mercoledì 14 gennaio 2009

"Nei tuoi occhi le parole diventano pietra", di Gino Locaputo

La scorsa settimana a Monopoli è stato presentato l'ultimo libro di poesie di Gino Locaputo, dal titolo Nei tuoi occhi le parole diventano pietra (Secop edizioni, pp. 96, euro 12), con traduzione a fronte delle poesie in arabo a cura di Amira Abu Amra. Un vero e proprio alla Palestina che cade nei giorni più duri per la popolazione di quella striscia di terra sul Mediterraneo. Gino Locaputo è nato a Conversano (Bari) nel 1953 è attore, registra e scrittore. Dal 1987 è ideatore e direttore artistico della rassegna "Festival Mediterraneo" che si svolge a Conversano e dintorni. Nel 1986 porta in scena per la prima volta in Europa la fiaba Il bambino, il drago e gli uomini cattivi, un lavoro destinato ai portatori di handicap. È stato autore e regista del cortometraggio Rocco Scotellaro, storia, leggenda e realtà, e di numerosi dossiers televisivi su argomenti di carattere sociale ed etnico. Collabora con diverse testate giornalistiche e riviste letterarie. Suoi scritti e poesie sono pubblicati su varie antologie e suoi testi sono stati tradotti in Grecia, Francia, Germania, Inghilterra, in Serbia Montenegro e in tutto il Medioriente, che lo scrittore ama in modo particolare.

Questo volumetto di poesie è il racconto in versi dei viaggi che l'autore ha compiuto proprio in Medio Oriente, della sua amicizia con Yasser Arafat e con tutti i poeti palestinesi che hanno dato voce alla loro terra, come Fadwa Tokan, Samir Al Kassem e il recentemente scomparso Mahamoud Darwish. La raccolta poetica è «una storia che coniuga all'infinito il tempo dell'attesa» ed è parte del progetto di vita dell'autore, quello di restituire dignità alla terra di Palestina. La raccolta si apre con una poesia dedicata ad Abdelkaleq, «addormentato per sempre / nel freddo di una notte / tra le macerie della tua Palestina / il tuo letto era gelido cemento / e le tue lenzuola la bandiera di un sogno». «Per tutta la raccolta - ha scritto la poetessa Angela De Leo -, le parole d'amore si rincorrono tra le pietre di un destino crudele e colorato, amaro come la "via del deserto" e tenero come il "profumo del gelsomino", che colma di tempo rinnovate speranze e un cielo certo, "per un altro giorno ancora". Per tutta la raccolta, i verbi si coniugano al futuro (vedrò orizzonti colorati", "tornerò ancora", "un giorno ricorderemo quelle parole scritte tra sogno e realtà", "ci addormenteremo sotto un cielo infinito", "stringerò le tue dita per sempre", "nel giorno che si farà notte / da questo momento / ... e fino all'eternità")».

martedì 13 gennaio 2009

"Volevamo il cambiamento" di Franco Deramo

Lo scorso 21 dicembre è stato presentato a Sammichele di Bari un libro importante per la riflessione politica di un piccolo paese della provincia di Bari, che rappresenta però un elemento di come la passione politica e l'attività di promozione sociale in molti paesi pugliesi non si limiti a stagioni passeggere, ma sia portata avanti da gruppi di lavoro e associazioni che credono seriamente nella loro attività e che sono capaci quindi anche di tirare le somme, alla fine di un'esperienza, su ciò che è stato possibile fare nella propria azione civica. È il caso appunto del libro di Franco Deramo e della locale associazione di promozione sociale «Plur@ale», che ha dato alle stampe per le edizioni AGA di Alberobello questo volumetto, Volevamo il cambiamento. Il caso di Sammichele di Bari: il tradimento della speranza. All'incontro hanno partecipato la prof.ssa Rosina Basso Lobello, Nica Capozzi, giovane universitaria dell'associazione partecipata «Città nuova» e il giornalista Luciano Sechi.

