venerdì 30 gennaio 2009

"Stralune" di Antonio Errico

È stato presentato ieri a San Cesario di Lecce, a cura della locale associazione "L'alambicco di San Cesario" alla presenza di Giovanni Invitto (Preside della facoltà di Scienze della Formazione dell'Università del Salento) e di Teo Pepe (Caporedattore Cultura del «Nuovo Quotidiano di Puglia») il nuovo libro di Antonio Errico, Stralune (pp. 152, euro 14) pubblicato alla fine di dicembre da Manni Editori e che giunge poco più di un anno dopo il suo lavoro precedente, Viaggio a Finibusterrae, di cui avevamo parlato qui e quelli ancora precedenti Tra il meraviglioso e il quotidiano (1985), Favolerie (1996), Il racconto infinito (saggio su Luigi Malerba, 1998), Fabbricanti di sapere. Metodi e miti dell’arte di insegnare (1999), Angeli regolari (2002), L’ultima caccia di Federico Re (2004), Salento con scritture (2005).

Come si legge in quarta di copertina, il romanzo parla di «un disertore che ritorna nella notte», di «Un romanzo con il linguaggio di un poema. Un poema che ha le storie e i personaggi di un romanzo». Ma del volume hanno scritto pubblicato diverse recensioni anche alcuni quotidiani pugliesi. Segnalo quella accorata, con colonna sonora dei Pink Floyd, di Vito Antonio Conte (il cui ultimo romanzo, Frammenti di un interno, segnalerò la prossima settimana) sul «Nuovo Quotidiano di Puglia», che scrive: «Mai così intrisa di amarezza la scrittura di Errico. Mai così melodiosamente dolce. Mai così profonda. Mai così sospesa. Mai così sua». E ancora, le parole di Elisabetta Liguori su «Paese nuovo», che così descrive la trama del romanzo: «Un ipotetico disertore sfuggito ad un'ipotetica guerra torna nella sua ipotetica casa e al suo ipotetico passato, finendo per cedere al ricatto del raccontarsi, qui inteso come esito drammatico ma necessario di un qualunque percorso. [...] Il tempo passato qui diventa soggetto attivo, attraverso il ricordo ad un'ombra/personaggio. L'ombra insegue la narrazione, la stimola e la rende più profonda, consapevole e acuta».

mercoledì 28 gennaio 2009

"Emozioni per l'uso", un nuovo volume La Meridiana

Da sempre attenta ai temi dell'educazione e della didattica, la casa editrice La Meridiana da pochi giorni pubblicato un nuovo studio sul tema delle 'emozioni' elaborato dagli studiosi internazionali Mark T. Greenberg e Carol A. Kusché, e tradotto da Antonella Delfini. Il volume è intitolato Emozioni per l'uso. Una proposta per educare i bambini (pp. 104, euro 13,50), ma, come si legge in quarta di copertina, «non è un libro come gli altri. Nessuna teoria, ma concretamente una proposta, meglio un programma per educare all'apprendimento sociale ed emotivo». Greenberg è fondatore e direttore del "Centro di ricerche sulla prevenzione per la promozione dello sviluppo umano" e professore di psicologia dello sviluppo alla Pennsylvania State University. Kusché è professore associato presso l'University of Washington e docente presso la Seattle Psychoanalytic Society e il Northwest Center for Psychoanalysis.

Il volume propone una descrizione analitica di un programma creato per utilizzare al meglio l’alfabeto delle emozioni, un programma messo a punto per primo da Daniel Goleman nel suo Intelligenza emotiva, il saggio di psicologia più venduto al mondo. Il programma concreto indicato dai due studiosi americani è denominato Promoting Alternative Thinking Strategies, “Strategie per promuovere un pensiero alternativo” (PATHS, che vuol dire “percorsi”), è adottato in molteplici scuole dell’infanzia e primarie negli Stati Uniti e in diversi altri Paesi del mondo e mira a far sviluppare nei bambini in età scolare le competenze emotive e sociali e a ridurre i problemi di aggressività e di comportamento, potenziando al tempo stesso i processi educativi in aula. Inoltre, come scrive Davide Antognazza nella prefazione al volume, «Il presente testo propone quindi un’attenta e precisa esposizione di come il programma PATHS, volto a migliorare la comprensione e il riconoscimento delle emozioni, ad incrementare le abilità di pensiero e a diminuire i problemi comportamentali stabilendo e mantenendo relazioni positive con gli altri, viene attualmente implementato, evidenziando anche le condizioni che si devono creare affinché i contenuti proposti dal programma abbiano più possibilità di essere appresi ed applicati. Da sottolineare, ancora, l’aspetto metodologico a cui gli autori statunitensi danno particolare risalto: al fianco di una flessibilità nella scelta delle attività e nella loro applicazione in classe, che deve tenere conto delle precedenti esperienze degli allievi e del loro livello di sviluppo, si evidenzia una rigorosa attenzione alla frequenza degli interventi e soprattutto alla loro durata nel tempo (due/tre volte la settimana per almeno due anni)».

martedì 27 gennaio 2009

La rivista «incroci» festeggia dieci anni

A Roma, presso il Tempio di Adriano in Piazza di Pietra, si è svolta la terza edizione di “Ritratti di poesia”, manifestazione promossa dalla Fondazione Roma per la cura di Vincenzo Mascolo. Tra le quattro riviste letterarie invitate, l’unica proveniente dal Sud Italia era «incroci», semestrale fondato da Raffaele Nigro e Lino Angiuli, pubblicato dall’editore barese Adda e che vanta tra i propri redattori, tra gli altri, Daniele Maria Pegorari e Domenico Ribatti. Si tratta per «incroci» di un importante riconoscimento, che cade proprio in occasione del decimo anno della sua attività. È datato, infatti, dicembre 2000 il primo numero della rivista, nata con l’intento di esprimere quell’incrocio di proposte, parole, indicazioni, sogni, pensieri e bisogni di una terra, la Puglia, che da sempre si pone come un crocevia linguistico e culturale, nonché come luogo di incontro tra locale e transnazionale. Il tutto confidando nelle capacità rabdomantiche della scrittura, così come si manifesta sotto i cieli più diversi.

