lunedì 3 novembre 2008

"Il cibo dei morti", di Bianca Tragni

È stato presentato lo scorso 23 ottobre a Copertino (LE) il libro di Bianca Tragni che parla proprio della ricorrenza di ieri (ma non solo) della commemorazione dei defunti, dal titolo Il cibo dei morti (pp. 224, euro 12), pubblicato già lo scorso anno dalla casa editrice Palomar. L'autrice è preside del liceo scientifico statale Federico II di Altamura. Giornalista pubblicista è autrice di reportage sulla Puglia e di libri dedicati alla storia degli Svevi e al 1799. Docente di storia e filosofia ha tenuto corsi integrativi di antropologia culturale, storia della Resistenza, storia delle donne, teatro, filosofia comparata. Promotrice della “Settimana Europea dei giovani”, organizza incontri nel liceo di studenti e docenti di diverse nazionalità su tematiche culturali. Ha inoltre curato regia e allestimento di opere teatrali.

In un saggio con lo stile del racconto e del reportage giornalistico, l'Autrice partendo dai ricordi e dalle esperienze personali, risale alle tradizioni popolari di tutt'Italia, in cui il cibo, strumento di vita, è collegato all' antichissimo culto dei morti. In un viaggio variopinto tra riti, usi, superstizioni, pietanze e strane credenze, attraverso l'antropologia e la teologia, l'archeologia e il mito, vengono scandagliate la storia e le tradizioni popolari del mediterraneo, dell'Europa del nord e di altre aree geografiche. Questo un breve estratto del volume: «La sera di Ognissanti si lasciava la tavola imbandita con pane, vino, acqua e qualche altra pietanza familiare. Era una devozione verso i santi e verso defunti. Infatti si credeva che dal mezzodì del 1°novembre al mezzodì del 2 novembre, i morti uscissero in processione in paese….ancora oggi resiste l'usanza di portar cibo a casa del defunto, dopo la sepoltura, per il consolo dei parenti…».

venerdì 31 ottobre 2008

Tre novità per le Edizioni Controluce

Sono tre le novità librarie che la casa editrice Controluce ha portato in libreria dal 20 ottobre scorso. Il primo, nella foto a fianco la copertina, è il saggio di Diana Lary, docente di Storia al Centro di Ricerca Cinese della University of British Columbia, dal titolo La Repubblica Cinese (pp. 288, euro 15). «Nel ventunesimo secolo, la Cina sta emergendo da decenni di guerra e rivoluzioni per entrare in una nuova era. Ma il passato ossessiona ancora il presente. Gli ideali della Repubblica Cinese, fondata quasi un secolo fa dopo 2000 anni di dominazione imperiale, ancora oggi sono le basi della Cina moderna tesa verso l’apertura e la modernizzazione. Attraverso una vivida descrizione dell’era della Repubblica, Diana Lary ne traccia la storia dalle origini, nel 1912, alla caduta di Nanchino, dall’era dei signori della guerra alla guerra civile con l’Armata di liberazione popolare terminata in sconfitta nel 1949. Il libro, arricchito da biografie di personaggi illustri, proverbi cinesi, storie d’amore, poesie e numerose illustrazioni, è la lettura ideale per capire finalmente un Paese ricco di fascino, ma assurto alle cronache internazionali di oggi per le sue numerose contraddizioni e zone d’ombra».

Seconda novità è il romanzo Il presidente nero, di Monteiro Lobato, scrittore brasiliano (1882-1948), che oggi è ricordato soprattutto per la sua produzione letteraria per l’infanzia, popolarissima nei paesi lusofoni, fu in realtà uno scrittore ed editore tra i più noti e influenti della sua generazione. Polemista, narratore, traduttore, impresario, la sua opera rispecchia le contraddizioni di un Brasile a cavallo fra tradizione e modernità. Davvero affascinante e oltremodo attuale la trama del romanzo, risalente agli anni Venti e «ambientato in una società in cui vige il telelavoro e il voto telematico, mai nulla di più terribile e attuale oggi. L’opinione pubblica si orienta leggendo giornali proiettati su schermi luminosi presenti in ogni casa, l’elettorato ha accantonato la lotta di classe e si identifica con i suoi leader secondo il sesso e il colore della pelle mentre negli Stati Uniti, unico impero mondiale, è in corso una campagna elettorale in cui, a contendersi la presidenza, ci sono un conservatore bianco, un leader nero e una donna...».