Nel volume l'autore ripercorre cinque anni di vita politico-amministrativa, a partire dalla campagna elettorale del 2004. Sammichele di Bari, paese di 7000 abitanti a 30 km circa da Bari, doveva fare i conti con un governo amministrativo pressoché monocolore negli ultimi quarant'anni. Per rispondere all'esigenza di cambiamento si costituisce una larga coalizione che unisce i Ds a Forza Italia e Alleanza Nazionale raccogliendo anche molte personalità della società civile. Viene eletto così sindaco Filippo Boscia, ma sulla vita amministrativa che ne è seguita emerge in questo libro proprio l'amara analisi di Deramo, presidente del comitato elettorale «Insieme». Il libro contesta in quella amministrazione l'assenza di un progetto strategico e la realizzazione di opere pubbliche inutili e onerose.

lunedì 12 gennaio 2009

"La figlia del vento" di Giosuè Patrizio Lippolis

Pubblicato dall'editore Schena di Fasano, è stato presentato la scorsa settimana a Bitonto un nuovo libro di Giosuè Patrizio Lippolis, da Putignano, dal titolo La figlia del vento (pp. 160, euro 14). All'incontro hanno partecipato, oltre all'autore, il prof. Scipione Navach, L'autore, imprenditore del settore tessile-abbigliamento, ha al suo attivo già altri due libri. Il primo, del 2003, dal curioso titolo Un uovo appisolato sulla sedia a dondolo, che raccoglie poesie, pensieri, intuizioni, scritte ed appuntate a partire dagli anni '70. Al 2005 invece risale il suo secondo libro, Chissà se potremo, pubblicato da Palomar nella collana Antiquam matrem, e conteneva ancora pensieri e poesie sparse. Con La figlia del vento, invece, l'autore pubblica il suo primo romanzo, inframmezzato tuttavia da diciotto poesie.

Protagonista del romanzo, ambientato in Puglia, è Anna, una adolescente, primogenita di tre figli (gli altri due sono Simonetta e Raffaele) che vive col padre Antonio e la madre Concettina in uno stato di dignitosa miseria, e che durante il romanzo finirà anche a Lampedusa, nel centro di permanenza dell'isola, mossa dall'istinto di aiutare i migranti giunti in Italia. Come si legge in quarta di copertina, la protagonista viene «descritta nella maturazione da adolescente a donna, coagula in sé il pragmatismo razionale della sua origine contadina all’esigenza interiore di un rapporto con l’alterità, tanto da riuscire a instaurare un contatto con la contessa Adele, nel cui sguardo “ogni tanto si accennava un mancamento di forze e di ragione, un luccichio di solitudine velata con una sottile patina agli occhi”». A questo romanzo di Lippolis è stato inoltre dedicato un approfondito saggio critico da parte del prof. Scipione Navach (si può leggere qui), dove tra l'altro si legge: «La poesia sta nell’orecchio dell’autore, come tensione d’animo,come forza segreta e fascinosa pronta ad esplodere, ad ogni pié sospinto ; è come una sorta di sinfonia celeste,che vola alto sulle miserie degli uomini,distraendoli,nel momento stesso in cui sembra che essi stiano per essere travolti dalla realtà. Tralasciando quelle,che sono oggetto di recitazione,voglio ricordarne una sola, che alla forza della poesia associa una mirabile nitidezza descrittiva :
“Nell’acqua gelida e limpida di aprile
nuota nuda la donna immaginaria
che s’appropria a bracciate
dell’onda.
Immensa luce
riverbera sul corpo bagnato
e ciocche di lisci capelliabbarbicati alla schiena
sommossi nel sale"».

venerdì 9 gennaio 2009

"Mare notte" di Donatello Bellomo

Si presenta questa sera a Bari, sua città d'origine, il nuovo romanzo di Donatello Bellomo, uno tra i maggiori narratori italiani in tema di romanzi d'ambientazione marina, dal titolo assai evocativo Mare notte (pp. 264, euro 18), pubblicato per i tipi di Mursia. L'autore è attualmente caposervizio agli spettacoli del quotidiano «L’Arena». Vive e lavora a Verona. Tra le sue opere: Gli occhi bianchi di Pippo - Poesie (Premio Ungaretti 1985) e il romanzo La notte in cui le farfalle volarono indietro. A partire dal 1997 ha scritto per Sperling & Kupfer quattro romanzi: L’uomo che cavalcava un sogno, La settima onda (Premio Tuscania, Libro dell’Estate ‘99 e Premio Gaeta 1999), L’ultima notte sul Normandie, entrato nella classifica Demoskopea (primavera 2001) dei venti romanzi più venduti in Italia, e Prigionieri dell’oceano. Di recente, con Mursia, ha pubblicato L’uomo del cargo e La donna della tempesta.