Nel frattempo, è da poco uscito il numero 18 di «incroci», il cui sommario presenta, tra l’altro, un racconto autobiografico del medico indiano, residente in Italia, Sunil Deepak e uno speciale sul Sessantotto, visto da un punto di vista non esclusivamente letterario grazie ai contributi di Notaristefano, Angiuli, Lattarulo e Zignani. Inoltre, a testimonianza dell’interesse multidisciplinare della rivista, un prezioso saggio dell’italianista americano Mark Epstein sul film di Pier Paolo Pasolini, “Uccellacci e uccellini”.

lunedì 26 gennaio 2009

Libri e iniziative culturali in Puglia per la "Giornata della Memoria"

Per la "Giornata della Memoria" della Shoah, che ricorre domani 27 gennaio, raccogliamo alcuni consigli di pubblicazioni sul tema e le indicazioni dei più importanti incontri culturali che in Puglia sono raccolti nella rassegna Mese della memoria. Incontri sulla Shoah, organizzata da Regione Puglia, Comune di Bari e Presìdi del libro, che avranno luogo tra il 27 gennaio e il 28 febbraio 2009 (qui il programma completo in pdf). I più libri più interessanti sul tema sono stati pubblicati negli ultimi mesi dalla casa editrice barese Progedit. Il primo, in copertina qui a fianco, Leggi razziali in Puglia (pp. 224, euro 10), è un importante volume curato da Vito Antonio Leuzzi, Mariolina Pansini e Giulio Esposito, e «ricostruisce i provvedimenti razziali, la propaganda e la persecuzione contro gli ebrei in una regione apparentemente periferica, dove invece lo spirito di accoglienza aveva schiuso gli orizzonti e maturato fermenti culturali. Ad alimentarli ulteriormente provvedeva la presenza e l'attività editoriale di casa Laterza e di altri poli di irradiazione. La narrazione, che attinge a testimonianze e documenti in parte inediti, ripercorre le vicende tragiche di famiglie e persone, ma si accentra in particolare su settori e istituzioni di rilevante interesse pubblico: la scuola e l'università, che videro l'espulsione dei docenti ebrei, il mondo dell’informazione, con particolare attenzione alla funzione assunta dalla «Gazzetta del Mezzogiorno», quotidiano nazionale, diffuso soprattutto in Puglia e nelle regioni limitrofe».

Altri due volumi Progedit sul tema sono Benvenuto Max. Ebrei e antifascisti in Puglia (pp. 160, euro 12) a cura di Giuseppina Boccasile e Vito Antonio Leuzzi, e La Puglia dell'accoglienza. Profughi, rifugiati e rimpatriati in Puglia (pp. 368, euro 20) pubblicato nel 2006 a cura di Leuzzi e Giulio Esposito. Tra le iniziative della rassegna del Mese della Memoria, invece, si segnalano i reading di domani, 27 gennaio, a San Donato di Lecce, Santeramo in Colle, San Giovanni Rotondo e Lecce, e il dialogo con i reduci della seconda guerra mondiale sul libro Tra il Don e il Serchio di C. Martinelli a Tricase. Il 28 gennaio il volume Leggi razziali in Puglia, sopra indicato, verrà presentato a San Giovanni Rotondo (e il giorno dopo a Cerignola), mentre sempre il 28 al Teatro Kursaal Santalucia di Bari alle 17 è previsto un incontro con Moni Ovadia. Altri libri presentati all'interno della rassegna saranno quelli di Lia Levi (Una valle piena di stelle) il 2 febbraio a Bari e il 4 a Gravina di Puglia, di Titti Marrone (Meglio non sapere) a Bari, Santeramo in Colle e Monopoli, di Antonella Tarpino (I luoghi comuni della memoria) a Lecce e di Francesco Terzulli (Il fascismo "imperiale" in Puglia. Leggi razziali e campi di internamento) a Leverano, Rutigliano e Giovinazzo.

venerdì 23 gennaio 2009

"Rosso Novecento" di Pietro Mita

Pietro Mita è attualmente consigliere regionale pugliese, eletto nel partito della Rifondazione Comunista. Prima di questo incarico, svolto anche come Presidente della Commissione Ambiente e Territorio, è stato insegnante di lettere nelle scuole medie superiori per molti anni prima di diventare sindaco di Ceglie Messapica, il suo paese d'origine, e quindi deputato. Oggi, alle ore 17,30, presso l’atrio della Casa Comunale (in via E. De Nicola) proprio a Ceglie Messapica, l’Associazione culturale “Cinquedicembre” organizza la presentazione del libro di Pietro Mita Rosso Novecento. La Puglia dai cafoni ai no-global (pp. 208, euro 18). Interverranno, assieme all’autore, Pietro Federico (Sindaco di Ceglie Messapica), Vito Antonio Leuzzi (Direttore dell’Istituto Pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea), Maria Antonietta Epifani (saggista e musicologa).