Terza novità è il libro I neri e i rossi a cura di Mirco Dondi. Un’opera che raccoglie i contributi di diversi autori sui terrorismi di destra e di sinistra, nell’Italia degli anni ’70. Filo conduttore dei vari saggi è una riflessione sul rapporto dei mass media con terrorismo e antiterrorismo e in generale sul ruolo da questi svolto all’interno del fenomeno.

giovedì 30 ottobre 2008

"Il discorso sociologico della tarda modernità", di F. Giacomantonio

Pur se pubblicato da circa un anno, ottiene ancora un buon numero di recensioni positive il saggio di Francesco Giacomantonio, dottore di ricerca barese in Filosofie e teorie sociali contemporanee presso la Facoltà di Scienze politiche, dove si è laureato nel 2000, dal titolo Il discorso sociologico della tarda modernità. Individui, identità e democrazia (pp. 182, euro 18) edito dalla casa editrice Il Melangolo di Genova. L'autore, nato a Bari nel 1975 ma residente a Margherita di Savoia, ha scritto su numerose riviste specialistiche, come Dissensi, Rivista internazionale di filosofia del diritto e Democrazia e diritto, e collaborato con il sito dello SWIF, per il quale ha in particolare curato la voce “Sociologia della conoscenza” nell’e-book Linee di ricerca. Il volume di Giacomantonio è diviso in due parti. Nella prima, dal titolo Individui e società: la condizione sociale tardo-moderna, l'autore si concentra sui "piani della modernità" e sulla costruzione della soggettività moderna e tardo-moderna, con particolare attenzione verso l'agire politico. Nella seconda parte, Individui e società: la condizione politica tardo-moderna, si parla dei concetti di democrazia, diritti umani, sovranità, della democrazia cosmopolitica e di "limiti e critiche al modello democratico occidentale".

Rifacendosi alle teorie in particolare di Lyotard e di Zygmunt Bauman, l'autore scrive: «La modernità è anzitutto caratterizzata dall'ambivalenza - come già mostrò Simmel nei primi nel Novecento - e dal rischio del prevalere dell'identità sulla soggettività, rischio che potrebbe condurre a conflitti identitari, etnici e di gruppo. [...] Nella società contemporanea, l'identità preme per avere un posto di rilievo nella tarda modernità; i gruppi etnici salvaguardano le proprie caratteristiche, l'individuo tende ad affermare la propria centralità rispetto ad ogni altro individuo, rischiando di perdere completamente la dimensione relazionale con l'altro». Riguardo il modello democratico occidentale, infine, sul quale si sofferma nella parte finale del volume, l'autore compie questa assai condivisibile riflessione: «i protagonisti della vita politica nelle società democratiche attuali sono non degli individui, ma sempre più le grandi organizzazioni pubbliche e private, partiti e sindacati; [...] l’assenza di cultura politica, a causa del conformismo di massa e l’apatia politica; accanto alle élites democratiche si sono affermati gruppi impegnati nella rappresentanza di interessi particolari; famiglia, scuola e istituzioni sanitarie continuano a essere rette da criteri sostanzialmente non democratici; persistono, soprattutto negli ambiti dell’economia e delle comunicazioni di massa, logiche di potere nascosto o invisibile».

mercoledì 29 ottobre 2008

"Leggimi nei pensieri", di Mara Venuto

Verrà presentato domani sera presso la Biblioteca comunale di Taranto alle ore 17,30 il libro d'esordio di Mara Venuto, giovane scrittrice della città ionica, dal titolo Leggimi nei pensieri. In 15. Donne, uomini, ragazzi, vecchi, una bambina: brainstorming in libertà (pp. 121, euro 11) pubblicato dalla casa editrice toscana Cicorivolta Edizioni. Alla presentazione parteciperà, tra gli altri, anche l'Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Taranto, prof. ssa Angela Mignogna (della quale avevamo segnalato qui la sua raccolta di poesie Cammei d'amore). Moderatore dell'incontro sarà il prof. Lazzaro Gigante, Ordinario di Pedagogia generale e sociale presso la Lumsa sezione Edas di Taranto e giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Bari. Mara Venuto, nata nel 1978, è laureanda presso la Facoltà di Scienze della Formazione, corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale e del No-profit. Già Counselor jr, sta completando la sua formazione presso la Scuola Superiore Europea di Counseling Professionale “ASPIC” - Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell’ Individuo e della Comunità -, secondo il modello Pluralistico Integrato. In campo letterario, Mara Venuto è già al lavoro per il suo primo romanzo e per la sceneggiatura di una graphic novel. Per seguire tutte le sue attività, si può consultare il suo blog http://www.ilblorumdimara.blogspot.com/.

