premio letterario dedicato a Michele Cirasola, consistente in 3mila euro per le opere editate e l'impegno alla edizione per le opere inedite su carta o video e con la sponsorizzazione degli Agenti delle Assicurazioni Generali. I racconti potrebbero trasformarsi in una serie di film per la tv.

Al centro del racconto di Michele Cirasola c'è la durissima esperienza della guerra, combattuta con l’ARMIR (Armata Italiana Russia) sul fronte russo. ma anche il racconto della sua vita vissuta a Gravina in Puglia, il rapporto con il dialetto, gli studi, la vita di salariato in campagna. «Una lezione di vita», come è stato scritto, «a testimoniare una vitalistica propensione a non perdersi mai d’animo, a muoversi con determinazione anche nelle situazioni più paradossali. Capace di far leva sulla sua “fame di capire”, di arrabattarsi con tutte le forze negli studi, conquistare un diploma di geometra, per aiutarsi a uscire da una condizione subalterna nelle campagne di Gravina di Puglia. Affermandosi nei fatti, nella realtà locale, come “Don Michele”, reggitore di una proliferante nutritissima famiglia, con figli, nipoti e pronipoti». Info: michele.cirasola(at)yahoo.it