La prefazione al libro è di Girolamo De Michele, che lo definisce un «Libro locale che guarda al globale», mentre la postfazione è di Tommaso De Lorenzis, che scrive: «Non si tratta soltanto del Novecento, bensì di un Novecento che intanto comincia a fare da sé, col lento costituirsi d’una classe per sé, e su cui non tira più tramontana, quel vento del Nord che vale da metafora di un’epifania del moderno». Il volume raccoglie infatti il racconto di alcune tra le più importanti esperienze di lotta politica sui fronti soprattutto del lavoro e dell'ambiente dell'autore dal 1968 in poi. Parte importante del volume è ad esempio dedicata all'esperienza anti-nucleare di Avetrana, in provincia di Taranto, negli anni Ottanta (ad Avetrana Mita presenterà il suo volume il prossimo 5 febbraio), ma non mancano altri episodi riguardanti altre zone della Puglia, ma con un'attenzione particolare al Salento e all'area jonica.

giovedì 22 gennaio 2009

"Pane, amore e... filosofia" di Bruno Storella

Dopo aver pubblicato lo scorso anno Filosofi per caso (eravamo 4 amici al bar...), una serie di dialoghi e conversazioni fra amici di tematica filosofica, con il quale aveva vinto un premio di merito al concorso letterario internazionale Arché, il brindisino (ma nato a Gallipoli) Bruno Storella ha pubblicato da poco, per Il Filo Editore, un romanzo sempre con un sottofondo "filosofico", come è ben chiaro dal titolo stesso, Pane, Amore e... Filosofia (pp. 146, euro 16). L'autore si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Lecce, con la tesi Gaetano Salvemini e la questione meridionale, e in scienze turistiche. Collabora con varie riviste specializzate. Ha visitato vari Paesi, fra i quali gli Stati Uniti, dove ha soggiornato per un lunghi periodi, frequentando anche dei corsi di formazione e specializzazione in “Consulenza Filosofica” presso la Columbia University di New York. Nella sua città, ha aperto uno studio di consulenza filosofica, altemativa alla psicoanalisi.

Quella di Pane, Amore e... Filosofia è la storia di due docenti di filosofia, Claudio e Jean-Pierre, che si recano a Roma per tenere alcune conferenze durante i cinque giorni del Festival della Filosofia in svolgimento all’Auditorium. Tra lezioni filosofiche che toccano i più svariati temi di attualità, lunghe cene, feste, passeggiate, incontri galanti e innamoramenti, a emergere sarà la sagacia dei due amici, le loro battute intelligenti, gli aneddoti sui filosofi, la loro grazia di fini dicitori. Al termine del Festival, Claudio, che a Roma ha conosciuto Rossella, una giornalista della quale si innamora a prima vista, parteciperà alla regata velica Brindisi-Corfù. Con un finale inatteso, questo libro non soltanto si distingue per la sua piacevole ed accattivante forma divulgativa della filosofia, descritta con semplicità e chiarezza, ma soprattutto per il modo con il quale induce a far emergere come il pensiero e la riflessione siano strumenti indispensabili per assaporare e godere appieno della vita. Perché la vera filosofia non è quella che si esercita nel silenzio di una biblioteca o nella solitudine in una stanza chiusa, ma è quella che, mediante un’adeguata forma di comunicazione, può indurre ogni persona a confrontarsi, a dialogare, a discutere e a condividere.

mercoledì 21 gennaio 2009

Legambiente contro una lottizzazione a Peschici

Nessun libro oggi, ma un comunicato di Legambiente Puglia che ha trovato pochissimo spazio sui media locali e che invece merita un risalto assai maggiore. LaPugliaChePubblica oggi cede il passo alla PugliaCheVive.

Decisa all’unanimità la lottizzazione della piana di Kàlena da parte dell’Amministrazione comunale di Peschici, sito sempre risultato inidoneo per gli alti costi di urbanizzazione e per i rischi di alluvioni. La soluzione dell’esproprio, rigettata per decenni, in pochi giorni appare la soluzione primaria per l’edificabilità del territorio. Ancora una volta nessuno si preoccupa della salvaguardia dei beni culturali come l’abbazia di Santa Maria di Kàlena, datata 872 d.C. Legambiente chiede alla Soprintendenza di assumersi le sue responsabilità. Opponendosi al ritardo delle istituzioni nelle iniziative di salvaguardia dei beni culturali, Legambiente ha lamentato più volte l’assenza della Soprintendenza nelle vicende dell’abbazia di Kàlena a Peschici, colpevole di aver lasciato mano libera ai comuni ed ai privati. Nell’ultima seduta del consiglio comunale di Peschici si è decisa una lottizzazione di edilizia popolare nella piana di Kàlena (in adiacenza della omonima abbazia). La piana di Kàlena è una zona d’interesse storico paesaggistico caratterizzata dalla presenza dell’abbazia di straordinario valore storico ed artistico, annoverata fra le più antiche d’Italia, ma è anche una zona soggetta ad allagamenti e con alti costi per l’urbanizzazione dei servizi. “La lottizzazione è una scelta scellerata, che viola il paesaggio, ma anche le regole minime del buon senso, visto che in quel posto si potrebbe costruire solo su palafitte.” - dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. - “Appena qualche giorno fa, abbiamo sollecitato le istituzioni affinché il restauro dell’abbazia di Kàlena fosse considerata priorità assoluta nel piano strategico provinciale. Se questa è la risposta del consiglio comunale posso affermare che siamo completamente fuori strada”. La lottizzazione, secondo la maggioranza, dovrebbe essere realizzata allo scopo di dare un segnale forte contro l'abusivismo e mirare all'economicità del prezzo delle case, oltre al tentativo di creare lavoro ed affrontare la disoccupazione.Legambiente invita la maggioranza a cambiare idea sull'individuazione del sito lasciando Kàlena incontaminata, attraverso la scelta di un'altro terreno. “La lottizzazione prevede l’esproprio dei terreni dalla famiglia che è proprietaria anche dell’abbazia. Esproprio che da sempre è stato chiesto come la soluzione dell’annosa situazione per la tutela monumentale e paesaggistica di Kàlena.” – aggiunge Franco Salcuni, della segreteria regionale di Legambiente – “Per decenni nessuno ha voluto parlarne, e oggi si decide in modo estemporaneo per la distruzione di quell’angolo di paradiso garganico. Avevamo ragione quando affermavamo che sul Gargano si fanno miracoli per il cemento, ma assolutamente nulla per la tutela”.