Mare notte è appunto la quarta avventura del capitano Cédric Destouches, un condensato di thrilling, passione e ritmo. Come negli altri romanzi di Bellomo, anche in questo però il vero protagonista è il mare, stavolta considerato attraverso il drammatico affondamento dell’Andrea Doria e un amore perduto del capitano, la bella pianista italiana Claudia Ricci. L'autore, si legge in una recensione di Inbar Meytsar, «tesse la sua trama attorno alla tragedia dell'ammiraglia della flotta italiana ma, fedele all'idea che l'Oceano è lo scrigno di tutte le storie, si diverte a trascinare il lettore su rotte ingannevoli che toccano porti, barche, marinai di diverse epoche. A fare da passpartout l'ossessionante polena che sembra riemersa dalle acque con una missione: svelare storie di amori e naufragi. Tutti i protagonisti di questa storia - si legge ancora - sono, in fondo, naufraghi di un amore e prigionieri di emozioni che non sono arrivate in porto. Ma a rompere lo spleen di pagine che sanno di salsedine e nostalgia come sempre è l'irriverente, carnale, indomabile Destouches: sarà lui a svelare il vero mistero della polena, che a conti fatti è l'eterno dilemma del marinaio: chi scegliere tra la donna e il mare?».

giovedì 8 gennaio 2009

"Ettore Carafa. La famiglia, i luoghi, la Rivoluzione", di Pina Catino

In occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, è stato pubblicato per Adda Editore, con il patrocinio del Comune di Andria, un saggio storico che ripercorre le origini e la vita di Ettore Carafa d'Andria, protagonista dei fatti della Rivoluzione napoletana del 1799 in Puglia e in Abruzzo. Il volume, dal titolo Ettore Carafa. La famiglia, i luoghi, la Rivoluzione (pp. 256, euro 40, ill.), è opera della ricostruzione storica dei manoscritti e dei materiali d'archivio operata dall'autrice, la dott.ssa Pina Catino, giornalista locale. Il legame con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e con la Rivoluzione che portò all'esperienza della Repubblica Napoletana nel 1799 è spiegato in quarta di copertina, dove si legge che Carafa «lottò e morì nel 1799 per gli ideali di libertà, democrazia e di giustizia che furono alla base dei moti rivoluzionari, ma anche anticipatari di quei valori di solidarietà e di rispetto della dignità umana, che ritroviamo ben radicati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nella nostra Costituzione Italiana e in quella dell’Unione Europea».

Il volume è stato di recente presentato ad Andria (qui un video della manifestazione), alla Cittadella della Cultura di Bari e, il mese scorso, nella vicina Corato. In quest'ultima occasione l'autrice, che già negli anni scorsi, insieme a Paola Tavernini, aveva pubblicato un volume sulla vita di Ettore Carafa pubblicato dalla Grafiche Guglielmi di Andria, ha rilevato l’importanza dell’affermazione dei diritti umani contenuta nei documenti della rivoluzione francese e di quella napoletana, ancora oggi largamente disattesi. Sempre in quest'occasione, il prof. Michele Palumbo, docente di Storia e filosofia nei licei, ha spiegato nel suo intervento «come già nella documento francese sia presente il concetto della inalienabilità dei diritti del cittadino, a significare che in nessun caso l’uomo-cittadino può essere privato dei suoi diritti. Tra questi diritti c’è l’uguaglianza di fronte alla legge che anche la nostra Costituzione garantisce e che, secondo il relatore, è stata violata da una legge recente dello stato, che prevede l’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato italiano. Egli ha inoltre sottolineato come la Costituzione del 1799 fosse avanzata dal punto di vista giuridico, tanto da prevedere non solo come diritto, ma anche come dovere, l’istruzione del cittadino» (qui una sintesi dell'incontro, a cura della rivista on line Eventi & Commenti - L'Eco della gente di Corato).

martedì 6 gennaio 2009

"Proprio come me...", di Francesco Colavito

Proprio come me... (pp. 84, euro 10) è la prima raccolta poetica di Francesco Colavito, nato ad Altamura (Ba) nel 1970 e attualmente residente a Gravina di Puglia, pubblicata dalle edizioni Il Filo. Il libro è stato presentato nei mesi scorsi a Roma e, più recentemente, a Bitonto. L'autore, dopo essersi laureato in Economia e Commercio all'Università Cattolica di Milano è oggi laureando in Scienze Statistiche ed Economiche presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, ed è impiegato in banca in qualità di esperto finanziario. Come ha riferito in un'intervista, i suoi modelli di riferimento letterari sono soprattutto i classici, in particolare Shakespeare e Alessandro Manzoni.