Leggimi nei pensieri è una raccolta di racconti/monologhi, come fa capire il sottotitolo; e tra i quindici protagonisti emerge uno spaccato assai completo della nostra società. I quindici personaggi sono: Sandra, una giovane mamma che desidererebbe non esserlo mai stata; Fra' Giorgio, un frate semplice che vive nella pace; Franco, poeta finito in strada; Djionis, adolescente albanese nella sua nuova patria (il suo monologo si può leggere anche qui); Santiago, violinista estatico ribattezzato ad una nuova fede; Tati, un lungo, doloroso silenzio con il suo fratello gemello; Ramòn, “furbetto del quartierino” in fuga nel circo...; Arianna, diciottenne già grande, pronta a iniziare lontano una nuova vita; Matilde, una donna ormai anziana che ha avuto il suo riscatto; Piero, studente fuori corso coca-dipendente; Tommaso, adolescente impazzito per l'hip-hop; Raina, badante bulgara senza più illusioni; Carlotta, una bambina con un segreto; Eugenio, un maturo omosessuale, nato senza coraggio; Nina, la fine della vita con un amore nel cuore. Davvero significative, a questo proposito, le parole con le quali l'Autrice ha tratteggiato, in un'intervista a Giuseppe Iannozzi, il senso del suo libro: «Le mie istantanee sulle vite di questi quindici personaggi vogliono essere proprio delle carezze. Carezze a volti spesso sfigurati da vite sofferte, soffocanti, ingrate e senza misericordia. Questi racconti sono voce di chi non ha mai trovato il coraggio di parlare, di chiedere, di chiamare; luce su esistenze anonime, quali quelle della maggior parte di noi, che nascondono anche nelle cadute, le tracce della possibilità di risollevarsi. I miei protagonisti sono, come ha ben scritto il mio editore nella quarta di copertina, semplicemente persone: vive, autentiche, finalmente senza maschere, poiché qui, nelle mie pagine, non ne hanno bisogno; non devono difendersi da nessuno, io li amo tutti e quello che mi auguro è che, al termine del libro, i lettori provino tenerezza per loro come per sé stessi».

martedì 28 ottobre 2008

"I tre poteri", di Angelo Panarese

Il prof. Angelo Panarese, docente di filosofia negli istituti superiori, esperto di storia locale e già sindaco di Alberobello dal 1994 al 2001, ha da poco pubblicato con Progedit un nuovo saggio dal titolo I tre poteri. Papa, Imperatore e Popolo nelle teorie politiche del Medioevo (pp. 168, euro 20). Questa pubblicazione segue altri precedenti studi di filosofia e storia locale, tra cui La devianza minorile: il caso Puglia 1976-1986. Economia, Sociologia, Diritto (Bari, 1988); Felicità e cittadinanza nella teoria politica di Aristotele (Manduria, 1993); Dal riscatto feudale al riconoscimento di Alberobello come patrimonio dell'umanità (Alberobello, 2000); Filosofia e Stato (Lecce, 2005). In questo ultimo libro Panarese indaga le origini della disputa sulla legittimità del potere nell'età medievale. Da quali forze trae origine il potere che un capo esercita? Il quesito sulla legittimità del potere si snoda in tutta la storia del Medioevo.

Così si legge in quarta di copertina: «Il saggio affronta la complessa problematica soffermandosi sulle figure centrali nell'assetto sociale e politico: il Papa, l'Imperatore, il Popolo. Storicamente si può affermare che, nell'età medievale, prendono forma "due dottrine" secondo le quali il potere e il diritto originano da due diverse fonti. La prima sostiene che "il potere deriva dal basso". A questa concezione si contrappone l'altra, secondo cui "il potere deriva dall'alto". La storia del pensiero politico medievale è, in gran parte, la storia dello scontro tra queste opposte rappresentazioni. Dopo aver passato in rassegna le teorie che trattano la gestione del potere, l'autore illumina, nella vasta letteratura politica, il modello proposto da Dante nella Monarchia. Nell'opera dantesca, il rapporto fra utopia e realtà diviene integrazione fecondante, lo stimolo che deve condurre il monarca ad assumere e personificare una funzione "terapeutica" e socialmente indispensabile per placare le ansie di un mondo tormentato». Accanto all'interpretazione dell'opera dantesca, tuttavia, Panarese affianca lo studio di altre fonti della cultura italiana del Medioevo, da Marino e Andrea di Isernia a Marsilio da Padova e a Bartolo da Sassoferrato, che affermava civitas sibi princeps, il popolo è principe di se stesso.