martedì 20 gennaio 2009

La Puglia alla 41a Fiera Internazionale del Libro a Il Cairo


Valorizzare la cultura euromediterranea e presentare la propria immagine attraverso le più significative pubblicazioni di editori e stampatori locali: con questo obiettivo l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia ha risposto all’invito di partecipazione al 41esimo Cairo International Book Fair, una delle più importanti fiere internazionali del libro nell’area mediterranea. Oltre che una grande mostra del libro, la fiera è anche un importante evento culturale, che comprende interessanti appuntamenti di varia natura (seminari, dibattiti, letture di poesie), che faranno della città egiziana il luogo d’incontro ideale tra intellettuali, scrittori, artisti e appassionati di letteratura. L’invito, venuto dal Centro per la Promozione del Libro, è stato rivolto ad Enti istituzionali e culturali italiani, Assessorati alla Cultura, al Turismo, al Mediterraneo, alle Attività produttive, editori, stampatori per incoraggiarli a presentare un’immagine della cultura italiana attraverso i libri nei più importanti eventi e fiere internazionali del mondo.

La Fiera Internazionale del Libro del Cairo è infatti solo il primo importante appuntamento dell’anno, la prima tappa prevista nell’ambito del Progetto “Immagine Italia, il Libro Ambasciatore della Cultura e del Made in Italy nel mondo”, che il Centro per la Promozione del Libro ha messo a punto. Con un bacino di utenza di oltre 2 milioni di visitatori e la presenza di 30 paesi esteri, la Fiera del Cairo ha una durata di 13 giorni, a partire da domani al 2 febbraio 2009. Al suo interno un’area espositiva dedicata al “Made in Italy”, suddivisa in stand personalizzati per ciascun soggetto partecipante, ospiterà soprattutto libri d’arte e di pregio, libri illustrati e fotografici, edizioni in facsimile, cataloghi di mostre e tutte quelle pubblicazioni che illustrino la tradizione di studi sulla cultura dell’Italia e dell’area euro-mediterranea. La Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo, presenterà una selezione di editori regionali con pubblicazioni d’Arte e su tematiche Euro-Mediterranee. Per conoscere nel dettaglio il fitto programma degli eventi in calendario alla Fiera del libro del Cairo basta collegarsi al sito http://www.euromedi.org/

lunedì 19 gennaio 2009

"Ascoltami" di Francesca Giò Dibenedetto

Come è già accaduto spesso nelle ultime settimane, con i Racconti di nonna Francesca di Francesca Piazzolla e con Appena in equilibrio di Fabio Degano, e ancora altre volte nel 2008, anche oggi ci occupiamo di un libro scritto da un'autrice nata e residente a Barletta. Ascoltami (pp. 204, euro 13) è il primo romanzo di Francesca Giovanna Dibenedetto ed è stato pubblicato per le Edizioni La Fenice, piccola casa editrice romana impegnata soprattutto nella riscoperta di testi classici ormai introvabili, oltre che di autori esordienti. L'autrice barlettana, 44enne, appassionata di scrittura da sempre, ha partecipato a numerosi concorsi letterari nazionali ed internazionali ottenendo riconoscimenti di critica e premi e ha esordito come poetessa in diverse raccolte antologiche di poesia italiana. Tra i riconoscimenti ricevuti sono da ricordare: il Premio Nazionale di Letteratura e Teatro Nicola Martucci di Valenzano (2007), il Premio Nazionale di Poesia e Narrativa di Città di Crispiano (2007), la Medaglia d'Onore nel 13° Concorso Nazionale di Poesia di Rivalto - Roberto Magni (2007), il Diploma di Merito nella 6° edizione del Concorso Letterario Nazionale Città di Mesagne (2007).

La storia del romanzo è quella di un amore controverso ed enigmatico e poi un'amicizia in divenire tra due donne, la protagonista che racconta in prima persona e l'amica Silvana, che si conoscono in vacanza nei dintorni di Rimini. A far da sfondo alla vicenda c'è il travaglio sentimentale di Silvana, divorziata da tempo, della quale, si legge in una recensione apparsa su «La Gazzetta del Mezzogiorno», «la protagonista diventa l'unica confidente nonché dispensatrice di saggi consigli e di raccomandazioni quasi maternali che condurranno alla fine Silvana, dopo una strenua lotta con se stessa, non solo ad uscire fuori dalla dolorosa vicenda sentimentale apparentemente insormontabile, ma a riappropriarsi inoltre del senso della propria dignità di donna. Al contrasto tra le due esistenze si intreccia quello altrettanto eclatante delle due personalità femminili: razionale e pacata la protagonista narrante, impulsiva e irrazionale Silvana».