Nella prefazione al volume si legge: «Proprio come me... nasce, cresce e si sviluppa all’interno di una specifica settimana che va dal 25 marzo al 1 aprile 2007. Il motivo di questa scelta, da domenica a domenica, lo spiega lo stesso autore che, nelle vesti di un “Dio minore”, intende terminare la sua “opera” nel giro di sette giorni e magari riposarsi proprio come il nostro Creatore alla fine del settimo. I giorni della settimana, che scandiscono non solo il ritmo del diario ma anche i diversi temi affrontati (l’amore, il destino, il viaggio, la quotidianità), sono intervallati da piccole raccolte poetiche quasi a voler rendere maggiormente esplicito quel desiderio, quella sensazione a cui la semplice forma prosaica sembra non dare sufficiente spazio. Francesco Colavito, sfruttando la classica struttura diaristica – con tanto di date, ricordi, confessioni e amori – si rivolge agli ipotetici lettori chiamandoli “carissimi”; e se inizialmente la tentazione di vederci un ulteriore richiamo alle Sacre Scritture è molto forte, ci accorgiamo subito dopo che l’autore non ha nessuna intenzione di assurgere al ruolo di profeta o di mettersi in cima a un pulpito. Il suo scopo è rendere chi legge il più partecipe possibile alle sue esperienze, come se si stesse rivolgendo a un amico, a un fratello o a una persona di famiglia, convinto che alcuni momenti privati della sua vita (come quella di un amore lontano rivissuto solo nel ricordo) siano riscontrabili anche nelle esperienze altrui passando, così, dalla sfera del singolo a quella collettiva».

lunedì 5 gennaio 2009

"Appena in equilibrio" di Fabio Degano

È stato presentato prima nella sua città natale, Barletta, e poi a Bitonto, alcune settimane fa, il libro d'esordio di Fabio Degano, dal titolo Appena in equilibrio (pp. 112, euro 13), pubblicato, come molti altri autori pugliesi di cui s'è parlato su queste pagine, dalle edizioni romane de Il Filo. L'autore, nato a Trani nel dicembre del 1978, vive e risiede, come detto, a Barletta. In passato ha pubblicato articoli per giornali locali e realizzato sceneggiature di cortometraggi. Dopo il conseguimento della laurea in giurisprudenza, ha partecipato ad una selezione presso la casa editrice Minimum Fax. E non è un caso: proprio questa casa editrice pubblica infatti alcuni degli scrittori americani sui quali Degano affina il suo stile: Wallace, Eggers e Pynchon. Ha partecipato alla realizzazione del cortometraggio Petali per la regia di Giacomo Livotto, suo amico e compagno d''avventure creative. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo il racconto La formula chimica dell''amore inserito nella raccolta di racconti Matrimoni scoppiati pubblicata dalla Giulio Perrone Editore. Attualmente lavora a Barletta come creativo e copywriter per un'agenzia di comunicazione e pubblicità.

La descrizione degli otto racconti di Appena in equilibrio si legge in quarta di copertina: «Otto racconti psichedelici collegati da un solo filo conduttore: l’irrazionale. L’illogicità nasce e si espande trasformandosi a tratti in pura follia e a tratti in dura violenza. Un improbabile discorso con una ragazza dal finale sorprendente, un solitario viaggiatore in un treno, una terrificante invasione del pianeta da parte di Dio in cui la Terra sta per scomparire, stati d’animo alterati da nebbiose visioni, un raptus in cui unico obiettivo è l’uccisione della propria nonna, allucinazioni notturne mediate da fugaci rivelazioni, fantomatici martiri, un ipotizzato schianto in auto che forse mai avverrà. Storie sorprendenti che colpiscono duramente allo stomaco attraverso suggestioni sconsiderate. Racconti cruenti e lunatici avvolti nel brivido esagerato della droga. Turbamento e inquietudine sono le parole d’ordine per accedere senza limiti al cuore di questi intensi racconti». Altre informazioni sull'autore e sul suo libro si possono leggere sul MySpace personale di Degano.