lunedì 27 ottobre 2008

De Nittis protagonista alla Teca del Mediterraneo

Ancora un incontro per la rassegna Percorsi Identitari è in programma mercoledì prossimo, 29 ottobre, alle ore 11 presso la Sala Matutinum della Teca del Mediterraneo, la Biblioteca del Consiglio regionale pugliese. Una giornata speciale, perché interamente dedicata al pittore barlettano Giuseppe De Nittis e a ben tre pubblicazioni che nell'ultimo anno ne hanno riportato in auge la vita e le opere, grazie anche al rinnovato interesse e alle mostre organizzate al Palazzo della Marra di Barletta negli ultimi anni, con la riapertura della Pinacoteca De Nittis. Testimonials dell'incontro saranno Ruggiero Borgomastro, presidente della Fondazione “Giuseppe De Nittis” e dell’Associazione Nazionale Artistica Culturale De Nittis, e Raffaele Nigro, giornalista e romanziere. L'incontro sarà moderato dal giornalista Alfonso Marrese e vi parteciperanno gli studenti del Convitto Nazionale "Domenico Cirillo" di Bari e dell’Istituto tecnico Commerciale, per Geometri e per il Turismo "G. Salvemini" di Molfetta (Ba).

Saranno dunque tre i volumi che si presenteranno nell'occasione. Il primo è il volume scritto da Christine Farese Sperken, docente di Storia dell'Arte contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari, per l'editore Schena, dal titolo Giuseppe De Nittis da Barletta a Parigi. Il secondo è il volume del prof. Renato Russo, edito dalla casa editrice Rotas di Barletta, dal titolo La Pinacoteca De Nittis a Palazzo Della Marra. Infine, il terzo libro è quello scritto a quattro mani da Giuseppe Lamacchia (già storico e biografo di Giuseppe De Nittis in diverse altre pubblicazioni degli anni Novanta e non solo) e da Mariagraziella Belloli (docente presso l'Università di Bari ma con molti interessi sulla tradizione e la storia locale della Terra di Bari, autrice tra l'altro del recentissimo volume Il pellegrino di Rostov, una storia della Chiesa Russa di Bari) dal titolo Il Dossier De Nittis. Un maestro dell'Impressionismo nella documentazione degli Archives Nationales de France, pubblicato per la Stilo Editrice.

sabato 25 ottobre 2008

"Storia di Manfredonia", a cura di R. Licinio

È stato presentato ieri al Palazzo dei Celestini di Manfredonia il primo volume della Storia di Manfredonia. Il Medioevo, un importante contributo di storia locale pubblicato dalla casa editrice Edipuglia, della quale ci siamo occupati anche pochi giorni fa, a cura del prof. Raffaele Licinio, docente di Storia Medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari. Il volume, il primo dei quattro previsti per ricordare i 750 anni dalla fondazione della città, con un'introduzione dello stesso Licinio e le presentazioni del sindaco di Manfredonia, Francesco Paolo Campo, e dello studioso Saverio Russo, docente di Storia Moderna all'università di Foggia, raccoglie otto saggi di diversi studiosi e ricercatori sulle tracce medievali dell'importante città della Capitanata, dalla fondazione fino al XVI secolo. I successivi tre volumi si occuperanno rispettivamente dell'Età Moderna (1530-1860), dell'Età Contemporanea (1860-1975) e dei "Caratteri originari" della città. «La stesura della storia di Manfredonia che ho l’onore di coordinare – annota il professor Russo – si configura come una operazione di alta divulgazione, non separata da un profilo scientifico. A partire dalla ricerca storiografica esistente, cercheremo di scandagliare più in profondità, oltre all’archivio comunale, i fondi conservati presso gli archivi di Stato di Foggia, Napoli, Venezia, Trieste eccetera. Auspichiamo che la nostra ricerca si accompagni ad una definitiva sistemazione dell’archivio del Comune e di quello arcivescovile».

Nel dettaglio, gli otto saggi sono scritti da Francesco Violante, dottorando dell'Università di Bari (Da Siponto a Manfredonia: note sulla ‘fondazione’ e Organizzazione del territorio e strutture produttive tra XI e XVI secolo), da Nunzio Tomaiuoli, della Direzione regionale per i beni culturali (Manfredonia: le mura e il castello), da Victor Rivera Magos, dottorando dell'Università degli studi di Siena (La chiave de tutta la Puglia. Presenze straniere, attività commerciali e interessi mediterranei a Manfredonia, ‘agriporto’ di Capitanata, secoli XIII-XVI), da Renato Lugarini (Le istituzioni ecclesiastiche: Manfredonia, il retaggio sipontino e l’Ecclesia Garganica), da Mariella Intini, dottore di ricerca dell'Università degli studi di Lecce (Gli itinerari della fede), da Anna Airò, dottore di ricerca Università degli studi di Firenze (Et signanter omne cabella et dacii sono dela detta università. Istituzioni, ambiente, politiche fiscali di una ‘località centrale’: Manfredonia nel sistema territoriale di Capitanata tra XIII e XVI secolo) e da Luisa De Rosa (Storie di chartae e storie di pietra: la cultura artistica a Manfredonia fra XIII e XIV secolo).