venerdì 16 gennaio 2009

"Pubblica amministrazione e bene comune", di Waldemaro Morgese

Waldemaro Morgese, direttore della "Teca del Mediterraneo", la Biblioteca Multimediale del Consiglio Regionale della Puglia che si trova a Bari, in via Giulio Petroni (e che proprio oggi, per inciso, presenta dall'Italian Film Festival di Bari un documentario co-prodotto con la Filmgrad di Roma, e ambientato a Bari, dal titolo Leonardo), ha pubblicato da poco in volume una raccolta di suoi articoli che testimoniano un'attività culturale lunga 30 anni. Il volume, dal titolo Pubblica amministrazione e bene comune. 30 anni di idee, è stato pubblicato dalle Edizioni Dal Sud di Bari. Nato a Mola di Bari, Morgese si è laureato a Roma presso l'Università La Sapienza. Oltre a diversi incarichi dirigenziali nella pubblica amministrazione, ha ricoperto anche il ruolo di docente di materie economiche nelle Università di Bari, Foggia e Lecce. Oltre a numerosi articoli su riviste, ha pubblicato nel 1985 insieme al sen. Antonio Mari il volume La sfida della programmazione. Movimenti e politiche per l’agricoltura in Puglia, Edizioni dal Sud, e nel 1996 la monografia L’azienda ‘no profit’ – Ordinamento economico d’istituto, Cacucci.

Sulla sua ultima pubblicazione ha scritto una significativa recensione sul «Corriere del Mezzogiorno» il prof. Ennio Corvaglia, docente di Storia contemporanea all'Università di Bari. Scrive infatti Corvaglia sul volume di Morgese: «Le argomentazioni di Morgese sembrano spaziare su tematiche varie (dal decentramento alla qualificazione della spesa, dall'innovazione nell'amministrazione al controllo di gestione, dalle nuove funzioni delle biblioteche ai connessi problemi della multiculturalità) ma che ruotano tutte su un problema di grandissima attualità, indirettamente esploso in queste settimane: la questione dell'autonomia dell'azione amministrativa negli enti periferici e la qualità dei controlli che essa deve mettere in atto. Nonostante le novità introdotte negli ultimi anni, non sembra che sia stato risolto quel delicato passaggio da un'amministrazione intesa come braccio esecutivo del potere politico ad un'altra caratterizzata dal possesso di competenze, parametri valutativi, sistemi di cooperazione, tale da superare finalmente quegli approcci giuridicizzanti dell'azione amministrativa che altro non sono che le conseguenze della prima impostazione e dei tradizioni assunti weberiani». Le osservazioni dell'autore, conclude Corvaglia, hanno «al centro un nodo: come introdurre nelle "aziende pubbliche non-imprese" logiche imprenditive che non rendano però inconciliabili le funzioni politiche rappresentative con gli scopi misurabili pragramticamente degli operatori tecnici (management), i fini dell'efficienza con quelli dell'equità».

giovedì 15 gennaio 2009

"Canti popolari dei bambini e dei ragazzi baresi", di A. Giovine

Pochi giorni prima di Natale è uscito in libreria il primo di una serie di volumi che la Stilo Editrice ha cominciato a pubblicare facenti parte dell'Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi di Alfredo Giovine, indimenticato storico delle tradizioni della città di Bari, a cura del figlio Felice Giovine. Questo primo volume ha per argomento i Canti popolari dei bambini e dei ragazzi baresi (pp. 144, euro 10). Alfredo Giovine (Bari 1907-1995) è stato uno dei più importanti studiosi della cultura popolare del Mezzogiorno. Infatti, raccolse, per più di cinquant'anni, memorie e documenti con particolare attenzione alla musica e al teatro, e la bibliografia dei suoi scritti conta più di 600 opere. Nel 1960 fondò la Biblioteca dell’archivio delle tradizioni popolari baresi con un’importante sezione dedicata alla Civiltà musicale pugliese. La peculiarità di questa Biblioteca fu la raccolta ordinata e sistematica di un grande numero di testi periodicamente pubblicati in fascicoli. Nel 1990 gli venne assegnato il Premio internazionale di cultura popolare e i suoi lavori sono stati più volte riproposti sia da case editrici locali che nazionali come Utet, Giunti e Laterza. La ricerca e l’amore appassionato per la cultura del popolo lo portarono a focalizzare gli studi soprattutto sulla sua città, che egli affettuosamente chiamava la zite mé (la mia sposa).

I canti di questo volume, raccolti con il registratore dal figlio Felice ai primi degli anni '60, vengono riproposti suddivisi in sezioni tematiche, arricchiti di nuove fotografie, e con gli aggiornamenti della grafia barese che l’autore, fin dal 1964, suggeriva. Ne emerge un mondo antico, caratterizzato da giochi semplici che venivano insegnati dai genitori ai loro figli nelle fredde e lunghe sere d’inverno, quando non c’era ancora la televisione, e la narrazione e il gioco erano i passatempi essenziali. Una raccolta di grande importanza culturale che fa conoscere ai bambini le generazioni precedenti, e li aiuta a crescere in quanto «un’educazione alla lettura (e all’ascolto) non può prescindere, ancora oggi, dall’avvicinamento del bambino alla sua cultura di appartenenza. Al suo dialetto» (D. Giancane).

mercoledì 14 gennaio 2009

"Nei tuoi occhi le parole diventano pietra", di Gino Locaputo

La scorsa settimana a Monopoli è stato presentato l'ultimo libro di poesie di Gino Locaputo, dal titolo Nei tuoi occhi le parole diventano pietra (Secop edizioni, pp. 96, euro 12), con traduzione a fronte delle poesie in arabo a cura di Amira Abu Amra. Un vero e proprio alla Palestina che cade nei giorni più duri per la popolazione di quella striscia di terra sul Mediterraneo. Gino Locaputo è nato a Conversano (Bari) nel 1953 è attore, registra e scrittore. Dal 1987 è ideatore e direttore artistico della rassegna "Festival Mediterraneo" che si svolge a Conversano e dintorni. Nel 1986 porta in scena per la prima volta in Europa la fiaba Il bambino, il drago e gli uomini cattivi, un lavoro destinato ai portatori di handicap. È stato autore e regista del cortometraggio Rocco Scotellaro, storia, leggenda e realtà, e di numerosi dossiers televisivi su argomenti di carattere sociale ed etnico. Collabora con diverse testate giornalistiche e riviste letterarie. Suoi scritti e poesie sono pubblicati su varie antologie e suoi testi sono stati tradotti in Grecia, Francia, Germania, Inghilterra, in Serbia Montenegro e in tutto il Medioriente, che lo scrittore ama in modo particolare.

Questo volumetto di poesie è il racconto in versi dei viaggi che l'autore ha compiuto proprio in Medio Oriente, della sua amicizia con Yasser Arafat e con tutti i poeti palestinesi che hanno dato voce alla loro terra, come Fadwa Tokan, Samir Al Kassem e il recentemente scomparso Mahamoud Darwish. La raccolta poetica è «una storia che coniuga all'infinito il tempo dell'attesa» ed è parte del progetto di vita dell'autore, quello di restituire dignità alla terra di Palestina. La raccolta si apre con una poesia dedicata ad Abdelkaleq, «addormentato per sempre / nel freddo di una notte / tra le macerie della tua Palestina / il tuo letto era gelido cemento / e le tue lenzuola la bandiera di un sogno». «Per tutta la raccolta - ha scritto la poetessa Angela De Leo -, le parole d'amore si rincorrono tra le pietre di un destino crudele e colorato, amaro come la "via del deserto" e tenero come il "profumo del gelsomino", che colma di tempo rinnovate speranze e un cielo certo, "per un altro giorno ancora". Per tutta la raccolta, i verbi si coniugano al futuro (vedrò orizzonti colorati", "tornerò ancora", "un giorno ricorderemo quelle parole scritte tra sogno e realtà", "ci addormenteremo sotto un cielo infinito", "stringerò le tue dita per sempre", "nel giorno che si farà notte / da questo momento / ... e fino all'eternità")».

martedì 13 gennaio 2009

"Volevamo il cambiamento" di Franco Deramo

Lo scorso 21 dicembre è stato presentato a Sammichele di Bari un libro importante per la riflessione politica di un piccolo paese della provincia di Bari, che rappresenta però un elemento di come la passione politica e l'attività di promozione sociale in molti paesi pugliesi non si limiti a stagioni passeggere, ma sia portata avanti da gruppi di lavoro e associazioni che credono seriamente nella loro attività e che sono capaci quindi anche di tirare le somme, alla fine di un'esperienza, su ciò che è stato possibile fare nella propria azione civica. È il caso appunto del libro di Franco Deramo e della locale associazione di promozione sociale «Plur@ale», che ha dato alle stampe per le edizioni AGA di Alberobello questo volumetto, Volevamo il cambiamento. Il caso di Sammichele di Bari: il tradimento della speranza. All'incontro hanno partecipato la prof.ssa Rosina Basso Lobello, Nica Capozzi, giovane universitaria dell'associazione partecipata «Città nuova» e il giornalista Luciano Sechi.

Nel volume l'autore ripercorre cinque anni di vita politico-amministrativa, a partire dalla campagna elettorale del 2004. Sammichele di Bari, paese di 7000 abitanti a 30 km circa da Bari, doveva fare i conti con un governo amministrativo pressoché monocolore negli ultimi quarant'anni. Per rispondere all'esigenza di cambiamento si costituisce una larga coalizione che unisce i Ds a Forza Italia e Alleanza Nazionale raccogliendo anche molte personalità della società civile. Viene eletto così sindaco Filippo Boscia, ma sulla vita amministrativa che ne è seguita emerge in questo libro proprio l'amara analisi di Deramo, presidente del comitato elettorale «Insieme». Il libro contesta in quella amministrazione l'assenza di un progetto strategico e la realizzazione di opere pubbliche inutili e onerose.

lunedì 12 gennaio 2009

"La figlia del vento" di Giosuè Patrizio Lippolis

Pubblicato dall'editore Schena di Fasano, è stato presentato la scorsa settimana a Bitonto un nuovo libro di Giosuè Patrizio Lippolis, da Putignano, dal titolo La figlia del vento (pp. 160, euro 14). All'incontro hanno partecipato, oltre all'autore, il prof. Scipione Navach, L'autore, imprenditore del settore tessile-abbigliamento, ha al suo attivo già altri due libri. Il primo, del 2003, dal curioso titolo Un uovo appisolato sulla sedia a dondolo, che raccoglie poesie, pensieri, intuizioni, scritte ed appuntate a partire dagli anni '70. Al 2005 invece risale il suo secondo libro, Chissà se potremo, pubblicato da Palomar nella collana Antiquam matrem, e conteneva ancora pensieri e poesie sparse. Con La figlia del vento, invece, l'autore pubblica il suo primo romanzo, inframmezzato tuttavia da diciotto poesie.

Protagonista del romanzo, ambientato in Puglia, è Anna, una adolescente, primogenita di tre figli (gli altri due sono Simonetta e Raffaele) che vive col padre Antonio e la madre Concettina in uno stato di dignitosa miseria, e che durante il romanzo finirà anche a Lampedusa, nel centro di permanenza dell'isola, mossa dall'istinto di aiutare i migranti giunti in Italia. Come si legge in quarta di copertina, la protagonista viene «descritta nella maturazione da adolescente a donna, coagula in sé il pragmatismo razionale della sua origine contadina all’esigenza interiore di un rapporto con l’alterità, tanto da riuscire a instaurare un contatto con la contessa Adele, nel cui sguardo “ogni tanto si accennava un mancamento di forze e di ragione, un luccichio di solitudine velata con una sottile patina agli occhi”». A questo romanzo di Lippolis è stato inoltre dedicato un approfondito saggio critico da parte del prof. Scipione Navach (si può leggere qui), dove tra l'altro si legge: «La poesia sta nell’orecchio dell’autore, come tensione d’animo,come forza segreta e fascinosa pronta ad esplodere, ad ogni pié sospinto ; è come una sorta di sinfonia celeste,che vola alto sulle miserie degli uomini,distraendoli,nel momento stesso in cui sembra che essi stiano per essere travolti dalla realtà. Tralasciando quelle,che sono oggetto di recitazione,voglio ricordarne una sola, che alla forza della poesia associa una mirabile nitidezza descrittiva :
“Nell’acqua gelida e limpida di aprile
nuota nuda la donna immaginaria
che s’appropria a bracciate
dell’onda.
Immensa luce
riverbera sul corpo bagnato
e ciocche di lisci capelliabbarbicati alla schiena
sommossi nel sale"».

venerdì 9 gennaio 2009

"Mare notte" di Donatello Bellomo

Si presenta questa sera a Bari, sua città d'origine, il nuovo romanzo di Donatello Bellomo, uno tra i maggiori narratori italiani in tema di romanzi d'ambientazione marina, dal titolo assai evocativo Mare notte (pp. 264, euro 18), pubblicato per i tipi di Mursia. L'autore è attualmente caposervizio agli spettacoli del quotidiano «L’Arena». Vive e lavora a Verona. Tra le sue opere: Gli occhi bianchi di Pippo - Poesie (Premio Ungaretti 1985) e il romanzo La notte in cui le farfalle volarono indietro. A partire dal 1997 ha scritto per Sperling & Kupfer quattro romanzi: L’uomo che cavalcava un sogno, La settima onda (Premio Tuscania, Libro dell’Estate ‘99 e Premio Gaeta 1999), L’ultima notte sul Normandie, entrato nella classifica Demoskopea (primavera 2001) dei venti romanzi più venduti in Italia, e Prigionieri dell’oceano. Di recente, con Mursia, ha pubblicato L’uomo del cargo e La donna della tempesta.

Mare notte è appunto la quarta avventura del capitano Cédric Destouches, un condensato di thrilling, passione e ritmo. Come negli altri romanzi di Bellomo, anche in questo però il vero protagonista è il mare, stavolta considerato attraverso il drammatico affondamento dell’Andrea Doria e un amore perduto del capitano, la bella pianista italiana Claudia Ricci. L'autore, si legge in una recensione di Inbar Meytsar, «tesse la sua trama attorno alla tragedia dell'ammiraglia della flotta italiana ma, fedele all'idea che l'Oceano è lo scrigno di tutte le storie, si diverte a trascinare il lettore su rotte ingannevoli che toccano porti, barche, marinai di diverse epoche. A fare da passpartout l'ossessionante polena che sembra riemersa dalle acque con una missione: svelare storie di amori e naufragi. Tutti i protagonisti di questa storia - si legge ancora - sono, in fondo, naufraghi di un amore e prigionieri di emozioni che non sono arrivate in porto. Ma a rompere lo spleen di pagine che sanno di salsedine e nostalgia come sempre è l'irriverente, carnale, indomabile Destouches: sarà lui a svelare il vero mistero della polena, che a conti fatti è l'eterno dilemma del marinaio: chi scegliere tra la donna e il mare?».

giovedì 8 gennaio 2009

"Ettore Carafa. La famiglia, i luoghi, la Rivoluzione", di Pina Catino

In occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, è stato pubblicato per Adda Editore, con il patrocinio del Comune di Andria, un saggio storico che ripercorre le origini e la vita di Ettore Carafa d'Andria, protagonista dei fatti della Rivoluzione napoletana del 1799 in Puglia e in Abruzzo. Il volume, dal titolo Ettore Carafa. La famiglia, i luoghi, la Rivoluzione (pp. 256, euro 40, ill.), è opera della ricostruzione storica dei manoscritti e dei materiali d'archivio operata dall'autrice, la dott.ssa Pina Catino, giornalista locale. Il legame con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e con la Rivoluzione che portò all'esperienza della Repubblica Napoletana nel 1799 è spiegato in quarta di copertina, dove si legge che Carafa «lottò e morì nel 1799 per gli ideali di libertà, democrazia e di giustizia che furono alla base dei moti rivoluzionari, ma anche anticipatari di quei valori di solidarietà e di rispetto della dignità umana, che ritroviamo ben radicati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nella nostra Costituzione Italiana e in quella dell’Unione Europea».

Il volume è stato di recente presentato ad Andria (qui un video della manifestazione), alla Cittadella della Cultura di Bari e, il mese scorso, nella vicina Corato. In quest'ultima occasione l'autrice, che già negli anni scorsi, insieme a Paola Tavernini, aveva pubblicato un volume sulla vita di Ettore Carafa pubblicato dalla Grafiche Guglielmi di Andria, ha rilevato l’importanza dell’affermazione dei diritti umani contenuta nei documenti della rivoluzione francese e di quella napoletana, ancora oggi largamente disattesi. Sempre in quest'occasione, il prof. Michele Palumbo, docente di Storia e filosofia nei licei, ha spiegato nel suo intervento «come già nella documento francese sia presente il concetto della inalienabilità dei diritti del cittadino, a significare che in nessun caso l’uomo-cittadino può essere privato dei suoi diritti. Tra questi diritti c’è l’uguaglianza di fronte alla legge che anche la nostra Costituzione garantisce e che, secondo il relatore, è stata violata da una legge recente dello stato, che prevede l’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato italiano. Egli ha inoltre sottolineato come la Costituzione del 1799 fosse avanzata dal punto di vista giuridico, tanto da prevedere non solo come diritto, ma anche come dovere, l’istruzione del cittadino» (qui una sintesi dell'incontro, a cura della rivista on line Eventi & Commenti - L'Eco della gente di Corato).

martedì 6 gennaio 2009

"Proprio come me...", di Francesco Colavito

Proprio come me... (pp. 84, euro 10) è la prima raccolta poetica di Francesco Colavito, nato ad Altamura (Ba) nel 1970 e attualmente residente a Gravina di Puglia, pubblicata dalle edizioni Il Filo. Il libro è stato presentato nei mesi scorsi a Roma e, più recentemente, a Bitonto. L'autore, dopo essersi laureato in Economia e Commercio all'Università Cattolica di Milano è oggi laureando in Scienze Statistiche ed Economiche presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, ed è impiegato in banca in qualità di esperto finanziario. Come ha riferito in un'intervista, i suoi modelli di riferimento letterari sono soprattutto i classici, in particolare Shakespeare e Alessandro Manzoni.

Nella prefazione al volume si legge: «Proprio come me... nasce, cresce e si sviluppa all’interno di una specifica settimana che va dal 25 marzo al 1 aprile 2007. Il motivo di questa scelta, da domenica a domenica, lo spiega lo stesso autore che, nelle vesti di un “Dio minore”, intende terminare la sua “opera” nel giro di sette giorni e magari riposarsi proprio come il nostro Creatore alla fine del settimo. I giorni della settimana, che scandiscono non solo il ritmo del diario ma anche i diversi temi affrontati (l’amore, il destino, il viaggio, la quotidianità), sono intervallati da piccole raccolte poetiche quasi a voler rendere maggiormente esplicito quel desiderio, quella sensazione a cui la semplice forma prosaica sembra non dare sufficiente spazio. Francesco Colavito, sfruttando la classica struttura diaristica – con tanto di date, ricordi, confessioni e amori – si rivolge agli ipotetici lettori chiamandoli “carissimi”; e se inizialmente la tentazione di vederci un ulteriore richiamo alle Sacre Scritture è molto forte, ci accorgiamo subito dopo che l’autore non ha nessuna intenzione di assurgere al ruolo di profeta o di mettersi in cima a un pulpito. Il suo scopo è rendere chi legge il più partecipe possibile alle sue esperienze, come se si stesse rivolgendo a un amico, a un fratello o a una persona di famiglia, convinto che alcuni momenti privati della sua vita (come quella di un amore lontano rivissuto solo nel ricordo) siano riscontrabili anche nelle esperienze altrui passando, così, dalla sfera del singolo a quella collettiva».

lunedì 5 gennaio 2009

"Appena in equilibrio" di Fabio Degano

È stato presentato prima nella sua città natale, Barletta, e poi a Bitonto, alcune settimane fa, il libro d'esordio di Fabio Degano, dal titolo Appena in equilibrio (pp. 112, euro 13), pubblicato, come molti altri autori pugliesi di cui s'è parlato su queste pagine, dalle edizioni romane de Il Filo. L'autore, nato a Trani nel dicembre del 1978, vive e risiede, come detto, a Barletta. In passato ha pubblicato articoli per giornali locali e realizzato sceneggiature di cortometraggi. Dopo il conseguimento della laurea in giurisprudenza, ha partecipato ad una selezione presso la casa editrice Minimum Fax. E non è un caso: proprio questa casa editrice pubblica infatti alcuni degli scrittori americani sui quali Degano affina il suo stile: Wallace, Eggers e Pynchon. Ha partecipato alla realizzazione del cortometraggio Petali per la regia di Giacomo Livotto, suo amico e compagno d''avventure creative. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo il racconto La formula chimica dell''amore inserito nella raccolta di racconti Matrimoni scoppiati pubblicata dalla Giulio Perrone Editore. Attualmente lavora a Barletta come creativo e copywriter per un'agenzia di comunicazione e pubblicità.

La descrizione degli otto racconti di Appena in equilibrio si legge in quarta di copertina: «Otto racconti psichedelici collegati da un solo filo conduttore: l’irrazionale. L’illogicità nasce e si espande trasformandosi a tratti in pura follia e a tratti in dura violenza. Un improbabile discorso con una ragazza dal finale sorprendente, un solitario viaggiatore in un treno, una terrificante invasione del pianeta da parte di Dio in cui la Terra sta per scomparire, stati d’animo alterati da nebbiose visioni, un raptus in cui unico obiettivo è l’uccisione della propria nonna, allucinazioni notturne mediate da fugaci rivelazioni, fantomatici martiri, un ipotizzato schianto in auto che forse mai avverrà. Storie sorprendenti che colpiscono duramente allo stomaco attraverso suggestioni sconsiderate. Racconti cruenti e lunatici avvolti nel brivido esagerato della droga. Turbamento e inquietudine sono le parole d’ordine per accedere senza limiti al cuore di questi intensi racconti». Altre informazioni sull'autore e sul suo libro si possono leggere sul MySpace personale di Degano.